Irene Pivetti (Assofer): il Porto di Livorno funziona

21.02.20 – Il presidente dell’AdSP del Mar Tirreno Settentrionale, Stefano Corsini, ha ricevuto ieri a Livorno una delegazione dell’Associazione degli operatori ferroviari e intermodali, ASSOFERR, guidata dalla presidente Irene Pivetti.

Nel corso dell’incontro Corsini ha illustrato i progetti in itinere nei porti del sistema, soffermandosi in particolare sugli interventi di potenziamento dei collegamenti ferroviari degli scali portuali di Livorno e di Piombino.

La n.1 di Assoferr ha manifestato apprezzamento per l’attenzione che l’Adsp sta dedicando al Piano del Ferro e al rafforzamento delle connessioni intermodali: «L’Autorità di Sistema Portuale – ha detto – dispone di una progettualità organica e credibile. Livorno, con il suo porto, il retroporto e le sue attività industriali e distributive connesse, è una realtà che funziona e che è in grado di esprimere una forte leadership. Quello che serve adesso è realizzare quanto prima gli interventi infrastrutturali necessari a rilanciare i traffici e l’intermodalità. Come Associazione riteniamo di poter svolgere un ruolo di lobby perché i vari livelli di decisione siano perfettamente allineati agli obiettivi di sviluppo di questi porti».

A seguito della riunione nella sede centrale dell’AdSP la delegazione di Assoferr ha visitato il porto di Livorno. Oggi pomeriggio incontrerà invece gli stakeholder dell’imprenditoria locale per determinare quelle che sono, rispetto alla realtà nazionale, le peculiarità ed esigenze specifiche dell’aerea.

Crisi al Porto di Brindisi, gli operatori chiedono lo sblocco delle opere minori e poteri speciali per l’AdSP

21.02.20 – Si è tenuta oggi, negli uffici dell’AdSP MAM di Brindisi, una partecipata e condivisa riunione, diretta prosecuzione del confronto già aperto sia in sede locale che sui tavoli ministeriali, per affrontare la crisi che affligge il porto di Brindisi e le sue immediate ricadute sull’economia del territorio.

All’incontro, presieduto dal presidente dell’Ente, Ugo Patroni Griffi, erano presenti: il sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi; il vice comandante della Capitaneria di porto, Francesco Stagira; l’onorevole Anna Macina; il consigliere regionale, Gianluca Bozzetti; Michele Di Leone , Dipartimento Sviluppo Economico Regione Puglia; i presidenti Domenico Bianco e il dirigente Giorgio Rubino, Consorzio Asi, Patrick Marcucci e il vice Angelo Guarini, Confindustria, Alfredo Malcarne, Camera di Commercio, Pierluigi Francioso, ANCE, Franco Gentile CNA; Antonella Vincenti, Puglia Sviluppo; i servizi tecnico nautici del porto, la ditta Fratelli Barretta (rimorchiatori), il comandante del Corpo Piloti del porto, Leo Morolla; le Organizzazioni Sindacali, Antonio Macchia, CGIL, Antonio Licchello UIL, Antonio Castellucci CISL, Gianfranco Argese e Santino Guadalupi FILT CGIL Brindisi, Danilo Binetti, FILT CGIL Puglia, Antonio Baldassarre UST CISL TA/BR; Antonio Catanzaro, Avvisatore Marittimo; Adriano Guadalupi Federspedi; Teo Titi, Associazione O.P.S; Giacomo Minervini e Marcello Gorgoni, RACCOMAR; Salvatore Pinto e Derio Donnicola ANCIP; e Teodoro Muscogiuri, STP Brindisi.

A seguito dell’articolato e complesso dibattito, si è convenuto che il principale obiettivo, comune e immediato, risulta essere lo sblocco di tutte le opere minori, già pronte per essere realizzate.

Tra le priorità, inoltre, c’è sicuramente la stagione crocieristica 2020 che rischia di essere cancellata, nonostante i 57 scali già calendarizzati, per via delle nuove misure di security, indispensabili per i porti (installazione di apparati radiogeni per lo screening di passeggeri e bagagli), che richiedono un ricovero da autorizzarsi. Nel breve periodo, inoltre, si è deciso di accelerare il processo di realizzazione delle opere strategiche già previste dal Piano Regolatore Portuale, prime tra tutte, dragaggi e accosti.

