I piloti giapponesi premiano come migliori del 2019 due navi della Mitsui OSK Lines

17.06.20 – La Mitsui O.S.K. Lines, Ltd. ha annunciato lo scorso 10 giugno che due sue navi sono state premiate come migliori del 2019 dalla Japan Federation of Pilots’ Association (JFPA):  si tratta della nave portarinfuse HAKUTAKA e dellla metaniera AL ZUBARAH.

Il premio è stato istituito nel 2003 per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla tutela dell’ambiente marino, portuale e oceanico, attraverso un’operatività che garantisca la massima sicurezza delle navi ed è assegnato dalla JFPA  alle “navi che dal punto di vista dei piloti risultano eccellenti”.

In tutto sono state sette le navi selezionate  per aggiudicarsi il premio tra quelle che hanno usufruito del servizio di pilotaggio  in tutto il Giappone nei mesi di settembre e ottobre 2019.

Il premio riconosce l’efficacia delle misure complessive adottate sotto il profilo della sicurezza, che vanno dall’esemplare esecuzione dei compiti da parte dei membri dell’equipaggio e dalla loro competenza in materia di Gestione delle risorse della Plancia  (BRM), all’alto grado di consapevolezza di operare in sicurezza, mantenendo intatta la catena di comando a bordo incentrata sui Comandanti e attuando un sistema di collaborazione con i piloti, senza dimenticare un’adeguata manutenzione delle apparechiature nautiche di bordo.

La Japan Federation of Pilots’ Association (JFPA) è nata nel 2007 dalle ceneri del suo predecessore la Japanese Pilots’ Association, quando è stata rivista la legge sul pilotaggio ed è composta da 35 associazioni di piloti in Giappone.

IL BRM (Gestione delle risorse della plancia) è un programma di formazione destinato a garantire una gestione sicura da parte dei comandanti delle manovre della nave,  utilizzando efficacemente le varie risorse disponibili sul ponte. Esso migliora le competenze tecniche e umane nella gestione organizzativa del ponte, sfruttando appieno il lavoro di squadra per confermare lo stato dei fatti, trasmettere informazioni, individuare i problemi, pianificare soluzioni ed eseguirle.

Gibuti offre supporto per i cambi equipaggio delle navi

17.06.20 – Gibuti ha annunciato ieri all’ONU la sua disponibilità a facilitare le operazioni di cambio di equipaggio  per tutte le navi che passano attraverso lo stretto di Bab el Mandeb, con il necessario supporto fornito dalla Djibouti Ports and Free Zones Authority (DPFZA).

Il piccolo Paese africano reagisce così  alla dichiarazione congiunta sottoscritta dall’IMO e dall’UNCTAD (9 giugno) – rispettivamente gli organismi marittimi e commerciali dell’ONU  – per sostenere i cambi equipaggio e garantire che il personale marittimo possa tornare a casa quando sarà il momento di farlo in tutta sicurezza.

Le restrizioni di viaggio imposte a causa del COVID-19 hanno di fatto fermato i cambi di equipaggio che però non possono essere rinviati a tempo indeterminato. Si stima che a partire da metà giugno 2020 ben 300.000 marittimi al mese richiederanno voli internazionali per consentire il cambio dell’equipaggio delle navi, senza dimenticare che 70.000 membri del personale di bordo delle navi da crociera sono in attesa del loro rimpatrio.

Il DPFZA invita gli altri paesi ad adottare misure simili per facilitare il sostegno coordinato ai marittimi di tutto il mondo e invita tutti gli armatori a sostenere lo sforzo avvalendosi di soluzioni di rimpatrio aereo per il personale marittimo.

Il traffico commerciale via mare dipende dai 2 milioni di marittimi che lavorano sulle navi mercantili in tutto il mondo, sulle quali viaggia oltre l’80% del commercio globale, compresa la maggior parte dei prodotti alimentari, dell’energia, delle materie prime e dei manufatti del mondo.

