Decreto Rilancio: Vincenzo Bellomo, presidente UP, chiede di incontrare la ministra De Micheli

26.05.20 – Vincenzo Bellomo,  Presidente dell’Unione Piloti, ha inviato oggi alla Ministra dei Trasporti Paola De Micheli, una lettera con oggetto “Decreto Legge Rilancio – sostegno al lavoro e all’economia – Corporazione dei Piloti dei Porti”. La missiva, dopo aver evidenziato che il peso economico della crisi Covid 19 grava anche sui piloti, si chiude con la richiesta di un incontro. Riportiamo di seguito il testo integrale della lettera.

Signora Ministra,

mi permetto di rivolgermi direttamente a Lei perché conosco quanto stimi la nostra professione di piloti dei porti, presidio di salvaguardia della vita umana in mare e di sicurezza dei nostri approdi.

La nostra associazione, che rappresenta gli interessi del servizio di pilotaggio, ha riletto più volte il testo del Decreto Legge “ Rilancio”, nella parte relativa alle “Disposizioni in materia di Lavoro portuale e Trasporti marittimi” e, pur nella considerazione dello stato di emergenza nel quale queste misure economiche hanno visto la luce, è stato rilevato che i destinatari di tali regole non sono stati considerati alla stessa

maniera.

E’ stato visto con favore l’attenzione rivolta alla fornitura del lavoro portuale temporaneo (ex art. 17 legge 84/94) ed al servizio ormeggiatori per il quale è stato riconosciuto un indennizzo dovuto per le ridotte prestazioni di ormeggio rese da dette società dal 1° febbraio 2020 al 31 dicembre 2020 rispetto ai corrispondenti mesi dell’anno 2019.

Si nota che le misure di sostegno alle imprese, al lavoro ed all’economia necessarie a sorreggere le attività nei porti che, per gli effetti devastanti della pandemia, sono state duramente colpite, derivano dai mancati approdi delle navi, situazione che ha comportato minori introiti anche per le Corporazioni dei Piloti.

Pertanto, non riusciamo a comprendere come mai i piloti non sono stati considerati meritevoli dello stesso sostegno, assicurato al servizio di ormeggio, per il calo dei traffici nei porti italiani derivanti dall’emergenza Covid-19.

Si riscontra che la stessa attenzione non è stata rivolta al servizio di pilotaggio. Forse la motivazione è da ricercarsi nella falsata rappresentazione dovuta al fatto che i loro dipendenti non hanno visto un solo giorno di cassa integrazione mentre la condizione reale in cui versano le Corporazioni dei piloti dei porti, evidenzia, invece, che il peso economico della crisi grava tutto sui piloti effettivi.

Le Corporazioni Piloti italiane, versano in una drammatica diminuzione dei traffici e, quindi, notevole decremento di introiti che – in porti come quelli a maggior vocazione crocieristica o di collegamenti con navi Ro/Ro Passeggeri, e l’elenco risulta veramente lungo – potremmo capitare nella condizione che alcune corporazioni o stazioni dei pratici locali, non possano sostenere il peso dello scossone economico generato dalla situazione sanitaria.

Il servizio di Pilotaggio, come noto, con il Regolamento Europeo 352/2017 è stato escluso dalla liberalizzazione, rimanendo in capo ad esso un penetrante controllo e vigilanza sul suo esercizio. La legge individua il pilotaggio come servizio pubblico e di interesse fondamentale per la sicurezza della navigazione, svincolandolo pertanto da qualsiasi condizionamento di carattere privatistico; i piloti sono i primi a salire a bordo della nave e gli ultimi a scendere e non sono mai venuti meno – soprattutto in questo ed in qualsiasi altro periodo di emergenza – al loro dovere di garantire la sicurezza della navigazione e la continuità dei traffici commerciali.

Si osserva che l’aver fornito sostegno solamente ad uno dei servizi del cluster portuale, non sia risolutiva del problema. L’inserimento del servizio di pilotaggio tra i destinatari delle misure di sostegno all’economia, sarà decisivo per evitare che, senza una misura compensatrice, i mancati introiti dovuti alle ridotte prestazioni, si ripercuoteranno inevitabilmente sulle tariffe per l’approdo delle navi, con un intuibile loro sensibile aumento che potrebbe rendere una minore capacità concorrenziale degli scali italiani, ponendoli fuori mercato con evidenti conseguenze anche per lo stesso servizio d’ormeggio.

Si è certi di un Suo forte intervento – teso a riconsiderare il servizio di pilotaggio tra i destinatari delle misure economiche a sostegno al lavoro ed all’economia, necessarie a sorreggere l’attività delle Corporazioni Piloti – sarà determinante al riconoscimento della professionalità e del ruolo fondamentale dei Piloti, orgogliosamente rivendicata, che si svolge dalla fase di ingresso in porto a quella finale di partenza ed esercitata, caratterizzata, fuori da ogni retorica, dalla dedizione e dall’amore che ogni pilota ha della propria professione.

Nella speranza di avere, a breve, l’immenso onore di in incontro, La prego di accettare i miei più deferenti ossequi.

Venezia, 26 maggio 2020

Il Presidente

Vincenzo Bellomo

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