AdsP Liguria Orientale: Presentati nuovo Centro Unico per i Servizi alla Merce e bilancio di fine anno

24.12.2019 – E’ partito ufficialmente lo scorso 19 dicembre il Centro Unico per i Servizi alle Merci del retroporto di S.Stefano, primo del genere in Italia. Il CUS, in cui da d’ora in poi verranno effettuati contemporaneamente tutti i controlli, ad esclusione di quelli disposti dall’Autorità Giudiziaria e di quelli svolti dagli organi competenti per la sicurezza dello Stato e dalle forze di polizia, è stato mostrato venerdì scorso dalla Presidente dell’AdSP del Mar Ligure Orientale, Carla Roncallo ai rappresentanti delle massime istituzioni ed ai membri della comunità portuale.

Con la realizzazione del CUS, l’Ente, oltre a lavorare nel solco delle disposizioni della legge di riforma della 84/94, ha recepito prontamente diverse norme comunitarie che a breve entreranno in vigore e che puntano fortemente, tra l’altro, sull’efficientamento dei controlli alla merce, che condizionano in maniera significativa l’efficienza dei porti italiani. La legge di riforma istituisce, infatti, lo Sportello Unico Doganale e dei controlli, che ha la competenza dei controlli relativi a tutti gli adempimenti connessi all’entrata e uscita delle merci nel o dal territorio nazionale. A ciò si aggiunge il recepimento da parte del nostro Paese del Regolamento di esecuzione UE 625/2017, la cui entrata in vigore, prevista tre giorni fa, è poi slittata di alcuni mesi ed in virtù del quale sono stabiliti requisiti minimi e dotazioni adeguate per i posti di controllo frontalieri relativamente al controllo della merce fresca, perfettamente rispettati dal CUS di S. Stefano Magra.

All’interno del CUS opereranno l’Agenzia delle Dogane, la Guardia di Finanza, la Sanità Marittima (veterinario, fitopatologo), i Carabinieri Forestali, la Polizia di Frontiera, l’Age Control. Il Centro è dotato di spazi coperti per l’apertura dei contenitori, di moderne celle frigo, di uno scanner molecolare di nuova generazione fornito dall’Agenzia delle Dogane ed infine, di una palazzina per gli uffici, dove hanno trovato spazio tutti i soggetti interessati. Le operazioni di trasporto della merce dal porto a Santo Stefano, con corridoio controllato da UIRNET e la movimentazione della merce soggetta a controllo, sono state affidate a La Spezia Port Service, importante realtà, riferimento della maggior parte degli operatori spezzini nel campo della logistica.

Sarà quindi da subito possibile liberare aree in porto trasferendo la merce al retro porto in maniera efficiente e sicura, con un notevole guadagno anche in termini di tempo, visto l’indubbio efficientamento che si conseguirà nelle operazioni di controllo.

Oltre alla visita guidata al Centro, negli spazi presi in locazione dalla proprietaria RFI , sono state illustrate dalla Presidente e dal Segretario Generale Francesco Di Sarcina, le attività dell’Ente svolte nel 2019 e quelle in dirittura finale.

E’ ormai quasi definita la struttura del Documento di Pianificazione Energetica ed ambientale, tappa fondamentale per avviare la trasformazione del porto in chiave sempre più “green”, con particolare riferimento alla riduzione delle emissioni di CO2.

Il Documento, che sarà presentato a Gennaio, permette di introdurre iniziative, anche infrastrutturali, fondamentali per un vero salto di qualità nella gestione delle componenti ambientali, come ad esempio l’implementazione del GNL per vari usi in porto. A questo proposito è stato firmato in questi giorni, il protocollo per la promozione, la diffusione, la realizzazione e l’accettazione sociale di una rete di distribuzione del Gas Naturale Liquefatto tra Regione Liguria e numerosi altri entri, tra cui la nostra AdSP. Obiettivo del DEASP è quello di valutare la situazione attuale dei porti della Spezia e di marina di Carrara studiando il fabbisogno energetico delle attività interne al demanio marittimo interessato, ciò al fine di proporre una serie di soluzioni tecnologiche che consentano di ridurre l’impiego di energia primaria a parità di servizi offerti, privilegiando le tecnologie maggiormente rispettose dell’ambiente. In questo senso, un passo importante sul fronte ambientale era già stato compiuto a ottobre con la firma dell’accordo per ridurre l’impatto delle emissioni in atmosfera da parte delle vani passeggeri di Royal Caribbean, Costa Crociere, MSC, AIDA, Azamara e Celebrity Cruises, che dovranno utilizzare un combustibile con percentuale di zolfo inferiore allo 0,1% prima dell’ingresso in porto.

