Coronavirus, piena fiducia di Assoporti nel sistema sanitario

31.01.20 – L’associazione dei porti italiani ha deciso di rilasciare una dichiarazione per il tramite del suo Presidente Daniele Rossi, relativamente alle notizie sul nuovo coronavirus, invitando tutti ad evitare ingiustificati allarmismi che potrebbero avere effetti dannosi sul sistema portuale. “Abbiamo piena fiducia nelle autorità sanitarie italiane che lavorano fianco a fianco sia con l’Organizzazione Mondiale della Salute, che con tutte le autorità sanitarie su scala globale,” ha dichiarato Rossi. “Queste si sono subito adoperate per attivare i protocolli di sicurezza sanitaria in tutta le aree a rischio, in particolare porti e aeroporti. Per quanto riguarda le attività portuali in Italia, mi sento di invitare tutti ad evitare allarmismi esagerati e privi di fondamento, che avrebbero effetti dannosi e potenzialmente devastanti sul sistema. Le istituzioni che operano in ambito portuale, in primis gli uffici preposti alla Sanità Marittima, Agenzia delle Dogane e Capitaneria di Porto, verificano con cura tutte le navi in arrivo in porto prima di rilasciare l’autorizzazione all’ormeggio, e lo scarico di merci o lo sbarco di persone. Come Autorità di Sistema Portuale lavoriamo a stretto contatto con queste istituzioni al fine di garantire la massima sicurezza per tutti. Troviamo inutile e dannoso creare psicosi generalizzate e ingiustificate. Quello che stiamo facendo è monitorare con attenzione l’evoluzione della situazione, per assicurare operazioni portuali sicure. Non dobbiamo dimenticarci che i porti collegati alla Cina rappresentano numeri importanti per l’economia del Paese, e quindi ogni allarmismo va evitato.”

Intanto si è appreso che i 6 membri dell’equipaggio della nave portacontainer CMA CGM Ural per i quali si era temuto l’infezione del coronavirus sono stati dichiarati fuori pericolo. La conferma è giunta dallì International Radio Medical Center (CIRM Roma), che ha escluso la presenza del coronovirus a bordo della nave attualmente in navigazione verso il Mar nero. L’intero equipaggio recita una nota stampa della compagnia gode di buona salute.

Southern Gateway, l’asso nella manica di Contship per gestire il rischio logistico

31.01.20 – Mercoledì 29 Gennaio 2020 Contship ha preso parte allo Swiss Shippers’ Forum, organizzato ad Interlaken, per presentare le opportunità offerte dall’opzione Southern Gateway per la gestione del rischio logistico.

Spesso pensiamo al sistema logistico come network, ma in realtà i traffici sono concentrati lungo specifici corridoi. Istituzioni ed operatori concentrano investimenti e attività lungo queste rotte, identificando percorsi ottimali e partnership strategiche. Questo è un approccio efficiente e razionale, ma cosa succede quando uno di questi corridoi si blocca, a causa di eventi imprevisti di vasta portata?

La resilienza della supply chain è spesso sopravvalutata: quando gravi eventi improvvisi, come disastri naturali, danni alle infrastrutture, attacchi informatici, crisi geopolitiche, improvvisi cambiamenti legislativi e picchi di domanda generano colli di bottiglia all’interno del sistema, gli operatori logistici si attivano per trovare percorsi alternativi, ma sono spesso frustrati dal tempo e dalle difficoltà che incontrano nello stringere nuove partnership, nel testare nuovi processi e nell’attivare concretamente nuove rotte efficaci.

Le supply chain più resilienti fanno costante affidamento su molteplici opzioni, differenziando il rischio attraverso la creazione di diverse partnership e relazioni, che permettono di reagire in maniera flessibile ed efficace di fronte ad ostacoli e interruzioni di servizio.

Per gli operatori svizzeri e del centro-Europa, un’interessante opportunità per il controllo del rischio è legata all’utilizzo del sistema Southern Gateway, che permette di importare ed esportare merci dirette o prodotte in Europa, attraverso i porti del Mediterraneo, cogliendo i benefici offerti dalle connessioni frequenti ed affidabili tra i porti liguri ed adriatici (come La Spezia, Genova e Ravenna) e i centri logistici svizzeri e d’oltralpe.

