Partono dal Porto di Venezia due mega reattori prodotti in italia

30.04.20 – E’ pronta a salpare per Algeciras/Spagna la Jumbo Jubilee, tra le ammiraglie della flotta Jumbo – storica compagnia armatoriale nel settore heavy lift.

Dotata di 2 gru con una capacità di sollevamento complessiva di 1.800 tonnellate la nave trasporta 2 mega reattori da 1400 tonnellate ciascuno e altri tre di portata minore.

Le componenti sono state prodotte dalla divisione Heavy Equipment di ATB Group, azienda internazionale, con sede a Roncadelle (Brescia), che vanta una lunghissima tradizione nella progettazione, fabbricazione, installazione e messa in servizio di apparecchiature per il settore dell’Energia, e che da oltre 60 anni ha una sede anche a Porto Marghera, strategica per la sua distanza di appena 400 metri dalla banchina e quindi particolarmente adatta alla produzione, finalizzazione e imbarco dei carichi eccezionali, come nel caso dei reattori in partenza tra oggi e domani.

I reattori sono due LC Fining, apparecchi che necessitano di sequenze di montaggi molto particolari e delicate e l’allestimento degli interni ha richiesto uno studio ad hoc e lavorazioni meccaniche specifiche.

Delicata anche l’operazione di movimentazione dei due mega carichi: le pratiche di trasferimento terrestre e imbarco sono state gestite dalla Campostano Anchor e  il convoglio, della lunghezza di ben 60 metri, è stato movimentato grazie a carrelli speciali della stessa ATB e di eccellenze ben note come la Fagioli spa e Semat per raggiungere le banchine del terminal Multi Service.

Il terminal garantisce un accesso doganale diretto con ATB per l’ingresso in porto di questi convogli in modo che non interferiscano con la viabilità ordinaria, diversamente colli di tali dimensioni non potrebbero accedere attraverso i normali varchi portuali.

Multi Service, altamente specializzato nel settore, mette a disposizione banchine ad alto pescaggio e di idonea  portata per metro quadro per l’avvicinamento dei colli alla nave, fornisce gli stivatori a terra e a bordo e le gru di terra per l’imbarco degli accessori al seguito dei colli eccezionali.

Venezia si conferma così luogo chiave per la logistica e la spedizione dei project cargo verso i maggiori mercati mondiali, e anche per questo, negli ultimi anni è in crescita il numero delle aziende che scelgono di spostare i loro centri di produzione nelle vicinanze delle banchine dello scalo portuale veneziano.

1° Maggio: La Guardia Costiera aderisce al flashmob per ricordare i “Lavoratori del mare”

30.04.20 – L’ICS (International Chamber of Shipping – Organizzazione Mondiale dello Shipping), in occasione della Festa del Lavoro, sta promuovendo un’iniziativa volta a far sì che il maggior numero di navi attraccate nei porti di tutto il mondo suonino le sirene di bordo alle ore 12.00 locali del 1° maggio, con lo  scopo di ricordare il contributo dato dai marittimi nella vita economica e sociale del pianeta.

Il Corpo delle Capitanerie di porto, quale segno di vicinanza al mondo dello shipping e a tutti i lavoratori del mare che svolgono un lavoro duro e impegnativo a sostegno del Paese, ha deciso di aderire a tale iniziativa invitando i propri Comandi, sparsi lungo gli 8.000 Km di costa, a far sì che le dipendenti Motovedette, in servizio nella giornata del 1° maggio, suonino le loro sirene alle ore 12:00 locali, all’unisono con quelle delle unità mercantili.

“A tutti loro che trascorrono la propria vita lontano dagli affetti, in questi giorni così difficili, va il nostro pensiero, la nostra vicinanza.” Con queste parole il Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di porto, Ammiraglio Ispettore Capo Giovanni Pettorino, ha voluto esprimere la solidarietà di tutti gli uomini e le donne della Guardia Costiera agli equipaggi delle navi mercantili che, soprattutto in questo difficile periodo, sono costretti a lunghe permanenze a bordo.

Emergenza sanitaria, il Porto di Civitavecchia non si ferma

29.04.20 – In questi giorni il porto di Civitavecchia, nella sua componente commerciale, ha offerto un panorama variegato, con le banchine dalla 23 alla 26 che hanno accolto sei navi tra portacontainer e cargo.

