Pieno sostegno dei governi di Francia e Italia a Naviris, joint-venture Fincantieri Navalgroup

Intanto a Muggiano si è svolto il varo tecnico della corvetta “Al Zubarah” destinata al Qatar

28.02.20 – Giornata significativa quella di ieri per Fincantieri. I governi di Italia e Francia hanno infatti siglato un accordo che ribadisce il pieno sostegno a Naviris, la joint venture di Naval Group e Fincantieri e che rende pienamente operativa l’alleanza di lungo periodo avviata dai due gruppi industriali.

Accogliamo con favore questo accordo intergovernativo, che rafforza la nostra joint venture Naviris. Siamo lieti di poter contare sul sostegno di entrambi i governi italiano e francese, insieme alle Marine dei nostri due Paesi, per portare avanti la nostra missione in modo efficace”, hanno dichiarato Hervé Guillou e Giuseppe Bono, rispettivamente CEO di Naval Group e di Fincantieri.

Naviris, la joint venture paritetica di Naval Group e Fincantieri, è stata costituita nel gennaio 2020. Gestirà progetti ambiziosi, tra cui la modernizzazione di mezza vita delle fregate franco-italiane della classe Orizzonte, progetti comuni di ricerca e sviluppo, opportunità per l’export e lo sviluppo della European Patrol Corvette.  La cooperazione tra Naval Group e Fincantieri è una chiave per il consolidamento del settore navale europeo

Naval Group e Fincantieri sono aperti ad allargare la loro cooperazione ad altri partner europei al fine di rendere l’industria navale europea leader mondiale per performance di prodotto e innovazione tecnologica.

Sempre nella giornata di ieri  c’è stato presso lo stabilimento di Muggiano (La Spezia) il varo tecnico della corvetta “Al Zubarah“, prima unità della classe commissionata a Fincantieri dal Ministero della Difesa del Qatar nell’ambito del programma di acquisizione navale nazionale.

L’unità, che verrà consegnata nel 2021, progettata in accordo al regolamento RINAMIL, sarà altamente flessibile con capacità di assolvere a molteplici compiti che vanno dal pattugliamento con capacità di soccorso in mare al ruolo di nave combattente. Lunga circa 107 metri, larga 14,70 metri, sarà dotata di un sistema di propulsione combinato diesel e diesel (CODAD), potrà raggiungere una velocità massima di 28 nodi ospitando a bordo 112 persone.

Inoltre l’unità potrà impiegare mezzi veloci tipo RHIB (Rigid Hull Inflatable Boat) imbarcandoli tramite una gru laterale e una rampa situata all’estrema poppa. Il ponte di volo e l’hangar saranno attrezzati per accogliere un elicottero NH90.

Livorno, rinnovata a 10 aziende l’autorizzazione per svolgere operazioni portuali

28.02.20 – Il rinnovo delle autorizzazioni allo svolgimento delle operazioni e servizi portuali. È questo il principale punto all’ordine del giorno affrontato dal Comitato di Gestione nella seduta odierna, che si è aperta con una novita: la presenza del nuovo componente designato dal Comune di Livorno, il contrammiraglio Umberto Marsili.

«Auguro al comandante Marsili un buon lavoro. Sono convinto che saprà fornire a questo Ente un utile e valido contributo sulle principali questioni afferenti i porti del nostro Sistema» ha dichiarato il presidente dell’AdSP Stefano Corsini, che ad inizio di seduta ha comunicato alcune importanti informazioni, annunciando in particolare come sia ormai in stato avanzato la procedura prevista per la sottoscrizione dell’aumento di capitale sociale nella compagine dell’Interporto Amerigo Vespucci.

«Sono state superate molte criticità – ha detto Corsini –. Il nuovo piano di impresa dell’Ente prevede infatti che l’aumento di capitale sottoscritto da parte AdSP sia destinato a investimenti soprattutto nel comparto ferroviario. Si tratta di un passaggio fondamentale che ci consentirà di portare presto all’attenzione del Cdg la delibera con la quale si potrà procedere all’aumento delle quote».

Il presidente ha inoltre illustrato lo stato di elaborazione dei nuovi regolamenti sulle concessioni e sul lavoro portuale, in avanzato stato di completamento. Si è anche messo a disposizione del comitato di gestione il Documento di Pianificazione Strategica di Sistema, da adottare nella prossima seduta del Cdg, per poi essere sottoposto a pubblicazione al fine di raccogliere le osservazioni del pubblico.