La value proposition del Gruppo Contship si basa su un approccio internazionale e su una conoscenza approfondita dei traffici marittimi e continentali; attraverso il network Contship, utilizzando asset di proprietà (che offrono operazioni terminalistiche, trazione ferroviaria, servizi doganali e di trasporto multimodale) spedizionieri, caricatori e ricevitori possono diversificare la propria supply chain, orientando una parte dei propri traffici verso Sud, beneficiando di un servizio di trasporto competitivo, affidabile e testato, che offre una valida alternativa all’utilizzo dei porti del Nord Europa.

Bari, avviata concertazione tra Comune, Capitaneria di porto e l’AdsP per la realizzazione di nuovi ormeggi e del porto turistico al Molo San Cataldo

30.01.20 – Ieri mattina il sindaco di Bari Antonio Decaro ha partecipato a un incontro operativo con il direttore della ripartizione Urbanistica e il Contrammiraglio Giuseppe Meli per avviare il tavolo tecnico che definirà le linee guida della progettazione dell’intervento di sistemazione e valorizzazione del molo San Cataldo, che ospiterà il Porto turistico e gli annessi servizi definiti dalla Capitaneria di Porto e dall’Autorità di sistema portuale di Bari, con cui il Comune ha stipulato un accordo di collaborazione.

Nello specifico, il progetto riguarda la realizzazione di una nuova banchina necessaria per l’arrivo a Bari di tre pattugliatori e dei relativi equipaggi. Questa nuova infrastruttura permetterà al Comune, nella stessa area, di attrezzare i servizi per un porto turistico destinato a imbarcazioni da diporto superiori ai 12 metri.

Già nelle scorse settimane la giunta comunale aveva approvato una delibera con cui si sanciva la volontà dell’amministrazione comunale, d’intesa con l’Autorità portuale, di variare il piano regolatore dell’area portuale al fine di realizzare all’interno del porto di Bari una serie di nuovi spazi a servizio della Capitaneria che lì ha deciso di localizzare le nuova infrastruttura con i relativi servizi.

L’incontro di ieri è stato utile ad avviare la discussione sulla progettazione dei vari insediamenti che riguardano differenti funzioni, tra cui le nuove banchine e gli edifici dedicati ai servizi accessori all’attività della Capitaneria e agli alloggi del personale che a Bari troverà sede, più l’attracco turistico per le navi da diporto voluto dall’amministrazione comunale.

L’intervento è finanziato con fondi ministeriali per un importo di 36 milioni di euro già disponibili in favore dell’AdSP, che si è impegnata ad assumere la funzione di stazione appaltante per la progettazione, direzione lavori, misura, contabilità delle opere e collaudo finale, mentre in capo al Comune sarà il compito di facilitare il percorso amministrativo per la realizzazione degli interventi.

L’incontro di oggi – commenta Antonio Decaro – è servito a definire insieme all’ammiraglio Meli e ai tecnici dell’Autorità portuale, il cronoprogramma operativo delle fasi di progettazione e attuazione di questo intervento, che cambierà in maniera sostanziale il volto di quella zona della città. Finalmente sta prendendo corpo l’idea di realizzare all’interno del molo San Cataldo l’attracco turistico per le grandi barche, con la possibilità di avere in quell’area nuovi servizi e attività dedicati ad un settore turistico che negli anni ha incontrato non poche difficoltà a svilupparsi. Fino ad ora, infatti, i grandi yacht sono stati costretti ad attraccare fuori città proprio a causa dell’assenza di un porto turistico capace di accoglierli, sia per dimensioni sia per servizi. Con questo progetto si prevede la possibilità di ospitare fino a 261 barche, con ricadute economiche e sociali di notevole impatto per l’area della Fiera del Levante. Definiremo, quindi, nell’ambito delle prime riunioni del tavolo tecnico costituitosi oggi, le caratteristiche e la localizzazione anche dei nuovi spazi necessari alle attività previste dal progetto della Capitaneria di Porto, che però devono integrarsi nel contesto urbano e creare osmosi tra il porto e il resto della città. Come Comune, abbiamo chiesto di condividere le fasi della progettazione in modo da evitare interventi decontestualizzati dal sistema urbano. Come d’intesa, la gara d’appalto per la realizzazione delle opere di difesa sarà gestita dall’Autorità di sistema portuale in accordo con la Guardia costiera nazionale e la Capitaneria di porto, mentre in una fase successiva sarà l’amministrazione comunale, sempre d’intesa con l’Autorità di sistema portuale, a bandire una gara per la realizzazione e la gestione del porto turistico”.