Alla banchina 23, data di recente in concessione alla società civitavecchiese Traiana, hanno infatti attraccato due unità che hanno sbarcato l’una spatafluoro e l’altra ferrocromo.

La banchina attigua, la 24, era occupata, invece, da una special cargo che, attraverso la IPC, ha imbarcato macchinari speciali.  Alla banchina 25 erano presenti navi portacontainer con la bananiera proveniente dal Sud America ormeggiata alla 25 sud mentre alla 25 nord l’unità portacontainer lavorata dal terminalista RTC. Sul molo 26, infine, l’eurocargo della Grimaldi, che ha effettuato operazioni di sbarco ed imbarco di mezzi pesanti.

In un momento nel quale si assiste al blocco del traffico passeggeri e di quello crocieristico, speriamo che un simile panorama sia di buon auspicio e non rappresenti un fatto isolato. C’è da dire, che proprio per il superamento dell’attuale crisi, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, così come l’intero cluster portuale, stanno lavorando proprio in funzione di un auspicato rilancio e sviluppo di un settore, quello commerciale, che da oltre un decennio risulta troppo mortificato.

Al riguardo, il Presidente dell’AdSP, Francesco Maria di Majo ha convocato per questo pomeriggio le imprese che svolgono le operazioni portuali ex articolo 16 della Legge 84/94 per fornire importanti comunicazioni sulla gestione della banchine, tenuto conto anche dell’emergenza sanitaria in atto.

Intanto ieri, come da tradizione e nonostante l’assenza dei consueti festeggiamenti per la Santa Patrona di Civitavecchia a causa dei divieti in corso per l’emergenza epidemiologica da Covid-19, le navi presenti in porto hanno suonato all’unisono le loro sirene in onore di Santa Fermina. Un messaggio augurale di comunione fra il porto e la sua città.

Porto di Taranto: Approvata la perimetrazione della Zona Franca Interclusa

29.04.20 – Con Determinazione Direttoriale del 27 aprile 2020, il Direttore Generale dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli ha approvato la perimetrazione della zona franca interclusa del Porto di Taranto – istituita dalla Legge 27 dicembre 2019, n.160 – e definita su proposta del Presidente dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio con proprio Decreto del 13 Marzo u.s. La perimetrazione della ZFD del Porto di Taranto include 11 aree per complessivi 162,89 ettari. Tutte le aree sono collocate nell’ambito portuale ad eccezione di quella relativa al “Distripark” in merito alla quale ADM ha subordinato l’operatività all’acquisizione della disponibilità giuridica da parte dell’AdSP del Mar Ionio.

“Il provvedimento dell’Agenzia delle Dogane – dichiara il Presidente dell’AdSP Sergio Prete (nella foto) – rappresenta un determinante step del percorso amministrativo, intrapreso a partire dal dicembre del 2019 e che si concluderà a breve con la redazione da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli del “Disciplinare” ed il successivo “Regolamento” di competenza dell’AdSP. Si ringrazia il Sottosegretario di Stato Sen. Mario Turco per il supporto finalizzato alla istituzione della ZFD – con la Legge 27 dicembre 2019, n. 160 – ed al successivo coordinamento con gli Enti centrali coinvolti; la Regione Puglia, il Comune di Taranto e la Provincia di Taranto per la fattiva collaborazione, nonché il Direttore Generale di ADM Marcello Minenna e le Direzioni di ADM preposte a livello centrale, interregionale e locale per la consueta competenza e professionalità”.

“Si appresta a diventare operativo – prosegue Prete – un ulteriore nuovo asset strategico per lo scalo jonico grazie al quale gli operatori potranno valorizzare l’import export accedendo a tutti i benefici connessi alla Zona Franca Doganale quali lo stoccaggio a lungo termine, le manipolazioni usuali e tutte le altre attività disciplinate dal Regolamento (UE) n. 952/2013″.

“È un risultato importante per il territorio voluto dalla Presidenza del Consiglio e dal Governo che dimostra ancora una volta l’attenzione riposta verso il territorio di Taranto”. Commenta così il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla programmazione e agli investimenti, Sen. Mario Turco, la notizia dell’approvazione da parte del direttore generale dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli, della perimetrazione della zona franca interclusa del Porto di Taranto.

