Bruxelles stringe sulle agevolazioni fiscali ai porti di Belgio e Francia

La Commissione Europea avvia un’indagine approfondita per verificare se gli ‘sconti’ dai due Paesi siano in linea con la normativa UE sugli aiuti di Stato.

Dopo aver rilevato che le richieste che aveva avanzato lo scorso gennaio non hanno sortito effetti, la Commissione Europea ha deciso di avviare un’indagine approfondita sui regimi fiscali agevolati che Francia e Belgio garantiscono ai propri porti per verificare se questi siano in linea con quanto stabilito dalle norme comunitarie in materia di aiuti di Stato.
“Le nostre norme in materia di competizione permettono agli Stati membri di costruire o migliorare le loro infrastrutture portuali attraverso un supporto agli investimenti. Tuttavia le esenzioni fiscali non dovrebbero distorcere la competizione garantendo un vantaggio sleale ad alcuni porti rispetto ad altri in Europa” ha dichiarato il Commissario Europeo per la Concorrenza Margrethe Vestager.
Secondo quanto aveva osservato all’inizio dell’anno la stessa Commissione, a godere di particolari ‘sconti’ sarebbero, in Belgio, tra gli altri, gli scali marittimi di Anversa, Bruges, Brussels, Charleroi, Ghent, Liège, Namur, Ostend mentre per quel che riguarda la Francia le agevolazioni interesserebbero Bordeaux, Dunkerque, La Rochelle, Le Havre, Marsiglia, Nantes-Saint-Nazaire, Rouen così come gli scali d’Oltremare di Guadeloupe, Guyane, Martinique e Réunion, nonché il ‘porto autonomo’ di Parigi e altri porti gestiti dalle Camere di Commercio. I primi, secondo Bruxelles, hanno un sistema di tassazione strutturato in modo sostanzialmente diverso rispetto a quello delle società standard e, comunque, più vantaggioso, mentre i porti francesi godono di un’esenzione totale dal pagamento delle imposte societarie.
L’investigazione della Commissione si era conclusa appunto con la richiesta a entrambi i Paesi di rivedere il sistema di tassazione riservato ai porti, allineandolo ai dettami della UE.
Cosa che, però, sia il Belgio che la Francia al momento hanno preferito non fare, determinando inevitabilmente l’avvio dell’indagine approfondita’. Il passaggio formale, spiega in una nota la Commissione, permetterà tuttavia ai due Stati (così come a eventuali terze parti interessate) di produrre commenti sul tema, in particolare sulla natura economica dell’attività dei porti.

Fonte: Ship 2 Shore