Per il quadriennio 2020/2023, nella seduta di oggi sono state autorizzate allo svolgimento delle operazioni portuali le società F.lli Bartoli, Grandi Molini Italiani. È stato espresso parere favorevole anche al rilascio in favore di Sdt (Sintermar Darsena Toscana) di un’autorizzazione biennale (2020-2021). Rinnovo annuale invece per la Compagnia Portuale di Livorno, Livorno Reefer Terminal e Sealiv.

Sono 10 le aziende che hanno ottenuto il rinnovo dell’autorizzazione allo svolgimento dei servizi portuali, a cui si è aggiunto il via libera al rilascio di una nuova autorizzazione.

Con riferimento ai porti di Piombino e a quelli elbani, il Comitato di Gestione ha disposto il rilascio di 5 autorizzazioni di cui 4 rinnovi. Tutti per la durata di un anno, nelle more della approvazione della nuova regolamentazione del lavoro portuale, unica per i porti dell’intero sistema portuale.

Le società interessate sono la Compagnia Portuali di Piombino (rinnovo per servizi portuali), Tuscany Terminal (rinnovo per servizi portuali), Liberty Magona (rinnovo per servizi e operazioni portuali) e Permare (rilascio ex novo per operazioni portuali).

È stata infine rilasciata definitivamente in favore dell’Enel la concessione ventennale per la gestione della centrale di Torre del Sale, con un introito previsto per l’AdSP di più di 5 milioni di euro.

Porti di La Spezia e Marina di Carrara: operatori pronti per una celere ripresa

27.02.20 – Si è riunito oggi alla Spezia, presso la sede di via del Molo dell’Autorità di sistema Portuale del Mar Ligure Orientale l’Organismo di Partenariato della risorsa mare.

Le tematiche affrontate sono state molte, in una interlocuzione sempre costruttiva tra le parti pubbliche e private che siedono al tavolo. 

Come è ovvio che sia, uno dei principali argomenti trattati è stato quello del coronavirus, che preoccupa il Paese sotto il profilo sanitario ma i cui effetti vanno monitorati con attenzione per quanto riguarda il comparto economico ed in questo senso, quello portuale, è sicuramente tra i più sensibili a tematiche di carattere globale come questa, coinvolgendo interessi ed attività che valicano i confini nazionali.

Per questo motivo si è deciso di richiedere allo Stato e alle istituzioni, nelle loro diverse articolazioni, di prestare una particolare attenzione a questo settore, supportandolo se necessario con provvedimenti anche normativi in grado di sostenerne l’economia, in questa fase così delicata. 

E’ doveroso tuttavia evidenziare che pur nelle evidenti difficoltà del momento, oltre a garantire e prestare le massime precauzioni nel rispetto delle disposizioni emanate,  l’impegno degli operatori economici, delle forze sociali e  dei lavoratori impegnati nel porto della Spezia, riesce a mantenere il  più possibile  elevati i  livelli di efficienza nei servizi, sia per la parte pubblica che per la parte privata, evitando di determinare ulteriori problemi all’intera catena logistica, già provata dal calo della produzione nei Paesi asiatici. In questo senso è doveroso un particolare ringraziamento all’Ufficio di Sanità Marittima, che lavora con grandissimo impegno, pur in perenne carenza di organico.

Il tavolo di Partenariato, comunque, è concorde nell’intravedere nel prossimo futuro una ripresa dei traffici in import, che per La Spezia in gran parte hanno origine dal far east (circa il 40%), area geografica dalla quale stanno finalmente arrivando timidi segnali di miglioramento della situazione.

l porti della Spezia e di Marina di Carrara, con tutti i loro attori, sia pubblici quali Autorità di Sistema Portuale e Autorità  Marittime, sia privati, quali Armatori, Terminalisti, Agenti Marittimi, Spedizionieri, rappresentanti della categoria dell’Autotrasporto, Sindacati e più in generale tutti i rappresentanti delle diverse associazioni che siedono al tavolo, hanno compattamente manifestato la ferma volontà di farsi trovare pronti e preparati per una celere ripresa di tutte le attività in ogni singolo settore, in modo da fornire una veloce ed efficiente risposta al mercato, recuperando quanto più possibile le eventuali perdite di traffico che ancora ci si aspetta potrebbero verificarsi nelle prossime settimane.

