Tirrenia, il governo dà a Onorato e Commissari 24 ore per trovare una soluzione

31 marzo 2020 – Si è conclusa la conference call tra i commissari di Tirrenia, azienda in amministrazione straordinaria, i vertici di Tirrenia Cin, la ministra delle infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli e il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli.

Dal confronto sono emerse alcune ipotesi di  soluzione dell’attuale blocco dell’operatività delle navi Tirrenia. I ministri hanno chiesto all’azienda e ai commissari di definire e adottare gli atti risolutivi entro 24 ore. 

Le ipotesi di soluzione garantirebbero anzi tutto i servizi di continuità territoriale, con l’obiettivo di addivenire poi anche una rapida definizione della complessiva situazione debitoria di Tirrenia CIN.​​  

Ieri in riferimento alla notizia del sequestro conservativo sui conti correnti di Tirrenia CIN da parte di Tirrenia AS, il MIT e il MISE – avevano precisato che tale decisione è stata assunta dall’organo commissariale in autonomia e indipendenza di giudizio, sulla scorta di un parere favorevole reso da parte del Comitato di Sorveglianza, organo che – come noto – tutela le ragioni e la posizione del ceto creditorio, nonché a valle di alcuni recenti provvedimenti giurisdizionali.

Costa Diadema nel porto di piombino, regia unica per far fronte all’emergenza

31.03.20 -Proseguono le operazioni congiunte di Autorità di Sistema, forze militari, Protezione Civile, Guardia di Finananza, Comune, Sanità Marittima e Capitaneria per fronteggiare l’emergenza Covid-19 in porto.

A seguito dell’arrivo a Piombino della nave da crociera Costa Diadema con il solo equipaggio di 1255 persone, di cui 105 italiani, l’AdSP si è attivata aprendo presso l’edificio Cisp della Stazione Marittima due aree destinate al coordinamento delle attività, rispettivamente una sala di regia e un ufficio riservato ai medici della Sanità Marittima.

Nella prima si tengono ogni giorno tre video conferenze, una estesa alle istituzioni locali per fare il punto della situazione e per risolvere le eventuali criticità e due regionali allagate anche alle realtà portuali di Civitavecchia e di Savona, alle prese con gli stessi problemi di sbarco e controllo sanitario di passeggeri o membri dell’equipaggio a rischio contagio.

«Assieme a tutte le istituzioni coinvolte – ha detto il presidente dell’AdSP, Stefano Corsini (nella foto) – stiamo monitorando con attenzione l’evolversi della situazione. La macchina organizzativa si è mossa subito, operando in piena sinergia nell’interesse della collettività. La Port Security sta lavorando a pieno regime per garantire che le attività di controllo sanitario e di sbarco siano condotte in tutta sicurezza».

Emergenza Covid 19, canoni demaniali sospesi nei Porti di Venezia e Chioggia per aiutare le aziende

30.03.20 – L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico settentrionale ha provveduto ad emanare una circolare rivolta a tutte le aziende concessionarie dei porti di Venezia e di Chioggia al fine di comunicare la possibilità di sospendere il pagamento dei canoni demaniali fino al 30 settembre, come previsto dall’art. 92 co. 2 del D.L 18/2020. 

Il presidente AdSP MAS Pino Musolino dichiara in proposito: “In questo periodo di emergenza, gli amministratori pubblici sono chiamati a fare uno sforzo in più per alleviare le difficoltà di lavoratori e aziende e per sostenere il sistema produttivo nel suo complesso. Il provvedimento rappresenta una delle prime azioni messe in pratica per concedere un sostegno alle imprese, che si trovano in queste settimane a dover far fronte ai costi addizionali delle misure di sicurezza per il personale e a una flessione dei traffici e degli ordinativi, e, conseguentemente, per salvaguardare i posti di lavoro”.

