Caos Tirrenia: quanto interessa al MIT la sorte dei Pratici di Arbatax?

03.04.2020 -E’ durato due giorni il blocco dei collegamenti con Sardegna, Sicilia e Isole Tremiti deciso da Tirrenia CIN (che svolge in convenzione con lo Stato il servizio di continuità territoriale via mare per le isole)  a seguito del sequestro dei suoi conti correnti richiesto dai commissari della Tirrenia spa in amministrazione straordinaria che  vanta un credito complessivo di 155 milioni di euro.

Tale credito è divenuto esigibile dopo che la Commissione europea si espressa lo scorso 2 marzo sulla legittimità degli aiuti di Stato dovuti alla compagnia per la copertura del servizio di continuità territoriale. Ad imporre un accordo tra i due contendenti, sono stati rispettivamente i ministri  dei  Trasporti e dello Sviluppo Economico, Paola De Micheli e Stefano Patuanelli. L’intesa, che consisterebbe nel sostituire il sequestro dei conti correnti (la liquidità) con quello dei beni (le navi) è giunta nei tempi richiesti dal governo nella serata di mercoledì. 

Il provvedimento dei commissari aveva allarmato tra gli altri anche il Comandante GianGiacomo Pisu, della Stazione Pratici del Porto Arbatax, che in una lettera inviata lo scorso 31 marzo al Ministro dei Trasporti Paola De Micheli e, per conoscenza  anche al Presidente della Repubblica, aveva denunciato il grave stato di insolvenza di Tirrenia CIN nei loro confronti.

 “Con la Presente sono qui a manifestarle – attacca il Pratico del porto sardo –  il disastro economico che i commissari, con questa decisione, hanno creato al nostro servizio di Pilotaggio nel porto di Arbatax, servizio pubblico che non può reggersi se non vi sono entrate”.

“E’ da tempo – sottolinea poi – che palesiamo attraverso gli organi di controllo del Superiore Ministero, da lei diretto, i ritardi nei pagamenti degli Ordini d’introito della Società CIN Tirrenia, ritardi che si sono accumulati per mesi senza che nessun controllo e tutela nei nostri confronti venisse portata avanti. Si è permesso, nonostante quanto disposto dai Decreti Tariffari, pagamento dell’ordine d’introito a 30 gg, che l’Armatore non onorasse i suoi debiti nei nostri confronti”.

“Il servizio di pilotaggio – osserva polemicamente l’autore della lettera – è un servizio pubblico e non può essere fermato ma lo stesso non può essere mantenuto in piedi sul sacrificio economico di chi lo effettua, i piloti e i propri dipendenti”.

Pisu senza mezze misure accusa il MIT, di essere a conoscenza dei fatti e di non aver “mai intimato alla Società armatrice l’immediato saldo dei debiti”, preferendo “far finta di nulla”,  caricando “tutto il costo del Servizio sulle spalle delle Corporazioni e delle Stazioni Pratici del porto”.

Fin qui l’amara realtà descritta dal Comandante Giangiacomo Pisu. In proposito, il presidente dell’Unione Piloti, Vincenzo Bellomo, dichiara: “Le notizie diffuse a gennaio dal sito Unidos.io circa il mancato pagamento delle prestazioni di piloti ed ormeggiatori dei porti sardi – da cui Fedepiloti insieme ad Angopi prese fulmineamente le distanze attraverso una nota stampa – non erano evidentemente del tutto infondate. Ci sfuggono i motivi perché si sia voluta mettere la testa sotto la sabbia, anche se ad onor del vero ci risulta che subito dopo Fedepiloti abbia chiesto ai capi piloti e pratici locali della Sardegna lo stato dei pagamenti per il 2019 non solo degli armatori del Gruppo Tirrenia CIN ma anche del Gruppo Caronte. Purtroppo però io e l’Unione Piloti, che sulla vicenda abbiamo chiesto trasparenza, siamo stati accusati di voler seminare zizzania e cercare pubblicità. Quanto reso noto  dal Comandante Pisu rende giustizia sul fatto che le nostre azioni, le noste critiche, non sono mai strumentali e fini a sè stesse ma mirano a salvaguardare gli interessi della categoria. Mi auguro che tutti quei colleghi che ancora ci guardano all’Unione Piloti con diffidenza lo capiscano una volta per tutte”.