Wartsila fornirà ai piloti di Le Havre un simulatore di navigazione completamente nuovo

28.05.20 – Il gruppo tecnologico Wärtsilä fornirà alla stazione piloti di Le Havre in Francia  un simulatore di navigazione completamente nuovo, specificamente adattato alle esigenze delle manovre dei piloti. L’ordine è stato effettuato nel febbraio 2020.

Il nuovo sistema di visualizzazione unico si basa su 14 proiettori DP, che comprendono sette sistemi di proiezione circolare principale e sette sistemi di proiezione a terra. È dotato di uno schermo panoramico a 350 gradi. L’attuale simulatore della Wärtsilä è stato installato presso la stazione piloti di Le Havre nel 2004.  La nuova versione si è resa necessario per soddisfare le esigenze attuali e future.

“Lavoriamo con Wärtsilä già da diversi anni e conosciamo bene la loro esperienza e la loro competenza nella tecnologia di simulazione. Il nuovo sistema ci sarà di grande utilità per l’addestramento dei piloti e completerà l’addestramento pratico che essi acquisiscono in mare”, afferma Pavel Pereira, Presidente della Stazione Piloti.

“Le Havre è un porto molto trafficato e la sicurezza è un fattore fondamentale. Per questo motivo ci è stato chiesto  di fornire un simulatore di navigazione completamente nuovo e all’avanguardia che migliorerà e faciliterà le attività dei piloti”, afferma Eric Letrou, Area Sales Manager, Wärtsilä Voyage.

Il simulatore consente agli utenti di studiare la reazione di un’imbarcazione in situazioni operative. Assiste gli allievi nel perfezionare le manovre in condizioni di meteo-marine difficili e in situazioni di emergenza, tenendo conto delle correnti e dei venti, nonché degli effetti del beccheggio e degli argini. I simulatori di navigazione di Wärtsilä sono pienamente conformi alle norme e ai regolamenti internazionali.

La stazione piloti di Le Havre esiste sin dal 16° secolo. Attualmente vi operano 47 piloti, 24 ore su 24, tutto l’anno e praticamente in tutte le condizioni meteorologiche. La stazione serve il porto di Le Havre, il terminal petrolifero di Antifer e il porto di Fécamp.

Wärtsilä Voyage sta trasformando radicalmente la navigazione marittima sfruttando le più recenti tecnologie digitali,  in termini di sicurezza, efficienza, affidabilità e riduzione delle emissioni di CO2.

Durban (Sudafrica): si rompe la biscaglina ed il pilota cade in mare senza gravi conseguenze

15.05.20 – Un pilota di 35 anni della Transnet National Ports Authority (TNPA) è caduto in mare lo scorso 28 aprile da una petroliera  vicino al Molo N Shed Wharf nel porto di Durban in Sudafrica. Sembra che una corda della biscaglina si sia spezzata per cause non chiarite quando stava  per sbarcare dalla nave appena partita dal porto di Durban.

I soccorsi, coordinati dalla National Sea Rescue Institute (NSRI), hanno visto l’intervento di una lancia della South African Police Services (SAPS) dei  paramedici del pronto soccorso  e della polizia metropolitano di Durban, sono scattati alle 0745 dopo l’allarme lanciato alla  Transnet National Ports Authority.

Subito dopo la caduta in mare dell’uomo la pilotina  “Lufafa”   che l’attendeva per trasportarlo a terra nel tentativo di evitargli ulteriori  lesioni si è scostata dalla nave. Così facendo gli ha  lasciato uno  spazio sufficiente per allontanarsi a nuoto dallo scafo ed evitare di essere risucchiato dalle eliche della nave.

Successivamente lo sfortunato pilota  è stato è stato recuperato e trasportato al T Jetty del Porto di Durban, dove ad accoglierlo  c’erano la polizia e il personale medico di pronto intervento. L’uomo è stato curato per una lieve ipotermia e,  per precauzione, è stato trasportato in ospedale in ambulanza.  Le sue condizioni sono risultate  stabili e si prevede che si riprenderà completamente.