“Nonostante le difficoltà, – aggiunge il presidente Musolino – i porti veneti non hanno, fino ad ora, mai smesso di operare garantendo l’approvvigionamento di prodotti e materie prime per la nostra economia e per le esigenze dello sforzo sanitario nazionale. Ringrazio tutte le oltre 1.200 aziende insediate a Venezia e a Chioggia e gli oltre 21.000 lavoratori che gravitano attorno ai nostri scali per la professionalità e lo spirito di sacrificio che dimostrano quotidianamente. 

Avremo bisogno di tutte le nostre risorse quando, al termine del lockdown, dovremo contribuire a rimettere sulle sue gambe e poi far correre il sistema industriale italiano”. 

Di Majo: Il porto di Civitavecchia pronto a ricevere qualsiasi tipologia di merce

30.03.20 – “In un momento in cui Civitavecchia paga, forse più di tutti, il drastico calo passeggeri e crocieristico, settore quest’ultimo in cui è stata fino ad oggi leader a livello internazionale, è nostra intenzione, d’accordo con gli operatori portuali, far presente che tutto il settore commerciale rimane, comunque, operativo.

Accolgo l’appello del Ministro dei Trasporti, Paola De Micheli la quale, nel ribadire che il polo marittimo costituisce uno dei settori più importanti dell’economia, ha chiesto a noi presidenti delle Autorità di Sistema Portuale di contribuire, innanzitutto, alla elaborazione di misure di carattere economico ed organizzativo per il contenimento della crisi e, successivamente, di misure per il rilancio dell’economia portuale. 

In questa fase emergenziale, l’amministrazione sta cercando di rispondere in maniera rapida e flessibile per mettere in condizione il porto di Civitavecchia, unitamente a quello di Gaeta, di ricevere grandi quantità di merce, in virtù della sua capacità e delle banchine che ha a disposizione e con il vantaggio ulteriore di un Interporto (a circa 1,5 Km di distanza dal porto di Civitavecchia) diventato da qualche mese operativo e a servizio dell’intero cluster portuale e dotato di celle frigorifere con elevata capacità di stoccaggio. 

Ben vengano,  in questo periodo, anche operazioni sinergiche tra diversi operatori portuali al fine di non perdere traffici, come ad esempio l’operazione odierna di un importante stoccaggio, da parte di un operatore, di un nuovo traffico di almeno tre mila autovetture in polizza in importazione, in un’area data recentemente in concessione (ad un altro operatore) e, quindi, ancora non del tutto operativa. L’ambito portuale e quello retroportuale ha altre aree che sono immediatamente disponibili e fruibili per ricevere qualunque tipologia di merce. 

A tale riguardo, va rimarcato, ancora una volta, che il porto di Civitavecchia, insieme al porto di Gaeta, è l’unico, del Lazio che, con la massima efficienza e velocità,  può servire l’intero bacino della Capitale. 

Oltre alle note motivazioni ambientali, ovvero la riduzione di emissioni nocive derivanti dai chilometri di percorrenza stradale tra il porto di Civitavecchia e Gaeta e le destinazioni finali della merce nei diversi poli logistici e di distribuzione all’interno della Regione Lazio, in questo momento vi sono anche ragioni dettate dalle misure di sicurezza sanitaria che imporrebbero l’utilizzo di percorsi stradali e ferroviari più brevi e, oltretutto, più convenienti. E’ oltremodo necessario che il porto si apra ad una maggiore diversificazione per quanto riguarda le tipologie di traffico che non hanno mai scalato gli approdi del network laziale”.

A dichiararlo è il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Francesco Maria di Majo.

Covid-19: LISCR e d’Amico scelgono la tecnologia RINA per ispezionare da remoto e navi

27.03.20 – Il Registro Navale della Liberia (Liberian International Ship & Corporate Registry, noto anche come LISCR), secondo al mondo per grandezza, ha dato il via libera all’uso degli strumenti pensati da RINA per effettuare controlli e ispezioni da remoto sulle navi battenti bandiera liberiana.