Presto la banda ultra larga in fibra ottica nel Porto di Ravenna

Ravenna, 03 Aprile 2020 È stata firmata oggi tra Lepida, società in house della Regione Emilia-Romagna, e l’Autorità Portuale di Ravenna la convenzione per completare la connessione in fibra ottica (Banda Ultra Larga) nell’ambito portuale di Ravenna.

La Banda Ultra Larga consiste in una rete in fibra ottica con capacità di ricevere e inviare dati ad altissima velocità. Questa rete consentirà agli operatori portuali collegati di operare con nuove straordinarie possibilità informatiche e digitali oltre che garantire maggiore efficienza nei collegamenti tra l’AdSP, le altre pubbliche amministrazioni e tutti gli stakeholder portuali.

Nel 2015 la stessa Lepida ha realizzato sul lato sinistro del Canale la rete di accesso alla Banda Ultra Larga fra la zona industriale Bassette e il Terminal Crociere di Porto Corsini, dove tra l’altro è attivo, grazie a questa rete, un servizio Wi-Fi libero e gratuito a favore principalmente dei crocieristi. Con questo nuovo accordo sarà possibile completare il progetto di connessione con fibra ottica di tutto l’ambito portuale tramite la posa di ulteriori 29 km di cavi che formeranno un anello intorno all’area portuale compreso l’attraversamento subacqueo tra Marina di Ravenna e Porto Corsini.

La Convenzione, sottoscritta dal Direttore Generale di Lepida, Gianluca Mazzini, e dal Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Daniele Rossi, prevede che la realizzazione dell’opera, dopo avere ottenuto le autorizzazioni necessarie, si concluda in 4 mesi.

La posa dei cavi in fibra permetterà in un secondo tempo anche l’accesso ad EmiliaRomagnaWiFi – la rete regionale WiFi libera e gratuita a disposizione dei cittadini.

L’Assessore alle infrastrutture, trasporti e turismo della Regione Emilia-Romagna, Andrea Corsini, che ha seguito la finalizzazione dell’Accordo, ha dichiarato: “Con questo strategico intervento il Porto della Regione Emilia-Romagna rafforzerà la sua competitività dotandosi di una infrastruttura digitale in grado di renderlo connesso attraverso la Banda Ultra Larga a tutto vantaggio delle imprese e dei terminal. Continua l’impegno della Regione per cablare tutto il territorio consapevoli che la competitività economica e produttiva richiede sempre di più grandi investimenti proprio sulle infrastrutture digitali come stiamo facendo”. 

Ugualmente l’ing. Gianluca Mazzini, Direttore Generale di Lepida, ha rimarcato la valenza strategica dell’investimento per favorire la transizione al digitale come più importante leva di sviluppo del territorio :  L’interconnessione strutturata del Sistema Portuale di Ravenna completa alcuni investimenti infrastrutturali iniziati anni orsono in questa zona e permette la creazione di importanti ridondanze nell’infrastruttura regionale a disposizione di tutti gli Enti Pubblici e per la soluzione di problematiche di divario digitale. La transizione al digitale necessita di buone infrastrutture, al punto che queste devono essere una commodity assolutamente trasparente, per potersi concentrare sui servizi. Con il nostro Socio AdSP abbiamo trovato un’ottima collaborazione, partendo dalle infrastrutture per andare verso i servizi digitali”.

L’Autorità di Sistema Portuale di Ravenna – commenta il Presidente dell’AdSP, Daniele Rossi – è impegnata nella diffusione della cultura digitale e dell’utilizzo dei servizi telematici da parte della comunità portuale. La nuova e più importante sfida per il futuro sarà proprio quella della completa digitalizzazione delle procedure e dei controlli. Restiamo a disposizione degli operatori interessati alla connessione per fornire tutta l’assistenza necessaria”.