Secondo il comandante della stazione NSRI di Durban, Jonathan Kellerman, la reazione immediata dello skipper e dell’equipaggio della pilotina Lufafa, nonché il sangue freddo dimostrato dal ferito dopo la caduta in acqua hanno contribuito alla sua sopravvivenza.  Restano da chiarire le cause dell’incidente e sul caso è stata ovviamente aperta un’inchiesta.

Gli incidenti causati dalla rottura delle biscagline sono frequenti e rappresentano un pericolo costante per i piloti. La procedura di trasferimento da nave a pilotina comporta un rischio intrinseco, e questo rischio è a volte aggravato da un utilizzo improprio della biscaglina.

Russia, lo Stato sfida le aziende private di pilotaggio

15.05.20 – La Duma di Stato, la Camera bassa dell’Assemblea Federale della Russia, ha registrato lo scorso 12 aprile un progetto di legge  che prevede l’istituzione di  un servizio nazionale di pilotaggio all’interno dei porti. Secondo  il governo russo  se trasformato in legge,  il progetto migliorerebbe significativamente la sicurezza della navigazione nel paese.

Di diverso avviso  le società private di pilotaggio che criticano la mossa in quanto motivata da ragioni di cassa , sostenendo  che  lo Stato vuole accaparrarsi la fetta più grande dei 3,2 miliardi di rubli (50 milioni di dollari) che l’industria genera annualmente. Nel 2018, Rosmorport, di proprieta del Ministero dei Trasporti della Russia e che ha il compito di gestire e sviluppare le infrastrutture portuali per conto dello Stato,  ha dichiarato, per quanto concerne il  segmento del pilotaggio marittimo,  una perdita netta di 681 milioni di rubli.

In una dichiarazione del 12 aprile scorso, Sergey Mitin, membro del parlamento russo e autore del disegno di legge, ha affermato che  il moltiplicarsi di  società private di pilotaggio all’interno dei porti  russi ha ostacolato lo sviluppo del comparto  dei piloti  nel Paese e contraddicendo l’obbligo della Federazione Russa di garantire adeguatamente la navigazione in sicurezza delle navi all’interno dei suoi porti.

Le manovre di  pilotaggio non sicure – ha affermato Mitin in una dichiarazione apparsa sulla Gazzetta del Parlamento, la pubblicazione interna del parlamento russo, sono uno dei maggiori problemi per l’industria navale russa e per i suoi piani di sviluppo nel prossimo decennio.

Secondo la stessa  la Gazzetta del Parlamento, la maggioranza  del Consiglio interregionale russo dei piloti (ICMP) si è espressa a sostegno del progetto di legge.

Vladimir Kabanov, presidente dell’ICMP, ha convenuto che nella maggior parte dei paesi vicini – tra cui Finlandia, Germania, Giappone, Norvegia e Svezia – non è prassi normale avere più compagnie di piloti  in competzione tra loro che operano in uno stesso porto.

La concorrenza tra le compagnie di pilotaggio  statali e private non sta migliorando affatto la qualità dei servizi, né facendo abbassare i costi, ha sottolineato Kabanov.  Al contrario –  ha sostenuto –  che la competizione porta ad una mancanza di investimenti nella manutenzione delle navi, ad un peggioramento delle condizioni di lavoro dei  dipendenti, così come ad una diminuzione della qualità del loro livello di formazione e di conseguenza ad un aumento del numero di incidenti causati dai piloti.

Tuttavia, non tutti credono che il disegno di legge, se adottato, migliorerebbe la sicurezza della navigazione  nelle acque della Federazione Russa. Kirill Zhavoronkov, direttore generale della società privata russa di pilotaggio  “Albatros”, ha detto alla SAS che le società di pilotaggio dello Stato non sono efficienti, gestiscono  flotte più vecchie e  sono coinvolte in un maggior numero di incidenti.

Secondo una ricerca condotta dal partito “Delovaya Rossiya”, tra il 2007 e il 2016 si sono registrati complessivamente 221 incidenti che hanno visto il coinvolgimento dei piloti: , 162 al servizio  di Rosmorport e solo 58 di compagnie  private.