In un’operazione pilota, sarà d’Amico a sfruttare i vantaggi di questa tecnologia sulla sua flotta. L’emergenza sanitaria legata alla diffusione del COVID-19, che ha portato molti governi a limitare la libertà di circolazione delle persone, ha spinto il settore marittimo ad adottare nuove soluzioni, comprese le ispezioni navali eseguite a distanza.

La scelta del LISCR di autorizzare l’utilizzo delle remote inspection potrebbe essere presto adottata anche da altre Autorità di bandiera. Alfonso Castillero, COO of LISCR ha dichiarato, “Il settore dello shipping sta affrontando una sfida senza precedenti e sente su di sé la responsabilità di garantire il normale andamento del commercio internazionale anche durante questa crisi. Per assicurare la continuità delle operazioni, proteggere il personale dal rischio di esporsi al virus e migliorare l’efficienza delle ispezioni sulle navi, è vitale essere flessibili e adattare le procedure alla situazione. La tecnologia RINA, ben rodata e affidabile, facilita le normali operazioni sulla nostra flotta, rendendo accessibili le navi quando lo spostamento dei surveyor è quasi impossibile. Con il 12% dell’intera flotta mondiale, il LISCR è sempre alla ricerca di tecnologie per innovare, aumentare la sicurezza e l’efficienza del settore e semplificare le attività dei nostri clienti”.

Salvatore d’Amico, Fleet Director di d’Amico Società di Navigazione e Console Onorario della Repubblica di Liberia, ha commentato “Per il Gruppo d’Amico, la sicurezza degli equipaggi, del personale di terra e dell’operatività delle navi è una priorità. Gli armatori e tutti gli operatori del settore si trovano, oggi, a fronteggiare una sfida senza precedenti che potranno vincere solo restando uniti e trovando insieme soluzioni tecnologicamente avanzate per proteggere la vita umana e per assicurare la continuità delle operazioni in maniera efficiente. Ormai da anni, il Gruppo d’Amico collabora con RINA per applicare all’industria dello shipping la tecnologia, che in questo momento più che mai, si rivela indispensabile per ispezionare le navi a distanza quando la possibilità dei tecnici di andare a bordo è estremamente limitata. Siamo molto soddisfatti di questo accordo fra RINA e LISCR, fra i più importanti Registri al mondo e con cui come Gruppo d’Amico collaboriamo da tempo.”

Il RINA ha iniziato a sperimentare le ispezioni da remoto nel maggio 2019, nell’ambito di un più ampio progetto di digitalizzazione dell’azienda. Le soluzioni digitali comprendono ispezioni, registri bordo elettronici, training con la realtà virtuale e, in generale, tecniche di verifica da remoto.

Dal maggio 2019 al febbraio 2020 RINA ha effettuato circa 300 ispezioni da remoto, mentre per il marzo 2020 ci si attende un deciso aumento delle richieste, con più di 60 ispezioni in programma. Il settore dello shipping in passato è stato poco propenso ad adottare nuovi metodi; tuttavia, ora che le ispezioni da remoto sono state approvate dal LISCR, anche le altre Autorità di bandiera potrebbero ripensare l’obbligo della presenza fisica del surveyor a bordo. In futuro, l’uso di strumenti tecnologici per effettuare ispezioni da remoto potrebbe diventare una pratica comune. Ha sottolineato Nello Sulfaro, CEO di RINA Services, “Oltre agli strumenti per la remote inspection come droni e ROV, utilizziamo anche un sofisticato set con telecamera da applicare su un casco protettivo e una nuova app per lo smartphone. Quest’ultima è molto apprezzata, perché una volta scaricata sul cellulare gli ispettori del RINA possono prendere il controllo del dispositivo e ispezionare la nave attraverso un ingegnere del posto”. “Non ho dubbi: questa è la tecnologia del futuro”, ha continuato Sulfaro. “Sono soddisfatto perché RINA è in grado di garantire la piena continuità dei suoi servizi per i suoi clienti nel settore marittimo, anche in questi momenti difficili”.

