Gli ultimi provvedimenti per il 2019 del Comitato di gestione dell’AdSP del Mar Ligure Occidentale

31.12.19 – Nell’ultima seduta per l’anno in corso, tenutasi ieri il Comitato di gestione della ADSP ha approvato importanti provvedimenti nell’ottica di rafforzare il ruolo del sistema portuale di Genova e Savona a livello nazionale ed europeo. Con il via libera alle convenzioni con RFI e Autostrade per l’Italia Spa si attuano due punti salienti del Programma Straordinario derivanti dal Decreto Genova per la ripresa e lo sviluppo dei traffici portuali nonché il miglioramento delle infrastrutture di accesso dopo il crollo del ponte Morandi: il primo prevede l’adeguamento della Galleria Molo Nuovo per collegare il terminal Bettolo all’ex bivio di S. Limbania per una spesa di 13 milioni e 500mila euro con RFI che sarà il soggetto attuatore dei lavori (l’entrata in esercizio prevista entro il 2022); il secondo, con ASPI, modificherà l’attuale collegamento in viadotto fra il casello di Prà e le aree portuali con una corsia dedicata e con l’obiettivo di potenziare la capacità e l’efficienza del terminal PSA nonché il completamento da parte di Rfi del potenziamento del nodo ferroviario di Prà, già da tempo inserito nel Programma infrastrutture strategiche nazionali. Parere favorevole alla pre adozione del Documento di Pianificazione Strategica di Sistema previsto dalla legge di riforma delle ex autorità portuali. Il DPSS, come indica la norma, deve individuare obiettivi e strategie per lo sviluppo del sistema portuale e definire gli indirizzi per la successiva redazione dei piani regolari portuali del singoli scali. Dopo un primo confronto con i Comuni interessati e la comunità degli stakeholder pubblici e privati per raccogliere osservazioni e commenti utili alla finalizzazione del Documento di pianificazione Strategica, la proposta sottoposta al Comitato di gestione potrà essere integrata nelle prossime settimane per poi essere discusso nei dettagli con i Comuni interessati per l’acquisizione del parere di competenza, passaggio essenziale per la successiva adozione definitiva. Positivo anche il parere sull’impianto di trasformazione e distribuzione di energia elettrica a servizio della piattaforma multipurpose di Vado Ligure e dei varchi di accesso dedicati, passaggio importante per completare l’operatività del terminal lato terra.

Porto di Olbia, alla Sinergest la gestione del servizio di instradamento veicoli

La società si conferma rispetto alla Corridoni. Rinviata, invece, l’apertura delle buste per gli altri due lotti

31.12.2019 – Sarà la Sinergest a gestire, dal 1 gennaio e per i successivi quattro mesi, il servizio di instradamento per i mezzi in arrivo e partenza dal porto di Olbia – Isola Bianca.

È il risultato dell’apertura delle offerte per l’appalto, bandito dall’AdSP del Mare di Sardegna, relativo ai servizi ai passeggeri nello scalo olbiese gestiti, fino al 31 dicembre 2019, dalla stessa società.

Tre i lotti previsti nella gara avviata lo scorso 4 dicembre con manifestazione d’interesse e proseguita, in seconda fase, con procedura negoziata il cui termine ultimo per la consegna delle offerte era previsto per questa mattina alle 12. Scadenza subito dopo la quale si è riunita la commissione, in una seduta pubblica ininterrotta, dalle 15 alle 21.00.  

Il primo, appunto, è quello riferito al servizio di accoglimento, ricezione, smistamento ed instradamento dei veicoli che transitano, sia in arrivo che in partenza, dal porto di Olbia – Isola Bianca. Procedura aggiudicata alla Sinergest Spa, che ha offerto un ribasso a base d’asta del 10 per cento sul costo orario di 20,44 euro, rispetto al 2 per cento della Impresa Portuale Filippo Corridoni, ribaltando il risultato che quest’ultima aveva raggiunto sui servizi migliorativi offerti (70 punti contro i 50 di Sinergest).

Dal 1 gennaio, dunque, la Sinergest potrà proseguire nella gestione dell’attività di prima accoglienza (in imbarco o in sbarco) e di indirizzamento nelle corrette direttrici di traffico (in uscita dal porto o nelle aree di preimbarco adiacenti alle navi) dello scalo olbiese.

