Genova, il “Ponte-nave” scavalca il torrente Polcevera

10.03.20 – Varato oggi in quota il nuovo maxi impalcato di acciaio da 100 metri. Il ponte il cui profilo ricorderà la carena di nave così come progettato da Renzo Piano – la cui costruzione è stata affidata a Fincantieri infrastructure del gruppo Fincantieri, leader nella navalmeccanica, e Salini Impregilo, unite nella joint venture PERGENOVA – ha scavalcato questa mattina il torrente Polcevera.

Serviranno in tutto 24.000 tonnellate d’acciaio per costruire il nuovo ponte, 9.000 delle quali già varate in quota. La produzione delle strutture d’acciaio che costituiscono il cuore nevralgico dell’infrastruttura, ha visto all’opera 800 persone nei 3 stabilimenti di Fincantieri, quello di Sestri Ponente, quello di Castellammare di Stabia e quello di Valeggio sul Mincio, da un anno al lavoro al servizio della costruzione del nuovo viadotto.

Un lavoro che procede senza sosta: il ponte è ben oltre la metà della sua lunghezza. Il nuovo tratto di impalcato, che porterà l’opera visibile sullo skyline genovese a misurare più di 600 metri, è stato issato oggi a oltre 40 metri di altezza con tutti e 14 i carter laterali – le ali del ponte che danno alla struttura la caratteristica forma che ricorda la carena di una nave – per un peso complessivo di 1800 tonnellate. Questa, fra la pila 9 e la pila 10, è la seconda campata di dimensioni eccezionali e, come la precedente issata solo qualche settimana fa fra le pile 8 e 9, ha richiesto l’utilizzo di speciali macchinari. Impossibile, infatti, procedere con le maxi-gru utilizzate per le altre campate da 50 metri. In cantiere, così, sono tornati a lavorare gli strand jack, speciali apparecchiature che rendono possibile il sollevamento dei mastodontici impalcati a una velocità, in condizioni metereologiche ottimali, di 5 metri all’ora.

Il sollevamento di questo maxi-impalcato ha richiesto, non solo per la grandezza, ma anche per il posizionamento a cavallo del torrente Polcevera, una serie di particolari attività preparatorie. La campata, infatti, è stata prima sollevata con un sistema jack up e poi spostata con carrelli telecomandati verso l’alveo del torrente Polcevera. Successivamente, la grande campata è stata spostata a sbalzo verso Levante nell’alveo del fiume e poi ripresa in carico da un altro gruppo di carelli, al quale è stata sovrapposta una torre provvisoria in acciaio. A questo punto, l’impalcato è stato traslato prima verso Levante e poi verso Nord, infine è stato caricato sugli strand jack per il sollevamento sulle pile.

L’amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono ha dichiarato: “Voglio ringraziare le maestranze e i tecnici che stanno dando il massimo per completare il ponte in tempi record. A ciascuno di loro, a nome di Fincantieri e mio personale, va la nostra riconoscenza più sincera. Con l’occasione, in questo frangente così delicato, rivolgo un grazie anche ai lavoratori di Fincantieri, con la promessa che continueremo ad adottare con rigore tutte le misure indicate dalle Autorità per tutelare la salute di tutti”. Bono ha poi concluso: “Infine, voglio rivolgere un pensiero a chi è stato colpito da questa terribile epidemia, con l’augurio di pronta guarigione“.

Atteso in cantiere nelle prossime settimane l’ultimo varo eccezionale da 100 metri in quota, quello che passerà sopra la ferrovia e che rappresenterà una nuova sfida per quest’opera che procede a una velocità record, mai sperimentata prima d’ora nel nostro paese. Tempi rapidissimi e un know how d’eccellenza tutto italiano stanno facendo del nuovo ponte un esempio per tutta l’Italia, tanto che oggi si parla di “modello Genova” come sinonimo di efficienza.