Energia elettrica dal moto ondoso: a Brindisi un progetto pilota

27.03.20 – Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, e il presidente di Kuma Energy srl, Francesco Piccione, hanno sottoscritto nei giorni scorsi un protocollo d’intesa finalizzato all’avvio del primo impianto pilota del sistema ECOMar, una piattaforma di ultima generazione di energia ricavata dal moto ondoso.

A valle di una serie di sopralluoghi, l’azienda, una startup innovativa che opera nel settore della generazione di energia da fonti rinnovabili con sede legale a Genova e sede operativa in Puglia, ha valutato idonea ad ospitare il progetto pilota la diga di Punta Riso, nel porto di Brindisi.

A seguito del protocollo d’intesa, Kuma Energy, a proprie spese, progetterà e svilupperà ECOMar, una piattaforma in grado di convertire la forza delle onde marine in energia elettrica.

ECOMar è un sistema costiero, installabile su qualunque superficie verticale di frangiflutti o dighe portuali che non richiede importanti lavori sulle infrastrutture esistenti e non altera l’aspetto della costa o gli equilibri dei fondali marini. La piattaforma, infatti, è progettata con l’utilizzo di componenti ecocompatibili e sicuri per l’ambiente.

L’Autorità di Sistema Portuale ha accolto la proposta avanzata dall’azienda per favorire l’aumento di produzione di energia da fonti rinnovabili e l’adozione di tecnologie a basso impatto ambientale, obiettivi questi peraltro scanditi nel documento di Pianificazione Energetico Ambientale del Sistema Portuale (DPEASP), adottato dall’ Ente portuale.

AdSP MAM, attraverso il documento, si è resa disponibile ad assegnare a Kuma Energy, previa verifica e relativa istruttoria con le Autorità competenti, la disponibilità di utilizzo dell’area di installazione, per la durata di 12 mesi, eventualmente rinnovabile, a decorrere dalla data di disponibilità all’installazione del sistema pilota.

Durante le attività di analisi e sperimentazione on-site, Kuma Energy sarà affiancata dal Laboratorio A-Mare dell’Università di Firenze e dal Campus Università del Salento, e condividerà con AdSP MAM i dati di monitoraggio ambientale e tecnico raccolti durante le sperimentazioni e, al termine del periodo di concessione, gli elementi di fattibilità e sostenibilità economica relativa all’eventuale acquisizione futura da parte dell’Autorità portuale del sistema ECOMar per la produzione di energia da moto ondoso.

Il mare è un’enorme fonte di energia pulita, sfruttata, ad oggi, solo in minima parte, ma che teoricamente è superiore all’intera domanda energetica mondiale. Tra tutte le forme di energia dal mare, quella dal moto ondoso è quella studiata da più tempo e che conosce il maggior numero di sperimentazioni, soluzioni e prototipi impiantistici, offrendo il vantaggio di adottare soluzioni tecnologiche a basso impatto ambientale.

Le AdSP unite scrivono alla Ministra De Micheli per illustrare le difficoltà del momento

26.03.20 La portualità nazionale sta attraversando una “tempesta perfetta” tra tagli lineari alle spese correnti, discendenti dalle norme varate con la legge di Stabilità dello scorso dicembre e l’emergenza COVID-19 che ha determinato il crollo dei traffici marittimi in modo improvviso e drammatico. Questa la premessa con la quale, tutti i sedici presidenti dei porti italiani hanno condiviso una lettera che è stata inviata inviata martedì alla Ministra Paola De Micheli.