Il Documento di Pianificazione Strategica di Sistema, strumento che delinea le strategie e gli obiettivi del Sistema Portuale da declinare in seguito nei Piani Regolatori Portuali dei singoli scali, redatto dagli uffici dell’Ente coordinati dal Segretario Generale, è stato adottato nel luglio di quest’anno dal Comitato di Gestione, dopo aver ottenuto il parere favorevole dai quattro consigli Comunali interessati. Ora si è in attesa del perfezionamento dell’intesa tra Regione Liguria, Regione Toscana e Ministero delle infrastrutture e Trasporti.

Continua inoltre il piano di razionalizzazione delle Società partecipate; le quote della partecipazione della AdSP nella società LSSR La Spezia Shunting Railways, pari al 20% del Capitale sociale, poste in vendita con procedura di evidenza pubblica, potranno essere cedute a gennaio, essendo pervenuta una offerta di acquisto.

Per ciò che riguarda i dati di traffico del Sistema Portuale (La Spezia e Carrara), il traffico contenitori si dovrebbe attestare complessivamente a circa 1,485 milioni di TEU movimentati, con una leggera flessione dovuta alla diminuzione del traffico di trasbordo nel porto della Spezia. Il traffico passeggeri registra un totale di 648mila pax in transito, con un incremento del 30% sul 2018. Il traffico complessivo si attesta a 18,7 milioni di tonnellate (+2,2%). La Spezia è stabile con 15,7 milioni di tons. E Marina di Carrara raggiunge 3 milioni di tonnellate (+20%).

Sul fronte delle crociere, ottenuto da parte delle tre compagnie l’assenso della commissione Antitrust, tra due giorni verranno stipulati gli atti con MSC, Royal Caribbean e Costa Crociere per la gestione del Terminal e l’avvio del progetto della nuova stazione crociere della Spezia.

E’ invece di poche settimane fa la notizia che il 19 dicembre partiranno le prenotazioni per i primi viaggi delle nuove navi, ancora in costruzione da parte di Fincantieri, della Virgin Voyages, la compagnia di Richard Branson. Questa prestigiosa compagnia, anche grazie al lavoro effettuato dall’Ente, ha scelto di far scalare regolarmente, a partire da maggio 2021 il porto di Marina di Carrara alla nave Valiant Lady, che partendo da Barcellona, toccherà Ibiza, Tolone, Ajaccio, Cagliari e lo scalo apuano.

Sempre per Marina di Carrara, in arrivo un finanziamento UE di 2.263.000 € derivante dalla partecipazione dell’Ente al progetto comunitario MARBLE “MARitime port Bridging Landside infrastructurE”, relativo al miglioramento dell’accessibilità del porto. Il progetto ha come obiettivo generale quello di migliorare la connessione tra il porto di Marina di Carrara e le reti di trasporto stradali e ferroviarie ad esso afferenti e coprirà parte dei costi relativi ai lavori di adeguamento del sistema multimodale di accesso al porto e delle opere marittime necessarie per la loro messa in sicurezza.

Da segnalare per Marina di Carrara la ricollocazione delle imbarcazioni dei pescatori professionisti sui nuovi pontili istallati sulla banchina Buscaiol; immediatamente alle spalle del pontile, a terra, sono stati attrezzati i nuovi spazi per le attrezzature e, sul fronte verso Viale Colombo, è operativo il nuovo punto vendita del pescato, che dispone alle spalle di spazi attrezzati per ognuno dei concessionari e moderne celle frigo.

Tra gli eventi organizzati nel 2019 si segnalano la seconda edizione di BILOG, che ha visto la partecipazione di 74 relatori e 400 operatori del settore provenienti da Austria, Belgio, Danimarca, Germania, Regno Unito, Polonia, Spagna, Irlanda, Olanda, ecc., e la mostra “Dalla Terraferma alla Terra Promessa”, che è stata visitata da centinaia di crocieristi e studenti.