Relativamente agli altri due lotti, ossia il trasporto su navetta dalla stazione marittima alla nave e viceversa, e quello relativo all’attività di info point all’interno del terminal passeggeri dell’Isola Bianca, la commissione, a causa di alcune carenze sulle documentazione presentata, ha ritenuto di ricorrere al soccorso istruttorio e, quindi, di rinviare l’apertura delle offerte tecniche ed economiche ai prossimi giorni.

Porto di Cagliari: Dal 2 gennaio gli ex lavoratori della CLP saranno assunti dall’ALPS

Firmati i contratti per il riassorbimento di 39 unità lavorative

30.12.2019 – Il 2020 inizierà positivamente per gli ex dipendenti della Compagnia Lavoratori Portuali di Cagliari.

A quasi due anni dal fallimento dell’impresa, sono stati sottoscritti i contratti per l’assunzione di tutti e 39 i lavoratori all’interno dell’Agenzia per il Lavoro Portuale della Sardegna.

Dal 2 gennaio prossimo, gli ex dipendenti CLP, molti dei quali giunti a conclusione del periodo di trattamento della Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego (Naspi), dopo aver ultimato l’attività di formazione finalizzata all’aggiornamento per il reimpiego in quelle attività che le dinamiche del lavoro portuale richiederanno, riprenderanno il loro percorso lavorativo.

Così come previsto dalla normativa e dallo stesso statuto dell’Agenzia, infatti, in dipendenza dei picchi di traffico, ma anche per indisponibilità o per carenza di specifiche figure professionali, gli stessi potranno essere, di volta in volta, impiegati nelle attività portuali.

Un risultato fondamentale, quello odierno, che giunge a conclusione di un lungo percorso condotto dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna (che, in virtù dell’art.17, comma 5, della legge 84/94, partecipa alla compagine societaria dell’ALPS con un 16 per cento di quota), dall’Impresa Terminalista di Cagliari Srl (Iterc Srl), dall’Impresa Portuale di Cagliari Srl (IPC), dalla Combined Terminal Operators Srl (CTO) e dalla Cagliari Ro-Ro Terminal Srl. 

L’attuale assetto organico di 39 unità (pari a 29 full time equivalent) è stato autorizzato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per una prima “fase sperimentale” della durata di 12 mesi, al termine dei quali si procederà ad una nuova valutazione dell’adeguatezza della forza lavoro alle dinamiche portuali. 

Con un paziente lavoro e una grande determinazione – spiega Massimo Deiana, Presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna – siamo riusciti a mantenere fede all’impegno assunto in fase di costituzione dell’ALPS, il cui primo scopo è stato quello di dare una risposta occupazionale ai lavoratori della fallita CLP. Sento il dovere condividere questo traguardo con le imprese portuali, CTO, ITERC, IPC e Cagliari Ro-Ro, che ringrazio per aver assunto, con grande senso di responsabilità, l’onere di partecipare alla compagine societaria dell’Agenzia, dando vita ad uno strumento indispensabile per il buon funzionamento dell’intero Cluster portuale sardo”.

Siria, porti di Tartus e Latakia: gli ambiziosi piani di Russia e Iran

30.12.2019 – La Russia ha annunciato nei giorni scorsi che investirà 500 milioni di dollari in quattro anni nel porto siriano di Tartus che controlla attraverso un contratto di fitto di 49 anni, firmato nell’aprile di quest’anno. Lo ha annunciato Yuri Borisov, vice primo ministro russo.

Questo è di gran lunga il più grande investimento della Russia in Siria, dove Mosca sta cercando di consolidare la sua influenza. L’accordo di locazione dello scalo portuale di Tartus è stato raggiunto in via provvisoria nel 2018 ed ha consentito alla Russia di espandere la sua influenza nel Mediterraneo Orientale e di dotare la sua marina Militare di una nuova importante base logistica, le cui navi  non devono più tornare negli home port del Mar Nero (attraversando lo stretto del Bosforo) per rifornirsi di provviste.