La ricerca ha dimostrato che i piloti alle dipendenze  di aziende private forniscono oltre il 50% dei servizi di pilotaggio in alcuni dei più grandi porti della Russia, tra cui San Pietroburgo e Vladivostok. Si stima che attualmente vi siano nella Federazione Russa  mille piloti, di cui seicento impiegati da Rosmorport ed il resto da società private.

E-closing: per la prima volta una petroliera venduta in remoto

11.05.20 – Si chiamava “Cape Beira”, è stata ribattezzata “Rolls I”. Ed è probabilmente la prima nave cisterna, una tanker da 40.000 tonnellate a passare di mano “in remoto”: il closing, o meglio, l’E-closing per la vendita di questa nave, oggi sotto le insegne della Sea World Management di Montecarlo che la gestisce per conto di un gruppo di investitori, è infatti avvenuto totalmente in video conferenza, con rilascio in rete, in tempo reale di tutta la documentazione incluso lo scambio delle garanzie, i pagamenti e la conferma degli stessi.

Il Covid 19 e le sue conseguenze sulle normali procedure operative hanno fatto quindi irruzione anche nel mondo dello shipping andando a modificare uno dei momenti più delicati della vita di una nave, la transazione per il cambio di proprietà. Attraverso il sistema Zoom sono rimasti interconnessi per ore il venditore (in collegamento da Singapore) il compratore (nel Principato di Monaco), la banca del compratore in Svizzera e quella del venditore ad Amburgo; inoltre i legali specializzati in shipfinancing, Marco Manzone partner di Dardani-studio legale a Genova per il compratore e lo studio Allen&Gledill a Singapore per i venditori.

La “Rolls I” che ora è gestita dalla Sea World Management, è passata in consegna a Gibilterra, ed è stata subito noleggiata time-charter per un anno con opzione per un secondo, e con operatività prevalente nelle aree del Mediterraneo e del Nord Europa.

Sea World Management che è guidata da Roberto Corvetta, anche alla luce della crescita in atto del business sulle tre tipologie di navi che gestisce, le tanker handysize, le drybulk e le unità posa cavi, ha ulteriormente rafforzato in questi giorni il suo team, specializzato nello shipmanagement in questi tre mercati di riferimento.

Venti Port Authority di tutto il mondo si impegnano a tenere aperti i porti e combattere il Covid 19

27.04.20 – Riconoscendo che il settore marittimo svolge un ruolo fondamentale nel mantenere aperti i flussi commerciali nella lotta globale contro COVID-19,  i 20 membri della Tavola rotonda delle autorità portuali (PAR) provenienti da Asia, Europa, Medio Oriente e Nord America hanno dichiarato oggi il loro impegno comune a garantire che i porti che rappresentano rimangano aperti nel corso dell’attuale pandemia. La dichiarazione,  promossa dalle autorità marittime di Singapore, invita le Port authority a collaborare e a condividere le migliori pratiche per garantire che le operazioni portuali possano proseguire senza interruzioni.

La Signora Quah Ley Hoon (nella foto), Chief Executive della Maritime and Port Authority of Singapore (MPA),  ha dichiarato: “Mentre il mondo combatte la pandemia COVID-19, non è mai stato così difficile mantenere aperti i nostri porti e le merci in movimento. Sul trasporto marittimo incombono  molte incognite e nuove sfide. Le autorità portuali devono prendere maggiori precauzioni per i loro porti e sulle navi, oltre a gestire lo stress che i  marittimi e gli operatori  portuali devono affrontare. Ci siamo riuniti per dichiarare il  nostro impegno, scambiare esperienze e condividere le migliori pratiche. Questa dichiarazione virtuale dei paesi membri  facenti parte di  diverse regioni geografiche è anche una novità assoluta per la PAR. Al termine della sessione  abbiamo acquisito maggiori e preziose conoscenze  affinchè i beni di prima  necessità e le forniture mediche essenziali continuino ad essere trasportate senza soluzione di continuità in tutto il mondo e nei nostri rispettivi Paesi”.