“Dopo aver proposto nella legge di bilancio per l’anno 2020 l’istituzione della zona franca doganale per il porto di Taranto, si è completato l’iter amministrativo per la sua attuazione – spiega il Sottosegretario – Le relative agevolazioni fiscali in termini di imposte doganali e sospensione IVA renderanno più attrattivo il porto di Taranto e l’insediamento produttivo. La Zona Franca interclusa rappresenta un tassello di quel puzzle che stiamo componendo nel CIS con tutti gli attori istituzionali per rilanciare il territorio di Taranto e renderlo attrattivo e competitivo”.

Fincantieri, Genova ha il suo ponte-nave

28.04.20 – Oggi Genova ha il suo ponte-nave. A salutare il varo in quota dell’ultima campata in acciaio anche il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli, il Governatore della Regione Liguria Giovanni Toti e il Sindaco della città di Genova e Commissario per la ricostruzione Marco Bucci. Con quest’ultimo sollevamento, il viadotto sul Polcevera, disegnato da Renzo Piano, la cui costruzione e progettazione è stata affidata a Fincantieri Infrastructure del gruppo Fincantieri e Salini Impregilo, raggiunge i 1067 metri, la lunghezza dell’intera struttura che si staglia sobrio come la carena di una nave sullo skyline della città.

Un “grande vascello bianco che attraversa la valle”, “Il Ponte”, come lo ha ribattezzato Piano – che proprio come una nave è stato realizzato grazie a tutto il know-how di Fincantieri, gruppo leader nella navalmeccanica. Per la costruzione del ponte, sono state utilizzate 17.400 tonnellate d’acciaio, forgiate negli stabilimenti Fincantieri di tutta Italia grazie al lavoro di più di 800 persone. L’assemblaggio e la saldatura sono state possibili solo con l’impegno di ingegneri e tecnici specializzati della controllata Fincantieri Infrastructure – sino a 350 al giorno nei momenti di picco produttivo. Per completare l’impalcato sono serviti 19 sollevamenti, di cui 3 speciali per le maxi-campate da 100 metri l’una, che ad oltre 40 metri di altezza, hanno scavalcato il torrente Polcevera e la ferrovia. Operazioni che sono durate, nel caso dei sollevamenti speciali, anche 48 ore e che hanno richiesto importanti attività preparatorie con squadre di oltre 50 persone all’opera e l’utilizzo di speciali macchinari come le maxi-gru e gli strand jack, apparecchiature necessarie per issare gli impalcati pesanti sino a 1800 tonnellate.

Si completa, quindi, oggi con il sollevamento della campata tra le pile p11 e p12 la struttura portante del nuovo viadotto. Un percorso iniziato con il taglio della prima lamiera avvenuto l’11 marzo 2019 allo stabilimento Fincantieri Infrastructure di Valeggio sul Mincio e che dall’innalzamento del primo impalcato il 1 ottobre 2019 ha visto 7 mesi di lavoro ininterrotto per sollevare tutte le campate che compongono il nuovo ponte. Ora la struttura verrà completata con gli ultimi carter, dopodiché avverrà il calaggio sugli appoggi definitivi.
Il prossimo appuntamento, dopo le attività di rivestimento, sarà quello con le tecnologie sviluppate da Seastema e Cetena – sempre del gruppo Fincantieri –: il ponte sarà dotato di speciali sensori che faranno del viadotto di Genova il primo “smart bridge” d’Europa.

Un impegno che si è svolto in tempi record, mai sperimentati prima d’ora e che oggi restituisce a Genova e al Paese un’infrastruttura nevralgica destinata a diventare un punto di riferimento per opere simili. Con quello che è stato definito il “miracolo del ponte di Genova”, ritmi di lavoro serrati e altissimi standard qualitativi, l’Italia ha mostrato al resto del mondo che ha le capacità industriali e gestionali per costruire bene, in sicurezza e nei tempi prefissati. Uno standard e non un’eccezione per il modello produttivo di Fincantieri, organizzato per produrre tutte le proprie navi entro i tempi e i costi previsti.