Inaugurato al Terminal PSA il collegamento ferroviario con lo scalo di Genova Pra’ Mare di RFI

30.01.20 – Si è svolta oeri, mercoledì 29 gennaio 2020 presso il terminal PSA di Genova Prà, la cerimonia di inaugurazione del secondo binario ferroviario di collegamento tra il Terminal e lo scalo di Genova Prà Mare di RFI. Alla cerimonia, insieme all’Amministratore Delegato di PSA Italia, Giuseppe Danesi, il Governatore della Regione Liguria, Giovanni Toti, il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Paolo Emilio Signorini, il Sindaco di Genova, Marco Bucci, il Presidente del Municipio VII Ponente, Claudio Chiarotti ed il Direttore Investimenti di RFI, Vincenzo Macello. Presenti anche tutti gli stakeholders della comunità portuale, il management di PSA ed i rappresentanti dei lavoratori del terminal.

L’infrastruttura è stata realizzata da Rete ferroviaria Italiana ed Italferr – società del Gruppo FS Italiane – in coordinamento con le imprese appaltatrici e con la piena collaborazione di Autorità Portuale, PSA e tutti gli operatori ferroviari con un investimento economico di circa 30 milioni di euro L’inaugurazione di oggi riguarda il primo degli interventi previsti dal piano del ferro per il porto di Genova, definito da AdSP e RFI per il potenziamento delle infrastrutture ferroviarie dei bacini di Pra’ e Sampierdarena.

Si tratta della sistemazione della radice lato levante di Voltri Mare e del raddoppio dell’ingresso al terminal PSA. Le attività ora proseguono fino al completamento, attualmente previsto a dicembre 2020, del sestuplicamento degli attuali quattro binari dello scalo, del passaggio a livello di separazione tra i movimenti ferroviari e quelli stradali, del nuovo varco doganale e dell’adeguamento dei sistemi di segnalamento.

A seguire, è previsto l’ampliamento del fascio merci e l’allungamento dei binari a 750 metri. Il doppio collegamento del terminal PSA e la nuova configurazione dello scalo consentiranno il raddoppio della capacità di movimentazione, garantendo un incremento della capacità complessiva dello scalo assecondando così la crescente domanda di traffico, attuale e futura e superando definitivamente una criticità infrastrutturale che storicamente ne limitava i traffici merci.

Il nuovo collegamento tra il terminal PSA e la stazione di RFI è sinergico rispetto agli investimenti già realizzati da PSA Genova Pra’ nonché a quelli previsti per l’imminente futuro, che prevedono l’acquisto e l’installazione di due nuove gru ferrate al servizio del parco ferroviario.

Il terminal ferroviario PSA Genova Pra’, direttamente collegato al piazzale di stoccaggio e alla banchina del terminal container, ha una capacità attuale di 120 coppie di treni la settimana ed è collegato a tutte le principali destinazioni nazionali del Nord Est (Padova, Verona, Reggio Emilia e Rubiera) e Nord Ovest (Rivalta Scrivia e Milano), nonché con la Svizzera e l’Europa Centrale (Basilea) mediante un servizio operato direttamente da PSA Genova Prà.