Coronavirus, Confetra Liguria sollecita un aiuto per il sistema logistico

27.02.20 – Leggendo le cronache di un Paese che sta vivendo uno stato di emergenza, in parte reale e in parte psicologica, emerge ormai con drammatica certezza che la vittima predestinata del contagio da Coronavirus è e sarà certamente la nostra economia, già peraltro debilitata da anni di crescita zero; a essere lesionato in modo gravissimo sarà l’unico settore realmente vitale (o forse sarebbe più giusto affermare che lo era) quello legato all’interscambio sull’estero. Con la locomotiva del mondo, ossia la Cina, parzialmente ferma ed ampie aree di Italia che si stanno bloccando, sarà proprio l’import ed export di beni e prodotti finiti a pagare, insieme al turismo, il prezzo più alto.

Ad affermarlo è Alessandro Laghezza, presidente di Confetra Liguria e presidente della commissione logistica di Confindustria La Spezia.

Secondo le stime di importanti soggetti internazionali, in Europa è prevedibile attendersi un calo del movimento container da e per la Cina pari al 30% nei prossimi due mesi, percentuale sottostimata visto che ancora non può tenere conto delle conseguenze dell’emergenza tutta italiana in continua evoluzione. In questo contesto è chiaro che portualità e logistica pagheranno un prezzo altissimo e che, pur nel rispetto delle massime precauzioni sanitarie, è oggi prioritario e urgente evitare a ogni costo che psicosi e allarmismi si trasformino in un blocco dei nostri porti e, al tempo stesso, che un black out nella movimentazione e circolazione delle merci provochi ulteriori e oggi incalcolabili danni. La logistica non può subire decisioni emotive, non può diventare vittima di un mancato coordinamento. Per questo occorre l’immediata istituzione di una cabina di regia nazionale per garantire la coerenza delle misure adottate a livello locale ed evitare che scelte errate o territoriali inducano le grandi compagnie armatoriali a dirottare le loro navi verso porti diversi da quelli italiani. È preciso dovere delle Istituzioni rassicurare i mercati circa la piena operatività, affidabilità e l’efficienza dei nostri controlli sanitari; è inoltre urgente definire e fornire un sostegno economico immediato e concreto al settore logistico, ovvero a un comparto strategico per il Paese, che abbandonato a se stesso da solo non può reggere l’impatto di una catastrofe di simili proporzioni destinata a ripercuotersi proprio attraverso la crisi della logistica su tutto il tessuto economico del Paese. Le imprese della logistica e del trasporto erano già state messe in ginocchio dal black out della rete infrastrutturale; l’effetto Coronavirus rischia di essere letale.

Di Majo ottimista per il 2020 nonostante la minore movimentazione di merci nei porti del Lazio

26.02.20 – Nel corso del 2019, il network dei Porti di Roma e del Lazio ha fatto registrare, rispetto all’anno precedente, una flessione della movimentazione complessiva del traffico delle merci, determinata esclusivamente dalla riduzione delle rinfuse solide dovuta, a sua volta, alla sensibile contrazione del traffico di carbone destinato alla centrale dell’Enel di Torre Valdaliga Nord. Tuttavia, nonostante ciò e la sostanziale stagnazione che ha coinvolto, nel 2019, gran parte del comparto portuale nazionale, durante l’ultima seduta del Comitato di Gestione e della Commissione Consultiva per il rinnovo e il rilascio delle autorizzazioni per le imprese che svolgono le operazioni portuali sono emersi elementi confortanti per il futuro del cluster dell’AdSP del Mar Tirreno Centro Settentrionale.

Infatti, dai dati emersi dalle ricognizioni sulle performance delle imprese, nonché dagli aggiornamenti ai piani operativi prodotti dalle stesse società, si rilevano alcuni profili competitivi per il futuro, che possono lasciare spazio ad un cauto ottimismo, sia per quanto riguarda i dati a consuntivo che per i dati previsionali.

“I mercati che interessano il porto di Civitavecchia sono caratterizzati da un’instabilità riconducibile a storici fattori esogeni”, dichiara il Presidente dell’AdSP, Francesco Maria di Majo, “tra i quali l’importazione di carbone per la centrale dell’Enel che, facendo registrare una riduzione di quasi il 50% rispetto al 2018, ha inciso in maniera significativa sulla flessione complessiva del traffico di merci solide alla rinfusa nei porti del network laziale (il traffico di carbone incide, infatti, storicamente per circa l’80% sull’intero traffico delle rinfuse solide del porto di Civitavecchia). In particolare, nel 2019, la flessione del traffico di carbone è stata pari a circa 1,9 milioni di tonnellate su 2 milioni di tonnellate del calo complessivo di questo settore, incidendo, quindi, per oltre il 90% sulla flessione complessiva del traffico di merci solide alla rinfusa” .“Tale dato negativo – continua il Presidente dell’Authority – è stato comunque attenuato da alcuni incrementi di traffici di altre merci alla rinfusa che, secondo le stime dei concessionari, dovrebbero ulteriormente aumentare nel corso del 2020. In particolare, la storica società Traiana, che recentemente ha beneficiato di  un ampliamento dell’area in concessione nel porto di Civitavecchia e che  eseguirà i lavori di riqualificazione della banchina n° 23  in modo da aumentare le proprie capacità operative  (principalmente per  merci  come il ferrocromo, destinate alle acciaierie di Terni), nel programma operativo presentato all’AdSP, ha addirittura previsto di raddoppiare, rispetto al 2019, il tonnellaggio delle merci movimentate”, sottolinea di Majo.