Tartus è l’unico scalo portuale e base militare controllato  da Mosca al di fuori dell’ex Unione Sovietica. Nella guerra civile siriana, la Russia si è schierata al fianco del  regime di Damasco salvandolo dalla capitolazione  ed il porto di Tartus  è un dei benefit di cui ha potuto godere per l’aiuto fornito.

Mosca  ha preparato il terreno per ottenere il controllo del porto di  Tartus per anni. Nell’ottobre 2018 il ministero dei trasporti siriano ha dichiarato di aver avviato una collaborazione con la società russa Stroytransgaz per un progetto per espandere lo scalo marittimo. Probabilmente sarà proprio Stroytranzgas, che opera in Siria dal 2000, a gestire  il porto.  Ad oggi sono stati implementati contratti per la costruzione del gasdotto arabo (AGP) con una lunghezza di 319 chilometri e un impianto di trattamento del gas n. 1 (Progetto di sfruttamento del gas dell’area sud-centrale) – GPP – 1.

Stroytranzgas,  guidato da Gennady Timchenko, che è un membro della cerchia interna del presidente russo Vladimir Putin, è  una delle vittime delle sanzioni economiche USA  per i suoi legami con il Cremlino. La società ha costruito impianti di lavorazione del gas in Siria e controlla una miniera di fosfato e un impianto di produzione di fertilizzanti.

Secondo il viceprimo ministro russo Yuri  Borisov, il suo paese  ha avviato colloqui con il presidente siriano Bashar al-Assad  per la costruzione di autostrade, aeroporti e un collegamento ferroviario chiave tra Tartus e l’Iraq che consentirebbe il transito  di merci da e verso il Golfo.

E’ previsto inoltre che la costruzione di un hub portuale per lo stoccaggio del grano in Medio Oriente debba iniziare il prossimo anno. Negli ultimi anni, la Russia ha fornito alla Siria grano in grande quantità  e si prevede che entro la fine del 2019 il volume di tale traffico si incrementerà di ulteriori  100.000 tonnellate.

Russia ed Iran sono in competizione per espandere la loro influenza sulla Siria devastata dalla guerra. A ottobre, Teheran è riuscito ad ottenere in concessione il terminal container di Latakia, che a 322 km dal principale porto israeliano di Haifa, costituisce  un punto d’appoggio altamente strategico nel Mediterraneo orientale.  La Russia dal canto suo può vantare nell’area una base aerea a Khmeimim, vicino al porto di Latakia. L’Iran inoltre sta anche lavorando alla costruzione di una centrale elettrica a Latakia.

Lo scalo marittimo di Latakia, di proprietà statale è il principale porto commerciale della Siria. Esso si estende per 135 ettari, vanta 32 banchine, 18 gru e un pescaggio di 14,5 metri. I suoi magazzini coprono 62,8 ettari e possono gestire circa tre milioni di tonnellate di merci all’anno.

Nel 2009, CMA CGM ha firmato un accordo di concessione con Latakia Port General Company (LPGC) per gestire il principale container terminal  per un periodo di 10 anni (estendibile a 15 anni).  La società che lo gestisce  è un consorzio composto da CMA CGM / Terminal Link (51%) e Souria Holding (49%), una srl siriana. Il gruppo cinese COSCO SHipping è un azionista importante di Terminal Link.

Si dice che la Russia fosse contraria al contratto di locazione del porto di Latakia da parte dell’Iran, ma Teheran ha fornito al governo siriano miliardi di dollari di crediti e grandi quantità  di carburante. Nonostante la loro collaborazione, la rivalità tra Teheran e Mosca appare ormai evidente nella Siria del dopoguerra.

L’Iran ha ripetutamente chiesto al governo siriano l’accesso ai suoi porti, per ovviare agli attacchi aerei israeliani contro i suoi traffici commerciali che fanno uso delle strade e degli aeroporti in Siria. Tuttavia,  sotto la pressione della Russia, Damasco non ha collaborato. A partire dal prossimo ottobre, Teheran potrà contare su  un “suo” porto che consentirà all’Iran di far transitare  merci (ma secondo Israele, anche armi) verso il Libano.