A marzo dell’anno scorso davamo il via alla produzione di conci nel nostro stabilimento di Valeggio sul Mincio – ricorda Giuseppe Bono, Amministratore Delegato di Fincantieri – e già prevedevamo di poter accelerare sui tempi: il risultato di oggi ci dà ragione.
È stata ripagata la fiducia riposta in Fincantieri, che, come promisi, con le sue competenze ha saputo gestire in tempi record un’opera così complessa. Perché quando noi italiani vogliamo, sappiamo rimboccarci le maniche e fare grandi cose.
Certo, non avremmo mai pensato che saremmo stati costretti a fronteggiare una pandemia capace di bloccare le attività produttive del nostro Paese e del mondo intero: ai nostri uomini che in questi mesi hanno lavorato senza sosta va ancora una volta il mio ringraziamento.
Il modello Genova –afferma Giuseppe Bono-  lodato e invocato da tanti in questi giorni, è il nostro modello, per il futuro del Paese. Fincantieri continuerà infatti a mettere a disposizione il proprio expertise e le proprie risorse per contribuire, accanto alle Istituzioni, alla creazione di un nuovo modello di sviluppo economico nazionale”.

Trieste, trasferito dal Molo IV all’Arsenale San Marco lo storico pontone (con gru) Ursus

28.04.2020 – Da oggi inizia un nuovo percorso di valorizzazione per l’Ursus, lo storico pontone galleggiante con gru progettato nel 1913, e diventato uno dei simboli di Trieste.

Il pontone è stato trasferito per motivi di sicurezza dal Molo IV del Porto Vecchio all’Arsenale San Marco in Porto Nuovo. Il trasferimento è stato autorizzato dalla Capitaneria di Porto, previa visita ispettiva del Registro navale Italiano di Trieste. Al lavoro stamattina piloti, ormeggiatori, Guardia costiera, personale dell’Autorità di Sistema Portuale e di Porto di Trieste Servizi per assicurare che ogni manovra dell’operazione andasse a buon fine.

Lo spostamento del pontone è stato fatto con l’ausilio di due rimorchiatori, Bat e Altair rispettivamente della Ocean e della Tripmare e l’assistenza dei Vigili del Fuoco, che erano pronti ad intervenire con la loro unità navale dotata di motopompa.

Dopo l’episodio avvenuto nella notte tra il 13 e il 14 marzo, dove a seguito delle forti raffiche di vento, l’Ursus si era inclinato imbarcando acqua, si è deciso di spostarlo nella zona dell’Arsenale San Marco, più protetta rispetto agli agenti atmosferici e sede di infrastrutture attrezzate per ogni tipo di intervento manutentivo.

Il trasferimento consentirà anche il ricovero del pontone in bacino, dove l’Ursus sarà sottoposto ad una ispezione dello scafo in attesa dei lavori di manutenzione previsti per la fine dell’estate. Le attività comprenderanno sia il completo rinnovo della carena del pontone, con la sostituzione del doppio scafo che la verifica e la messa in sicurezza della gru a traliccio. Saranno forniti anche rinnovate la sala macchine e la sala comandi, gli arredi di bordo e gli impianti elettrici.

“Dobbiamo essere consapevoli del patrimonio culturale che rappresenta la storia del porto”, ha commentato Zeno D’Agostino, presidente dell’Authority. “Manufatti di archeologia industriale di questo tipo devono essere conservati e valorizzati come eredità del glorioso passato di Trieste. Ma Ursus è anche un simbolo per la Trieste di oggi e di domani e lavoreremo per portarlo a nuova vita”.

Porto di Civitavecchia: l’UE approva il progetto “YEP-MED”

27.02.20 – Per l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale si tratta del quarto contributo a fondo perduto ricevuto dall’Unione Europea negli ultimi tre anni.

L’Autorità di Gestione del programma “ENI CBC MED” relativo alla cooperazione transfrontaliera nei paesi del Mediterraneo, ha, infatti, reso noti gli esiti della “strategic call 2019” che ha premiato il progetto denominato “YEP-MED” (Youth Employment in Ports of MEDiterranean) per un valore di quasi tre milioni di euro, in cui l’AdSP del Mar Tirreno Centro Settentrionale è l’unico partner italiano presente.