Il Gruppo PSA, da sempre attento alle tematiche ambientali e all’ottimizzazione dei processi, ritiene che la crescita del ciclo operativo ferroviario sia uno strumento essenziale per il continuo miglioramento dei propri livelli di servizio, nonché per lo sviluppo della logistica nazionale.

PSA Genova–Pra’

Precedentemente conosciuto come Voltri Terminal Europa, PSA Genova-Pra’ è il maggior terminal contenitori del Nord Tirreno e del Porto di Genova. Circa il 60% dei contenitori del Porto di Genova sono movimentati dal terminal PSA Genova-Pra’. Disponendo di un organico di 656 dipendenti ed investendo da sempre in innovazione., ad oggi, PSA Genova-Pra’ può servire contemporaneamente due meganavi portacontainer (fino a 20,000 TEUs ciascuna), accogliere oltre 1.500 TEUs reefer, 120 treni a settimana e 2.400 camion al giorno. Dalla data dell’acquisizione del terminal nel 1998, PSA ha investito circa 600 milioni di Euro per la sua crescita e sviluppo.

PSA International

PSA International è uno dei principali operatori terminalistici mondiali; ha partecipazioni in 40 terminal portuali in Asia, in Europa e nelle Americhe con quartier generale nei Terminal di PSA Singapore ed PSA Anversa. PSA è costantemente impegnata nella crescita della propria rete portuale, in stretta collaborazione con le Compagnie di Navigazione, per diventare il principale operatore di riferimento per la comunità portuale mondiale. Avvalendosi dei migliori talenti del settore, PSA International offre ai propri clienti servizi affidabili e di altissima qualità instaurando con tutti i propri interlocutori rapporti di reciproca crescita. Scelto come migliore operatore in tutti i principali porti mondiali, PSA è di fatto l’operatore portuale numero uno al mondo. Per maggiori informazioni visitate il nostro sito www.globalpsa.com

Porti della Campania in crescita nel 2019: boom dei passeggeri

29.01.2020 – Presenta dati sostanzialmente positivi il bilancio del traffico portuale della Campania per il 2019. Ad annunciarlo è l’Autorità di sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale. Negli scali marittimi del sistema portuale, che comprende i porti di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia sono stati infatti 1.454.023 i crocieristi approdati nel corso dell’anno da poco conclusosi, con un incremento del 27,36 % rispetto al 2018.

In crescita anche il traffico passeggeri verso le isole del Golfo: 7.886.716, + 2,42 % rispetto al 2018, con dinamiche differenziate di aumento nei diversi scali (+ 12, 13% per il porto di Salerno, + 5,41 % per il porto di Castellammare, + 1,25 % per il porto di Napoli).

L’incremento riguarda anche il traffico merci che, nei porti di Napoli e Salerno, rispetto al 2018, in termini di tonnellate, cresce dello 0,9% per un totale di 32,9 milioni di merci movimentate.

Il traffico container nei porti di Napoli e Salerno è in crescita del 5,65% rispetto al 2018, con 1.095.156 container espressi in teu movimentati.

Nello scalo partenopeo, il traffico delle rinfuse liquide cresce del 4,4% rispetto al 2018, mentre il volume delle rinfuse solide resta sostanzialmente invariato, con un incremento consistente a Salerno (+ 18,8%).

Infine, nei porti di Napoli e Salerno, il traffico ro-ro presenta un andamento sostanzialmente stabile, con una dinamica positiva nello scalo salernitano (+ 1,6%).

Il Porto di Livorno al Fruit Logistica di Berlino per presentare la sua Catena Logistica del Freddo

29.01.20 – Anche quest’anno l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale parteciperà al Fruit Logistica, la la fiera che riunirà a Berlino i protagonisti del settore del commercio internazionale di prodotti freschi ortofrutticoli.

In occasione dell’evento, che avrà luogo dal 5 al 7 febbraio prossimo, l’AdSP, in collaborazione con il Terminal “Darsena Toscana-GIP Group”, l’Interporto “A. Vespucci” e il “Livorno Reefer Terminal”, organizzerà giovedì 6 febbraio, alle ore 11.00, presso il proprio stand (Hall 25-Stand A-01) la presentazione della “Livorno Cold Chain”, la filiera logistica legata alle attività di trasporto, movimentazione e distribuzione dei prodotti agroalimentari refrigerati che transitano dal porto di Livorno.