Civitavecchia, di Majo (AdSP): evidenti gli effetti del Coronavirus sul traffico crocieristico

Civitavecchia, 10 marzo 2020 – “Siamo in attesa di ricevere i dati ufficiali dalle compagnie armatoriali, dalla Roma Cruise Terminal (RCT) e dalle varie imprese operanti nel porto di Civitavecchia per quanto riguarda, in particolar modo, il settore crocieristico e l’impatto che la diffusione del coronavirus nel nostro Paese potrà avere sulle prenotazioni 2020”, dichiara Francesco Maria di Majo, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale. “Come AdSP abbiamo sollecitato le compagnie armatoriali e la Roma Cruise Terminal al fine di avere, quanto prima, un quadro generale dal quale desumere le conseguenze sull’intero comparto portuale. E’, infatti, necessario, far fronte con una certa urgenza alle conseguenze derivanti dai mancati accosti da parte delle navi da crociera ma anche di quelle che trasportano passeggeri e, probabilmente, anche le merci. In particolare, per quanto riguarda il settore delle Autostrade del Mare e quello crocieristico, oltre a chiedere di fornirci un dato del calo dei passeggeri a partire dal primo febbraio ad oggi, abbiamo richiesto un aggiornamento delle cancellazioni delle varie compagnie armatoriali almeno fino al 30 giugno e, quindi, un quadro prospettico dal quale, poi, partire per affrontare in maniera incisiva la crisi derivante dall’impatto del coronavirus sui traffici portuali. In ogni caso, per quanto concerne il settore delle crociere la situazione è in continua evoluzione e gli scenari possono quindi mutare di giorno in giorno, fermo restando l’ormai evidente drastico calo degli scali delle navi da crociera delle prossime settimane nel porto di Civitavecchia”, precisa di Majo.

“Inoltre, al fine di garantire la massima adesione agli indirizzi del Governo, l’ente, oltre a garantire i livelli minimi essenziali nei rapporti con il pubblico (che potrà essere ricevuto previo appuntamento e nel rispetto di determinate prescrizioni), ha adottato un regolamento per favorire il cosiddetto “lavoro agile” in modo da assicurare da remoto la continuità dell’attività amministrativa. Oggi provvederemo a pubblicare sul sito istituzionale dell’AdSP i numeri telefonici e gli indirizzi mail per assicurare i riferimenti per ciascun servizio, fermi restando i presidi costanti delle funzioni operative che si svolgono presso le banchine”, conclude il Presidente dell’Authority.

Napoli, Molo Beverello: in funzione le biglietterie provvissorie

09.03.30 – A partire da oggi le compagnie Caremar, Alilauro, Snav e Navigazione Libera del Golfo effettueranno il servizio di biglietteria nei nuovi prefabbricati provvisori collocati in un’area più prossima ai gate di imbarco. Lo spostamento, funzionale ai lavori per la costruzione della nuova Stazione Marittima al Beverello, rende anche maggiormente compatta la procedura per i controlli previsti dalla emergenza COVID-19 a seguito della ordinanza della Regione Campania.

Le persone munite di biglietto sono indirizzate lungo un corridoio all’ingresso del quale, già da lunedì mattina, vengono effettuati i controlli previsti dall’emergenza COVID-19. Gli stessi controlli sono effettuati anche a Calata Porta Massa per tutti coloro che raggiungono le isole del Golfo via traghetto.

L’area della biglietteria provvisoria al Beverello, posta di fronte ai bar alle spalle dei vecchi prefabbricati, è costituita da 3 stecche: la prima è costituita da bagni pubblici, la seconda dai punti vendita dei biglietti delle 4 compagnie, la terza da servizi alla clientela (edicola, deposito bagagli).

Per accedere alla biglietteria provvisoria è previsto un accesso pedonale da via Acton, di fronte al semaforo posto all’altezza della pedana in legno, accanto al Maschio Angioino. Per i veicoli l’ingresso, per chi arriva dalla galleria Vittoria, resta all’altezza del semaforo, come per i pedoni. Per l’uscita si utilizza la strada parallela a quella in ingresso. L’area per la sosta dei taxi si trova alle spalle delle biglietterie provvisorie, dove è presente anche uno spazio per la sosta breve delle auto per chi accompagna persone in procinto di imbarcarsi.

Con l’operatività della biglietteria provvisoria, prosegue il programma per la riqualificazione dell’area destinata al traffico passeggeri per le isole del Golfo con mezzi veloci.  Nelle prossime settimane, l’impresa che si è aggiudicata l’appalto procederà prima alla recinzione dell’area di cantiere e poi alla successiva demolizione dei pre-esistenti manufatti.

Porto di Ancona, per Giampieri, primi segnali di una stagione non semplice a causa del Coronavirus

09.03.20 – “Questa situazione ci preoccupa sia dal punto di vista sanitario sia economico perché avrà conseguenze su un momento fortemente positivo che sta vivendo il porto di Ancona, sia per la sua fase espansiva e di sviluppo sia per l’incremento dell’occupazione”. Così il presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale, Rodolfo Giampieri, commenta il particolare momento che si sta vivendo.