Alle aziende del Porto sarà infatti offerta la possibilità di attivare contratti di connettività a condizioni tecniche ed economiche particolarmente vantaggiose consentendo loro di rendere più efficienti e più economici i processi amministrativi, ma soprattutto di svolgere la loro attività con una migliore sostenibilità ambientale.

Taranto, Yilport conferma: nessun rallentamento per il rilancio del Terminal Contenitori

La Yilport Holding conferma I suoi progetti per il terminal contenitori del Porto di Taranto. L’Azienda sottolinea che, diversamente da quanto riportato da voci infondate, le attività per il rilancio del San Cataldo Container Terminal procedono alacremente e negli anni a venire il Terminal sarà noto come uno dei maggiori porti del portfolio della Yilport Holding.

Raffaella Del Prete, General Manager del San Cataldo Container Terminal ha dichiarato: “Yilport Holding è entusiasta dell’investimento fatto nel San Cataldo Container Terminal e le voci infondate che dicono il contrario non hanno alcun impatto su questo progetto che ha una durata di almeno 49 anni. Siamo felici di investire a Taranto e Yilport è impegnata nello sviluppo del traffico commerciale e logistico del nostro Terminal. Pensiamo e lavoriamo per un futuro a lungo termine. I piani di Yilport nel rinnovare il San Cataldo Container Terminal sono di raggiungere la capacità annuale di 2,5 milioni di TEU e poi, grazie ad ulteriori invetsimenti, portarla fino a 4milioni di TEU. Siamo qui in questo periodo difficile e non abbiamo intenzione di lasciare Taranto, stiamo continuando a lavorare con determinazione per raggiungere I nostri obiettivi.”

Robert Yuksel Yildirim, Presidente del CDA e CEO della Yilport Holding ha aggiunto: “la Yilport Holding è determinata a sviluppare le relazioni commerciali a Taranto ed in Italia. Abbiamo firmato una Concessione della durata di 49 anni e crediamo fermamente nel potenziale del San Cataldo Container Terminal. Dunque siamo felici di restare per almeno 49 anni, non andiamo via. L’attuale pandemia dovuta al COVID-19 ed il suo impatto sul commercio mondiale non cambia I nostri piani. Stiamo ristrutturando il terminal e vogliamo che diventi uno dei principali hub in Italia. Il nostro piano di investimenti prevede oltre 20 milioni di euro per le gru di banchina ed I mezzi di piazzale e fino ad un ulteriore 50 milioni di euro per rilanciare le attività ed assumere personale locale. Il terminal sarà pronto ad operare il più velocemente possibile rispettando gli impegni presi con la firma della Concessione. Siamo stati accolti in Italia per lavorare nei momenti prosperi come in quelli difficili. E dunque investiremo anche in tempi difficili come quelli attuali. Lavoriamo per rendere Taranto il grande terminal che può e deve essere.”

La Concessione, che ha una durata di 49 anni, è stata firmata il 30 Luglio scorso tra Yilport e l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Jonio (AdsPMJ), che gestisce il Porto di Taranto. San Cataldo Container Terminal è il 22mo porto marittimo nel portfolio della Yilport Holding ed il primo porto in Italia.

Recentemente Yilport ha affidato a Konecranes il rinnovamento delle gru di banchina del San Cataldo Container Terminal. I lavori interesseranno 2 gru di banchina con un’estensione di 22 file e 5 gru di banchina con un’estensione di 18 file, 16 gru di piazzale, 1 gru mobile, 2 carrelli elevatori e 2 carrelli per la movimentazione dei contenitori vuoti.

Covid 19, la Guardia Costiera in prima linea a supporto dell’emergenza sanitaria

02.04.20 – In questi giorni di emergenza sanitaria nazionale, la Guardia Costiera non ha diminuito il proprio impegno nell’assolvimento dei propri compiti istituzionali, al fine di continuare a garantire l’operatività dei porti, la sicurezza e la regolarità dei trasporti marittimi, oltre alla salvaguardia della vita umana in mare.