“Sempre per quanto riguarda le merci solide alla rinfusa – spiega il Presidente dell’Authority – nel corso del 2019 abbiamo registrato alcuni aumenti importanti, come quello del pet-coke di circa il 30% e delle categorie “prodotti metallurgici, minerali di ferro” (+3,3%), “minerali grezzi cementi e calci” (+8,8%) e “fertilizzanti” (+16%). In particolare, nel porto di Gaeta si segnala il sensibile incremento della categoria merceologica “prodotti metallurgici, minerali, etc” che, passando da 27 mila tonnellate nel 2018 a quasi 100 mila tonnellate nel 2019, si accresce del 270% e quello della categoria “minerali grezzi, cementi, etc” che si incrementa del 20% pari a 140 mila tonnellate complessive. Aumenta anche il traffico complessivo di rinfuse solide (+11%) del porto gaetano con buone prospettive di ulteriore crescita per il 2020 in relazione sia alle nuove imprese autorizzate ex articolo 16, che alla prossima ultimazione dei lavori di completamento del porto commerciale con la disponibilità di ulteriori 60 mila mq di piazzali operativi”, precisa di Majo.

Si conferma il trend di crescita registrato negli ultimi anni del traffico di merci movimentate “in colli” (container, mezzi pesanti, palletts, etc) che fa registrare nel 2019 nuovi record storici tanto per quanto concerne il traffico complessivo, pari a oltre 6,5 milioni di tonnellate (+4,5%), che per le singole categorie con i Ro/Ro pari a oltre 5,5 milioni di tonnellate (+5%) e le merci in contenitore che superano la soglia del milione di tonnellate e dei 100 mila TEU movimentati (112.249 TEU per l’esattezza).

Anche il numero complessivo di automezzi sbarcati/imbarcati supera il milione di unità risultando in crescita tutte le tipologie di automezzi al seguito dei passeggeri, con i mezzi pesanti che si incrementano del 4,5%.

“L’altro grande mercato del porto di Civitavecchia è quello legato al Ro/Ro ed alle “Autostrade del Mare”, con quattro imprese che storicamente incidono sulle performance di questo strategico settore. Mentre per l’automotive i consuntivi del 2019 hanno fatto registrare un calo del 5%, pari a circa 10 mila auto in meno movimentate, (ma anche qui il dato va letto tenuto conto del calo della produzione anche dello stabilimento della FCA di Cassino), le compagnie di navigazione Grimaldi e Grandi Navi Veloci (GNV), hanno fatto registrare, invece, incrementi di traffico sia per quanto riguarda i veicoli cargo, sia, seppur in misura minore, per il transito dei passeggeri, con previsioni altamente positive per l’anno 2020 anche per quanto riguarda il segmento dell’automotive”, chiarisce di Majo. “Diverso il caso della Tirrenia, alle prese con la conclusione della convenzione con lo Stato per la continuità territoriale con la Sardegna e che dovrà rimodulare la propria presenza nello scalo ed affrontare un’altra ed imprevedibile sfida competitiva”, spiega il numero uno di Molo Vespucci.

Un altro settore che registra segnali di sviluppo è quello della merce deperibile alimentare, come la frutta fresca esotica in importazione. “In valori assoluti questa tipologia ha, infatti, quasi raddoppiato la capacità produttiva e la recente acquisizione dell’interporto pone il magazzino della frutta della CFFT Spa in una forte posizione competitiva nel quadrante tirrenico”, chiosa di Majo. 