Le restrizioni decise dal Governo albanese per il contenimento della diffusione del coronavirus nel Paese prevedono, fra l’altro, di sospendere fino al 3 aprile i voli dagli aeroporti e dai porti del nord Italia verso Durazzo. Sono stati quindi cancellati i voli da Milano Malpensa, Milano-Bergamo, Bologna, Firenze, Genova, Perugia, Pisa, Rimini, Venezia, Verona e il traffico traghettistico dai porti di Trieste e Ancona.

Naturalmente nel sistema portuale l’attenzione sul coronavirus è massima. Si stanno applicando tutte le indicazioni del ministero della Salute in attesa di ulteriori disposizioni nazionali relative al protocollo da utilizzare per il traffico internazionale dei passeggeri nei porti italiani, attualmente in discussione, che saranno presumibilmente emanate dal Governo in settimana. Ogni iniziativa va ovviamente coordinata con le disposizioni del Governo.

“L’Autorità di sistema portuale – dice il segretario generale Matteo Paroli – rimane in costante collegamento con le altre amministrazioni e forze di polizia che operano nei porti di competenza per garantire ai passeggeri in transito il consueto livello di qualità nei servizi senza che risultino compromesse le tempistiche di imbarco e di sbarco”.

E’ evidente che sono i primi chiari segnali di una stagione che si presenta non semplice – dice Giampieri -, occorre mantenere i nervi saldi, consapevoli che l’impegno di tutti, anche delle singole persone, diventa fondamentale per superare questa fase critica”.

Porto di Brindisi: tavolo di concertazione su dragaggi e infrastrutture

06.03.20 – Si è svolto ieri, presso il Comune di Brindisi, un significativo e proficuo incontro tecnico-operativo per analizzare, in maniera dettagliata e scientifica, alcune rilevanti questioni afferenti il porto di Brindisi, con particolare riferimento agli escavi e alla rete infrastrutturale.

Seduti attorno al tavolo: il sindaco, Riccardo Rossi, l’assessore all’Ambiente, Roberta Lopalco, e i dirigenti comunali Gaetano Padula e Francesco Corvace; il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, il segretario generale, Tito Vespasiani, e il dirigente dell’Ufficio Tecnico, Francesco Di Leverano. Presenti all’incontro anche il dirigente Enrico Brugiotti e il tecnico Vito Specchio di Sogesid SpA, società “in house providing” dei Ministeri dell’Ambiente e delle Infrastrutture che garantisce supporto tecnico agli interventi ambientali e infrastrutturali previsti dal piano di investimenti sia al Comune di Brindisi sia all’Ente portuale, sulla base di pregressi accordi.

Nel corso della riunione è stata esaminata la possibilità – avanzata in alcuni articoli pubblicati sulla stampa e da taluno caldeggiata – di depositare i sedimenti rivenienti dai dragaggi di Sant’Apollinare (azione fondamentale e prodromica per la successiva realizzazione di nuovi accosti), una volta terminate le caratterizzazioni dei fondali, presso l’area cosiddetta Micorosa, a sud della zona industriale, negli anni destinata a discarica dell’insediamento Petrolchimico.

I tecnici Sogesid e il responsabile del Procedimento, Gaetano Padula, hanno esposto l’attuale stato delle attività di bonifica della falda in area Micorosa, evidenziando che sono in atto le attività di “capping” dell’area di discarica, rientranti in un progetto coordinato con la parte privata “Eni Rewind”. I tempi di completamento, previsto per il marzo del prossimo anno – è stato chiarito nella riunione – non sarebbero compatibili con l’iter di caratterizzazione, progettazione e rimozione dei sedimenti di Sant’Apollinare. Qualora si decidesse di intraprendere tale possibilità, sarebbe infatti necessario sospendere la già avviata attività di bonifica dell’area, con criticità di ordine economico  per le azioni di risarcimento dei danni che potrebbero derivarne.

Alla luce di quanto emerso, quindi, si è convenuto di affidare a Sogesid la redazione di un documento analitico sulle possibili azioni da intraprendere, valide ed efficaci sia dal punto di vista tecnico che da quello economico, finalizzate alla migliore gestione dei sedimenti portuali.

Si è concordato, infine, di avanzare tempestivamente – sulla base del documento redatto da Sogesid – una richiesta al Governo, formulata congiuntamente con il Comune, finalizzata ad ottenere per Brindisi misure straordinarie (come avvenuto per Taranto e Genova) per la tempestiva realizzazione delle opere.