Il controllo del porto di  Latakia realizza il vecchio sogno iraniano di  avere un accesso diretto al Mar Mediterraneo, da dove poter inviare merci, armi e aumentare la sua influenza politica a livello globale. Una presenza iraniana permanente a Latakia potrebbe rappresentare però un serio ostacolo per la Russia per portare avanti  la sua strategia politica e militare nella regione.

Si ritiene che società collegate alla Guardia rivoluzionaria iraniana abbiano già iniziato a utilizzare il porto di Latakia, che diventerebbe la sponda mediterranea di una nuova  via commerciale emergente che attraversa la cosiddetta regione della Mezzaluna sciita la quale include Libano, siria, Bahrain, Iraq, Iran, Azerbaijan, Yemen e la parte occidentale dell’Afghanistan.   

Singapore: il ReCAAP – richiede a tutte le navi che attraversano lo stretto di “esercitare la massima vigilanza”

28.12.2019 – Richiesta dal ReCaap (Centro di cooperazione regionale sulla lotta contro la pirateria e la rapina a mano armata contro le navi in Asia) massima vigilanza e attenzione a tutte le navi che attraverseranno lo stretto di Singapore.

L’allarme è stato diffuso dopo l’ennesima aggressione da parte di pirati a una nave nello Stretto.

A subire l’attacco. nel giorno di Natale, la petroliera Stena Immortal, battente bandiera britannica. Sei pirati, saliti furtivamente a bordo, sono stati avvistati nella sala macchine della nave intorno alle 12.28. Il comandante della nave lo ha riferito al Singapore Vessel Traffic Information System. Anche le autorità indonesiane e la Guardia costiera della Marina e della polizia di Singapore (PCG) sono state informate e gli ufficiali del PCG sono saliti a bordo della nave cisterna quando è arrivata a Singapore. L’incidente porta il numero totale di episodi di pirateria registrati finora quest’anno nello Stretto di Singapore a 30.

Il ReCAAP ha dichiarato in una nota che “poiché gli autori di questi incidenti non sono stati arrestati, esiste la possibilità di ulteriori incidenti nello stretto di Singapore. Si consiglia vivamente a tutte le navi di esercitare la massima vigilanza, adottare misure precauzionali supplementari e segnalare immediatamente tutti gli incidenti allo Stato costiero più vicino.”
Il Centro ha anche invitato le forze dell’ordine degli Stati costieri a intensificare ulteriormente la sorveglianza e le pattuglie e migliorare la cooperazione e il coordinamento per rispondere prontamente agli eventuali incidenti.

Stessa sorte non è, purtroppo, toccata all’equipaggio della nave che domenica scorsa all’alba è stata aggredita da pirati nella baia di Libreville, capitale del Gabon.

Il fatto è stato reso noto dal portavoce del governo gabonese che ha informato dell’uccisione del comandante di origine gabonese, durante l’attacco dei pirati, e del sequestro di quattro marinai cinesi.

Fincantieri: contratto di 1,3 miliardi di dollari tra Marinette Marine e Arabia Saudita per 4 unità MMSC

r27.12.2019 – La US Navy ha assegnato al consorzio guidato da Lockheed Martin, del quale fa parte Fincantieri Marinette Marine (FMM), un ordine plurimiliardario per la costruzione di quattro unità Multi-Mission Surface Combatants (MMSC) destinate al regno dell’Arabia Saudita, nell’ambito del programma Foreign Military Sales del Paese.

Fincantieri sarà il costruttore delle navi presso il suo stabilimento di Marinette, nel Wisconsin, recentemente visitato dal Vice Presidente degli Stati Uniti Mike Pence. Il contratto ha un valore di circa 1,3 miliardi di dollari per Fincantieri Marinette Marine.

Le unità Multi-Mission Surface Combatants si distingueranno per essere altamente manovrabili, grazie alla flessibilità derivata dal monoscafo delle Littoral Combat Ship (LCS), classe Freedom, realizzate dallo stesso consorzio per la US Navy (finora sono state consegnate 9 unità e altre 7 sono già in diversi stadi di costruzione), con un’autonomia incrementata a 5.000 miglia nautiche e una velocità superiore a 30 nodi, che le renderanno capaci di operazioni di pattugliamento sia costiero che in mare aperto, in grado di affrontare tutte le moderne minacce alla sicurezza marittima ed economica.

