Covid-19: A bordo delle navi del Gruppo Grimaldi si viaggia sicuri

19.03.20 – La Grimaldi ha un ruolo importante da svolgere nella sicurezza dell’approvvigionamento dei Paesi del Mediterraneo e facciamo del nostro meglio per proteggere sia i nostri clienti che il nostro personale dagli effetti del coronavirus.

La Grimaldi non ha previsto cancellazioni di partenze. I processi a terra e in banchina sono pronti per essere modificati secondo le istruzioni e le linee guida fornite dalle Autorità Sanitarie e di altro tipo.

Le navi del Gruppo Grimaldi operanti nel Mediterraneo sono per la maggior parte adibite al traffico merci, le unità navali predisposte al traffico passeggero, anche in considerazione della bassa stagionalità e delle limitazioni previste sono comunque dotate di spazi tali da limitare l’esposizione a malattie infettive. In ogni caso per garantire la sicurezza dei passeggeri, degli autisti e dell’equipaggio vengono adottate misure precauzionali intensificate a bordo delle nostre navi, tra cui:

• Agli autisti saranno assegnate qualora disponibili, cabine ad uso esclusivo sulle nostre navi Cruise Ferry, Ro-Pax e Ro-Ro, ma in considerazione delle limitazioni ai traffici passeggeri in vigore siamo confidenti che avremo cabine sufficienti a soddisfare tale richiesta;
• Frequente pulizia e disinfezione, in particolare pulizia di maniglie delle porte, corrimano, pomelli degli ascensori, telecomandi e ripiani dei tavoli;
• Sono state impartite istruzioni dettagliate per l’equipaggio su come prevenire i rischi e gestire qualsiasi persona con sintomi simil-influenzali e/o riconducibili all’infezione;
• Poster e volantini che promuovono le misure di prevenzione (lavaggio delle mani, distanziamento sociale e etichetta della tosse) come consigliato dalle autorità sanitarie;
Grimaldi segue e applica quotidianamente le istruzioni delle Autorità Governative, Marittime e Sanitarie Nazionali ed Internazionali al fine di contrastare il diffondersi dell’epidemia.

Scontro con una portacontainer a Taipei: perdono la vita due uomini a bordo di una pilotina del porto

11.03.20 – Grave incidente nel porto di Taipei (Taiwan) a seguito del quale si sono registrate due vittime. 

Il sinistro è avvenuto alle 20:48 del 9 marzo scorso, quando la nave portacontenitori Godspeed  battente la bandiera di Hong Kong e proveniente da Taichung,  si è  scontrata con una pilotina che subito dopo l’impatto si è capovolta. 

Nell’incidente hanno perso la vita le due persone a bordo della pilotina (tra queste non figurabava il pilota): il comandante ed un altro membro dell’equipaggio. Entrambi i corpi sono stati recuperati a distanza di ore l’uno dall’altro. L’incidente non ha causato alcuna dispersione in mare di olio combustibile.

Secondo quanto dichiarato dall Consiglio per la sicurezza dei trasporti di Taiwan la collisione, in base alla Transportation Occurrence Investigation Act  e al Codice IMO per le inchieste sugli  incidenti marittimi, è da considerarsi  come un evento di rilievo, motivo per cui è stato nominato un commissione d’inchiesta per chiarire le cause dell’incidente .  I risultati dell’inchiesta – è stato detto – saranno pubblicati sul sito web del Consiglio.

Un’indagine è stata avviata anche dal North Maritime Affairs Center del Port and Maritime Bureau’s North Bureau che dispone del tracciamento delle rotte seguite, al momento dell’incidente, sia dalla nave che dalla pilotina.

Il generale Haftar bombarda il Porto di Tripoli

19.02.20 – Le forze dell’LNA (Esercito Nazionale Libico) hanno dichiarato di aver attaccato ieri  il porto della capitale libica per colpire un deposito di armi, segnalando una nuova escalation nella battaglia per il controllo di Tripoli.