L’attuale situazione di emergenza legata al Covid19 ha comportato la necessità di rimodulare molti dei servizi legati al settore marittimo. Il Corpo ha così introdotto adeguate semplificazioni nella gestione della sicurezza della navigazione delle navi mercantili e dei relativi equipaggi. La Guardia Costiera ha assunto, altresì, il ruolo di raccordo tra Ministero delle politiche agricole e forestali e imprese di pesca, al fine di permettere a quest’ultime di accedere alla corresponsione dei contributi previsti dal Decreto “Cura Italia”.

I Comandanti di porto, in queste settimane, sono stati anche chiamati a svolgere il proprio ruolo in situazioni complesse e inedite. In diverse occasioni, secondo le direttive della Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, hanno garantito alle navi da crociera battenti bandiera italiana, di ritorno nei porti nazionali, approdi idonei per lo sbarco in sicurezza degli equipaggi e dei passeggeri ancora presenti a bordo, in piena sintonia con le Autorità di sistema portuali e con le Autorità locali.

Ma non solo. A seguito delle misure messe in atto dal Governo per il contenimento del contagio da Coronavirus, in numerose realtà territoriali, uomini e donne del Corpo sono stati inseriti nei dispositivi di ordine pubblico, lavorando quotidianamente al fianco delle Forze di Polizia per il rispetto delle disposizioni che limitano gli spostamenti, in particolare da e per le isole, e in molte realtà portuali quali ad esempio: Reggio Calabria, Messina, Milazzo, Salerno, Cagliari, Livorno, Termoli, Portoferraio, Viareggio, Piombino, Capraia, Carloforte, Portoscuso e Calasetta.

Nel porto di Ancona, poi, grazie alla stipula di un protocollo d’intesa con l’Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico centrale e l’Ufficio di sanità marittima aerea e di frontiera, il Corpo si è reso parte attiva per la stesura di procedure standard d’intervento per la gestione di eventuali casi sospetti di coronavirus a bordo dei vettori marittimi. 

Molti, inoltre, gli interventi operativi sul territorio italiano nel quadro del dispositivo di Protezione Civile nazionale. Nei giorni scorsi, tramite il Dipartimento della Protezione Civile e su richiesta dell’Ufficio del dott. Arcuri, Commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus, un aereo “Manta” ATR 42 della Guardia Costiera è decollato dalla Base Aeromobili di Pescara, per assicurare il trasporto urgente di dispositivi di protezione individuale (DPI) in diverse località delle regioni meridionali e delle isole maggiori. Il Manta, dopo uno scalo all’aeroporto di Fiumicino per imbarcare il materiale necessario, ha raggiunto le destinazioni di Cagliari, Palermo, Lamezia Terme e Bari, dove i DPI sono stati consegnati alle autorità regionali di Protezione Civile, per la successiva distribuzione sul territorio.

Non manca il costante supporto alle comunità isolane, pochi giorni fa, la Motovedetta CP 324 di Lampedusa ha permesso al direttore del poliambulatorio locale e a due sanitari dell’A.S.P. di Palermo, di raggiungere l’isola di Linosa per effettuare delle visite mediche finalizzate al contenimento dell’attuale emergenza epidemiologica.

Lo sforzo del Corpo non diminuisce, oggi più che mai. Come l’impegno di tutti gli uomini e le donne della Guardia Costiera che può ben riassumersi nelle parole del Comandante Generale, l’Ammiraglio Ispettore Capo (CP) Giovanni Pettorino: “È un momento particolarmente difficile, nel quale siamo tutti chiamati a compiere un grande sforzo. Grazie agli uomini e alle donne del Corpo, che in questi giorni, oltre ad assicurare i compiti istituzionali, stanno dando il loro contributo al Paese per affrontare questa emergenza eccezionale”.

Consegnate 3000 mascherine all’AdsP del Mar Ligure Orientale

01.04.20 – Sono state consegnate oggi alla Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, 3000 mascherine chirurgiche a cura della protezione Civile della Regione Liguria. 