Attraverso questa dichiarazione congiunta, i firmatari si impegnano a lavorare insieme e a garantire che:  le navi mercantili possano continuare ad attraccare nei terminali portuali per effettuare operazioni commerciali e mantenere la catena di approvvigionamento globale; siano adottate le migliori pratiche, in base alle peculiarità nazionali, comprese le misure precauzionali per la comunità marittima, gli avvisi e l’assistenza al personale di terra e  agli ‘equipaggi delle navi, e la gestione sicura dei carichi durante questo periodo. Contestualmente  intanto le autorità portuali continueranno a condividere le esperienze nella lotta comune contro COVID-19, salvaguardando al contempo senza oppore alcun ostacolo il commercio marittimo.

I membri della PAR hanno condiviso questa dichiarazione di intenti con l’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) e l’Associazione Internazionale dei Porti  allo scopo di  convincere altre autorità portuali a farla propria.

VARD firma un contratto per una nuova Service Operation Vessel

19.04.20 – VARD, società del gruppo Fincantieri fra le principali al mondo per la progettazione e costruzione di navi speciali, ha firmato nei giorni scorsi un nuovo contratto per il design e la realizzazione di un Service Operation Vessel (SOV) per Ta San Shang Marine Co., Ltd., una joint venture tra Mitsui O.S.K. Lines Ltd. (MOL) e Ta Tong Marine Co., Ltd. (TTM). L’unità, la prima del suo genere in Asia, sarà costruita per essere dedicata specificamente all’attività di manutenzione dei campi eolici marini di Greater Changhua, gestiti dalla compagnia elettrica danese Ørsted, leader mondiale nel settore eolico offshore e delle energie rinnovabili.

L’ordine, che segue quello già annunciato il 1 aprile 2020 per una innovativa unità per il settore dell’itticoltura, rientra nella più ampia strategia di diversificazione implementata da Vard e ne segna l’ingresso nel promettente settore delle energie rinnovabili, al fianco di MOL e TTM, due delle maggiori compagnie di shipping al mondo.

Il settore delle energie rinnovabili offshore è in una fase di transizione da industria europea a mercato globale. Avendo già sviluppato numerosi concept di questo tipo di unità, VARD potrà sfruttare un trend in cui le iniziative relative al comparto sono in crescita, con importanti attività che si apprestano ad essere avviate sia in Asia sia in Nord America, oltre a un livello di investimenti ancora elevato in Europa.

Lo scopo primario dell’unità sarà quello di trasferire personale tecnico, fungendo anche da base mobile, oltre alla componentistica di ricambio, all’interno del parco eolico. Il progetto è frutto del design “VARD 4 19”, sviluppato da Vard Design in stretta collaborazione con il cliente e i partner, e fortemente orientato all’ottimizzazione della sicurezza, del comfort e dell’operabilità. La propulsione sarà ibrida, con una soluzione diesel-elettrica che garantirà la riduzione del consumo di carburante, della manutenzione e delle emissioni, nonché una migliore reattività, regolarità e sicurezza. La nave avrà una lunghezza di 84,4 metri, una larghezza di 19,5, e potrà ospitare 87 persone in cabine singole. Sarà costruita interamente nel cantiere Vard Vung Tau in Vietnam, con consegna prevista nella prima metà del 2022.

VARD è nota per la progettazione e costruzione di navi altamente avanzate per il settore energetico: nel corso di decenni, la società ha realizzato una vasta gamma di costruzioni all’avanguardia per l’industria petrolifera e del gas, per la ricerca, la sorveglianza e l’attraversamento dei ghiacci, per la pesca e altre operazioni marittime, oltre allo sviluppo e costruzione di unità da crociera di tipo expedition.

Sudafrica, equipaggio di una nave accusato di aver buttato in mare due clandestini

14.02.20 –  Le autorità sudafricane stanno indagando su un presunto incidente in cui il capitano e l’equipaggio di una nave portarinfuse battente bandiera panamense avrebbero gettato a mare due clandestini.

L’incidente, è avvenuto il 28 marzo a bordo della MV Top Grace mentre era in navigazione al largo del porto di Durban.  In una dichiarazione, la South African Maritime Safety Authority (SAMSA) afferma di aver avviato la  polizia sudafricana un’indagine sull’incidente.

