Catania inaugura la nuova Darsena: servirà per navi da crociera e commerciali

Presente anche il Ministro Delrio: “Lo sviluppo economico del Mezzogiorno? Puntiamo sui porti”

È stata inaugurata sabato 25 luglio – alla presenza del sindaco di Catania Enzo Bianco e del Ministro Graziano Delrio – la nuova Darsena del porto etneo. C’è stata anche la tradizionale cerimonia della bottiglia di champagne infranta contro la banchina del Porto etneo.
“Mi sento in dovere – ha dichiarato il primo cittadino – di ringraziare il ministro Graziano Delrio, per avere capito che il Mezzogiorno può essere il volano per lo sviluppo di tutta l’Italia. Aprire la Darsena oggi rappresenta un momento storico. Nel giro di qualche mese apriremo il Porto alla Città e abbatteremo questo muro che fino a oggi c’è stato”.
Assolutamente rilevanti i numeri della nuova Darsena: 1100 metri di banchine lineari, per una struttura posizionata accanto all’Asse dei Servizi e che darà, dunque, la possibilità di sviluppare un traffico commerciale essenziale per qualsiasi porto.
Traghetti, attività turistica e croceristica, navi commerciali e da diporto: ogni attività avrà una banchina in riva al mare con strutture dedicate. Tutto è stato realizzato in maniera rigorosamente antisismica per un’opera di rilevanza strategica anche ai fini di protezione civile.
“Con l’apertura della nuova Darsena si realizzerà un servizio fondamentale anche per il collegamento con le città del Nord, creando a Catania un punto di snodo fondamentale”, ha evidenziato il Commissario dell’Autorità Portuale, Cosimo Indaco. Oltre 40 milioni le tonnellate di merce movimentate nei porti che vanno da Catania a Pozzallo, cioè oltre il 63% del totale di quanto movimentato sull’Isola.
«Abbiamo l’abitudine di non lamentarci, ma di fare – ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio -. Per noi, in queste condizioni, quando tutte le istituzioni riescono a dare immediata risposta a tutti gli organismi dello Stato, è facile collaborare. Dobbiamo levare i camion dalla strada, costruire strade più sicure, investire sui porti e sul ferro, e rimediare a decenni di incuria. Capiamo tutti che questa non può essere una scelta da rimandare. La competizione, dobbiamo capire, non è tra di noi, ma con i porti del Nord Europa o dell’Africa: dobbiamo avere una precisa strategia di collaborazione. Le autostrade del mare sono un successo. Quando c’è un’area portuale attrezzata bene, lo sviluppo economico del Mezzogiorno diventa un fatto reale”.

tratto da www.lasicilia.it