La fornitura è giunta in un momento particolarmente delicato, poichè gli operatori portuali stanno riscontrando da tempo parecchie difficoltà di approvvigionamento del DPI a causa dei noti problemi di reperimento che sin dall’inizio della emergenza coronavirus stanno interessando l’intero Paese.

L’Autorità provvederà oggi stesso a distribuire le mascherine alle diverse realtà che operano in porto, dando priorità a quelle attualmente più sfornite i cui lavoratori, pur esposti a rischi, non stanno mai venendo meno al loro dovere, consentendo al porto di smaltire giornalmente una notevole quantità di lavoro, sia pure tra le note difficoltà del momento dovute al generale calo dei traffici in corso.

Con la fornitura odierna, ben consci che non si potrà sopperire alla domanda complessiva espressa durante l’intero periodo emergenziale, le aziende e gli operatori dei servizi del porto potranno affrontare con più serenità le prossime giornate di lavoro, assicurando ai propri addetti i necessari standards di sicurezza, in attesa che giungano ulteriori forniture previste, anche attraverso i canali che molte delle stesse aziende hanno da tempo attivato.

I vertici della Autorità, a nome anche dei terminal, delle imprese di servizi, degli spedizionieri, dei doganalisti, degli agenti marittimi, delle imprese di autotrasporto e dei servizi tecnico nautici, hanno ringraziato l’Assessore Giacomo Giampedrone ed il Presidente Giovanni Toti per la fornitura, assicurando che il porto di Spezia continuerà a giocare la propria preziosa parte nella delicata battaglia che la Liguria, come del resto tutta l’Italia, sta affrontando in queste settimane.

Tirrenia, il governo dà a Onorato e Commissari 24 ore per trovare una soluzione

31 marzo 2020 – Si è conclusa la conference call tra i commissari di Tirrenia, azienda in amministrazione straordinaria, i vertici di Tirrenia Cin, la ministra delle infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli e il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli.

Dal confronto sono emerse alcune ipotesi di  soluzione dell’attuale blocco dell’operatività delle navi Tirrenia. I ministri hanno chiesto all’azienda e ai commissari di definire e adottare gli atti risolutivi entro 24 ore. 

Le ipotesi di soluzione garantirebbero anzi tutto i servizi di continuità territoriale, con l’obiettivo di addivenire poi anche una rapida definizione della complessiva situazione debitoria di Tirrenia CIN.​​  

Ieri in riferimento alla notizia del sequestro conservativo sui conti correnti di Tirrenia CIN da parte di Tirrenia AS, il MIT e il MISE – avevano precisato che tale decisione è stata assunta dall’organo commissariale in autonomia e indipendenza di giudizio, sulla scorta di un parere favorevole reso da parte del Comitato di Sorveglianza, organo che – come noto – tutela le ragioni e la posizione del ceto creditorio, nonché a valle di alcuni recenti provvedimenti giurisdizionali.

Costa Diadema nel porto di piombino, regia unica per far fronte all’emergenza

31.03.20 -Proseguono le operazioni congiunte di Autorità di Sistema, forze militari, Protezione Civile, Guardia di Finananza, Comune, Sanità Marittima e Capitaneria per fronteggiare l’emergenza Covid-19 in porto.

A seguito dell’arrivo a Piombino della nave da crociera Costa Diadema con il solo equipaggio di 1255 persone, di cui 105 italiani, l’AdSP si è attivata aprendo presso l’edificio Cisp della Stazione Marittima due aree destinate al coordinamento delle attività, rispettivamente una sala di regia e un ufficio riservato ai medici della Sanità Marittima.

Nella prima si tengono ogni giorno tre video conferenze, una estesa alle istituzioni locali per fare il punto della situazione e per risolvere le eventuali criticità e due regionali allagate anche alle realtà portuali di Civitavecchia e di Savona, alle prese con gli stessi problemi di sbarco e controllo sanitario di passeggeri o membri dell’equipaggio a rischio contagio.