«Livorno Cold Chain non è una società, né un vero brand commerciale, ma un’idea di lavoro che vogliamo introdurre»  ha dichiarato Massimiliano Cozzani, marketing director del Gruppo Investimenti Portuali.

«La collaborazione quotidiana tra le parti esiste già, e contiamo che questa iniziativa consenta di creare la possibilità di gestire nuove soluzioni con pochi passaggi interni alle aziende. L’Autorità di Sistema ha fatto in modo che il Port Community System fosse efficiente (e gratuito) e siamo certi che saprà garantire ulteriore efficienza di sistema nel futuro».

Alla fiera sono attesi più di di 3.200 espositori e oltre 78.000 visitatori che parteciperanno all’evento per allacciare nuovi rapporti nel settore commerciale del fresco, contando sulla possibilità di visionare una panoramica completa su tutte le ultime innovazioni, sui prodotti e servizi ad ogni livello della catena globale della fornitura.

WISTA e IMO unite per promuovere la diversità di genere nello Shipping

28.01.20 – La Women’s International Shipping and Trading Association (WISTA) ha avviato una partnership con l’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) finalizzata a colmare il divario di genere nell’industria marittima tradizionalmente dominata dagli uomini.

La WISTA e l’IMO hanno recentemente firmato un memorandum d’intesa che delinea una partnership che intende promuovere una maggiore diversità e inclusione di genere attraverso varie iniziative. Secondo le due organizzazioni, ciò potrebbe essere la chiave della sostenibilità del shipping.

Il WISTA ha uno status consultivo con l’IMO dal 2018, mettendo l’organizzazione in grado di contribuire formalmente alla discussione per aumentare la capacità delle donne nel settore marittimo – sia in mare che a terra – e mostrando le varie competenze tecniche e di leadership che le donne apportano all’industria.

Secondo le statistiche dell’IMO, le donne rappresentano solo il 2% degli 1,2 milioni di marittimi nel mondo e la stragrande maggioranza di loro lavora nel settore delle crociere. Negli ultimi anni, tuttavia, l’IMO ha compiuto un grande sforzo per colmare il divario di genere, in linea con le norme del ventunesimo secolo. L’anno scorso, l’IMO ha scelto “Empowering Women in the Maritime Community” come tema della Giornata Mondiale dei Marittimi, cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza dell’uguaglianza di genere nel settore marittimo.

Sono già in corso diverse iniziative previste dal MoU. Tra queste, uno studio per raccogliere e analizzare i dati sul numero di donne impiegate nel settore marittimo; lo sviluppo di un database di donne esperte in un’ampia gamma di argomenti marittimi disponibili per l’organizzazione di conferenze per rendere i gruppi di discussione più diversificati; il sostegno all’attuazione della risoluzione A.1147(31) dell’Assemblea dell’IMO sulla conservazione dell’eredità del tema marittimo mondiale per il 2019; e il raggiungimento di un ambiente di lavoro privo di barriere per le donne nel settore marittimo.

Un’altra parte fondamentale del MoU è il rafforzamento della cooperazione e della condivisione delle migliori pratiche tra le associazioni regionali delle donne impiegate mel settore marittimo (WIMA) create dall’IMO e le associazioni nazionali della  WISTA International.

“Queste attività porranno le basi per ulteriori discussioni su come una forza lavoro diversificata sarà essenziale per un futuro sostenibile“, hanno detto i rappresentanti di  WISTA e l’IMO in una dichiarazione.

Il MoU è stato firmato dal segretario generale dell’IMO Kitack Lim e dalla presidente della WISTA International, Despina Panayiotou Theodosiou.