Giuseppe Bono, Amministratore delegato di Fincantieri, ha commentato: “Alcuni ordini, come questo, oltre ad avere una notevole rilevanza economica, si connotano anche per importanti aspetti industriali. Un tale risultato, infatti, corona uno straordinario lavoro che ci ha portato a consolidare una reputazione di assoluta eccellenza anche nel mercato statunitense, notoriamente molto complesso, ed è un attestato delle capacità strategiche, tecnologiche e gestionali che Fincantieri è in grado di esprimere sempre al più alto livello e in qualsiasi contesto”.

Lockheed Martin e FMM, insieme allo studio di architettura navale Gibbs & Cox e oltre 800 fornitori in 42 stati, stanno già cooperando nel programma LCS per la US Navy, uno dei più ambiziosi programmi di navi di superficie al mondo.

Fincantieri Marine Group (FMG) controlla FMM e altri due siti sempre nella regione dei Grandi Laghi, Fincantieri Bay Shipbuilding e Fincantieri Ace Marine. Dal 2008 la società ha investito più di 180 milioni di dollari per modernizzare i tre cantieri in Wisconsin, assumendo e formando da allora più di 1.000 persone, con una forza lavoro complessiva nei tre siti di circa 2.500 persone oltre a un indotto di più di 350 ditte di contractors.

Con sede a Bethesda, nel Maryland, Lockheed Martin opera a livello globale nel settore aerospaziale e della sicurezza, impiegando circa 105.000 persone, ed è impegnata nella ricerca, progettazione, sviluppo, produzione, integrazione e supporto di sistemi, prodotti e servizi di tecnologia avanzata.

Cantiere Navale Vittoria: al via la costruzione di 5 unità SAR per la Guardia Costiera

26.12.2019 – Con la saldatura simbolica di un elemento di chiglia, il Cantiere Navale Vittoria segna formalmente la prima tappa nella realizzazione delle 5 unità di tipo S.A.R. (Search and Rescue) CP 300 (con opzione di altre 10)per la Guardia Costiera italiana e destinate principalmente allo svolgimento delle operazioni di ricerca e soccorso in mare (valore complessivo dell’appalto 10 milioni e 450 mila euro).

Si è tenuto lunedì scorso nello stabilimento di Adria, alla presenza del Capitano di Vascello Luciano Del Prete, capo delegazione della Guardia Costiera,e dell’ing. Massimo Duò, vicepresidente del Cantiere Navale Vittoria, il Keel Laying – o posa della chiglia – della prime due imbarcazioni (che saranno consegnate entro l’estate e le successive tre a distanza di pochi mesi) che andranno a rinnovare la flotta attualmente in dotazione al Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera.

Si tratta di un benaugurante rituale – un parallelo marinaro alla posa della prima pietra, dato che la chiglia è la struttura principale dello scafo, la “spina dorsale”, cui sono collegate tutte le ossature – volto a sancire l’avvio ufficiale dei lavori di costruzione.

Sotto la supervisione dei tecnici del Cantiere di Adria, il comandante Del Prete ha simbolicamente saldato una parte di ossatura di una delle unità. La delegazione ha successivamente fatto visita allo stabilimento, prendendo visione dello stato dei lavori di costruzione delle unità S.A.R. come della documentazione progettuale, supervisionando al contempo tutte le attrezzature che serviranno a completare l’allestimento delle imbarcazioni, la cui consegna è prevista per l’estate 2020.

A conclusione della visita, il Cantiere Navale Vittoria ha consegnato ai rappresentanti delle Corpo  delle Capitanerie di porto una targa celebrativa.

L’azienda veneta specializzata nella progettazione e realizzazione di imbarcazioni militari, paramilitari da lavoro, commerciali e da trasporto fino a 100 metri di lunghezza, si era aggiudicata la gara europea indetta nel 2016. Le future unità della Guardia Costiera italiana saranno modernissimi mezzi in lega leggera di alluminio, inaffondabili e auto-raddrizzanti, lunghe circa 20 metri, larghe 4,5 metri, con un pescaggio di 0,95 metri. Le unità potranno raggiungere una velocità massima continuativa di 35 nodi e saranno in grado di ospitare fino a 200 persone.