Porto di Salerno: dragaggi allo sprint finale

06.03.20 – Si intensificano le attività di dragaggio al porto di Salerno. In arrivo una seconda draga autocaricante aspirante refluente di tipologia TSHD “Trailing Suction Hopper Dredging”.

L’appaltatore RTI (SIDRA-CONSORZIO GRANDI LAVORI (RCM Costruzioni srl)-MERIDIANA COSTRUZIONI GENERALI) nel rispetto della tempistica contrattuale mette infatti in campo una seconda draga.

Si tratta della draga “Scheldt River” di ultima generazione e concezione (anno di costruzione 2017), ha una capacità di volume di carico di 8400 mc, dimensioni ft lunghezza m 115,80 e larghezza m 25 con pescaggio massimo di 9,00 m, e una potenza complessiva 11000 kW con un sistema di propulsione ibrido (MGO e LNG).

Le attività operative nel porto di Salerno, al fine di limitare le emissioni inquinanti, saranno svolte utilizzando esclusivamente gas naturale. La Scheldt River del gruppo armatoriale belga, capo gruppo della SIDRA (Società Italiana Dragaggi) si aggiunge a quella già operante nel porto di Salerno draga “Breydel” con capacità di volume di carico 11300 mc, dimensioni ft lunghezza m 125,50 e larghezza m 28 m con pescaggio massimo di 9,10 m e una potenza complessiva di 11000 kW.

Per le profilature sottobanchina è già operante anche la motobetta “Angelo B” con una capacità di carico di oltre 1100 mc, dimensioni ft lunghezza m 125,50 e larghezza m 28 m con pescaggio massimo di 9,10 m dotata di gru di tiro 200 t e benne bivalve di tipo ambientale da 1 a 10 mc.

Questo al moneto lo stato del processo produttivo. Circa 1.000.000 di mc di sedimenti rimossi con 240 viaggi di recapito al sito d’immersione (area quadrilatera con lato di 4 miglia nautiche ad una profondità di 300m. Le attività di escavo sono iniziate il 16/01/2020 e saranno garantiti i tempi di ultimazione per la prima finestra temporale del 31/03/2020 eventualmente prorogabile fino al 15/04/2020. Restano da ultimare circa 640.000 mc incluso un volume intrinseco alle attività di dragaggio (Over- Dredging). La produzione giornaliera media è di circa 22.000 mc/g

L’organizzazione e gli sforzi dell’amministrazione stanno garantendo le normali operazioni in ambito portuale raggiungendo un risultato di notevole importanza in previsione dell’aumento dei traffici portuali e croceristici e garantendo i risultati e i propositi del progetto redatto da questa amministrazione.

Sindacati e Confitarma uniti per fronteggiare il Coronavirus

05.03.2020 – Oggi a seguito della richiesta delle Organizzazioni sindacali, Confitarma ha organizzato due incontri presso la sua sede di Roma per analizzare e discutere le problematiche derivanti dall’esplosione del Covid-19.

Il primo incontro ha visto coinvolti Confitarma, AssArmatori, Federimorchiatori e Assorimorchiatori e le Segreterie Nazionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, successivamente Confitarma e AssArmatori hanno incontrato USLAC/UNCIDIM/SMACD.

A fronte dell’espressa richiesta di FILT-CGIL, FIT-CISL e UILTRASPORTI di avere un’informativa sulle criticità determinate dall’emergenza sanitaria legata al COVID-19 e sugli adempimenti adottati dalle imprese armatoriali in materia di salute e igiene a bordo, le Associazioni armatoriali hanno fornito un’ampia informativa in merito alla diffusione alle aziende associate di tutte le raccomandazioni diramate dalle Istituzioni internazionali e nazionali del settore, esemplificando le misure, anche di natura volontaria, adottate dalle imprese armatoriali a tutela dei lavoratori marittimi e amministrativi. In particolare, Confitarma ha comunicato l’odierna pubblicazione della Guida per gli operatori marittimi realizzata dall’ICS. Guida per gli operatori marittimi con le misure per contrastare il COVID-19 a bordo delle navi. Tale Guida è disponibile nel sito www.confitarma.it.