Opere pubbliche: Assoporti chiede di semplificare le procedure amministrative

28.01.20 – Assoporti, l’associazione dei porti italiani ha chiesto un chiarimento urgente al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in merito alla decisione assunta da un provveditorato alle opere pubbliche che ha sospeso ogni provvedimento autorizzativo di opere minori, richiedendo per tutti gli interventi l’applicazione della procedura ordinaria di variante al Piano Regolatore Portuale. Assoporti ritiene tale decisione in contrasto con la normativa di settore, oltre che con la prassi sino ad oggi adottata e la giurisprudenza. Inoltre, è potenzialmente foriera di un blocco generalizzato della realizzazione di opere minori, ma essenziali per garantire la piena operatività dei porti. Secondo l’Associazione è necessaria la piena e leale collaborazione fra amministrazioni pubbliche per poter perseguire il programma di crescita della portualità italiana. “Quello che ci preoccupa sono le conseguenze di queste azioni sui nostri porti, “ha dichiarato il Presidente di Assoporti, Daniele Rossi (nella foto), “anche in termini dei riflessi sull’occupazione, oltre che sulla funzionalità del porto stesso.” “L’iter procedurale di approvazione del Piano Regolatore Portuale, non solo in fase di redazione complessiva ma anche in caso di varianti, è molto complesso e richiede tempi lunghi. E’ una delle tante procedure amministrative che necessitano di una revisione come più volte fatto presente sia da Assoporti che dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici,“ ha proseguito Rossi, “ci siamo riuniti in più occasioni con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ed il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici per predisporre ipotesi di modifiche normativa condivise che ancora non vedono la luce. Ora più che mai abbiamo bisogno di una norma chiara che dia la possibilità a chi gestisce i porti per conto dello Stato di realizzare le opere necessarie per la loro operatività.”

L’IMPA sollecita l’IMO a modificare le disposizioni sulla costruzione degli scalandroni

27.01.20 – L’IMPA (Associazione Internazionale dei Piloti di porto) chiede all’IMO (L’Organizzazione Marittima Internazionale di prendere provvedimenti contro una modalità  di trasferimento dei piloti, tanto diffusa quanto pericolosa,  che potrebbe aver contribuito alla morte di un pilota di una nave di New York il mese scorso.

Il pilota, il capitano Dennis Sherwood, un veterano di 35 anni dell’Associazione dei Piloti di Sandy Hook, è deceduto dopo essere caduto mentre saliva a bordo della nave battente bandiera americana Maersk Kensington, giunta nel  porto di New York e del New Jersey la mattina del 30 dicembre.

Secondo l’IMPA, quella mattina, il Maersk Kensington  aveva predisposto la cosiddetta  modalità “combinata” che  prevede l’utilizzo congiunto di una biscaglina e dello scalandrone. Si tratta di una modalità di accesso tutt’altro che rara e che in realtà è necessaria quando il ponte di coperta  è a più di 9 metri dalla superficie dell’acqua. Tuttavia, come spiega il presidente dell’IMPA, il capitano Simon Pelletie, in una lettera inviata all’IMO il 17 gennaio, in questo caso particolare,  lo scalandrone era dotato  nella parte inferiore di una botola attraverso la quale il pilota sarebbe dovuto salire.

“Questo – spiega Pelletie nella sua lettera –  richiede che il pilota si tiri su da solo attraverso la botola mentre si attorciglia per avere un punto di appoggio sicuro sullo scalandrone”.  Pelletie osserva inoltre che la controversa  presenza  della botola è stata a lungo considerata insicura dai piloti e “chiaramente” non conforme ai requisiti della SOLAS.

“Ho una notevole esperienza personale con questa modalità di accesso. Sollevarmi attraverso la botola è estremamente difficile – nelle migliori condizioni. Ad essere sincero, la odio. E anche tutti i piloti con cui ne ho parlato la odiano”, dice Pelletie.

La lettera esorta inoltre l’IMO a rafforzare l’applicazione delle norme sull’accesso a bordo dei piloti, in particolare per quanto riguarda i requisiti di ispezione previsti dalle revisioni 2012 della SOLAS V/23 e dalla risoluzione A. 1045 che l’accompagna.