“Infine, è opportuno accennare allo special – cargo (macchinari speciali di oltre 250 tons ad alta specializzazione tecnica), attività che viene in particolare curata da una società concessionaria all’interno dell’area commerciale del porto, “La Grande Meccanica”, specializzata negli assemblaggi di questi macchinari. Macchinari per il cui carico e scarico, è necessario, poi, l’intervento delle imprese portuali civitavecchiesi che hanno assunto una particolare capacità tecnica per questo segmento di nicchia dall’altissimo valore economico.  La predetta società ha rinnovato e rilanciato il prodotto economico su Civitavecchia, con una crescita robusta dello special cargo che fa del porto di Roma uno dei più importanti in Italia nella caricazione e scaricazione delle merci ad alta specializzazione e ad alto tonnellaggio. In considerazione di questo rilancio dell’attività, l’AdSP ha archiviato la procedura di decadenza che era stata avviata nel 2018 stante la precedente inattività di tale impresa”, conclude il Presidente dell’Authority.

Coronavirus, Daniele Rossi (Assoporti) rassicura: scali portuali monitorati di continuo

26.02.20 – “Confermo che i porti sono costantemente monitorati dalle autorità sanitarie, tramite gli uffici di sanità marittima, con la collaborazione della Capitaneria di Porto, l’Autorità di sistema portuale e tutte le istituzioni. Le merci non sono veicolo per il COVID-19, e per quanto riguarda il traffico passeggeri sono in atto controlli sanitari dedicati.” E’ quanto dichiara oggi, Daniele Rossi, Presidente di Assoporti a seguito dei provvedimenti assunti nelle regioni del nord, a causa della diffusione del coronavirus in alcune zone settentrionali. Con l’obiettivo di scambiare informazioni e adottare misure e prassi condivise e coordinate tra tutti i principali porti, l’Associazione ha deciso di convocare una riunione in videoconferenza questa mattina. Si tratta di un conclave di funzionari e dirigenti che lavorano quotidianamente sulle questioni operative nei porti, che hanno avuto modo di collegarsi tutti insieme con Assoporti.

“Vogliamo essere utili per fronteggiare al meglio questo periodo. Sono certo che tutti insieme possiamo trovare una linea comune che sia utile per evitare anche ingiustificati allarmismi, che, come già detto, sarebbero molto dannosi per l’economia. Al tempo stesso, stiamo valutando se inoltrare una richiesta ai ministeri dei trasporti e della salute per eventuali direttive nazionali su comportamenti comuni specifici, nel caso dovessero protrarsi gli effetti delle ordinanze regionali. Intanto, stiamo lavorando secondo le indicazioni della circolare del Ministero della salute che contiene indicazioni e suggerimenti generali.”

A seguito dell’incontro, il presidente di AdSP MAM, Ugo Patroni Griffi, commenta: “in linea con le direttive ministeriali e con quanto deciso in sede di Assoporti, nei porti dell’Adriatico meridionale abbiamo già provveduto ad effettuare la disinfezione straordinaria dei nostri terminal; abbiamo acquistato detergenti disinfettanti, collocati nelle aree di accoglienza dei nostri porti, a disposizione di passeggeri e operatori. Abbiamo avviato, inoltre, un continuo scambio di informazioni con gli uffici della Sanità marittima per seguire l’evolversi della situazione. Una serie di misure di sicurezza, a protezione dello sviluppo e dell’economia dei nostri territori.”

Il bunkeraggio di GNL è già una realtà

25.02.20 – L’era del bunkeraggio di GNL per le navi è già iniziata. Questo è il messaggio forte e chiaro inviato la scorsa settimana alla Conferenza sul combustibile del futuro  “GNL per il 2020”, tenutasi  al SUNY Maritime College di New York.

I dati sono chiari. Mentre le dimensioni della flotta attuale e futura  di navi alimentate a  GNL  rimangono modeste, il tasso di crescita, secondo Gianpaolo Benedetti, senior technical advisor della  Society for Gas as Marine Fuel (una ONG che promuove la sicurezza e la best practice nell’uso del gas come combustibile marino) è straordinario.

 A rafforzare la domanda di GNL  per l’alimentazione delle navi sono le sue basse emissioni inquinanti e il suo prezzo più competitivo rispetto al gasolio a basso tenore di zolfo.

Attualmente,  – aggiunge Benedetti – a fronte di una flotta mondiale  di 60.000 navi commerciali di grandi dimensioni,  sono  circa 177 le unità navali  che utilizzano il GNL come combustibile marino, con più di 200 ordini.  Tra i primi importanti operatori di navi alimentate a GNL  figurano  BC Ferries in Canada, Carnival Cruise Line e Tote Maritime.