La fazione dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), che ha sede nella parte orientale del paese ed è comandata dal generale Khalifa Haftar, non ha fornito maggiori dettagli circa il deposito di armi citato in una dichiarazione.

L’LNA aveva detto in precedenza, anche in questo caso senza fornire dettagli, di aver preso di mira una nave turca che consegnava armi al governo riconosciuto a livello internazionale con sede nella capitale Tripoli.

Il porto di Tripoli è un’importante gateway per le derrate alimentari, il carburante, il grano e altre importazioni per l’area della capitale, inghiottita dalla guerra, da quando l’LNA ha iniziato nell’aprile 2019 una campagna militare per conquistare la città.

Secondo quanto dichiarato da due funzionari dello scalo marittimo, dopo l’attacco di martedì tutte le navi, comprese le petroliere, sono state spostate fuori dal porto. Le forze di Tripoli hanno detto che l’LNA ha lanciato quattro missili.

Secondo il Ministero dei Trasporti, il bombardamento, definito un crimine di guerra, ha portato alla distruzione e all’incendio di alcuni container destinati al mercato libico, con all’interno prodotti alimentari e merci varie.

Da gennaio – affermano alcuni diplomatici –  la Turchia ha inviato diverse navi che trasportano armi e camion pesanti a Tripoli e Misurata, un altro porto occidentale, dicono i diplomatici.

L’LNA è alleata di un governo parallelo nella Libia orientale, sostenuto dagli Emirati Arabi Uniti, dall’Egitto, dalla Giordania e dai mercenari russi. I porti e gli aeroporti orientali sono fuori portata delle forze armate del governo di Tripoli.

La Libia, ricca di petrolio, è stata dilaniata dalla guerra civile da quando i ribelli hanno rovesciato il dittatore Muammar Gheddafi nel 2011.

Porto di Tallinn: traffici in diminuzione del 3.3% nel 2019

13.01.20 – Il volume totale delle merci movimentate nel Porto di Tallinn nel 2019 è stato di 19,9 milioni di tonnellate, con un calo del 3,3% rispetto all’anno precedente, dovuto principalmente alla diminuzione delle rinfuse liquide nel terzo trimestre, che è stato invece bilanciato dalla crescita delle rinfuse secche.

Nel quarto trimestre del 2019, 5,6 milioni di tonnellate di merci e 2,3 milioni di passeggeri  sono transitati attraverso il  porto di Tallinn. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, il volume delle merci movimentate è aumentato del 12,3% principalmente per effetto delle rinfuse liquide. Il numero di passeggeri è aumentato dell’1,2% mentre quello degli approdi di navi è cresciuto del 2,8% fino a 1893 scali.

Il numero di passeggeri è aumentato dello 0,2% rispetto all’anno precedente, raggiungendo il record di 10,64 milioni di passeggeri. La crescita è stata trainata dal traffico passeggeri tra Estonia e Finlandia sulle rotte Tallinn-Helsinki e Muuga-Vuosaari dal numero annuale record di 660 mila crocieristi.

Secondo Valdo Kalm, Presidente del Consiglio di Amministrazione del Porto di Tallinn, è positivo il fatto che la forte crescita nel quarto trimestre dei volumi di merci liquide alla rinfusa (causata dall’aumento della domanda di stoccaggio e miscelazione di prodotti petroliferi  per via del nuovo regolamento IMO circa l’uso di  combustibili marittimi a bassissimo contenuto di zolfo entrato  in vigore dall’inizio del 2020) abbia contribuito a ridurre significativamente il calo del totale annuale delle merci movimentate rispetto al risultato dei primi 9 mesi.

Allo stesso tempo, il business delle rinfuse liquide rimane episodico, motivo per cui la crescita del quarto trimestre non deve essere interpretata come una tendenza continua. Il calo delle rinfuse liquide su base annua è stato inoltre compensato dalla crescita delle rinfuse secche, dovuta principalmente all’esportazione di grano estone e all’importazione di pietrisco.