“La morte del capitano Sherwood è un tragico evento che ci intima che deve essere fatto molto di più. Oggi solleviamo questa particolare questione per esortare tutti gli Stati di bandiera,  le autorità marittime  e le associazioni armatoriali  ad unirsi a noi affinchè si faccia  tutto il necessario per eliminare immediatamente queste botole”, esorta Pelletie.

Allo scopo di diffondere la consapevolezza circa i pericoli associati alle modalità di accesso a bordo dei piloti, l’IMPA sta attualmente conducendo una campagna #DangerousLadders  tesa a migliorare la sicurezza dei piloti quando si accingono a salire a bordo ed  in particolare l’allestimento delle scale di accesso utilizzate dagli stessi.

Fincantieri: varata la decima FREMM commissionata dalla Marina Militare

27.02.20 – Alla presenza del Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, si è svolta sabato 25 gennaio presso lo stabilimento di Riva Trigoso la cerimonia di varo della fregata “Emilio Bianchi“, decima e ultima unità del programma FREMM – Fregate Europee Multi Missione, commissionate a Fincantieri dalla Marina Militare Italiana nell’ambito dell’accordo di cooperazione internazionale italo-francese, con il coordinamento di OCCAR, l’organizzazione congiunta per la cooperazione europea in materia di armamenti. Madrina del varo è stata la signora Maria Elisabetta Bianchi, figlia della Medaglia d’Oro al Valor Militare Emilio Bianchi.

Per Fincantieri il Presidente Giampiero Massolo ha accolto, in rappresentanza del Capo di Stato Maggiore della Difesa Gen. Enzo Vecciarelli, il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Amm. di Squadra Giuseppe Cavo Dragone, il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, oltre a numerose autorità.

A seguito del varo, l’unità proseguirà le attività di allestimento presso lo stabilimento di Muggiano, a La Spezia, e sarà consegnata nel 2021. Nave “Emilio Bianchi” sarà caratterizzata, come le altre, da un’elevata flessibilità d’impiego e avrà la capacità di operare in tutte le situazioni tattiche. Ha una lunghezza di 144 metri, una larghezza di 19,7 metri e un dislocamento a pieno carico di circa 6.700 tonnellate. Potrà raggiungere una velocità superiore ai 27 nodi con una capacità massima di personale trasportato pari a 200 persone.

Il programma FREMM, che rappresenta lo stato dell’arte della difesa italiana ed europea, nasce dall’esigenza di rinnovamento della linea delle unità della Marina Militare della classe Lupo (già radiate) e Maestrale (alcune già in disarmo e le rimanenti prossime al raggiungimento del limite di vita operativo), costruite da Fincantieri negli anni Settanta.


Nel corso del 2013 sono state consegnate “Carlo Bergamini” e “Virginio Fasan”, nel 2014 “Carlo Margottini”, nel 2015 “Carabiniere”, nel 2016 “Alpino”, nel 2017 “Luigi Rizzo”, nel 2018 “Federico Martinengo” e nel 2019 “Antonio Marceglia”. Con l’esercizio dell’opzione, nell’aprile 2015, per la costruzione della nona, “Spartaco Schergat”, e della decima unità, si è data completa attuazione al programma italiano. L’iniziativa vede la partecipazione in qualità di prime contractor per l’Italia di Orizzonte Sistemi Navali (51% Fincantieri, 49% Leonardo) e per la Francia di Armaris (Naval Group + Thales).

Questa cooperazione ha capitalizzato l’esperienza positiva del precedente programma italo-francese Orizzonte che ha portato alla realizzazione di due cacciatorpediniere per la Marina italiana, l'”Andrea Doria” e il “Caio Duilio”, consegnate rispettivamente nel 2007 e nel 2009.
Proprio grazie a programmi come FREMM e Orizzonte, Fincantieri ha raggiunto posizioni di eccellenza e di livello assoluto, e ha dato vita con Naval Group alla joint venture paritaria Naviris, che apre la strada al consolidamento della difesa navale europea in risposta alla crescente pressione dei concorrenti mondiali.