A queste si aggiungono  CMA CGM e Hapag Lloyd, ognuna delle quali ha  già convertito l’alimentazione di una portacontainer da olio combustibile pesante a  GNL.  Le stesse  prevedono  a breve di aumentare  anche le dimensioni delle rispettive flotte alimentate con il GNL.  

Cinque nuove navi  che utilizzeranno il  gas naturale liquefatto come combustibile marino andranno ad ampliare la flotta di BC Ferries,  mentre  Carnival Cruise line, stando a quanto dichiarato dal direttore Kevin Blake, che al momento vanta  solo due navi da crociera alimentate a GNL, ne ha ordinate altre 20.

Tale domanda deriva, in parte, dal fatto che il  GNL è sempre più diffuso. I servizi di bunkeraggio GNL sono attualmente disponibili  in 79 porti dell mondo, tra cui Jacksonville in Florida, Port Fourchon in Louisiana,  Rotterdam in Olanda  e Singapore in estremo Oriente.  A breve il servizio dovrebbe essere attivato  anche a Marsiglia-Fos in Francia e Fort Lauderdale, in Florida.

Sempre più spesso il GNL  viene fornito da apposite “bettoline”:  attualmente – afferma Benedetti – ve ne sono 10 in servizio.  I relatori della Conferenza hanno infine osservato che le società armatoriali che gestiscono le nuove navi alimentate a GNL possono avvalersi della necessaria esperienza operativa e  formativa  del personale  impiegatio dalla grande flotta di navi Metaniere,  la quale attualmente  supera  le 400 unità, alcune delle quali sono operative da decenni.

Riunione a Pescara sullo sviluppo del porto

25.02.20 – Uno scambio di riflessioni sul futuro del porto di Pescara e sull’imminente intervento relativo allo svuotamento della vasca di colmata e alla futura fisionomia del bacino marittimo una volta eseguito il prolungamento del molo fino alla diga foranea, utile a evitare il periodico insabbiamento e a separare le acque fluviali da quelle marine.

“Un incontro proficuo quello di questa mattina in Comune con il presidente dell’Autorità di sistema portuale dell’Adriatico centrale – ha detto il sindaco Carlo Masci – perché è stata l’occasione per affrontare tutte le tematiche riguardanti il porto, dai lavori delle banchine che partiranno entro i prossimi tre mesi, a quelli imponenti di separazione del fiume dal mare per la realizzazione del bacino portuale, il cui inizio è previsto entro fine anno, ma anche il prolungamento dell’asse attrezzato”.

Ai lavori erano presenti, oltre al sindaco Masci, l’assessore comunale alle Infrastrutture, Luigi Albore Mascia, il Direttore marittimo per l’Abruzzo-Molise-Isole Tremiti, Donato De Carolis, il presidente dell’Autorità di sistema portuale, Rodolfo Giampieri, il segretario generale Adsp, Matteo Paroli, il dirigente dell’Area tecnica, Gianluca Pellegrini, e due tecnici dell’Autorità. Nell’incontro si è parlato anche del bando dell’Autorità di sistema portuale per la realizzazione di opere infrastrutturali a favore del settore della pesca e di manutenzione straordinaria delle banchine nord e sud del porto canale.

L’obiettivo del bando è accrescere l’efficienza del comparto della pesca nel porto di Pescara. Prevede per i lavori risorse pari a 339.224 euro. Le domande potranno essere presentate entro il 5 marzo 2020 alle ore 13. Per gli interventi a favore della pesca, l’Autorità di sistema ha ottenuto un finanziamento di 444.229 euro dal bando Feamp-Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca della Regione Abruzzo, misura 1.43 “Porti, luoghi di sbarco, sale per la vendita all’asta e ripari di pesca”.

 Fra gli scopi del progetto, finanziato al 100% dal Feamp-Regione Abruzzo, c’è quello di migliorare il lavoro dei pescatori e degli operatori durante le ordinarie movimentazioni di lavoro, migliorare e razionalizzare le infrastrutture per la pesca per incrementare la redditività e la competitività del comparto insieme alla valorizzazione a fini culturali e turistici della storica marineria della città di Pescara.

 Il progetto prevede la fornitura e l’installazione, di parabordi d’ormeggio in gomma, già in parte effettuate. Gli altri interventi, che sono alla base del bando, riguarderanno la costruzione, sulla banchina sud, di un modulo chiuso che sarà utilizzato dai pescatori e di una pensilina per il riparo dei “retieri”, gli addetti alla riparazione delle reti da pesca. Gli altri lavori riguarderanno la costruzione di due blocchi per i servizi igienici, di cui uno nella sponda nord e un altro nella sponda sud, la realizzazione del restauro lapideo della pavimentazione della banchina nord con il ripristino delle opere accessorie (bitte, cordoli, dissuasori, fontanella d’acqua potabile), i rifacimenti localizzati della sovrastruttura stradale in conglomerato bituminoso e la costruzione di un impianto per la raccolta, il trattamento e il conferimento in fognatura delle acque reflue di lavaggio del pescato alla banchina nord e sud.

