Aumenta il numero di navi per il rifornimento di GNL. Sarà questo il combustibile del futuro?

La SEA/LNG, la coalizione industriale multisettoriale creata per accelerare l’adozione diffusa del GNL ne è convinta.

Il numero di navi cisterna adibite al rifornimento di gas naturale liquefatto (GNL) è cresciuto da 1 a 6 dall’inizio del 2017. Si prevede che lo stesso debba quanto meno raddoppiare entro il 2020 e che nei prossimi cinque anni saranno 30 le navi nel mondo capaci di effettuare il rifornimento di GNL.

A sostenerlo è la SEA/LNG, la coalizione industriale multisettoriale creata per accelerare l’adozione diffusa del GNL come combustibile marino della quale fanno parte compagnie di navigazione, società di classificazione, porti, i principali fornitori e imprese di bunkeraggio di GNL, ecc.

«Il grosso dell’infrastruttura per la distribuzione del GNL è in gran parte realizzata, ciò che rimane da fare è l’ultimo miglio, cosa in cui il settore sta mostrando un crescente interesse ad investire», ha dichiarato Peter Keller, presidente della SEA/LNG.

In particolare, l’interesse per il GNL come combustibile per alimentare le navi sta aumentando in vista del 2020, anno in cui l’IMO ha deciso di introdurre un tetto ridotto per lo zolfo contenuto nel carburante marittimo. L’attuale limite globale del 3,5% m/m (massa/massa) diminuirà infatti sino allo 0,5% m/m dall’1 gennaio 2020.

«Per incentivare efficacemente gli sviluppi necessari a realizzare una competitiva catena globale del valore del GNL, il cui fine sia l’utilizzo di combustibili più puliti a partire dal 2020, dobbiamo rendere credibile e dimostrato dai fatti, che tale combustibile è quello giusto per l’industria del trasporto marittimo, la quale comprende investitori, banchieri, compagnie di navigazione, imprese di bunkeraggio, porti e altri stakeholder come caricatori, governi, agenzie preposte alla regolamentazione di vari settori e le comunità locali», ha aggiunto Keller.

«In secondo luogo – ha proseguito – abbiamo bisogno di sviluppare contenuti e dati che tornino utili, in sede di valutazione di futuri combustibili alternativi per le navi, a chi dovrà prendere una decisione sul da farsi. L’industria marittima continua a richiedere dati credibili, basati sui fatti e che siano supportati dalla ricerca accademica, in tema di emissioni, investimenti ed infrastrutture necessarie per il GNL».

Il GNL elimina le emissioni di ossidi di zolfo (Sox) e polveri sottili (PM) e riduce gli ossidi di azoto (Nox) fino al 90%. Tuttavia, rimangono importanti dubbi circa gli effetti sul riscaldamento globale delle emissioni di metano sia nella produzione che nel trasporto del gas naturale, e lo “slippage” nei motori marini (La combustione incompleta del metano nei cilindri del motore).

La SEA/LNG ha dichiarato che si sta adoperando per rendere più chiaro l’investimento nel GNL, fornendo alle compagnie di navigazione un’analisi dei fattori qualitativi in modo che le stesse possano avere un ulteriore elemento su cui basare le loro scelte. Inoltre, sono in corso di elaborazione una serie di dati relativi all’infrastruttura del GNL, attuale e futura, al fine di supportare i piani di investimento in questo combustibile degli armatori.

Secondo l’associazione, una volta che per l’industria mondiale della navigazione marittima il quadro generale sarà definito, in modo chiaro e credibile, il GNL passerà dalla fase «é nato prima l’uovo o la gallina» a quella dell’implementazione.