Dall’U.E. 45 milioni per lo sviluppo del porto di Trieste

24.12.2019 – L’Unione Europea sostiene lo sviluppo del porto di Trieste con 45,5 milioni di euro di nuove risorse. La Banca Europea per gli Investimenti (BEI) ha firmato venerdì scorso a Trieste un prestito di 39 milioni con l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, a cui si aggiungono 6,5 milioni da parte della UE con i fondi CEF (Connecting Europe Facility) nell’ambito del progetto TriesteRailPort. Trieste è il primo porto ferroviario in Italia dotato di una rete interna (70 km di binari) che si collega con le reti nazionali e internazionali e consente a tutti i moli di essere serviti su rotaia, con la possibilità assemblare treni merci direttamente nei vari terminal. Più di 400 treni al mese collegano il porto di Trieste alle aree manifatturiere e industriali dell’Italia nord-orientale e dell’Europa centrale, con destinazioni diverse come Germania, Austria, Repubblica Ceca, Ungheria, Svizzera e Lussemburgo. Il progetto al centro del finanziamento comprende due diversi componenti, entrambe legate all’aumento di capacità ed efficienza delle operazioni ferroviarie nell’area di servizio portuale: 1) la ridefinizione del layout ferroviario del porto per consentire la piena operatività degli accessi ferroviari a più treni contemporaneamente di lunghezza fino a 750 metri; 2) il ripristino dei raccordi ferroviari industriali per le aree Wartsila ed ex Aquila. Per la BEI l’operazione rientra nei filoni tradizionali di attività, sia come progetto delle reti europee di trasporto (Trans European Network-Transport), sia per le rafforzate politiche ambientali, che puntano al sostegno di investimenti che contrastano i cambiamenti climatici. Per quanto riguarda gli aspetti occupazionali, è stimato che durante la realizzazione dei lavori ci sarà un incremento di circa 400 persone per anno. L’Unione Europea è intervenuta direttamente con il contributo del fondo CEF, lo strumento finanziario diretto a migliorare la qualità delle reti europee nei settori del trasporto, dell’energia e delle telecomunicazioni. Per Zeno D’Agostino, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale: “Questo finanziamento dimostra l’interesse e l’attenzione che l’UE ha per il porto di Trieste, un hub strategico e dinamico che sta investendo molte risorse nel settore ferroviario e quindi su una modalità di trasporto sostenibile”. Andrea Clerici, responsabile della sede italiana della BEI, ha dichiarato: “Questa è un’operazione significativa per la BEI per due motivi. Da una parte rientra a pieno titolo nel sostegno ai progetti ambientali; dall’altra rafforza il nostro impegno nel cruciale settore dei porti: nove operazioni negli ultimi anni per circa 600 milioni”.

Si è svolta a Venezia l’Assemblea generale di Medports

23.12.2019 – Si è tenuta martedì 17 dicembre a Venezia l’Assemblea Generale di MEDPorts, associazione nata nel 2018 per instaurare un’area di cooperazione operativa nel Mediterraneo, anche in termini di sostenibilità ambientale e per valorizzare il ruolo dei porti mediterranei nello scenario del trasporto marittimo mondiale. MEDPorts riunisce attualmente 24 porti – l’Italia è presente, oltre che con Venezia, anche con i porti di Taranto e Civitavecchia – che movimentano un totale di 536 milioni di tonnellate annue di merci, di cui 19 milioni di container, corrispondenti al 70% del tonnellaggio gestito nel Mediterraneo e oltre 21 milioni di passeggeri.

“Fin dalla sua nascita nel 2018, ed ancora di più oggi, MedPorts è più che mai una grande opportunità per tutti i porti mediterranei perché non solo riconosce la rinnovata centralità economica e commerciale del Mare Nostrum ma ne evidenzia anche la cultura comune” dichiara il presidente AdSPMAS Pino Musolino. “I porti del Mediterraneo dovranno nel prossimo futuro saper essere ancora di più contenitori di innovazione tecnologica e logistica, di creazione di lavoro e occupazione ma dobbiamo basare il nostro approccio sulla conoscenza per poter affrontare le sfide del futuro; sfide sociali – accrescere la compatibilità, ambientale ma non solo, dei porti mediterranei nel contesto in cui operano è tema primario – e sfide economiche. A partire dalla Via della Seta che fa del Mediterraneo un elemento centrale nel panorama geo-economico e geo-politico mondiale. E MedPorts è uno degli strumenti che consentirà, con il contributo di tutti i membri ci accettare e vincere queste sfide. In poco più di un anno di attività, abbiamo già intrapreso un percorso con scambi di buone pratiche, visite di delegazioni, ma ancora più rilevante, con il lavoro di molte commissioni tecniche che già hanno prodotto molte analisi e molta conoscenza puntuale. Questo è un dato estremamente positivo perché accresce la conoscenza reciproca e fa circolare conoscenza, seminando le basi per produrre innovazione. Per questo – ha concluso il presidente Musolino – mi auguro possano aderire presto nuovi porti. Perché MedPorts, nella quale già aderiscono porti del lato Africano e Mediorientale del Mediterraneo, deve essere un’opportunità tanto per il Nord Africa e l’armonizzazione politica economica e sociale dei paesi rivieraschi del mediterraneo meridionale e orientale, quanto per l’Europa che è alimentata, commercialmente, socialmente e economicamente, non solo da Nord ma anche, e soprattutto da Sud”.

