Suez: l’Autorità del Canale permette l’uso di carburante ad alto tenore di zolfo senza l’ausilio dello scrubber

14.01.20 – Nonostante la recente introduzione del nuov regolamento IMO sull’uso di combustibili marini a basso tenore di zolfo, l’Autorità del Canale di Suez ha decisi di continuare a permettere alle navi in transito  di bruciare olio combustibile pesante (HFO) senza l’ausilio dello scrubber.

A rendere ancora più confusa la situazione per gli armatori si aggiunge il divieto da parte della stessa Autorità di scaricare mentre le navi attraversano il canale  l’acqua utilizzata nel processo di lavaggio a ciclo aperto.

Ciò significa che le navi dotate di scrubber devono spegnere i sistemi di depurazione dei gas di scarico durante il loro passaggio di 12 ore, rilasciando così sostanze inquinanti nell’atmosfera.

Nella circolare 8/2019 emessa domenica dall’autorità del Cnale di Suez si afferma di non porre “alcuna restrizione sull’olio combustibile” per le navi che attraversano il canale “fino alla ratifica dell’allegato V1 della MARPOL da parte dell’Egitto”. La stessa circolare afferma anche che è “vietato” scaricare acqua di mare durante il transito nel canale “in qualsiasi circostanza”. E’ opinione condivisa tra gi addetti ai lavori che la ratifica dell’Allegato V1 da parte dell’egitto “potrebbe richiedere anni”, data la lentezza del processo legislativo nel Paese.

Il limite globale dello 0,5% di zolfo sul combustibile marino per le navi non dotate di scrubber è entrato in vigore il 1° gennaio, essendo stato concordato da tutti gli Stati membri, compreso l’Egitto. Tuttavia, affinché il regolamento diventi applicabile,  i governi devono ufficialmente approvare un’apposita legge.

Supponendo che l’Egitto alla fine ratifichi l’Allegato V1, il divieto di usare gli scrubber a ciclo continuo voluto dall’Aurtorità del Canale di suez rappresenta un’ulteriore preoccupazione per gli armatori che hanno investito in tale tecnologia per fra fronte al maggior costo dell’LSFO (olio combustibile a basso tenore di zolfo).

Circa l’80% dei sistemi di scrubber installati sulle navi sono del tipo a ciclo continuo ed utilizzano acqua di mare per separare il contenuto di zolfo dal combustibile prima che questo entri nell’imbuto di scarico delle navi. L’acido solforico viene matenuto a bordo per il successivo conferimento in un apposito impianto portuale, mentre l’acqua di lavaggio viene scaricata nuovamente in mare.

Esiste un numero limitato di navi con scrubber a circuito chiuso, che mantengono l’acqua di lavaggio a bordo per lo scaricarla successivamente, ed esiste un’apparecchiatura ibrida che può passare da una operazione all’altra, ma entrambe sono costose da installare e da far funzionare.

Una serie di studi indipendenti hanno cercato di dimostrare che l’uso di scrubber a ciclo continuo è un “mezzo sicuro ed efficace per conformarsi all’IMO 2020”, ma gli armatori  hanno faticato a far passare il messaggio. Infatti, più di 80 porti in tutto il mondo hanno proibito l’uso di scrubber a ciclo aperto nelle loro acque territoriali.

Le navi dotate di scrubber a circuito continuo che fanno scalo nei porti soggetti a divieto devono infatti passare a carburanti conformi prima di entrare nella giurisdizione delle aree ECA (Aree di controllo delle emissioni) del Nord Europa e degli Stati Uniti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *