AdSP di Trieste, decade il presidente Zeno D’Agostino, Sommariva nominato Commissario

08.06.2020 – Commissariamento del porto di Trieste in seguito ad una pronuncia dell’ANAC che ha dichiarato decaduto Zeno D’Agostino dalla carica di presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale. La sentenza risale al 16 marzo, ma è stata notificata solo nei giorni scorsi alla Torre del Lloyd. Secondo l’Autorità nazionale anticorruzione, la carica di presidente dell’Authority che D’Agostino ricopriva dal 2016, sarebbe stata inconferibile, per il precedente incarico di D’Agostino ai vertici della Trieste Terminal Passeggeri, di cui l’Autorità di Sistema Portuale, detiene il 40% delle quote.

Tempestiva e immediata l’azione del MIT: nella serata del 5 giugno Paola De Micheli Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, nominando Mario Sommariva, commissario straordinario dell’Autorità di Sistema Portuale, ha in pari tempo confermato la propria stima nell’operato di Zeno D’Agostino.

L’incarico a Sommariva, attuale Segretario Generale del porto di Trieste, è stato formalizzato ieri in tarda serata con la firma del decreto da parte del Ministro. La nomina vuole garantire la continuità dell’azione amministrativa dell’Autorità e la conclusione di tutti i procedimenti già in essere. Dal MIT è giunta anche rassicurazione sulla validità ed efficacia di tutti gli atti fino ad oggi adottati sotto la gestione D’Agostino.

Va rilevato che Sommariva ha già firmato un decreto di convalida di tutti gli atti deliberati dal 2016 ad oggi.

“Ringrazio il ministro Paola De Micheli per la fiducia accordata al sottoscritto”, ha dichiarato Mario Sommariva. “L’incarico ha lo scopo di assicurare stabilità e continuità per il tempo strettamente necessario al pieno ripristino degli organi di vertice, che auspico avvenga nel più breve tempo possibile. Il porto è motore economico della città e non si può fermare”.

Sommariva, originario di Genova, vanta una lunga esperienza nel settore marittimo. Oltre ad aver rivestito il ruolo di Segretario Generale al porto di Trieste, e al porto di Bari dal 2007 al 2014, ha avuto incarichi di rilievo nell’ambito delle politiche del lavoro del settore portuale

Assarmatori “sentinella” italiana dei traffici containerizzati

08.06.20 – Container in export come indicatori chiave per anticipare i cambiamenti dell’interscambio mondiale e consentire al Sistema Italia di affrontare giocando sull’anticipo la sfida della ripresa. Sulla base di questa realtà ASSARMATORI si è candidata oggi per voce del suo Presidente Stefano Messina, che ha partecipato ai lavori di realizzazione e alla cerimonia di firma del “Patto per l’Export” presso la sede della Farnesina con il Ministro Luigi Di Maio, a svolgere un importante ruolo di “sentinella” per aiutare la fase di rilancio dell’economia nazionale. E ciò sulla base di un’esperienza diretta, visto che ad ASSARMATORI aderiscono alcune delle più importanti compagnie di trasporto container operanti nei porti italiani, per un traffico che supera il 50% del totale dei porti nazionali (MSC, Evergreen, Italia Marittima, Ignazio Messina & C.).

“Nell’esprimere il nostro apprezzamento per il contenuto del “Patto per l’Export” appena siglato – ha affermato il Presidente Messina – desideriamo ringraziare il Ministro e tutta la sua struttura per la grande attenzione rivolta al nostro settore, soprattutto nella fase più acuta dell’attuale crisi, quando le nostre aziende si sono ritrovate ad affrontare nuove ed improvvise problematiche nei mari e nei porti di tutto il mondo”.

Per altro, analogo ringraziamento – ha concluso il Presidente di ASSARMATORI – va esteso alla Ministra De Micheli, che anche oggi, partecipando all’incontro, ha riconosciuto al trasporto marittimo il ruolo strategico determinante svolto anche durante l’emergenza Covid”.

Civitavecchia, incontro sindacati presidente AdSP, di Majo sul presente e futuro del porto

05.06.2020 – Il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Francesco Maria di Majo e i  rappresentanti dei sindacati confederali di CGIL, CISL e UIL, Pomante (CGIL), Sagarriga Visconti, Galletta e Bottacchiari (CISL) e Turchetti (UIL) si sono incontrati lo scorso 3 giugno nella sede dell’Autorità Portuale di Civitavecchia per approfondire le tematiche inerenti la situazione attuale, le tutele sanitarie messe in atto, le problematiche occupazionali derivanti dalla contrazione del traffico crocieristico, anche e soprattutto  le prospettive di sviluppo del Porto e la diversificazione delle attività.

Tanti gli argomenti trattati, tutti di stretta attualità con particolare attenzione alla situazione dei porti del network laziale, principalmente Civitavecchia, e gli sviluppi di un futuro imminente. Traffici commerciali, banchina 24, ZLS, infrastrutture del territorio (completamento della tratta Civitavecchia Orte e viabilità su ferro), transizione energetica e le conseguenti ricadute occupazionali.

“Il percorso intrapreso dall’AdSP volto ad attrarre nuovi traffici commerciali – ha spiegato il Presidente ai rappresentanti sindacali – si è arricchito di ulteriori importanti iniziative. Nei giorni scorsi gli uffici dell’AdSP hanno avviato un percorso con tutto il cluster portuale, armatori, imprese, autotrasportatori laziali, per l’attivazione di nuove linee in vista dello sviluppo che dovrebbe conseguire all’istituzione della Zona Logistica Semplificata laziale”. Il presidente di Majo ha inoltre fatto presente ai rappresentanti sindacali che “la ZLS può rappresentare un contenitore molto importante in vista della transizione energetica.
Il Just Transition Fund a livello europeo amplierà  la dotazione finanziaria a disposizione dell’Italia e ci auspichiamo anche a favore di Civitavecchia e, in tale contesto, è necessario che il territorio si prepari sin da ora alla transizione energetica. Tutte quelle imprese che operano per la centrale dell’Enel, infatti, attraverso tali fondi, potranno essere sostenute negli eventuali processi di conversione ed adeguamento delle proprie attività”.

Argomento di discussione anche il futuro della banchina 24: “Il Presidente di Majo – dichiarano i rappresentanti sindacali – ci ha assicurato che la banchina 24 rimarrà una banchina polifunzionale. Per circa un anno, in virtù del decreto Rilancio, non ci sarà alcun problema per accogliere anche taluni container. Nel frattempo, si pronuncerà il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e si proseguirà nel percorso tracciato che è quello di intercettare parte del traffico commerciale che ancora oggi non transita per il porto di Civitavecchia”.

“Abbiamo ribadito con convinzione al Presidente – proseguono i massimi esponenti di CGIL, CISL e UIL – che è necessario realizzare in tempi brevi, con la ripresa del confronto a livello regionale e nazionale, quella rete infrastrutturale che è il fondamento sul quale costruire lo sviluppo di un territorio ricco di potenzialità e in assenza della quale l’intero alto Lazio rischia un pericoloso isolamento. Sono necessari interventi sulla tratta ferroviaria Orte Capranica Civitavecchia e non più rinviabile il completamento della Civitavecchia-Orte, che consentirebbe la creazione di una vera e propria piattaforma logistica, fondamentale per il rilancio del porto e dell’intera regione.”

“In questo momento è molto importante la condivisione di obiettivi e l’elaborazione di un progetto di sviluppo sostenibile per il territorio che affronti la transizione energetica e guardi al futuro. Per questo motivo è estremamente urgente la ripresa del confronto ad un tavolo istituzionale: tra regione, governo, parti sociali, Enel e Autorità Portuale- hanno concluso i rappresentanti di CGIL CISL UIL- sottolineando l’importanza, ai fini ambientali, della elettrificazione delle banchine portuali”.

Anche su questo ultimo punto il Presidente di Majo ha confermato interesse e impegno.

Nel prendere reciprocamente atto della disponibilità al confronto, che proseguirà con cadenza periodica anche nelle prossime settimane,  il Presidente di Majo e Cgil Cisl Uil hanno confermato la comune volontà di accompagnare, ognuno nel rispetto delle proprie prerogative, il processo di perseguimento dei comuni  obiettivi di sviluppo delle attività portuali, al fine di garantire il mantenimento degli attuali livelli occupazionali, messi a dura prova dalla crisi epidemiologica, oltre alla possibilità di incrementare le opportunità di lavoro attraverso il riposizionamento delle attività attualmente svolte dalle imprese e dall’intercettazione di nuovi traffici commerciali.

Libera Pratica Sanitaria per la nave Costa Magica che lascia Ancona per Brindisi

05.06.20 È stata ufficializzata da parte di Costa Crociere la partenza di Costa Magica dal porto di Ancona che mollerà gli ormeggi diretta a Brindisi – oggi alle 16 dalle banchine 19 e 20. La comunicazione è avvenuta ieri durante la video conferenza fra tutti i soggetti che, dal 28 aprile fino ad ora, hanno lavorato in sintonia sulla gestione della permanenza della nave nello scalo dorico.La partenza, decisa dalla compagnia di navigazione per ragioni organizzative armatoriali, è possibile dopo che il medico di porto di Ancona, dottor Francesco Balestra, ha concesso mercoledì 3 maggio la “libera pratica sanitaria”, conseguente all’evacuazione il 30 maggio, dei 22 crew members con tampone Covid-19 risultato ancora positivo. Dopo che nei primi giorni di giugno è stato organizzato il rimpatrio di ulteriori 112  crew members (fra Sudamerica, Filippine ed India), a bordo rimangono ancora 304 componenti dell’equipaggio per i quali Costa Crociere continuerà ad organizzare un piano di rientro come già avvenuto in queste settimane di permanenza ad Ancona. Dal confronto nell’ultima video conferenza organizzata per Costa Magica, è emersa una soddisfatta condivisione sulla gestione della macchina organizzativa e della velocità di realizzazione dei tamponi, che ha visto protagonisti la compagnia, Regione Marche-Gores, Protezione civile, Ministero della Sanità-Usmaf, Asur Marche, Prefettura di Ancona, Comune di Ancona, Capitaneria di porto, Autorità di sistema portuale, Polizia di frontiera, Guardia di finanza, Vigili del fuoco, Polizia stradale, volontariato di protezione civile e sanitario.  

“Siamo molto soddisfatti – ha commentato il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli – per l’esito di questa operazione, che è stata condotta velocemente e nella totale sicurezza sanitaria. Abbiamo rispettato gli impegni che avevamo assunto all’inizio, con la massima professionalità da parte di tutti gli enti e i soggetti del nostro territorio che hanno partecipato alla gestione di questa situazione, ai quali va il ringraziamento della Regione Marche”. 

“Il grande lavoro di tutti di queste settimane – ha dichiarato Rodolfo Giampieri, presidente Autorità di sistema portuale – rappresenta lo spirito di accoglienza del porto e della città di Ancona e della comunità marchigiana. Sono orgoglioso e rassicurato, innanzitutto come cittadino, di come questa permanenza sia stata affrontata con efficienza da tutto il sistema operativo. Speriamo ora che il giallo di Costa Crociere possa tornare presto nel nostro porto secondo la vera mission della compagnia”. 

“Desidero ringraziare a nome di Costa Crociere e dell’equipaggio della Costa Magica – ha proseguito Neil Palomba, direttore generale Costa Crociere – tutte le autorità locali per la grande professionalità ed efficienza mostrata durante questo periodo. La collaborazione e accoglienza che abbiamo trovato ad Ancona è stata da subito massima ed oggi siamo felici di sapere che, grazie allo splendido lavoro di squadra, il nostro equipaggio è sicuro e la nostra nave è libera di tornare a solcare il mare”. “Siamo felici in primo luogo per la nave e il suo equipaggio, per il quale sta terminando un periodo difficilissimo – ha sottolineato il sindaco di Ancona Valeria Mancinelli -. Desidero ringraziare istituzioni e operatori di questo territorio per la compattezza e il rigore con cui hanno gestito una situazione complessa. E la stragrande maggioranza dei miei concittadini per la solidarietà mostrata nei confronti della scelta di accoglienza che abbiamo fatto. Siamo una città di mare e alla gente di mare siamo legati in maniera speciale”. 

“Ringrazio tutti gli operatori del dipartimento di prevenzione della AV 2 – ha aggiunto il direttore generale dell’Asur Nadia Storti – per l’impegno la tempistica e la professionalità. La gestione della Costa Magica è  esempio di come la nostra piccola regione  si mostri di grande cuore e competenza quando tutte le istituzioni lavorano in sinergia”. “Dal 28 aprile sino ad oggi – ha concluso l’Ammiraglio Enrico Moretti, Comandante dello scalo dorico – nel porto di Ancona è stato svolto un gran lavoro di squadra affinché l’ormeggio e la sosta della nave Costa Magica fosse sempre in sicurezza. Oltre alle Autorità locali, desidero rivolgere un ringraziamento speciale al Comando di bordo e a tutto l’equipaggio che – come solo la Gente di Mare sa fare – ha sempre collaborato con la Capitaneria e le altre Autorità interessate. La professionalità del bordo profusa al fine di gestire la delicata situazione creatasi, ha sicuramente contribuito al buon esito di tutta l’operazione”.

Plauso di Assarmatori alla Ministra De Micheli per il via al confronto su traghetti e crociere

04.06.20 – “Il primo segnale positivo e in controtendenza per un settore come quello marittimo che sta soffrendo al di là di ogni negativa previsione le conseguenze dell’emergenza Covid 19. Il confronto aperto oggi dalla Ministra delle Infrastrutture e Trasporti On. Paola De Micheli, assume, in quest’ottica, il significato di un’importante inversione di rotta nella considerazione del Governo circa l’importanza strategica del settore e del suo ruolo al servizio dell’intera economia del Paese”.

A esprimersi così è Stefano Messina, Presidente di ASSARMATORI, al termine di un incontro al quale hanno partecipato tutte le rappresentanze significative del trasporto marittimo, e che si è concluso con l’apertura di un Tavolo di confronto nel quale saranno decise le misure per rivitalizzare sia il settore crocieristico, sia quello dei traghetti anche con la finalità essenziale di garantire il mantenimento dei collegamenti marittimi che non si sono mai interrotti nonostante le ingenti perdite delle aziende coinvolte in questo comparto.

Secondo ASSARMATORI, proprio l’istituzione di un Gruppo di Lavoro ad hoc, al quale parteciperanno oltre alla stessa ASSARMATORI, Confitarma, Clia, Federagenti e il Comando Generale delle Capitanerie di Porto, sarà la chiave di lettura per concretizzare le misure e definire i protocolli in grado di far ripartire questo comparto.

“Va dato atto – ha concluso Messina – dell’estremo pragmatismo espresso dalla Signora Ministra, che ha affrontato le tematiche del settore senza formulare grandi promesse, ma affrontando con realismo le problematiche gravissime di riavvio dell’attività sostenendo la necessità di una ripartenza globale dell’intero settore”.

Fincantieri: al via le attività della joint-venture Naviris

Naviris, joint venture 50/50 di Fincantieri e Naval Group, ha firmato con OCCAR, l’Organizzazione europea per la cooperazione in materia di armamenti, il primo contratto di R&T per un programma di 5 progetti, che sarà la chiave di volta della cooperazione a lungo termine tra Fincantieri e Naval Group. Naviris sarà prime contractor, coordinerà le attività tecniche affidate alle due società, e avrà la proprietà intellettuale di tutti i risultati della ricerca sviluppata.

Il programma R&T di Naviris è la chiave di volta per una cooperazione a lungo termine tra Fincantieri e il Gruppo navale

Claude Centofanti, CEO di Naviris, ha dichiarato: “Siamo lieti che OCCAR abbia riposto la sua fiducia in noi per partecipare al programma R&T franco-italiano. Questo contratto è il primo passo per futuri progetti europei riguardanti attività di ricerca comune ma anche l’evoluzione dei concept e della produzione delle navi per la Francia, l’Italia e per l’export. Siamo entusiasti di far partire una collaborazione così promettente: la joint venture Naviris contribuirà sempre di più a promuovere l’innovazione e la leadership europea”.

Pierre-Eric Pommellet, CEO di Naval Group, ha dichiarato: “Sono molto orgoglioso dell’avvio delle attività di Naviris. Grazie a Francia, Italia e OCCAR, la nostra joint-venture è in grado di lanciare un programma di ricerca e sviluppo molto ambizioso per i prossimi tre anni e mezzo. Le straordinarie capacità e l’esperienza di Fincantieri e di Naval Group contribuiranno a creare un vantaggio tecnologico a lungo termine delle nostre navi. Questa dinamica sosterrà la ripresa economica dei due Paesi nel periodo post-covid e contribuirà alla superiorità delle nostre Marine. A questo programma di R&T ne seguiranno molti altri. Oltre ad iniziative nel campo della ricerca, Naviris curerà presto l’ammodernamento di mezza vita dei cacciatorpediniere classe Horizon”.


Giuseppe Bono, CEO di Fincantieri (nella foto), ha commentato: “Oggi salutiamo con favore la partenza di uno dei più importanti progetti a cui abbiamo lavorato negli ultimi anni. Da tempo riteniamo che il consolidamento dell’industria navale europea rappresenti uno degli strumenti fondamentali, se non il principale in termini di massa critica e sinergie, per consentire al nostro continente di non finire in disparte e affrontare invece le prossime sfide sugli scenari globali da protagonista”. Bono ha concluso: “Per questi motivi siamo grati ai Governi dei due Paesi perché hanno condiviso la visione comune sostenendo l’alleanza tra Naval Group e Fincantieri, che segnerà il futuro del nostro settore”.

Il programma di R&T di Naviris comprende cinque diversi progetti tutti volti a migliorare le prestazioni delle navi di Fincantieri e di Naval Group

In particolare:

1)    Nave digitale. Saranno sviluppate capacità di simulazione durante l’intero ciclo di vita delle navi al fine di incrementare ulteriormente la valutazione delle prestazioni, riducendo la quantità di prove al vero, e ottimizzare l’impiego dei sistemi di Computer Aided Engineering per migliorare sia la definizione progettuale (idrodinamica e aerodinamica), sia le operazioni quotidiane a bordo (tramite l’approccio integrato del concetto di digital twin);

2)    Ottimizzazione del consumo di energia. Saranno identificate nuove architetture ed equipaggiamenti per migliorare l’efficienza globale delle reti elettriche di bordo e monitorare i consumi elettrici sulle navi di superficie;

3)    Celle a combustibile per navi di superficie. Sarà sviluppato un sistema modulare a celle a combustibile (Fuel Cell System – FCS), adatto ad applicazioni in ambiente marino, in grado di essere completamente integrato a bordo di navi militari di superficie;

4)    Logistica del futuro. Il progetto aumenterà la competitività della costruzione navale attraverso lo sviluppo di soluzioni atte ad aumentare l’efficienza e l’efficacia dei sistemi di produzione e a ridurre i costi durante l’intero ciclo di vita del prodotto, predisponendo nuovi strumenti in grado di migliorare la gestione delle operazioni di bordo quotidiane da parte del cliente (focalizzando su ispezione, manutenzione e gestione dei componenti imbarcati);

5)    Winning a sea state. Saranno sviluppati metodi, strumenti e soluzioni ingegneristiche per permettere alle navi di condurre in sicurezza operazioni quotidiane (come il varo e l’alaggio di mezzi) in condizioni ambientali peggiori di quelle attualmente possibili.

Le attività di Naviris coinvolgeranno, per Naval Group, i siti di  Nantes-Indret, Ollioules e Lorient, oltre alla controllata SIREHNA, mentre per Fincantieri parteciperanno le sedi di Genova e Trieste, nonché le controllate Cetena e Seastema.

Porto di Taranto, firmata convenzione per la bonifica dell’ex Yard Belleli

03.06.20 – La “ex Yard Belleli”, storica area industriale nel porto di Taranto da tempo dismessa, verrà interamente bonificata: con una convenzione dal valore di 45,5 milioni di euro il Commissario Straordinario del Porto di Taranto Sergio Prete ha dato incarico alla Sogesid, Società “in house” dei Ministeri dell’Ambiente e delle Infrastrutture, di completare le attività di messa in sicurezza permanente della falda nell’area che si trova all’interno del Sito d’interesse nazionale di Taranto, proprio di fianco ai terreni ex Ilva e a ridosso del quinto sporgente dello scalo ionico.

Inserita dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio nella sua programmazione triennale delle opere pubbliche 2018-2020, la nuova attività nella “ex Yard Belleli” viene disciplinata nell’atto firmato dal Commissario Prete e dal Presidente e Amministratore delegato di Sogesid Enrico Biscaglia. La Società pubblica di proprietà del Ministero dell’Economia sarà il Soggetto attuatore e avrà, in stretto raccordo con l’Autorità, il compito di adeguare la progettazione definitiva e realizzare quella esecutiva, bandire e portare a termine la gara per l’affidamento dei lavori, dirigerli e collaudarli, gestire inoltre l’impianto di trattamento acque di falda (TAF) già in esercizio per i successivi cinque anni.

“Con la convenzione di cui trattasi – afferma il Presidente dell’AdSP del Mar Ionio, Sergio Prete (nella foto)  – viene dato ulteriore impulso alla bonifica ed alla riqualificazione delle aree portuali per rendere disponibili ed utilizzabili altre infrastrutture destinate ad ospitare attività produttive che contribuiranno alla crescita economica ed occupazionale del territorio”.

“Con questa importante convenzione – spiega il Presidente di Sogesid Enrico Biscaglia – diamo seguito e forza al nostro impegno a fianco del Commissario Prete e dell’Autorità Portuale. In una realtà complessa come quella di Taranto, attraversata da profonde questioni sociali, ambientali e produttive, una risposta concreta – conclude Biscaglia – è creare condizioni di risanamento e di nuova infrastrutturazione che aprano opportunità di crescita”.

Questo secondo lotto di attività segue il primo stralcio attuato da Sogesid e rivolto alla messa in sicurezza dei trentasei ettari di falda superficiale: un lavoro considerato funzionale alla realizzazione della cassa di colmata che dovrà circoscrivere nel quinto sporgente portuale un piazzale per il deposito e la movimentazione delle merci, consentendo allo stesso tempo – con l’abbassamento del fondale e il riutilizzo dei sedimenti caratterizzati e dragati per creare la cassa di colmata – il passaggio di navi superportacontainer. Sono responsabili delle attività previste dalla convenzione l’ing. Gaetano Internò per l’Autorità di Sistema Portuale e l’ing. Enrico Brugiotti per la Sogesid.

Economia circolare e decarbonizzazione: intesa ENI – Fincantieri

03.06.20 – L’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, e quello di Fincantieri, Giuseppe Bono, hanno firmato un Memorandum of Understanding (MoU) che estende la collaborazione nel campo della Ricerca e Sviluppo avviata tra le due società italiane nel 2017, includendo fra gli ambiti di applicazione anche l’approccio verso nuove frontiere tecnologiche.

Fulcro del rinnovo delle intese, infatti, saranno le attività di valutazione congiunta delle opportunità di sviluppo di iniziative innovative in ambito di decarbonizzazione e di economia circolare.Le attività si concentreranno prevalentemente sui temi di waste to energy, sulla produzione e trasporto di vettori energetici come il gas naturale, il metanolo o l’idrogeno, sulle applicazioni di fuel cells e sullo sviluppo e utilizzo di tecnologie rinnovabili off-shore.

Nel corso del triennio relativo al precedente accordo, Eni e Fincantieri hanno collaborato fattivamente allo sviluppo di diversi concept relativi a piattaforme galleggianti per produzione off-shore, con approccio modulare e reversibile, applicando un brevetto Fincantieri, un Floating Gas to Methanol con tecnologia Eni e un Floating Independent Power Plant (FIPP).

Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, ha dichiarato: “Grazie alle sinergie sviluppate, Fincantieri ed Eni possono supportare in maniera decisiva lo sviluppo sostenibile del Paese. Questo accordo si inquadra perfettamente nella strategia di lungo termine che abbiamo disegnato. Per costruire una nuova Eni abbiamo coniugato la sostenibilità economica con quella ambientale, stiamo lavorando alla transizione energetica fornendo energia in maniera redditizia e, al contempo, ottenendo un’importante riduzione dell’impronta carbonica. Nel mix produttivo di Eni il gas, la fonte di energia fossile a più basso impatto emissivo, rappresenterà una componente crescente nei prossimi anni: il 60% nel 2025 e addirittura l’85% nel 2050. In questo percorso Fincantieri rappresenta un partner di eccellenza strategica con il quale continuiamo a ricercare e sviluppare tecnologie e sistemi innovativi”.

Giuseppe Bono (nella foto), Amministratore delegato di Fincantieri, ha commentato: “Siamo convinti che il successo di questa partnership sia un’ottima notizia per il Paese, specialmente perché esplora un ambito essenziale come quello dello sviluppo sostenibile. La capacità che due grandi attori dell’industria nazionale hanno di mettere in comune esperienze, patrimoni professionali e, soprattutto, le rispettive vision per il futuro costituisce un risultato di enorme valore strategico”. Bono ha concluso: “Esprimo grande soddisfazione perché il percorso di ricerca che stiamo tracciando con un gruppo del calibro di Eni ha già portato alla nascita di molteplici progetti in grado di consolidare il primato tecnologico che ha permesso alle nostre società di ottenere affermazioni importanti a livello globale”.

La presente intesa potrà essere oggetto di successivi accordi vincolanti che le parti definiranno nel rispetto della normativa applicabile ivi inclusa quella in materia di operazioni tra parti correlate.

Il Porto di Venezia aderisce alla “Port authority roundtable covid declaration” di Singapore

01.06.20 – L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale è stata la prima AdSP italiana ad aderire alla “Port Authorities Roundtable (PAR) Covid Declaration”, iniziativa che vede ora anche l’adesione di Assoporti e che è stata lanciata lo scorso 24 aprile dall’Autorità di Singapore, capofila di un gruppo di 20 porti internazionali, per ribadire la necessità di tenere aperti i porti al libero commercio nel corso dell’emergenza pandemica. L’iniziativa ha raccolto ad oggi le adesioni di 50 porti di tutto il mondo, che si sono impegnati a collaborare condividendo le migliori pratiche e procedure sviluppate in queste ultime settimane per permettere a tutti gli operatori di lavorare in sicurezza.

“Questa iniziativa ha un grande valore perché sancisce, a livello internazionale, un’alleanza di vedute e visioni da parte dei maggiori porti mondiali” chiarisce il presidente dell’AdSPMAS Pino Musolino (nella foto), che ha anche rappresentato Assoporti in questa sede, avendo la delega alle relazioni internazionali in seno all’Associazione. “Oltre l’80% delle merci sono trasportati nel mondo via mare, almeno una volta nella loro vita di prodotto, i porti giocano dunque un ruolo fondamentale nel sostenere le nostre società e le nostre industrie e non possiamo permetterci che smettano di funzionare.

Anzi, durante l’emergenza sanitaria i nostri terminalisti, piloti, agenti, trasportatori hanno continuato a lavorare per il bene di tutti e quindi i porti di Venezia e Chioggia, i primi in Italia a ricadere in una zona rossa, sono stati anche dei laboratori di sperimentazione. Non a caso siamo stati tra i primi a definire un set di regole che hanno permesso a tutti i lavoratori di operare in sicurezza e tali indicazioni sono state poi anche utilizzate per stilare la base delle procedure nazionali trasmesse a tutti i porti italiani. La battaglia purtroppo non è ancora conclusa ed è per questo che, assistiti dalla tecnologia e grazie alle esperienze accumulate, dobbiamo fare di tutto per aumentare la resilienza delle catene logistiche assicurando la continuità dei flussi commerciali e industriali”.

Il no di Assarmatori al cabotaggio nazionale per chi gode delle agevolazioni del Registro Internazionale

01.06.20 – Assarmatori è contraria all’emendamento ispirato da Confitarma per permettere a chi già gode delle agevolazioni fiscali e contributive introdotte con la legge 30/98 (istitutiva del Registro internazionale) di praticare anche rotte di cabotaggio nazionale. Un’opposizione netta le cui ragioni le spiega il presidente dell’associazione Stefano Messina:

“La nostra opposizione non deriva da una contrapposizione tra sigle né tantomeno tra aziende. In questi tre mesi nei quali tutta la nostra categoria ha dovuto affrontare forse la peggior crisi dall’ultimo dopoguerra, nell’interlocuzione continua con il Governo, il Parlamento e le altre Istituzioni nazionali e regionali, Assarmatori (con il supporto di Conftrasporto a cui aderisce) ha infatti costantemente lavorato per ricercare la massima collaborazione con tutte le altre associazioni, convinti, come siamo tutti, che la gravità della situazione richieda il massimo dell’unità. Ma proprio per essere coerenti con questa impostazione non possiamo che manifestare il nostro dissenso rispetto all’emendamento di cui Confitarma ha rivendicato la paternità, che permetterebbe a una pur eccellente e primaria compagnia di navigazione di godere delle agevolazioni fiscali e contributive introdotte con la legge 30/98 istitutiva del Registro Internazionale nel momento in cui esercitasse attività in regime di cabotaggio nazionale (Corto Raggio)”.

“Abbiamo sempre sostenuto e tuttora sosteniamo il regime di sostegno alle imprese di navigazione previsto dal Registro Internazionale, regime che costituisce lo strumento che permette di combattere ad armi pari la concorrenza nei mercati internazionali e che è stato più volte validato dalla stessa Unione Europea come rispettoso delle norme dettate in materia di aiuti di Stato”.

“Il tema è ben altro”, prosegue Messina. “E’ evidente come la crisi derivata dalla pandemia Covid-19 abbia avuto un impatto durissimo sull’intero settore del trasporto marittimo, e quindi anche su quello del comparto crocieristico. Comprendo senz’altro che per le compagnie di crociera potrebbe essere importante, nella prossima estate, concentrare la propria attività su rotte nazionali, fintanto che saranno vietati gli accessi ai porti di altri Paesi. Ma questo è già possibile con le regole attuali senza che vi sia bisogno di una nuova legge”.

“Diversa ipotesi è ritenere che si possa fare quella attività su rotte nazionali godendo dei benefici che sono negati alle compagnie che fanno servizio sulle stesse rotte garantendo anche la continuità territoriale tra le isole e la terraferma. Un servizio che è stato mantenuto anche durante i mesi di lockdown (con traffico passeggeri diminuito sostanzialmente del 100%) e continua a essere praticato pure ora, con tutte le limitazioni alla mobilità che permangono, nonostante l’incredibile crollo di fatturato subito dalle compagnie stesse che, tra l’altro, imbarcano esclusivamente marittimi italiani”.

“Vale poi la pena di ricordare che gli sgravi contributivi concessi ai marittimi imbarcati sulle navi da crociera battenti bandiera italiana vanno anche al personale che non rientra nella categoria dei marittimi (servizi ancillari, rispettabilissimi lavoratori quali animatori, musicisti, addetti alla cura delle persone, commessi di negozio, etc): ragione in più per contestare l’iniziativa sostenuta da Confitarma”.

“Se, infatti, questa richiesta venisse accolta e la legge modificata ci troveremmo nella situazione paradossale in cui lo Stato utilizza fondi per agevolare il costo del lavoro nelle attività ricreative o commerciali su navi da crociera, mentre nega gli stessi aiuti ai marittimi italiani che operano su navi che garantiscono servizi essenziali di trasporto passeggeri e merci, in particolare da e per le isole garantendo i diritti di rango costituzionale sottesi alla continuità territoriale delle popolazioni ivi residenti, questa sarebbe una ipotesi molto grave!”.

“Come associazioni di imprese armatoriali dovremmo preoccuparci, in primo luogo, delle imprese italiane e dei loro lavoratori; secondo me sono queste le compagnie ad avere diritto a quegli aiuti che fino ad oggi non sono stati resi disponibili per le asserite ristrettezze economiche delle finanze pubbliche”.

“In un momento così grave, crediamo che tutti dovrebbero convenire che le poche risorse disponibili vadano assegnate secondo un ordine di priorità che veda al primo posto quei soggetti che debbono stare al centro della nostra azione e cioè le imprese che hanno continuato a operare nei servizi strategici – come sono i servizi di trasporto combinato passeggeri e merci e di continuità territoriale con le isole – e i marittimi italiani imbarcati sulle nostre navi. Oggi sono questi i soggetti più fragili e maggiormente esposti nella crisi. L’emendamento proposto non solo li dimentica ma intende sottrarre ulteriormente fondi dello Stato che ben potrebbero, nell’emergenza, essere utilizzati per gli scopi che tutti noi dovremmo perseguire”.

“Partendo da questo assunto chiave”, conclude Messina, “spero sia possibile riconsiderare questa iniziativa e riprendere con Confitarma il percorso di collaborazione che in questa fase avevamo convintamente seguito entrambi”.