Secondo quanto si è saputo,   due clandestini, entrambi di origine tanzaniana, sono stati individuati a bordo  e gettati in mare con la forza dal capitano e da alcuni membri dell’equipaggio. 

Dopo aver appreso dell’incidente, le autorità hanno fermato la nave a Richards Bay e formulato una serie di accuse contro il comandante e sei membri dell’equipaggio. Tutti sono comparsi davanti ad un  tribunale mentre le indagini continuano.

I due clandestini, secondo un comunicato del SAMSA, sono saliti a bordo della nave “Top Grace”, mentre era ormeggiata a Maydon Wharf a Durban lo scorso 23 marzo, arrampicandosi sui cavi di ormeggio e nascondendosi nel gavone delle catene”. “Quando sono stati scoperti sulla nave, dopo che questa era salpata, hanno affermato di essere stati gettati in mare con una zattera di fortuna, giubbotti di salvataggio e alcune bottiglie d’acqua. I tanzaniani hanno dichiarato di aver trascorso due giorni in mare prima di raggiungere la spiaggia di Zinkwazi, sulla costa settentrionale del Kwa-Zulu Natal”.

Tra i sette membri dell’equipaggio accusati di tentato omicidio  figurano il Comandante della nave,  il Primo e Terzo Ufficiale di Coperta, il Direttore, il  Secondo  e il Terzo ufficiale di macchina, e il nostromo. Tutti sono stati presi in custodia dalla polizia prima di essere rilasciati su cauzione. All’equipaggio è stato permesso di tornare sulla nave fino alla prossima comparizione in tribunale.

La SAMSA  avverte che tutti gli equipaggi di navi che si trovano nelle acque territoriali sudafricane e si rendono responsabili  di violazione delle leggi nazionali del Sudafrica, saranno sottoposti ad indagine

Amburgo: il trasporto via fiume dei container dell’hinteraland, una buona alternativa

14.02.20 – Il trasporto di container su chiatta da e per il porto di Amburgo sta prendendo velocità. Contrariamente al risultato nazionale con un calo del 4,1 per cento, il porto di Amburgo ha registrato nel 2019 un aumento del 13 per cento nel trasporto di container con 145.078 TEU per via navigabile interna.

Questa cifra non comprende l’aumento dei trasbordi intraportuali con chiatte nel porto di Amburgo. Nel 2019 era di oltre 170.000 TEU. Questi trasporti di container all’interno del porto hanno sostituito un totale di circa 120.000 trasporti con camion e sono un buon esempio di un trasferimento modale di successo nel trasporto merci nella città anseatica.

Oltre al buon sviluppo della movimentazione delle merci per l’hinterland del porto di Amburgo, anche la migliore integrazione della navigazione interna nei processi portuali ha svolto un ruolo positivo. Il centro di coordinamento delle navi di Amburgo (HVCC) controlla sempre più spesso anche le rotazioni portuali delle chiatte per coordinarle meglio con le procedure del terminal di Amburgo. La creazione di una piattaforma per chiatte apre ulteriori opportunità di azione coordinata da parte di tutti gli attori coinvolti nel porto.

“Il trasporto di container su chiatta riveste un ruolo importante nella suddivisione delle diverse modalità di trasporto per il porto di Amburgo nel traffico dell’hinterland portuale e nel trasbordo portuale. La chiatta è assume una  grande importanza anche per il trasporto di carichi particolarmente pesanti e ingombranti e per tutti i tipi di merci alla rinfusa. La chiatta è in grado di compensare molto bene le variazioni del mix di carico”, spiega Ingo Egloff, membro del consiglio direttivo di Port of Hamburg Marketing.

L’ottimo livello dell’acqua sull’Elba superiore all’inizio del 2020 ha dimostrato di cosa è capace la chiatta quando trasporta carichi anche grandi e pesanti. “È quindi giunto il momento che il concetto di manutenzione del fiume Elba (Unterhaltungskonzept Elbe), approvato dal Bundestag nell’ultima legislatura, venga finalmente attuato dal Ministero federale dei trasporti”, afferma Egloff.