Il prestigioso incontro contribuisce a consolidare il ruolo del porto di Venezia quale attore di primaria importanza nella discussione sul futuro del commercio marittimo e dell’innovazione tecnologica e ambientale in ambito portuale. Nel corso del 2019, la sede dell’Autorità di Sistema Portuale veneziana ha ospitato anche l’incontro di lancio dell’iniziativa internazionale Cruise 2030 e, recentemente, l’assemblea di Assoporti. Il presidente Musolino, che è anche vicepresidente di MEDPorts, ha appena assunto la guida di NAPA, North Adriatic Ports Association che riunisce i porti di Ravenna, Trieste, Venezia, Koper e Rijeka.

Ha preso il via la prima crociera di Costa Smeralda, alimentata a gas

23.12.2019 – Partita da Savona e giunta ieri a Barcelona, Costa Smeralda che per navigare utilizza il GNL, una innovazione per l’intero settore in grado di garantire una significativa riduzione dell’impatto ambientale, ha dato il via alla sua crociera inaugurale nel mar Mediterraneo. Dopo Barcelona toccherà i porti di Palma di Maiorca, Civitavecchia e La Spezia.

Costa Smeralda è la prima nave della flotta Costa a utilizzare, sia in porto sia in navigazione, il gas naturale liquefatto. L’LNG consente di migliorare la qualità dell’aria e proteggere l’ambiente, eliminando quasi totalmente le emissioni di ossidi di zolfo (zero emissioni) e particolato (riduzione del 95-100%), e riducendo significativamente anche le emissioni di ossido di azoto (riduzione diretta dell’85%) e di CO2 (riduzione sino al 20%).

Costa Smeralda fa parte di un piano di espansione che comprende un totale di sette nuove navi in consegna per il Gruppo Costa entro il 2023, per un investimento complessivo di oltre sei miliardi di euro. Di queste ben cinque navi, comprese Costa Smeralda e la sua gemella Costa Toscana, che sarà operativa nel 2021, sono alimentate a LNG. Il Gruppo Costa è stato infatti il primo operatore al mondo a introdurre questa innovazione sostenibile, destinata a ridurre l’impatto dell’intera flotta in maniera rilevante: la compagnia italiana infatti intende ridurre del 40% le emissioni di CO2 della propria flotta entro il 2020, con dieci anni di anticipo rispetto all’obiettivo fissato dall’IMO (International Maritime Organization).

Grazie alle sue eccezionali performance ambientali, che superano la normativa internazionale vigente in materia, Costa Smeralda è stata premiata dal RINA (società di certificazione internazionale) con Green Plus, la notazione volontaria di livello più alto per quanto riguarda l’impatto ambientale di una nave.

La nuova ammiraglia di Costa Crociere, ha una stazza lorda di oltre 180.000 tonnellate ed è stata costruita nel cantiere Meyer di Turku in Finlandia.

Bando di Concorso per due Aspiranti Piloti nel porto di Genova

E’ stato indetto un concorso per titoli ed esami per nr. 2 (due) aspiranti pilota nella Corporazione dei piloti del porto di Genova.  Alla procedura concorsuale possono partecipare i cittadini italiani o di altro Stato dell’Unione Europea purché il candidato abbia conoscenza della lingua italiana dimostrata con la certificazione C1, Common European Framework of References for Languages rilasciato da Ente accreditato.  