 “Cerchiamo in ogni modo di essere vicini alla marineria di Pescara, così di valore nell’economia cittadina e regionale – ha affermato il presidente dell’Autorità di sistema portuale, Rodolfo Giampieri -, abbiamo ottenuto un importante finanziato del Fondo europeo per la pesca della Regione Abruzzo ma siamo consapevoli che le difficoltà strutturali del porto si stanno affrontando nel modo migliore grazie alla forte intesa istituzionale con Regione, Arap, amministrazione comunale e autorità marittima. Ci sarà ancora da lavorare, molto e a testa bassa, ma con la collaborazione della marineria pescarese puntiamo ad ottenere, in un tempo ragionevole, i risultati che tutti si aspettano”. “Siamo sulla buona strada – ha concluso il sindaco Masci -, abbiamo ingranato il turbo per restituire al porto di Pescara il ruolo che merita”.

Siglato accordo fra i porti di Trieste e Baku

24.02.20 – Un memorandum d’intesa fra l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale e la compagnia pubblica che gestisce il Baku International Sea Trade Port, è stato firmato nel corso del Business Forum Italia-Azerbaijan tenutosi venerdì scorso alla Farnesina e aperto dal presidente della Repubblica dell’Azerbaijan, Ilham Aliyev, in visita ufficiale in Italia, e dal ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio.

L’accordo formalizza una cooperazione, in parte già avviata, fra il porto della capitale azera, e quello di Trieste, idealmente posizionati sulla direttrice di traffico trans-caspica. Area in forte crescita, in quanto parte del sistema delle nuove rotte globali a sud della Russia, che congiungono Estremo Oriente e Europa Occidentale, sfruttando anche il potenziale delle nuove infrastrutture ferroviarie dell’Azerbaijan, come le linee con la Georgia Baku-Batumi o quelle con la Turchia Baku-Kars. In questo quadro, lo scalo di Baku, il più grande del Paese, con i nuovi investimenti nella zona di Alat, e quello di Trieste, risultano in una posizione strategica di cerniera mare-terra, rispettivamente nella zona Centrasiatica e Europea.

Tra gli obiettivi della firma, quelli di sviluppare non solo sinergie nel campo dei traffici e dei servizi logistici integrati marittimi e ferroviari, ma anche attività di trasferimento di conoscenze e buone pratiche, in ambiti quali la gestione delle free trade zones, l’ICT, training del personale e sviluppo di politiche portuali innovative mirate alla sostenibilità ambientale e alla sicurezza. “Ambiti nei quali, – sottolinea Zeno D’Agostino, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale – il porto di Trieste possiede un posizionamento altamente qualificato che risulta di elevato interesse per partner stranieri collocati in aree in sviluppo”.

“Le relazioni con il porto di Baku – conclude D’Agostino – si sono ulteriormente rafforzate proprio grazie a questo memorandum, che rappresenta una nuova occasione di sviluppo delle politiche di internazionalizzazione del nostro sistema portuale nell’ambito delle reti globali”.

Sull’importanza della nuova partnership si sofferma anche Taleh Zyadov, direttore del porto di Baku: “Il protocollo che abbiamo firmato con Trieste – apre nuove opportunità per entrambi i porti che fungeranno da hub determinanti nel corridoio centrale che collega la Cina e l’Europa attraverso l’Azerbaijan”.

Diversi interventi in sala durante il forum di ieri, ad iniziare da quello del presidente dell’ICE, Carlo Ferro, hanno più volte richiamato proprio il ruolo chiave di Trieste e di Baku, nel quadro di crescita delle relazioni economiche bilaterali e di traffico dell’area. L’Azerbaijan, con 10 milioni di abitanti ed un PIL di oltre 48 miliardi, sta portando avanti la sfida di diversificare la sua economia dal petrolio che ne rappresenta circa il 35%, diventando un hub commerciale, posizionandosi come crocevia per gli scambi tra Europa e Cina ed Asia meridionale e Russia. In quest’ottica, le risorse del Paese saranno nei prossimi anni prevalentemente investite in infrastrutture stradali, portuarie e ferroviarie.