Inoltre, le organizzazioni sindacali confederali hanno proposto di sottoscrivere un Avviso Comune da sottoporre alle Autorità competenti, al fine di affrontare in modo coordinato la problematica, ribadendo la necessità di implementare gli interventi di prevenzione, aggiuntivi a quelli indicati dagli organi competenti, in modo tale da limitare la possibilità di contagio a difesa dei lavoratori marittimi e dell’utenza. Inoltre, è stato espressamente richiesto di valutare e incentivare l’utilizzo del c.d. smart working per il personale di terra.

Da parte armatoriale sono state illustrate le notevoli difficoltà operative, da un lato connesse alla pluralità di soggetti che stanno intervenendo nella gestione dell’emergenza e da regolamentazioni talvolta in contrasto tra loro, dall’altro legate alle restrizioni imposte da molti Paesi terzi alle navi che hanno scalato porti italiani, al personale navigante e tecnico italiano che deve imbarcare nei porti dei suddetti Paesi, nonché agli ispettori delle Autorità ai fini dello svolgimento delle visite a bordo delle navi per il rilascio delle certificazioni obbligatorie. È stata inoltre evidenziata la necessità di effettuare i controlli sanitari preventivi nelle strutture di terra e non a bordo delle navi.

Armatori e Sindacati hanno comunque espresso la forte preoccupazione per le ricadute economiche che l’emergenza sanitaria sta determinando sulle aziende del settore, concordando sull’esigenza di istituire una cabina di regia nazionale nella quale monitorare e definire azioni opportune alla prevenzione, da diffondere poi in modo capillare. Si è convenuto, quindi, di monitorare l’evoluzione dell’emergenza sanitaria e di aggiornare l’esame dei temi trattati a un prossimo incontro.

Caso di coronavirus nel porto di Venezia, tutto sotto controllo

05.03.2020 – Prosegue regolarmente l’attività nei porti di Venezia e Chioggia dopo la segnalazione di un lavoratore portuale risultato positivo al test del Corona virus. A fare luce sulla vicenda è il presidente AdSP del Mare Adriatico Settentrionale Pino Musolino. “Ci è stato comunicato ieri pomeriggio che un lavoratore di uno dei terminal del porto di Venezia è risultato positivo al test per il virus Covid-19 ed è stato ricoverato. La persona si trovava in malattia già dal 23 febbraio.

Il terminal, che fin da subito e grazie anche alla presenza di un medico aziendale aveva ottemperato alle misure di sicurezza previste dai decreti del presidente del consiglio dei ministri e dalle ordinanze regionali in materia di coronavirus, ha introdotto misure straordinarie di contenimento, chiudendo gli spazi di lavoro comuni e procedendo a operazioni di sanificazione straordinaria degli ambienti. Di concerto con il SISP (Servizio Igiene e Sanità Pubblica) dell’ULSS3 sono stati inoltre raccolti dati e interviste relativi alle persone entrate in contatto con il lavoratore malato nei giorni precedenti al 23 febbraio.

Dopo aver sentito anche il Prefetto e il direttore di SISP, è stata prontamente convocata una riunione questa mattina alle ore 9:00 con l’azienda terminalista, alla presenza dei funzionari AdSP responsabili della sicurezza e del coordinamento del lavoro portuale, per verificare le azioni svolte e pianificare gli interventi da mettere in campo. Fin da subito è emerso, a detta anche delle autorità competenti, che tutte le misure necessarie a limitare il rischio di ulteriori contagi erano state applicate correttamente e con tempestività.

Abbiamo anche incontrato i vertici dell’Ufficio di Sanità Marittima Aerea e di Frontiera con i quali abbiamo convenuto sull’opportunità di richiedere ai ministeri competenti un rafforzamento dell’organico medico attualmente dislocato nella sede veneziana di USMAF. Stiamo altresì valutando la possibilità di definire misure di sicurezza aggiuntive rispetto a quelle attualmente in essere, da concordare anche con i vertici nazionali di Assoporti, per far fronte alla incombente riapertura del calendario crocieristico.

Voglio ringraziare tutti gli enti e i soggetti che hanno lavorato con estrema professionalità, contribuendo a gestire questa situazione con efficacia. L’attività dei porti di Venezia e Chioggia prosegue dunque senza alcun allarme ma con la massima attenzione per la tutela della salute degli oltre 21 mila addetti che operano negli scali lagunari”.