Le domande di ammissione alla selezione dovranno pervenire alla Capitaneria di porto di Genova, Via Magazzini Generali n° 4, 16126 Genova, entro 60 giorni dalla data di emissione del bando (20 dicembre 2019). Tre le modalità previste per la presentazione delle domande: 1) Raccomandata con ricevuta di ritorno, 2) Consegna diretta presso l’ufficio protocollo della Capitaneria di Porto di Genova, durante l’orario di ricevimento del pubblico, che rilascerà al candidato ricevuta attestante la data di presentazione della domanda, 3) Invio attraverso propria casella di posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo: dm.genova@pec.mit.gov.it

I concorrenti risultati idonei saranno inseriti nella graduatoria finale di merito pubblicata nell'albo della Capitaneria di Porto di Genova per almeno 30 giorni che resterà valida per 36 mesi. Il bando è scaricabile cliccando il seguente link: https://www.guardiacostiera.gov.it/genova/Pages/Bando-di-Concorso-per-due-posti-da-Aspirante-Pilota-nel-Corpo-dei-Piloti-del-Porto-di-Genova.aspx

Porto di Bari: approvata variante al PRP per riqualificare Molo San Cataldo e Darsena di Ponente

20.12.2019 – Il Comitato di gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, riunitosi giovedì 18 dicembre, ha adottato all’unanimità la Variante localizzata del Piano Regolatore Portuale, finalizzata alla riqualificazione del Molo S. Cataldo, al potenziamento delle infrastrutture asservite alla sede logistica del Corpo delle Capitanerie di Porto e al miglioramento della operatività nella Darsena di Ponente.

Obiettivo dell’Ente portuale, valorizzare le potenzialità economiche, commerciali e turistiche dello scalo, creando una ricucitura funzionale e fisica tra porto e città.

Gli interventi previsti per il Molo San Cataldo, perseguono lo scopo di realizzare la qualificazione funzionale di un ambito portuale attualmente sottoutilizzato con il duplice obiettivo di potenziare le infrastrutture asservite alla sede logistica di Bari del Corpo delle Capitanerie di Porto e, contemporaneamente, realizzare un bacino da destinare alla nautica da diporto.

L’intervento previsto per la Darsena di Ponente, invece, consiste nella realizzazione di un pontile, necessario a migliorare e potenziare l’operatività della stessa, mantenendo la tipologia di traffico attuale consistente in RO-PAX e navi da crociera.

Lo scorso 17 dicembre, la Giunta comunale di Bari aveva deliberato la disponibilità ad intraprendere, per quanto di competenza, le azioni necessarie al perfezionamento della procedura di Variante localizzata al vigente Piano Regolatore Portuale, passaggio questo prodromico all’adozione, da parte dell’Organo deliberativo dell’AdSP MAM, della Variante.

La perfetta sinergia e la fattiva intesa con l’Amministrazione comunale di Bari ci hanno portato, in tempi brevissimi, ad avere gli strumenti per procedere con interventi infrastrutturali di grande portata che riqualificheranno, potenzieranno e miglioreranno la funzionalità del porto di Bari- commenta il presidente dell’AdSP MAM Ugo Patroni Griffi. Due aree che riteniamo strategiche e che saranno maggiormente messe al servizio della Città e del territorio. Si tratta– conclude Patroni Griffi- di una serie di azioni assolutamente coerenti con le linee di sviluppo richiamate nel Documento di Pianificazione Strategica di Sistema Portuale.”

La Variante localizzata del Piano Regolatore Portuale prevede i seguenti interventi:

  • Sul molo San Cataldo in tre nuovi punti di ormeggio per la lunghezza di circa 400 metri. Le restanti superfici saranno destinate: 1) Guardia Costiera; 2) Approdi turistici.
  • nella Darsena di Ponente, un pontile idoneo all’ormeggio di due navi RO-PAX che possono aprire il portellone di poppa sulla banchina 11.

Porto di Cagliari: modificato il Piano Regolatore per rilanciare nautica e traffico merci

19.12.2019 – Rivoluzione e rilancio del waterfont della città di Cagliari e nuovo impulso al comparto delle rinfuse nel Porto Canale.

Saranno gli effetti dell’approvazione degli Adeguamenti tecnico-funzionali e della Variante localizzata al Piano Regolatore Portuale del Porto di Cagliari, all’ordine del giorno della riunione odierna del Comitato di Gestione dell’AdSP del Mare di Sardegna.

Quattordici i punti trattati questa mattina: dalla modifica della destinazione d’uso di alcune aree del porto storico e della parte di quello industriale destinata alle rinfuse, passando per un’ulteriore fase di armonizzazione delle procedure amministrative e di rilevazione statistica; ma anche anticorruzione, concessioni demaniali, fino al monitoraggio dei livelli occupazionali in banchina.

Per la pianificazione sul Porto Canale, attraverso l’adeguamento al vigente PRP di Cagliari (l’unico finora pienamente in vigore tra quelli dei porti di sistema) e la conseguente rimodulazione delle aree dedicate alla movimentazione delle merci (restringimento delle aree di banchina e allargamento di quelle dedicate al deposito), si punterà al consolidamento dei traffici, attualmente in crescita, del comparto rinfuse solide.