«Assieme a tutte le istituzioni coinvolte – ha detto il presidente dell’AdSP, Stefano Corsini (nella foto) – stiamo monitorando con attenzione l’evolversi della situazione. La macchina organizzativa si è mossa subito, operando in piena sinergia nell’interesse della collettività. La Port Security sta lavorando a pieno regime per garantire che le attività di controllo sanitario e di sbarco siano condotte in tutta sicurezza».

Emergenza Covid 19, canoni demaniali sospesi nei Porti di Venezia e Chioggia per aiutare le aziende

30.03.20 – L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico settentrionale ha provveduto ad emanare una circolare rivolta a tutte le aziende concessionarie dei porti di Venezia e di Chioggia al fine di comunicare la possibilità di sospendere il pagamento dei canoni demaniali fino al 30 settembre, come previsto dall’art. 92 co. 2 del D.L 18/2020. 

Il presidente AdSP MAS Pino Musolino dichiara in proposito: “In questo periodo di emergenza, gli amministratori pubblici sono chiamati a fare uno sforzo in più per alleviare le difficoltà di lavoratori e aziende e per sostenere il sistema produttivo nel suo complesso. Il provvedimento rappresenta una delle prime azioni messe in pratica per concedere un sostegno alle imprese, che si trovano in queste settimane a dover far fronte ai costi addizionali delle misure di sicurezza per il personale e a una flessione dei traffici e degli ordinativi, e, conseguentemente, per salvaguardare i posti di lavoro”.

“Nonostante le difficoltà, – aggiunge il presidente Musolino – i porti veneti non hanno, fino ad ora, mai smesso di operare garantendo l’approvvigionamento di prodotti e materie prime per la nostra economia e per le esigenze dello sforzo sanitario nazionale. Ringrazio tutte le oltre 1.200 aziende insediate a Venezia e a Chioggia e gli oltre 21.000 lavoratori che gravitano attorno ai nostri scali per la professionalità e lo spirito di sacrificio che dimostrano quotidianamente. 

Avremo bisogno di tutte le nostre risorse quando, al termine del lockdown, dovremo contribuire a rimettere sulle sue gambe e poi far correre il sistema industriale italiano”. 

Di Majo: Il porto di Civitavecchia pronto a ricevere qualsiasi tipologia di merce

30.03.20 – “In un momento in cui Civitavecchia paga, forse più di tutti, il drastico calo passeggeri e crocieristico, settore quest’ultimo in cui è stata fino ad oggi leader a livello internazionale, è nostra intenzione, d’accordo con gli operatori portuali, far presente che tutto il settore commerciale rimane, comunque, operativo.

Accolgo l’appello del Ministro dei Trasporti, Paola De Micheli la quale, nel ribadire che il polo marittimo costituisce uno dei settori più importanti dell’economia, ha chiesto a noi presidenti delle Autorità di Sistema Portuale di contribuire, innanzitutto, alla elaborazione di misure di carattere economico ed organizzativo per il contenimento della crisi e, successivamente, di misure per il rilancio dell’economia portuale. 

In questa fase emergenziale, l’amministrazione sta cercando di rispondere in maniera rapida e flessibile per mettere in condizione il porto di Civitavecchia, unitamente a quello di Gaeta, di ricevere grandi quantità di merce, in virtù della sua capacità e delle banchine che ha a disposizione e con il vantaggio ulteriore di un Interporto (a circa 1,5 Km di distanza dal porto di Civitavecchia) diventato da qualche mese operativo e a servizio dell’intero cluster portuale e dotato di celle frigorifere con elevata capacità di stoccaggio. 

Ben vengano,  in questo periodo, anche operazioni sinergiche tra diversi operatori portuali al fine di non perdere traffici, come ad esempio l’operazione odierna di un importante stoccaggio, da parte di un operatore, di un nuovo traffico di almeno tre mila autovetture in polizza in importazione, in un’area data recentemente in concessione (ad un altro operatore) e, quindi, ancora non del tutto operativa. L’ambito portuale e quello retroportuale ha altre aree che sono immediatamente disponibili e fruibili per ricevere qualunque tipologia di merce. 