Al fine di superare l’attuale empasse, inoltre, il tavolo, ha scelto di formulare una richiesta, direttamente al Governo centrale perché possa valutare la possibilità di conferire al Presidente dell’AdSP o al Sindaco gli stessi poteri speciali riconosciuti al Sindaco di Genova (per la ricostruzione in tempi celeri del ponte Morandi) e al Presidente del porto di Taranto (per la questione ILVA).

Al Governo si chiederà, inoltre, di consentire l’avvio immediato delle ZES, attraverso le nomine mancanti e la realizzazione della Zona Doganale Interclusa; l’adozione per il porto di Brindisi delle stesse misure previste per il porto di Trieste (per incentivare il traffico dei rotabili); l’approvazione immediata del Documento Pianificazione Strategica, passo fondamentale per la successiva redazione del nuovo Piano Regolatore Portuale di Brindisi; il riconoscimento dello scalo messapico come porto CORE, all’interno dell’estensione di una delle attuali Reti Ten T.

Infine, per scongiurare un collasso occupazionale ed economico, saranno, avviati nel più breve tempo possibile, incontri di programmazione con Enel, per l’adozione di misure compensative al processo di decarbonizzazione.

Smooth Ports a Livorno, il cui porto è un modello per i controlli sui carichi

20.02.20 – Procedure di controllo alle merci sicure, veloci, sostenibili dal punto di vista ambientale, integrate ed armonizzate attraverso la digitalizzazione dei primi sportelli unici di controllo a livello europeo: sono questi i temi dei seminari e delle visite tecniche svolte a Livorno nell’ambito dell’iniziativa europea Smooth Ports – Interreg Europe.

I gruppi tecnici di importanti Porti Europei ed Italiani (Livorno, Amburgo, Nantes, Varna, Trieste e Monfalcone) hanno visto anche la proficua partecipazione degli enti di controllo competenti per i controlli alle merci quali il Ministero della Sanità, l’Agenzia delle Dogane, il Servizio Fitosanitario Regionale e l’Agecontrol.

La realtà livornese ha potuto dimostrare di essere una best practice di livello europeo nella gestione sinergica dei controlli e nell’efficientamento delle operazioni di verifica sui carichi, grazie alla forte cooperazione sviluppatasi fra Autorità portuale, enti di controllo ed operatori portuali ed interportuali.

Questa esperienza si avvale di piattaforme di Port Community come il TPCS – che entro il 2020 avrà reso operative le procedure digitalizzate per l’integrazione dei controlli – ed evidenzia il valore aggiunto del fattore umano nel rendere il nostro territorio competitivo, soprattutto in quelle filiere come l’agroalimentare e ortofrutta, che costituiscono un asset economico rilevante a livello regionale.

La visita alle strutture portuali (terminal TDT e Lorenzini) e interportuali dell’Amerigo Vespucci ha permesso di collegare questi aspetti procedurali all’articolata realtà infrastrutturale presente, con le numerose eccellenze logistiche dell’area.

Smooth Ports nasce grazie all’iniziativa di Amburgo ed ha tra i suoi obiettivi quello di proporre buone pratiche ed esperienze da traslare nella prossima programmazione europea nel periodo 2021-2027: «il Porto di Livorno potrà contribuire a definire norme e prassi basilari per l’efficienza e la sicurezza dei porti e delle infrastrutture logistiche» ha sottolineato la responsabile del PCS del Porto e del progetto SMOOTH PORTS, Antonella Querci che ha inoltre rimarcato il ruolo strategico che lo scalo potrà avere con riferimento ai contenuti del prossimo piano operativo del programma Interreg Italia-Francia Marittimo, anche attraverso la Regione Toscana, che finanzierà la progettualità di ambito logistico e portuale nell’area.

Cruise 2030; Pino Musolino ha presentato a Cartagena i passi compiuti negli ultimi mesi

20.02.20 – Individuare il bilanciamento corretto tra sviluppo e conservazione in una relazione sostenibile con il territorio, incrociare la crescita economica e i fragili equilibri ambientali, riunire i maggiori porti crocieristici europei per discutere del futuro sostenibile del settore.

Questi gli obiettivi che hanno alimentato l’azione del porto di Venezia a partire dall’estate 2019 e che ha portato alla costituzione del gruppo di lavoro Cruise 2030, cui hanno aderito i porti di Bergen, Cannes, Dubrovnik, Malaga, Marsiglia e Palma.

Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale Pino Musolino, invitato a Cartagena in Colombia alla conferenza internazionale “Cruise, Ports and Cities”, evento organizzato dall’Universidad de los Andes in collaborazione con l’University of the Aegean e l’Università di Genova, ha presentato al pubblico di operatori e amministratori pubblici e privati i passi compiuti negli ultimi mesi dal gruppo Cruise 2030.

A partire dall’individuazione delle criticità condivise da tutti gli amministratori dei porti crocieristici europei coinvolti: la reputazione calante del settore crocieristico, il sovraffollamento generato dal flusso dei turisti nelle città destinazione e i problemi di mobilità, oltre ovviamente all’inquinamento acustico, atmosferico e marino. Da questo punto di partenza condiviso, i porti del gruppo Cruise 2030, supportati dalla raccolta di dati scientifici e attraverso una costante collaborazione con gli stakeholder locali, stanno lavorando alla definizione di nuovi standard per l’industria crocieristica del futuro che dovrà necessariamente evolvere verso una flotta di “classe Europa” compatibile con le città storiche del vecchio continente.

Il presidente Musolino ha commentato: “L’attenzione a livello globale rispetto all’iniziativa Cruise 2030 dimostra la difficoltà, condivisa dalla maggior parte degli amministratori di porti, nel coniugare efficacemente l’attività del settore crocieristico con gli equilibri delle città destinazione dei flussi turistici. La nostra presenza al summit di Cartagena è segnale che abbiamo imboccato la via giusta che ci porterà a un rinnovamento del comparto e a un suo riposizionamento all’interno di equilibri più sostenibili e accettabili per le città portuali e per la popolazione che le abita”.

Il generale Haftar bombarda il Porto di Tripoli

19.02.20 – Le forze dell’LNA (Esercito Nazionale Libico) hanno dichiarato di aver attaccato ieri  il porto della capitale libica per colpire un deposito di armi, segnalando una nuova escalation nella battaglia per il controllo di Tripoli.

La fazione dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), che ha sede nella parte orientale del paese ed è comandata dal generale Khalifa Haftar, non ha fornito maggiori dettagli circa il deposito di armi citato in una dichiarazione.

L’LNA aveva detto in precedenza, anche in questo caso senza fornire dettagli, di aver preso di mira una nave turca che consegnava armi al governo riconosciuto a livello internazionale con sede nella capitale Tripoli.

Il porto di Tripoli è un’importante gateway per le derrate alimentari, il carburante, il grano e altre importazioni per l’area della capitale, inghiottita dalla guerra, da quando l’LNA ha iniziato nell’aprile 2019 una campagna militare per conquistare la città.

Secondo quanto dichiarato da due funzionari dello scalo marittimo, dopo l’attacco di martedì tutte le navi, comprese le petroliere, sono state spostate fuori dal porto. Le forze di Tripoli hanno detto che l’LNA ha lanciato quattro missili.

Secondo il Ministero dei Trasporti, il bombardamento, definito un crimine di guerra, ha portato alla distruzione e all’incendio di alcuni container destinati al mercato libico, con all’interno prodotti alimentari e merci varie.

Da gennaio – affermano alcuni diplomatici –  la Turchia ha inviato diverse navi che trasportano armi e camion pesanti a Tripoli e Misurata, un altro porto occidentale, dicono i diplomatici.

L’LNA è alleata di un governo parallelo nella Libia orientale, sostenuto dagli Emirati Arabi Uniti, dall’Egitto, dalla Giordania e dai mercenari russi. I porti e gli aeroporti orientali sono fuori portata delle forze armate del governo di Tripoli.

La Libia, ricca di petrolio, è stata dilaniata dalla guerra civile da quando i ribelli hanno rovesciato il dittatore Muammar Gheddafi nel 2011.

Incontro tecnico del Propeller Clubs nella sede di Assoporti: a gran voce la richiesta di semplificazione

18.02.20 – Ieri a Roma, presso l’Associazione dei Porti Italiani, si è tenuto un incontro tecnico per discutere dell’andamento della portualità italiana nel Mediterraneo, organizzato dal Propeller Clubs Nazionale. Presenti, insieme al Comandante delle Capitanerie di Porto Ammiraglio Giovanni Pettorino e ai Presidenti delle Autorità di Sistema Portuale e dei Propeller regionali, i rappresentanti di tutte le Associazioni di categoria del settore portuale e logistico.