Più consistente la trasformazione del porto storico che, con l’ATF e la Variante Localizzata al PRP, verrà interessato da una modifica delle destinazioni d’uso su gran parte del waterfront, consentendo l’utilizzo dello specchio acqueo compreso tra il Molo Sabaudo e il Sanità per l’ormeggio di imbarcazioni da diporto e la creazione di una marina di grandi dimensioni in grado di accogliere anche i maxi yacht. Nautica da diporto che troverà spazio anche al Molo Ichnusa.

A ridosso della portualità turistica, la vera novità deriverà dall’introduzione, nel tratto compreso tra il Molo Dogana e la Pineta di Bonaria, di nuovi spazi dedicati ad attività commerciali e ricreative. Pianificazione che incrementerà la ricettività turistica dell’intero lungomare e la fruibilità da parte della cittadinanza.

Una riunione, quella odierna, che chiude il 2019 anche con il pieno raggiungimento degli obiettivi – generali e particolari – attribuiti al Presidente per l’anno in corso dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.  A partire, per quanto riguarda l’aspetto particolare, dall’armonizzazione delle procedure amministrative relative ai compiti di security nei porti di sistema e la definizione di un flusso informativo unico per la produzione dei dati statistici. Per proseguire, per la parte generale, col monitoraggio delle opere avviate e dalla spesa effettuata rispetto alle risorse per il triennio 17-19; l’attuazione delle linee guida per la redazione del Documento di pianificazione energetico ambientale del sistema portuale, documento che pone le basi per l’attuazione di politiche green nei porti di competenza dell’Ente. Fino all’attivazione del Portale web dedicato al lavoro portuale, utile supporto per gli operatori e le imprese operanti in porto, e veicolo di sensibilizzazione su tematiche inerenti alla sicurezza sul lavoro, gli infortuni in porto o la formazione del personale.

Sull’aspetto occupazionale, nel corso della seduta odierna è stato presentato ed adottato il Piano dell’Organico dei Porti di Sistema (POPS) per il periodo 2020 – 2022, documento di sintesi di un anno di monitoraggio, a cura dell’Ente, sulle imprese portuali e sul mercato del lavoro negli scali di competenza. Un termometro sull’andamento occupazionale nei porti che, specialmente nel secondo semestre dell’anno, ha evidenziato rilevanti criticità nel porto Canale di Cagliari e nel porto di Olbia, sulle quali si stanno attualmente mettendo in campo adeguate contromisure.

Relativamente all’attività interna dell’Ente, è stato illustrato l’avanzamento dell’aggiornamento del Piano triennale di prevenzione della corruzione e per la trasparenza 2020-2022. Attività, questa, che, ancora prima della fase di consultazione pubblica del documento, vede coinvolte nell’elaborazione dello stesso (la cui conclusione è prevista entro il 15 gennaio 2020), le rappresentanze del Comitato di Gestione e dell’Organismo di Partenariato della Risorsa Mare.    

Per quanto riguarda la Valorizzazione del Patrimonio, nel corso della riunione sono state illustrate al Comitato di Gestione 30 concessioni demaniali per i porti di Cagliari, Olbia, Golfo Aranci, Porto Torres e, con la ricognizione della denominazione delle banchine nelle aree portuali di Cagliari, è stata ufficializzata l’intitolazione di un parte della Calata Via Roma all’avvocato Mariano Delogu, scomparso nel luglio del 2016.

La riunione odierna del Comitato di Gestione chiude un anno di grande impegno e di slancio per la pianificazione infrastrutturale, strategica e amministrativa dell’Ente, con il pieno raggiungimento di tutti gli obiettivi assegnati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – spiega Massimo Deiana, Presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna –. Grazie alle modifiche al Piano Regolatore Portuale di Cagliari approvate possiamo finalmente data la giusta risposta alle richieste di una moderna nautica da diporto a cui la città aspira da tempo. Così come potremo andare incontro alle esigenze di nuovi spazi operativi per le imprese che operano nell’area del Porto Canale dedicata alla movimentazione delle rinfuse, settore che, da qualche anno, segna una crescita interessante. Punto fermo di questa seduta, anche la costante attenzione che l’Ente riserva all’occupazione attraverso il monitoraggio annuale introdotto dal Piano dell’Organico dei Porti di Sistema, uno strumento che ci consente di rilevare ogni minima variazione occupazionale e ogni segnale di andamento negativo nell’attività delle imprese operanti nella nostra giurisdizione. Non ultimo, con una particolare emozione e soddisfazione, abbiamo ritenuto di riconoscere un tributo all’azione di Mariano Delogu che fu determinate per avviare quell’integrazione tra porto e città nel solco della quale stiamo convintamente continuando ad operare”.   