Ringrazio il Comandante Del Prete e tutta la delegazione in rappresentanza della Guardia Costiera per essere qui oggi – ha affermato Massimo Duò, vicepresidente del Cantiere Navale Vittoria – Spero che questa cerimonia, che tradizionalmente ha la funzione di augurare buona fortuna all’imbarcazione e lunga vita in mare, possa essere benaugurante anche per tutti gli uomini e le donne Guardia Costiera. Questa cerimonia rappresenta un primo e importante passo verso il completamento delle unità, un percorso lungo ma che ci rende orgogliosi di essere ritornati a costruire per la Guardia Costiera del nostro Paese. Con queste unità andiamo ad ampliare un portafoglio costituito da oltre 80 unità S.A.R. realizzate per diversi corpi di Polizia Marittima o Capitanerie del bacino del Mediterraneo, tra cui spiccano circa 65 unità classe 800 in servizio da oltre 20 anni alla stessa Guardia Costiera Italiana”.

RFI attiva il secondo binario di accesso al terminal di Genova Prà Mare

26.12.2019 – E’ stato attivato lo scorso 23 dicembre, con due settimane di anticipo rispetto alla previsione di gennaio 2020, il doppio binario di accesso al terminal di Genova Prà Mare. Lo rende noto l’AdSP del Mar Ligure Occidentale.

L’importante attivazione, terza delle quattro fasi complessive, consente un ulteriore potenziamento dei collegamenti tra lo scalo ferroviario ed il terminal portuale nonché un incremento della capacità nei traffici merci da e per il Porto di Genova Prà, assecondando così la crescente domanda di traffico, attuale e futura e superando definitivamente una criticità infrastrutturale che storicamente ne limitava i traffici merci.
I lavori, avviati ad inizio 2019, seguono le importanti attivazioni di giugno e novembre, nonché la lunga chiusura completa dello scalo tra ottobre e novembre. Investimento economico di circa 30 milioni di euro.

Le attività proseguiranno fino al completamento dell’ultima fase, attualmente prevista a dicembre 2020, quando verrà completato il passaggio a livello di separazione tra i movimenti ferroviari e quelli stradali, il nuovo varco doganale, il sestuplicamento degli attuali quattro binari di scalo e l’adeguamento dei sistemi di segnalamento e gestione della circolazione ai più elevati standard normativi.

Tutti gli interventi vengono coordinati e realizzati da RFI ed Italferr – società del Gruppo FS Italiane – che, insieme alle imprese appaltatrici e con la piena collaborazione di Autorità Portuale, PSA e tutti gli operatori ferroviari, stanno proseguendo nelle complesse lavorazioni con massima attenzione e costante impegno finalizzati anche a limitarne gli effetti sui traffici esistenti ed in ottica sinergica con tutti gli altri interventi di manutenzione e potenziamento infrastrutturale di RFI sulla rete ligure.

L’ulteriore potenziamento finale dell’impianto, subordinato alla realizzazione del nuovo viadotto di collegamento tra l’autostrada A10 e il Porto di Pra’, a cura Autorità Portuale, prevede l’estensione dello scalo a 7 binari di modulo 750 metri, in linea con i più moderni standard infrastrutturali delle grandi reti ferroviarie europee.

Vard: contratto con Ponan per due nuove mavi da crociera

25.12.2019 – Nell’ambito dell’accordo per 2 navi da crociera di lusso di piccole dimensioni di nuova generazione annunciato nel novembre 2019, l’armatore francese PONANT e Vard, controllata di Fincantieri, hanno firmato nei giorni scorsi il relativo contratto.

In passato Fincantieri ha già costruito per PONANT quattro unità ad Ancona, “Le Boréal”, “L’Austral”, “Le Soléal” e “Le Lyrial”, consegnate rispettivamente nel 2010, 2011, 2013 e 2015. VARD, società norvegese controllata di Fincantieri e attiva nella progettazione e costruzione di navi expedition cruise, ha realizzato tra il 2018 e il 2019 quattro unità della classe “PONANT EXPLORERS”, e consegnerà le ultime due della serie nel 2020. VARD, inoltre, consegnerà “Le Commandant Charcot”, la prima nave da crociera artica ibrido-elettrica alimentata a LNG, a PONANT nel 2021.