Assarmatori su Coronavirus: sospendere la Tassa d’ancoraggio

04.03.2020 – Immediato avvio  di una chiara e puntuale azione anche per vie diplomatiche nei confronti di tutti i Paesi che stanno adottando misure che danneggiano l’industria, il turismo e l’occupazione italiana; contemporaneamente adozione di misure di contenimento dei  danni all’economia che consentano di difendere i volumi  di traffico nei nostri porti: fra queste misure spiccano la sospensione della cosiddetta Tassa di ancoraggio e dell’eventuale Sovrattassa per le merci in coperta, tributi che vengono pagati in ragione della stazza della nave e non in rapporto al carico trasportato. Inoltre una moratoria sulla tassa imbarco e sbarco sulle merci e i canoni di concessione. Per quanto riguarda i passeggeri via mare, è indispensabile che ci sia un’unica regia, che fissi inequivocabilmente che i controlli debbano avvenire nel porto di partenza, non in quello di arrivo, e stabilire un ‘protocollo’ unitario a livello istituzionale.

Queste le proposte che, per voce del suo Presidente, Stefano Messina, Assarmatori ha messo sul tavolo in occasione dell’incontro per la presentazione del Piano Straordinario 2020 per la Promozione del Made in Italy e per l’Attrazione degli Investimenti; incontro centrato sull’emergenza Coronavirus.

Alla riunione organizzata ieri alla Farnesina dal Ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio, con la partecipazione dei Ministri dell’Economia e dello Sviluppo Economico, Roberto Gualtieri e Stefano Patuanelli, oltre che di vari rappresentanti del mondo produttivo italiano, il Presidente Messina ha illustrato nel dettaglio la situazione di crisi che sta impattando sul cluster marittimo.

In conclusione il Presidente di Assarmatori ha manifestato gratitudine a nome di tutto il comparto del trasporto marittimo alle Ambasciate italiane nel mondo, alla Cdp, alla Sace, alla Simest e all’Ice “per il grande lavoro che stanno svolgendo, anche durante questa emergenza, per sostenere il Made in Italy nel mondo e con esso tutto l’export italiano”.

Porto di Ravenna, al via i dragaggi

04.03.2020 – L’Autorità di Sistema Portuale, come aveva anticipato nei mesi scorsi, ha predisposto una serie di interventi di dragaggio che, attraverso la sistemazione dei sottobanchina, ovvero con una azione di livellamento del fondale, consentiranno di rimuovere le limitazioni all’accosto intervenute a seguito della formazione di cumuli di materiali a ridosso di alcune banchine.

Tali interventi avranno inizio oggi ed interesseranno, per i prossimi 60 giorni le aree di sottobanchina dei terminal Fassa Bortolo, Yara, Sapir, TCR, Docks cereali e Setramar.

Parallelamente l’AdSP sta ultimando il bando di gara – la cui pubblicazione è prevista per la primavera prossima, con l’obiettivo di essere operativi dall’estate 2020 –  per un Accordo Quadro di manutenzione dei fondali, volto al reperimento di un operatore economico che disponga dei mezzi  idonei ad eseguire interventi di manutenzione ordinaria e continuativa dei fondali nell’arco di quattro anni.

L’Accordo Quadro prevede sia interventi di dragaggio con, previa loro caratterizzazione, conferimento a mare – in sito autorizzato dagli Enti competenti – dei sedimenti dragati, sia interventi di livellamento realizzati attraverso lo spostamento dei sedimenti all’interno del Canale stesso in aree tra loro adiacenti.

L’Accordo, inoltre, dispone la possibilità di interventi straordinari su chiamata (da avviare entro 15 giorni solari dalla chiamata) e la fornitura di due ulteriori servizi ausiliari agli interventi di manutenzione ordinaria dei fondali: il servizio di caratterizzazione dei sedimenti ad intervento avvenuto e il servizio batimetrico dei fondali connesso agli interventi.

Nel prossimo autunno è poi previsto anche l’intervento dirimozione di una sponda attualmentepresente in sinistra Canale Candiano, fra San Vitale e Trattaroli, che riduce la larghezza del Canale e la cui eliminazioneconsentirà di migliorare ulteriormente la sicurezza della navigazione in quel tratto.

Infine l’Autorità di Sistema sta anche procedendo con la redazione del Progetto per la realizzazione dell’impianto di trattamento dei materiali risultanti dall’escavo dei fondali, impiantoche, seppure richiederà circa un paio di anni per essere operativo (tra bando di gara,  procedura di V.I.A., realizzazione e collaudo), rappresenta l’elemento imprescindibile della seconda fase di approfondimento successiva al dragaggio e consentirà, oltre alla manutenzione ordinaria dei fondali, di proseguire con l’approfondimento, senza soluzione di continuità dopo l’Hub Portuale.