Assarmatori chiede l’adeguamento degli incentivi Marebonus

19.12.2019 – È urgente che il Governo si faccia carico di un problema reale che minaccia di distruggere una delle più innovative operazioni mai condotte dallo shipping: le Autostrade del Mare. Ad affermarlo è una nota di Assarmatori, nella quale si sottolinea come il Marebonus, ovvero l’incentivo riconosciuto alle imprese di trasporto per sostenere lo sviluppo delle Autostrade del Mare attraverso il trasferimento crescente (come accaduto) di camion dalla terra al mare, non è oggi sufficiente per coprire gli impatti sulla filiera degli investimenti e degli ingenti costi che le compagnie di navigazione si trovano ad affrontare; entrambi derivanti dall’adeguamento delle navi alla normativa IMO (International Maritime Organization) che entrerà in vigore fra due settimane imponendo l’utilizzo di combustibile con tenore di zolfo non superiore allo 0,5% o in alternativa l’uso di scrubbers o il ricorso al gas Gnl. Soluzioni che comporteranno un aumento dei costi di rifornimento stimato tra il 20 e il 30%.

I nuovi oneri dovranno essere inevitabilmente assorbiti nel prezzo del servizio di trasporto marittimo e quindi dall’intera filiera del trasporto fino al consumatore finale, anche se Assarmatori non può non condividere le preoccupazioni delle imprese di trasporto, a loro volta costrette a operare sul confine sottile dell’equilibrio di bilancio e ad affrontare la resistenza da parte dei loro clienti a compensare gli aumenti di costo che si troveranno ad affrontare.

Secondo Stefano Messina, Presidente di Assarmatori, che ha parlato a margine del convegno “Noi, il Mediterraneo” organizzato a Palermo dall’Autorità di Sistema Portuale, “Si profila il rischio di compromettere una delle più brillanti operazioni realizzate dallo shipping italiano: le Autostrade del Mare, che hanno ridotto drasticamente sia il traffico pesante su strade e autostrade, sia i livelli di inquinamento e il numero di incidenti, fornendo al Paese l’unica vera chiave di compattamento economico fra Nord e Sud”.

Assarmatori, che da sempre è sulla linea del fronte nel campo delle tecnologie ambientali e dell’adozione di tutte le misure atte a garantire la massima eco-compatibilità del trasporto, ritiene indispensabile che il Governo e in particolar modo il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, si facciano carico del problema attraverso misure straordinarie che consentano da un lato alla flotta operante sulle Autostrade del Mare di affrontare i maggiori costi di adeguamento alla normativa internazionale, dall’altro di non incidere sulla competitività delle aziende dell’autotrasporto che opteranno per l’opzione mare – oggi ancora più green – con gli oneri che ne conseguiranno.

Serve una più generale condivisione degli oneri certamente attraverso una trasmissione degli stessi al consumatore finale, ma anche attraverso un potenziamento degli incentivi all’impiego della mobilità marittima che permetta alle imprese di trasporto di equilibrare i nuovi aumenti, ribadendo in questo modo gli obiettivi previsti dall’incentivo Marebonus e che ora rischierebbero di essere compromessi.

Porti di Roma e del Lazio: presto l’istituzione della ZLS

18.12.2019 – Proseguono celermente i lavori del Gruppo per l’istituzione delle Zone Logistiche Semplificate (ZLS) relativamente all’area portuale del Tirreno Centro Settentrionale. Riunitosi per la prima volta lo scorso 27 giugno presso la sede della Regione Lazio, nell’incontro di giovedì si sono definiti, conformemente a quanto indicato dal DPCM n. 12/2018, i vari aspetti che dovranno essere inseriti nel Piano di Sviluppo Strategico.

Il Gruppo di lavoro, i cui 12 componenti provengono dall’AdSP, dalla Regione, da Unioncamere, Unindustria e ANCI Lazio con il coordinamento del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Francesco Maria di Majo, ha fino ad oggi affrontato temi inerenti l’identificazione delle aree da inserire all’interno delle ZLS, delle attività da promuoversi al loro interno con l’individuazione delle semplificazioni amministrative e i vari aspetti finanziari e politiche di marketing territoriale, l’analisi dell’impatto sociale ed economico atteso dalla loro istituzione nonché lo Sviluppo di una Zona Doganale Interclusa e dei Corridoi doganali.