Con una ritrovata unità d’intenti, i presidenti dei porti in modo compatto hanno dettagliato le ragioni per cui è necessario che il Governo intervenga con provvedimenti urgenti per mitigare l’impatto che la crisi economica e produttiva conseguente alla emergenza sanitaria riverserà inevitabilmente sui porti. In sintesi, tutti i manager dei porti italiani chiedono di garantire la sostenibilità dei loro bilanci trovando forme di ristoro per le entrate tributarie e demaniali perse, a seguito dell’emergenza che sta determinando traffici commerciali in diminuzione, servizi passeggeri notevolmente ridotti e, per le crociere, un lungo periodo di sospensione.

Ugualmente evidenziano l’opportunità di cancellare la norma sui tagli lineari di spesa per non incidere sulle attività correnti anche di carattere essenziale. La lettera riserva, inoltre, considerazioni di carattere generale sulla possibilità che i porti siano il volano capace di garantire la ripresa delle attività economiche del Paese al termine dell’emergenza in corso.

A questo fine, i presidenti dei porti ribadiscono l’opportunità di sperimentare in via temporanea il modello normativo utilizzato per la ricostruzione del ponte Morandi a Genova, nominando gli stessi presidenti commissari straordinari per la realizzazione delle opere infrastrutturali già programmate e finanziate.

Dovrebbe essere questo lo strumento per rendere possibile la tempestiva realizzazione di opere per oltre un miliardo di euro, con conseguente attivazione di almeno altrettanti investimenti privati.

Porto di Genova, lieve calo dei traffici nel primo bimestre 2020

26.03.20 – L’andamento dei traffici nel primo bimestre del 2020 ha registrato per il porto di Genova una contrazione dello 0,3% rispetto allo stesso periodo del 2019, dovuto al risultato del mese di febbraio, che mostra i primi effetti della diffusione a livello globale dell’epidemia covid-19

Per quanto riguarda le performance dei singoli comparti, nel mese di febbraio il settore dei contenitori ha mostrato un aumento del 9,5% (+24.706 TEU) rispetto allo stesso periodo del 2019 (+7,6% nel bimestre), mentre sono in lieve calo le merci convenzionali (-0,7%, ma +1,2% nel bimestre), la cui flessione è legata all’andamento dei traffici specializzati (-34,2% nel bimestre), controbilanciati dal trend positivo traffico Ro/Ro (+4,6% a livello mensile, 3,5% nel bimestre).

In calo nel bimestre anche il comporto rinfusiero: -35,8% le rinfuse solide, nonostante l’inversione di tendenza a febbraio (+10,8%), -6,4% gli olii minerali, -25,6% le altre rinfuse liquide. La diminuzione degli arrivi di prodotti petroliferi risente dei primi effetti del calo dei consumi dovuti all’epidemia di coronavirus in corso.

Anche nel mese di febbraio 2020 il porto di Genova ha registrato una crescita molto sostenuta nel comparto passeggeri (+21%), segnando il record di passeggeri (191.733 fra crociere e traghetti) movimentati nel primo bimestre degli ultimi cinque anni.

Complessivamente le performance del primo bimestre hanno solo parzialmente risentito dell’emergenza coronavirus i cui effetti sui traffici saranno visibili dal mese di marzo 2020, con il fermo dell’attività crocieristica ed il rallentamento dell’attività commerciale.

Pino Musolino: falsa la notizia della chiusura dei porti del NAPA

25.03.20 – L’AdSP del Mare Adriatico Settentrionale smentisce la notizia falsa diffusa ad arte da chi vuole trarre vantaggio dalla diffusone del Covid-19 secondo la quale l’operatività dei porti di Trieste, Venezia, Ravenna, Capodistria (Slovenia) e Fiume (Croazia) facenti parte dell’Associazione dei porti del Nord adriatico NAPA sia compromessa.

“In questi tragici momenti assistiamo purtroppo alle iniziative di alcuni “sciacalli” – dichiara Pino Musolino, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale e a cui spetta la presidenza semestrale del NAPA – che stanno cercando di danneggiare la reputazione oltre che l’operatività dei nostri porti, più di quanto il virus COVID-19 non stia già facendo.