Ad aprire l’incontro, il Presidente di Assoporti Daniele Rossi il quale, nel ringraziare il Propeller per aver chiesto di organizzare la missione italiana presso Assoporti, ha voluto ricordare il peso della portualità e della logistica per l’economia del Paese, “la portualità rappresenta il 3% del PIL italiano,” ha affermato Rossi, “ma spesso questo non viene tenuto in considerazione. Le AdSP e tutti gli operatori dei porti italiani, e mi rivolgo ai diversi rappresentanti delle Associazioni degli stakeholder che vedo qui in sala con noi, si trovano di fronte ad un mercato in continua espansione ma in un sistema normativo molto complesso che riguarda diversi ambiti; ambiente, appalti, economia, soltanto per nominarne alcuni. Per questo motivo colgo l’occasione per lanciare l’invito a tutti i membri del cluster a lavorare insieme per una semplificazione normativa del settore. La nostra associazione è un luogo aggregante, ed è a disposizione del cluster per lavorare su soluzioni condivise.” Rossi ha anche ringraziato Pettorino per la sua autorevole presenza all’evento.

A seguire, l’intervento del Presidente del Propeller Clubs Nazionale, Umberto Masucci, che ha dichiarato, “il Propeller non è un’Associazione di categoria, ma è inclusivo di tutti gli esecutivi dello shipping, della portualità e della logistica, e credo che questa informalità di impostazione del club possa essere usata dalle Associazioni come luogo in cui lanciare proposte e condividere idee. Abbiamo ritenuto doveroso testimoniare ad Assoporti la nostra vicinanza per chi ogni giorno si trova a combattere con normative complicate ed eccesso di burocrazia: iniziative come questa permettono di trovare unità d’intenti per mantenere la competitività dei nostri porti”.

Ha poi preso la parola il Comandante Generale delle Capitanerie di Porto, Giovanni Pettorino, il quale ha ribadito l’importanza della portualità e della logistica per il sistema economico del Paese, nonché la necessità di semplificare e integrare le normative vigenti per consentire uno sviluppo maggiore. Ha anche ricordato che, “le Capitanerie di Porto hanno partecipato alla nascita delle allora Autorità Portuali, e ricoprono oggi un ruolo in collaborazione con le AdSP che è sia operativo e di sicurezza in mare, che di natura amministrativa. Ringrazio Assoporti e il Propeller per averci riuniti in modo da discutere di possibili soluzioni a problematiche che rallentano, oppure complicano le nostre attività.”

È seguita una presentazione da parte di Alessandro Panaro dell’istituto SRM, relativa alle dinamiche e alle prospettive dei porti italiani nel contesto mediterraneo che ha evidenziato l’attuale situazione della portualità nell’area MED, tenuto conto della catena logistica, dell’alleanza dei grandi carrier, nonché del gigantismo navale e l’impatto dell’istituzione delle Zone Economiche Speciali e le Zone Logistiche Speciali nelle aree portuali. Un breve focus è stato dedicato ai rischi rappresentati dal nuovo coronavirus, COVID 19, che ridurrà i volumi di container nei porti cinesi. Secondo le stime, questa riduzione sarà di 6 milioni di TEU in partenza dalla Cina nel primo trimestre dell’anno. I numeri certi discendenti da questa situazione si potranno avere tra qualche mese, con dei riflessi sul traffico nei nostri porti. La mattinata si è conclusa con una serie di riflessioni da parte dei Presidenti delle AdSP sulla necessità di formulare insieme alcune proposte in tema di semplificazione per il Governo. Sfida raccolta dal Direttore Generale di Confetra, Ivano Russo, che ha dichiarato importante e urgente fare un focus semplice e sintetico tutti insieme, da sottoporre al più presto al Governo e al Parlamento.

Porto di Barletta, accordo per demolire i silos per il grano

18.02.20 – L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale e l’azienda Silos Granari della Sicilia srl (società del Gruppo Casillo) hanno sottoscritto, nei giorni scorsi, un accordo sostitutivo di provvedimento amministrativo, finalizzato ad attivare la procedura per la demolizione dei silos presenti nel porto di Barletta; si tratta di aree e piazzali che coprono una superficie di circa 2.000 metri quadri.