Entro il mese di marzo 2020, la SRM (Studi e Ricerche per il Mezzogiorno), che ha svolto la stessa attività per l’istituzione delle Zone Economiche Speciali (ZES) della Puglia e della Campania, presenterà il Piano di Sviluppo Strategico che sarà trasmesso alla Regione Lazio la quale, una volta adottato con delibera di Giunta, lo trasmetterà alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’approvazione. A quel punto l’iter per l’istituzione della Zona Logistica Semplificata potrà dirsi completato.

“Sono soddisfatto dei risultati fino ad oggi raggiunti dal Gruppo di Lavoro e mi auguro che, entro la prossima estate, le Zone Logistiche Semplificate del Tirreno Centro Settentrionale possano diventare una realtà”, dichiara il numero uno di Molo Vespucci.

“L’imminente istituzione della Zona Logistica Semplificata è di fondamentale importanza per i porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta poiché per il suo ruolo significativo nel percorso di sviluppo e riqualificazione dei tre porti del network laziale”. “Creando, infatti, le condizioni favorevoli per l’attrazione di nuovi investimenti nelle aree in questione, curando al contempo la riduzione degli impatti ambientali, le ZLS contribuiranno alla competitività, alla crescita economica e all’incremento del livello occupazionale dell’intero cluster portuale e logistico laziale e, di conseguenza, dell’intera regione Lazio”. “Ed è in ragione di questo che, per dare concretezza alla realizzazione della ZLS secondo i principi operativi indicati dalla Regione Lazio nella delibera del 30 ottobre 2018, tra cui rientra lo sviluppo dell’intermodalità trasversale e l’integrazione dei corridoi trasversali tirreno- adriatici e della Blue Economy, stiamo portando avanti non solo le opere di infrastrutturazione marittima dei tre porti del Lazio (Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta) ma anche i progetti volti a potenziare i collegamenti ferroviari, come il cosiddetto ultimo miglio ferroviario”, il cui bando di aggiudicazione per la progettazione è in fase di pubblicazione grazie anche alla recente firma del grant agreement con la Commissione Europea per l’assegnazione del contributo a fondo perduto di quasi 4 milioni di euro”, conclude il presidente dell’Authority.

ZES e ZLS: Assoporti delega il presidente dell’Adsp dell’Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi.

18.12.2019 – Il presidente di AdSP MAM, Ugo Patroni Griffi, è stato delegato dal presidente di Assoporti, Daniele Rossi, a gestire, a livello nazionale, la materia Zone Economiche Speciali e Zone Logistiche Speciali.

La decisione rientra nell’ambito di un processo di riorganizzazione messo in atto dall’Associazione che riunisce tutti i porti d’Italia, finalizzata a rilanciarne ruolo e presenza in maniera maggiormente capillare ed efficace.

Si tratta di una delega operativa, la cui decisione è stata assunta nel corso dell’Assemblea degli associati a Venezia

E’ un incarico che mi onora e che mi sprona ulteriormente a percorrere il sentiero della sinergia e della condivisione– commenta il presidente Patroni Griffi. Sono da sempre convinto che ZES e ZLS possano costituire davvero il volano di rilancio dell’economia del sud ItaliaDobbiamo creare laboratorio in cui promuovere e sperimentare nuovi modelli di produzione, basati sul paradigma dell’economia circolare (blue economy) e sui principi della riduzione dell’utilizzo delle risorse naturali, del riciclo e del riutilizzo di scarti e sottoprodotti. Per realizzare appieno le potenzialità che ci vengono fornite da questi strumenti e per attrarre nuovi investitori, soprattutto stranieri, ritengo sia fondamentale la sinergia. Con questa delega, conclude il Presidente, potremo mettere in campo tutta una serie di azioni per coinvolgere in questo processo più Istituzioni, Enti, associazioni, stakeholders attraverso il sostegno e la spinta propulsiva dei porti del sistema Italia.”

Sono 9 le deleghe assegnate e che riguardano una rosa di argomenti importanti e attuali, sui quali è attualmente impegnata l’associazione: infrastrutture, CIPE, e organizzazione Assoporti; informatica e digitalizzazione; relazioni europee; sviluppo distretti industriali; Zone Economiche Speciali e Zone Logistiche Speciali; relazioni internazionali; concessioni demaniali e di servizi; aiuti di Stato e tassazione dei porti e intermodalità e nodi logistici.