Il progetto che, tra gli altri, vedrà quali protagonisti anche la Escola Europea – Intermodal Transport e le Autorità Portuali di Barcellona, Marsiglia, Valencia, Tunisi, Damietta e Aqaba, mira a sviluppare, attraverso percorsi di formazione professionale altamente specialistici, le competenze nei settori della logistica e dell’intermodalità nei paesi partner del progetto al fine di agevolare lo sviluppo e la promozione di nuove Autostrade del Mare che colleghino le sponde Nord e Sud del Mediterraneo. “E’ la prima volta che l’AdSP del Mar Tirreno Centro Settentrionale – spiega il Presidente dell’AdSP, Francesco Maria di Majo – vince un bando in questa tipologia di programmi particolarmente complicati non solo come concorrenza di progetti – ne sono stati approvati e finanziati soltanto ventidue – ma anche per le difficoltà nel creare partnership solide e con il giusto know-how”.

“Le attività previste dal progetto “YEP-MED” vanno nella stessa direzione del lavoro svolto negli ultimi anni in collaborazione con la Escola Europea, che ringrazio pubblicamente per il suo costante e continuo impegno. Con questo nuovo contributo, che segna un ulteriore importante risultato a livello internazionale per l’AdSP del Mar Tirreno Centro Settentrionale, sarà possibile, nei prossimi anni, proseguire nella direzione che abbiamo intrapreso di puntare sulla promozione dell’intermodalità e delle Autostrade del Mare, nella prospettiva di attivare nuovi collegamenti commerciali con i Paesi del Nord Africa”, conclude di Majo.

Venti Port Authority di tutto il mondo si impegnano a tenere aperti i porti e combattere il Covid 19

27.04.20 – Riconoscendo che il settore marittimo svolge un ruolo fondamentale nel mantenere aperti i flussi commerciali nella lotta globale contro COVID-19,  i 20 membri della Tavola rotonda delle autorità portuali (PAR) provenienti da Asia, Europa, Medio Oriente e Nord America hanno dichiarato oggi il loro impegno comune a garantire che i porti che rappresentano rimangano aperti nel corso dell’attuale pandemia. La dichiarazione,  promossa dalle autorità marittime di Singapore, invita le Port authority a collaborare e a condividere le migliori pratiche per garantire che le operazioni portuali possano proseguire senza interruzioni.

La Signora Quah Ley Hoon (nella foto), Chief Executive della Maritime and Port Authority of Singapore (MPA),  ha dichiarato: “Mentre il mondo combatte la pandemia COVID-19, non è mai stato così difficile mantenere aperti i nostri porti e le merci in movimento. Sul trasporto marittimo incombono  molte incognite e nuove sfide. Le autorità portuali devono prendere maggiori precauzioni per i loro porti e sulle navi, oltre a gestire lo stress che i  marittimi e gli operatori  portuali devono affrontare. Ci siamo riuniti per dichiarare il  nostro impegno, scambiare esperienze e condividere le migliori pratiche. Questa dichiarazione virtuale dei paesi membri  facenti parte di  diverse regioni geografiche è anche una novità assoluta per la PAR. Al termine della sessione  abbiamo acquisito maggiori e preziose conoscenze  affinchè i beni di prima  necessità e le forniture mediche essenziali continuino ad essere trasportate senza soluzione di continuità in tutto il mondo e nei nostri rispettivi Paesi”.

Attraverso questa dichiarazione congiunta, i firmatari si impegnano a lavorare insieme e a garantire che:  le navi mercantili possano continuare ad attraccare nei terminali portuali per effettuare operazioni commerciali e mantenere la catena di approvvigionamento globale; siano adottate le migliori pratiche, in base alle peculiarità nazionali, comprese le misure precauzionali per la comunità marittima, gli avvisi e l’assistenza al personale di terra e  agli ‘equipaggi delle navi, e la gestione sicura dei carichi durante questo periodo. Contestualmente  intanto le autorità portuali continueranno a condividere le esperienze nella lotta comune contro COVID-19, salvaguardando al contempo senza oppore alcun ostacolo il commercio marittimo.

I membri della PAR hanno condiviso questa dichiarazione di intenti con l’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) e l’Associazione Internazionale dei Porti  allo scopo di  convincere altre autorità portuali a farla propria.