Con mio grande dispiacere sono stato informato che alcuni operatori, particolarmente aziende di trasporto stradale, stanno diffondendo la notizia che alcuni dei porti NAPA saranno chiusi, per ragioni sanitarie, a partire da domani 26 Marzo.

Al contrario, e con il massimo spirito di sacrificio e le capacità possibili, ognuno dei 5 porti NAPA è e sarà aperto e completamente operativo. Le navi stanno scaricando anche in questo preciso momento e grazie alla sollecita azione delle nostre Autorità Portuali e delle altre Istituzioni coinvolte, l’intero sistema logistico portuale è operativo per permettere il funzionamento dell’intera catena logistica e fornire il massimo supporto ai nostri operatori sanitari, per garantire e preservare la qualità della vita dei cittadini delle nostre comunità. 

Opereremo sempre nel rispetto delle leggi e delle norme che i nostri governi emetteranno e faremo quanto nelle nostre possibilità per difendere i nostri lavoratori e operatori, senza mai mancare di adempiere ai nostri compiti di manager portuali.

E’ pertanto necessario ribadire ancora una volta che tutti i porti NAPA sono in questo momento attivi e totalmente operativi.”

Covid-19, l’AdsP precisa: A Ravenna adottati i presidi di sicurezza imposti dal Governo

25.03.20  Replica dell’AdSP alla nota della CGIL che ha ipotizzato la mancanza di dispositivi di sicurezza nel Porto di Ravenna e la conseguente necessità di ridurre le operazioni. L’Autorità di Sistema Portuale  precisa che non ha rilevato nel corso dell’attività di controllo svolta, nè le sono stati segnalati da alcuno, casi di mancato rispetto delle norme di comportamento e dell’adozione di tutti i presidi di sicurezza prescritti dai recenti provvedimenti adottati dal Governo in seguito all’emergenza sanitaria.  

La tutela della incolumità dei lavoratori – prosegue – è un valore intransigibile in particolare in questo periodo di emergenza sanitaria. Al tempo stesso il Porto di Ravenna è una infrastruttura strategica per il rifornimento di milioni di tonnellate di prodotti essenziali per garantire la sopravvivenza del Paese. Per queste ragioni, da subito nel Porto di Ravenna è stata posta in essere, con impegno e senso di responsabilità da parte di Istituzioni ed imprese, ogni azione possibile a tutela dei lavoratori, della salute pubblica e della operatività dei terminal. I lavoratori impegnati in operazioni portuali sono stati tutti dotati dei dispositivi di protezione individuale, ugualmente le aziende sono regolarmente bonificate dove necessario e tutte le regole di comportamento prescritte dai recenti provvedimenti governativi sono scrupolosamente applicate.

Sin dall’inizio dell’emergenza – prosegue il comunicato – l’Autorità Sanitaria e la Capitaneria di Porto sono impegnate ad applicare i rigorosi Protocolli di sicurezza sanitaria per tutte le navi in arrivo; l’accesso al Porto è consentito alle sole navi mercantili, in quanto le crociere sono state sospese come disposto dal Ministero dei Trasporti e dai prossimi giorni, grazie all’impegno delle Forze di Polizia e dei volontari della Protezione Civile, saranno attuati i controlli sanitari disposti dalla Prefettura di Ravenna per tutti i camion in entrata al Porto, con misurazione della temperatura degli autisti e verifica degli altri indicatori di rischio.  

I lavoratori e le imprese che operano nel Porto di Ravenna – ha dichiarato il Presidente dell’AdSP, Daniele Rossi –  stanno compiendo un grande sforzo per continuare a svolgere la loro attività e contribuire al sostentamento del Paese. Lo fanno rispettando tutte le norme di sicurezza sanitaria. A loro dobbiamo un grande ringraziamento per quanto stanno facendo nell’interesse della nostra comunità.  Questo non è il momento delle sterili polemiche, ma di unirci per fare il nostro dovere e per garantire a tutti un miglior futuro“.