Le nuove unità, con consegne previste entrambe nel 2022, saranno l’evoluzione di quelle della classe “PONANT EXPLORERS”. Opereranno nell’area del Sud Pacifico per il brand “PAUL GAUGUIN CRUISES”, al pari dell’unità eponima acquisita di recente da PONANT, portando così a 3 il numero delle navi in flotta per questo brand. Saranno realizzate dal network produttivo del gruppo VARD, e avranno una stazza lorda di circa 11.000 tonnellate, ospitando a bordo circa 230 passeggeri.

Saranno ibrido-elettriche e costruite adottando le più avanzate tecnologie in tema di protezione ambientale e delle persone, caratterizzate dall’apparato-batterie più grande nel comparto, che consentirà operazioni senza fumo all’ancora, nei porti e nelle aree sensibili sotto il profilo ecologico. In particolare, affinché le navi abbiano il minimo impatto possibile sull’ambiente, il loro eco-design sarà ispirato da tre obiettivi: l’ottimizzazione energetica per garantire un consumo minimo, che comprende il perfezionamento dell’idrodinamica dello scafo, equipaggiamenti più efficienti, e un innovativo sistema di recupero dell’energia; la riduzione del rumore subacqueo; il miglioramento del trattamento dei rifiuti con la certificazione “Cleanship Super” dell’ente indipendente Bureau Veritas.

Dall’1 gennaio 2020 aria più pulita negli scali portuali

25.12.2019 – Nell’ambito della strategia ad ampio spettro condotta dalla International Maritime Organization dell’ONU volta al contenimento e alla riduzione dell’impatto ambientale e alla ecosostenibilità del trasporto via mare nel suo complesso, contenente le misure di riduzione delle emissioni nocive (ossidi di zolfo , ossidi di azoto e particolati) e di gas serra da parte delle navi, in base all’allegato VI della Convenzione internazionale MARPOL, il 1 gennaio 2020 entrerà in vigore su scala mondiale il nuovo limite della percentuale di zolfo nei combustibili navali, applicabili alle navi di qualsiasi bandiera, pari a 0,5%, ben 7 volte inferiore al vigente limite del 3,5% .

Tale previsione costituisce una risposta importante e convincente da parte del mondo dello  shipping alla crescente domanda di mitigazione dell’impatto ambientale e rappresenta un contributo essenziale al miglioramento della qualità dell’aria degli ambiti portuali . Peraltro già da alcuni anni le navi all’ormeggio non possono utilizzare  combustibili marini con tenore di zolfo superiore a 0,1%.

Si stima che, in attuazione di detta normativa,  a partire dal 1 gennaio 2020 le emissioni nell’aria  di ossidi di zolfo saranno ridotte del 77%, con forti benefici in particolare negli ambiti portuali e nelle aree marittime caratterizzate da intenso traffico marittimo.

Contemporaneamente sarà compiuto un ulteriore passo in ordine alle misure operative per l’abbattimento progressivo delle emissioni CO2 da trasporto marittimo, con obbligo per le nuove navi in costruzione di miglioramento dell’efficienza energetica che consenta la riduzione del 20% di CO2 per tonnellata/km.

Come reagirà la flotta di navi di linea che scalano regolarmente i nostri porti per quanto attiene alla qualità dei combustibili ?

Le strade che possono essere percorse per essere coerenti a con la nuova normativa internazionale  sono essenzialmente tre:

  • adottare combustibili derivati dal petrolio con tenore di zolfo inferiore a 0,5%;
  • continuare ad usare combustibili derivati dal petrolio tradizionale, dotando però la navi di sistemi di filtraggio e pulizia dei gas di scarico, i cosiddetti scrubber;
  • adoperare combustibili alternativi come il GNL (metano liquefatto) che riducono ancor più drasticamente le emissioni nocive e i particolati.

Stante la difficoltà della terza soluzione, per carenza al momento dei depositi di stoccaggio del GNL nei nostri porti, la prima soluzione – secondo l’Adsp del Mare Adriatico Meridionale – è quella che sarà prevalentemente adottata dalle compagnie di navigazione.