All’evento erano presenti circa 90 rappresentanti azeri di imprese appartenenti a diversi settori (agroindustria, infrastrutture, energia, ICT, tessile ecc.) mentre da parte italiana circa 170 imprese ed enti.

Riduzione dell’import di carbone a Civitavecchia, Di Majo (AdsP): dal MISE passi in avanti per superare la crisi

24.02.2020 – “Durante l’incontro di ieri (ndr: venerdì scorso) al Ministero dello Sviluppo Economico sulla phase out dal carbone, ho rappresentato l’esigenza che la riconversione a gas della centrale dell’ENEL venga accompagnata da interventi ed azioni concrete tra le quali ho evidenziato innanzitutto la necessità, per Civitavecchia, di usufruire del “Fondo nazionale per la riconversione occupazionale nei territori in cui sono ubicate centrali a carbone” (di cui si attende il decreto attuativo) e dell’istituendo Fondo europeo “Just transition fund” (volto anche a favorire nuove opportunità economiche nelle aree in cui è prevista la transizione delle centrali a carbone verso forme di generazione energetica meno impattanti), al fine così di alleviare gli impatti socio-economici derivanti da tale transizione a gas”, ha dichiarato il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Francesco Maria di Majo.

“Ringrazio il MISE ed in particolare il sottosegretario Alessandra Todde per l’organizzazione di questo incontro che ha dato modo a tutte le istituzioni, sigle sindacali ed associazioni di rappresentare, da diversi angoli visuali, non solo le problematiche derivanti dalla riconversione a gas della centrale dell’ENEL ma anche alcune soluzioni concrete per superarle.  Mi è parso di registrare una comunanza di intenti sul fatto che il processo (ineludibile) di decarbonizzazione, già in atto, debba essere accompagnato da un piano territoriale ambizioso di rilancio dell’economia locale (in particolare nel settore dell’energie rinnovabili) che possa essere davvero alternativo alla centrale dell’ENEL e quindi portare occupazione al territorio di Civitavecchia, oggi in grande sofferenza”.

“Da parte nostra, abbiamo ribadito, come anticipato nella nota trasmessa al MISE nei giorni scorsi, il forte interesse a sviluppare nell’ambito portuale progetti industriali relativi al settore energetico, avendo peraltro il porto di Civitavecchia, nella parte nord (ovvero la parte più distante dal centro cittadino) ancora tante aree disponibili, come in particolare la Darsena Energetica Grandi Masse, rispetto alla quale sussistono i presupposti urbanistici ed ambientali (VIA) per procedere alla sua realizzazione” ha proseguito il Presidente dell’AdSP. 

“Ritengo che la realizzazione della DEGM possa essere peraltro in linea con il suggerimento del sottosegretario del MISE, Alessandra Todde, di focalizzare le azioni su interventi volti – come proposto a Brindisi – a favorire nuove attività produttive.  A tale riguardo ho accolto con favore la proposta del MISE di istituire delle successive sessioni dedicate allo sviluppo di attività produttive nonché la connessa proposta del sindaco di Civitavecchia e di Unindustria, di istituire, per il territorio di Civitavecchia, dei contratti d’area o di programma, i quali, con il sostegno della Regione Lazio, potranno altresì rafforzare l’istituenda Zona Logistica Semplificata”, ha precisato il numero uno di Molo Vespucci.

A chiusura del tavolo, ho altresì raccolto positivamente le indicazioni, giunte da alcune sigle sindacali, di proseguire sulla strada di fare del porto di Civitavecchia un vero porto green promuovendo, ad esempio, l’istituzione di un polo (che peraltro era stato già proposto in passato) di produzione di impianti (o loro componenti) per lo sfruttamento delle energie rinnovabili (pale eoliche, batterie di accumulo, pannelli fotovoltaici, etc). “Tale progetto, come ho proposto, potrà essere realizzato nelle aree a tergo della DEGM o in quelle retroportuali –ha chiarito di Majo-  unitamente allo sviluppo dei combustibili alternativi, come il GNL, per l’alimentazione dell’autotrasporto e dei  vettori marittimi”.


“A tale obiettivo si unisce quello del potenziamento del collegamento infrastrutturale ferroviario di ultimo miglio nel porto (per il quale abbiamo già ottenuto un contributo a fondo perduto dall’Unione europea) che favorirà l’uso della ferrovia come mezzo di trasporto di merci e passeggeri riducendo, di conseguenza, l’impatto emissivo derivante dai mezzi di trasporto”, ha concluso il Presidente dell’Authority.