Costruiti nel giugno del 1973 per lo stoccaggio di grani e cereali, i manufatti, oltre a presentare evidenti danni strutturali, risultano inattivi dal febbraio 2018.

In ragione di ciò, lo scorso anno, la  società, titolare di una concessione demaniale, aveva manifestato la volontà di restituire aree e beni, previa rimozione dei beni amovibili e delle attrezzature mobili.

L’Ente portuale, quindi, ha avviato tempestivamente una procedura che potesse portare, nel più breve tempo possibile,  all’abbattimento dei manufatti e alla conseguente valorizzazione dell’intera superficie e della banchina prospiciente.

A seguito dell’accordo, l’area in cui, attualmente, insistono i silos, sarà adeguatamente riqualificata, rendendo la banchina, ritenuta dall’Ente strategica per il porto di Barletta, ulteriormente operativa, attrezzata e polifunzionale per ospitare, oltre ai consolidati traffici commerciali,  anche piccole navi da crociera.

“Vogliamo portare a Barletta anche le piccole navi da crociera del segmento luxury, più piccole di stazza ma ad alto valore aggiunto, attesa la rilevante attrattività dell’hinterland confinante e l’efficiente infrastrutturazione di cui dispone il nostro scalo– commenta il presidente dell’AdSP MAM Ugo Patroni Griffi. Già in occasione del Seatrade (la più grande vetrina crocieristica mondiale) porteremo a Miami, anche, la proposta Barletta. La crocieristica è un settore che può contribuire notevolmente al rilancio dell’economia di un territorio- continua il Presidente. Tanto è vero che, uno tra i principali obiettivi strategici richiesti dalla Unione Europea è proprio la Blue Growth, ovvero lo sviluppo di tutte quelle attività eco-compatibili che consentano una crescita economica e sociale che faccia perno sul mare. Proprio per questo e in aderenza a tali indicazioni, stiamo lavorando per valorizzare, nei nostri porti, leconomia del mare: energia blu, acquacoltura, biotecnologia blu,  turismo marittimo, costiero e di crociera, appunto.”

Entro trenta giorni dalla sottoscrizione del documento, la Società si è impegnata a presentare un computo metrico estimativo, relativo agli interventi di demolizione e di rimessa in pristino dell’area, attività che verrà effettuata dalla Società a propria cura ed oneri, così come spetteranno alla  Silos Granai le spese relative alla progettazione, anche esecutiva, e alla direzione dei lavori. Gli interventi inizieranno, così come sottolineato nell’accordo sottoscritto, entro e non oltre i 4  mesi dall’ottenimento delle autorizzazioni di legge.

Crollano i traffici containerizzati dalla Cina per effetto del Coronavirus

17.02.20 – Si calcola che in Cina il Coronavirus e la coincidenza dell’epidemia con il Capodanno cinese abbia messo fuorigioco fra il 40 e il 50% degli autisti di TIR con l’effetto indotto di rendere ogni giorno più problematico il funzionamento della catena logistica e il movimento in-out dei container nei grandi porti della Cina.

L’effetto domino del Coronavirus sta colpendo pesantemente anche le rotte marittime dei traffici container con diminuzioni superiori al 30% nel carico trasportato da ogni singola nave sulle rotte fra la Cina e l’Europa.

Inevitabilmente questa flessione si ripercuoterà anche sui volumi dei porti e dei terminal italiani, colpendo direttamente la catena del trasporto e generando una crisi sull’autotrasporto italiano chiamato da un lato, ad affrontare un certo rincaro nei prezzi del carburante (dopo il temporaneo calo causato più da logiche geopolitiche che da un effettivo rapporto fra domanda e offerta), e dall’altro le conseguenze destinate ad accentuarsi ogni giorno di più di una contrazione dei traffici e quindi della domanda di trasporto.

Solo al porto di Genova, già fortemente rallentato per le note carenze infrastrutturali, la contrazione prevista sarà nell’ordine del 20% sia in import sia in export. Medesima flessione percentuale, come valore medio, coinvolgerà tutti i soggetti che operano direttamente nelle relazioni di scambio e di traffico con la Cina.