Si è riunito il Comitato di gestione dell’AdsP del mar Tirreno Centro Settentrionale

Civitavecchia, 24 aprile 2020 – La prima variazione al Bilancio di Previsione 2020 dell’ente e il “piano emergenziale” per assicurare i servizi minimi essenziali di viabilità, manutenzione e trasporto passeggeri della Port Mobility sono stati gli argomenti cardine della seduta odierna del Comitato di Gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale. La prima, che contemplava anche l’accertamento in bilancio del contributo di quasi quattro milioni di euro dell’Unione Europa per la copertura finanziaria del progetto di potenziamento dell’ultimo miglio ferroviario nel porto di Civitavecchia, è stata approvata dai membri del Comitato in attesa della relazione del Collegio dei Revisori dei Conti. Molto più approfondito l’argomento relativo alla società concessionaria dei servizi di mobilità in porto, affrontato all’inizio della seduta alla luce della presenza, in video-collegamento, dell’Amministratore Delegato di Port Mobility, Edgardo Azzopardi.

La discussione si è protratta fino al pomeriggio e si è conclusa con la presa d’atto unanime del massimo consesso dell’ente del piano dei servizi per il periodo aprile/giugno 2020 tale da assicurare, a fronte delle ridotte attività conseguenti all’emergenza da Covid-19, l’operatività e la sicurezza dello scalo. Il piano era già stato approvato per consensus ventiquattro ore prima dall’Organismo di Partenariato.

La seduta odierna, alla quale hanno partecipato dirigenti e funzionari dell’AdSP, ha vissuto anche momenti di contrapposizione tra le tesi di vertici e funzionari dell’ente e quelle dell’AD di Port Mobility. “Ci rendiamo conto – ha sottolineato il Presidente dell’AdSP, Francesco Maria di Majo – di quelle che possono essere le preoccupazioni, soprattutto in termini occupazionali, manifestate dall’avvocato Azzopardi e che sono anche le nostre, ma il piano elaborato, che comunque ha per ora validità trimestrale, ha ampiamente tenuto conto dei costi per il personale da occupare per i suddetti servizi minimi. Va anche rimarcato che finora l’ente ha già anticipato somme consistenti alla Port Mobility prima dell’inizio dell’emergenza sanitaria e che il piano redatto per l’emergenza attuale ha ricevuto l’approvazione, seppur con qualche astensione, del Partenariato all’interno del quale è rappresentato tutto il cluster portuale”. “Ci sono attività che, nonostante l’assenza dei traffici crocieristico e passeggeri, dai cui proventi sono remunerati i servizi di interesse generale, devono essere garantite nello scalo portuale e, da un’analisi dei costi fatti dai funzionari dell’ente, abbiamo messo la società concessionaria in condizione di poterli garantire sulla base dei costi del solo personale addetto alla infomobilità e alla viabilità. Abbiamo anche previsto qualcosa in più per coprire anche attività manutentorie”, ha chiarito il Presidente dell’Authority. Gli altri punti all’ordine del giorno sono stati tutti approvati all’unanimità con particolare celerità.

Ancona, ripartono i traghetti con la Croazia

24.04.20 – Un primo piccolo passo per il ritorno alla normalità. Riprende la circolazione della linea traghetti dal porto di Ancona alla Croazia sospesa per l’emergenza sanitaria del coronavirus. La compagnia di navigazione Jadrolinija ripristinerà il collegamento fra Zara e Ancona da lunedì 27 aprile al momento esclusivamente per il trasporto delle merci tramite i mezzi pesanti con a bordo gli autisti. Saranno due alla settimana gli attracchi del traghetto Marko Polo fra Italia e Croazia, il lunedì e il giovedì. I componenti dell’equipaggio rimarranno sempre a bordo del traghetto durante la sosta nello scalo.

Il collegamento per la Croazia era stato sospeso l’11 marzo come misura preventiva per contrastare la diffusione del coronavirus anche a seguito delle forti restrizioni in entrata e in uscita dal territorio attuate dalla Croazia. In queste settimane di emergenza è rimasto sempre attivo il collegamento con la Grecia ma solo per il trasporto delle merci su mezzi pesanti con autisti a bordo mentre quello con l’Albania dovrebbe riprendere entro il mese di maggio.

“Si è venuta a creare una situazione che richiede tempo e lucidità. Dovremo fare i conti, nei prossimi mesi, con le conseguenze sociali ed economiche di questo periodo duro che stiamo affrontando – dice il presidente dell’Autorità di sistema portuale, Rodolfo Giampieri –, ci vorrà la collaborazione di tutti ma soprattutto il sostegno agli operatori portuali perché possano riprendere con vigore le loro attività mantenendo i livelli di occupazione”.