A tale riguardo, va rimarcato, ancora una volta, che il porto di Civitavecchia, insieme al porto di Gaeta, è l’unico, del Lazio che, con la massima efficienza e velocità,  può servire l’intero bacino della Capitale. 

Oltre alle note motivazioni ambientali, ovvero la riduzione di emissioni nocive derivanti dai chilometri di percorrenza stradale tra il porto di Civitavecchia e Gaeta e le destinazioni finali della merce nei diversi poli logistici e di distribuzione all’interno della Regione Lazio, in questo momento vi sono anche ragioni dettate dalle misure di sicurezza sanitaria che imporrebbero l’utilizzo di percorsi stradali e ferroviari più brevi e, oltretutto, più convenienti. E’ oltremodo necessario che il porto si apra ad una maggiore diversificazione per quanto riguarda le tipologie di traffico che non hanno mai scalato gli approdi del network laziale”.

A dichiararlo è il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Francesco Maria di Majo.

Energia elettrica dal moto ondoso: a Brindisi un progetto pilota

27.03.20 – Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, e il presidente di Kuma Energy srl, Francesco Piccione, hanno sottoscritto nei giorni scorsi un protocollo d’intesa finalizzato all’avvio del primo impianto pilota del sistema ECOMar, una piattaforma di ultima generazione di energia ricavata dal moto ondoso.

A valle di una serie di sopralluoghi, l’azienda, una startup innovativa che opera nel settore della generazione di energia da fonti rinnovabili con sede legale a Genova e sede operativa in Puglia, ha valutato idonea ad ospitare il progetto pilota la diga di Punta Riso, nel porto di Brindisi.

A seguito del protocollo d’intesa, Kuma Energy, a proprie spese, progetterà e svilupperà ECOMar, una piattaforma in grado di convertire la forza delle onde marine in energia elettrica.

ECOMar è un sistema costiero, installabile su qualunque superficie verticale di frangiflutti o dighe portuali che non richiede importanti lavori sulle infrastrutture esistenti e non altera l’aspetto della costa o gli equilibri dei fondali marini. La piattaforma, infatti, è progettata con l’utilizzo di componenti ecocompatibili e sicuri per l’ambiente.

L’Autorità di Sistema Portuale ha accolto la proposta avanzata dall’azienda per favorire l’aumento di produzione di energia da fonti rinnovabili e l’adozione di tecnologie a basso impatto ambientale, obiettivi questi peraltro scanditi nel documento di Pianificazione Energetico Ambientale del Sistema Portuale (DPEASP), adottato dall’ Ente portuale.

AdSP MAM, attraverso il documento, si è resa disponibile ad assegnare a Kuma Energy, previa verifica e relativa istruttoria con le Autorità competenti, la disponibilità di utilizzo dell’area di installazione, per la durata di 12 mesi, eventualmente rinnovabile, a decorrere dalla data di disponibilità all’installazione del sistema pilota.

Durante le attività di analisi e sperimentazione on-site, Kuma Energy sarà affiancata dal Laboratorio A-Mare dell’Università di Firenze e dal Campus Università del Salento, e condividerà con AdSP MAM i dati di monitoraggio ambientale e tecnico raccolti durante le sperimentazioni e, al termine del periodo di concessione, gli elementi di fattibilità e sostenibilità economica relativa all’eventuale acquisizione futura da parte dell’Autorità portuale del sistema ECOMar per la produzione di energia da moto ondoso.

Il mare è un’enorme fonte di energia pulita, sfruttata, ad oggi, solo in minima parte, ma che teoricamente è superiore all’intera domanda energetica mondiale. Tra tutte le forme di energia dal mare, quella dal moto ondoso è quella studiata da più tempo e che conosce il maggior numero di sperimentazioni, soluzioni e prototipi impiantistici, offrendo il vantaggio di adottare soluzioni tecnologiche a basso impatto ambientale.