Trasportounito sta mettendo a punto un piano di emergenza che verrà presentato al Ministero dei Trasporti per la predisposizione anticipata di misure straordinarie a salvaguardia dell’economia e del lavoro, prevedendo l’utilizzo di ammortizzatori sociali, di strumenti di flessibilità che consentano processi di riconversione aziendali, possibili misure di detassazione e defiscalizzazione nonché procedure di sospensione coordinate e pianificate dei finanziamenti in corso.

Pirati abbordano una portacontenitori al largo dell’Africa Occidentale

17.02.20 – La nave container post-Panamax Maersk Tema è stata abbordata dai pirati mentre era in viaggio al largo delle coste dell’Africa occidentale lo scorso 14 febbraio.

Si ritiene che due uomini si siano infiltrati sulla nave portacontainer da 5.466 TEU a circa 90 miglia nautiche a nord-ovest di Sao Tome, mentre era in navigazione da Pointe Noir a Lagos.

Secondo alcune fonti due piccole barche sarebbero state avvistate nelle vicinanze dell’abbordaggio

La nave portacontainer Maersk Tema, costruita nel 2015, è di proprietà e gestita dalla società di charter Peter Döhle Schiffart e dalla Bernhard Schulte ship Management.

La compagnia di navigazione danese Maersk, noleggiatrice della nave container, ha confermato l’attacco sui social media afgfermando che la nave è stata attaccata dai pirati quando si trovava a 200 miglia nautiche a ovest della Guinea.

In un aggiornamento del giorno successivo, Maersk ha detto che la nave e il suo equipaggio erano al sicuro e liberi dai pirati. La società non ha rivelato ulteriori dettagli sull’incidente.

Quest’ultimo abbordaggio è il quinto incidente dal novembre 2019 avvenuto nella Zona di sviluppo congiunto  Nigeria – Sao Tome.

Dopo una breve pausa, i pirati sono tornati in un’area che nel 2019 ha visto una notevole attività, ha spiegato Dryad. Vale a dire, l’anno scorso ha visto un aumento dilagante degli attacchi di pirateria nel Golfo di Guinea, unito a un allarmante aumento dei rapimenti di equipaggi.

Il numero dei sequestri di equipaggi nel Golfo di Guinea è più che raddoppiato, passando da 78 nel 2018 a 121 nel 2019.  La regione è stata teatro di 64 incidenti, compresi i quattro i dirottamenti di navi avvenuti nel 2019, e 10 delle 11 navi che hanno segnalato di essere state oggetto di attacchi.

“Si ritiene che i pirati che operano in quest’area cerchino di sfruttare la relativa mancanza di una consolidato pattugliamento delle acque al di fuori della Zona Economica Esclusiva Nigeriana”, afferma Dryad, database di notizie.

“I pirati hanno dimostrato di essere in grado di attaccare le grandi navi in transito. E’ molto probabile che i pirati che operano in quest’area provengano dalla Nigeria e che agiscano con il supporto di una nave più grande”.

Porti dell’Alto Adriatico: nuove azioni condivise per pesare in Europa

14.02.20 -I porti membri dell’associazione Napa, North Adriatic Ports Association, si sono riuniti stamane nella sede dell’Autorità di Sistema Portuale veneziana, cui spetta la presidenza semestrale.

Presenti, tra gli altri, anche il presidente dell’Autorità giuliana Zeno D’Agostino, il presidente del porto di Koper Dimitrij Zadel, Alberto Squarzina per il porto di Ravenna e Ivan Jaksic, per il porto di Rjieka.

Tra i vari temi all’ordine del giorno è emersa con forza la volontà condivisa dei membri di presentarsi ai TEN-T Days, che si terranno il prossimo maggio in Croazia, portando all’attenzione delle autorità europee delle richieste unitarie.

Il presidente Adsp del Mare Afriatico Settentrionale Pino Musolino (nella foto) ha dichiarato: “I cinque porti dell’Alto Adriatico costituiscono il gateway naturale per il continente europeo delle merci in transito da e verso il Medio e l’Estremo Oriente, movimentando annualmente oltre 100 tonnellate. Riteniamo fondamentale presentarci uniti all’importante appuntamento dei TEN-T Days, superando così la logica dei campanili e valorizzando la complementarietà dei nostri scali. Solo così potremo avere un peso contrattuale in sede di revisione delle reti transeuropee e di allocazione delle risorse previste dalla direttiva CEF2”.