“Per quanto riguarda il numero di passeggeri, abbiamo raggiunto il record per il 12° anno consecutivo, grazie alla ripresa del traffico passeggeri tra Estonia e Finlandia, fortemente sostenuta anche dall’aggiunta di  un servizio passeggeri con auto al seguito  e di una nuova nave sulla rotta Muuga-Vuosaari. Nel settore delle crociere – ha concluso Kalm –  abbiamo raggiunto ancora una volta un record e Tallinn rimane una delle destinazioni da crociera più attraenti d’Europa”.

Grecia, Porto di Salonicco: traffici in aumento nel 2019

10.01.20 – L’Autorità Portuale di Salonicco SA (ThPA) ha comunicato che nell’esercizio 2019 i volumi dei traffici containerizzati  hanno raggiunto i 448.766. Sono  incrementati  rispettivamente del 6% e del 19% rispetto al 2018 anche i volumi del  cargo e delle merci alla rinfuse.

Il porto di Salonicco è in costante crescita in tutti i settori,  grazie ad  una maggiore cooperazione e  sinergie sia nel mercato greco che in quello dei paesi limitrofi.

Lo strategico ampliamento del terminal container, permetterà al porto di gestire navi di maggiore capacità, rendendolo  così un hub di trasporto fondamentale per la più ampia area geografica dei Balcani e del Sud-Est Europa.

L’Autorità Portuale di Salonicco è stata privatizzata il 23 marzo 2018 ed è ora gestita dal South Europe Gateway Thessaloniki (SEGT) Ltd, un consorzio, a sua volta, di proprietà di Deutsche Invest Equity Partners GmbH (47%), Terminal Link SAS (33%) e Belterra Investments Ltd (20%).

Nel 2019, ThPA ha iniziato a lavorare allo sviluppo dei collegamenti ferroviari del porto, con l’obiettivo di collegare lo scalo portuale alla rete centrale TEN-T dell’Unione Europea.

La regione sta destando un maggiore interesse anche da parte degli Stati Uniti. Washington infatti sembra intenzionata a sfidare la crescente presenza di Russia, Cina e Iran nel Mar Mediterraneo orientale.

CMA CGM inaugura nel porto di Dunkerque un nuovo impianto di “Cold ironing”

08.01.2019 -Nel corso di una cerimonia svoltasi oggi al porto di Dunkerque, l’APL SINGAPURA, una nave portacontainer della CMA CGM, ha inaugurato gli impianti di “Cold ironing” del Terminal des Flandres. Tra i partecipanti figuravano  Eric Etienne, vice prefetto di Dunkerque, Xavier Bertrand, Presidente del Consiglio Regionale delle Hauts-de-France, Patrice Vergriete, Presidente della Comunità Urbana di Dunkerque, Christine Cabau Woehrel, Vice Presidente Esecutivo del Gruppo CMA CGM responsabile dei Beni Industriali, Stéphane Raison, presidente del consiglio di amministrazione del porto di Dunkerque, Nicolas Sartini, amministratore delegato di CEVA Logistics, e Gérard Mulliez, fondatore di Auchan, che è il primo cliente del porto di Dunkerque attraverso le società a conduzione familiare del gruppo.

Il  “Cold ironing”, è una tecnologia che consente alle navi  portacontainer in banchina di allacciarsi ad un impianto elettrico a terra  capace di erogare la potenza di cui hanno bisogno, in particolare per mantenere inalterate le temperature  dei container  “Reefers”  senza tenere in funzione i generatori ausiliari di bordo

Questa tecnologia innovativa produce significativi benefici all’ambiente, come  zero emissioni di ossidi di zolfo e di azoto e di particelle sottili mentre le navi sono all’ormeggio ed una notevole riduzione dell’inquinamento acustico.

Il sistema di “Cold ironing” installato al Terminal des Flandres diventerà pienamente operativo nella prima metà del 2020. Con questa ambiziosa operazione, il porto di Dunkerque e la CMA CGM confermano la loro determinazione a difendere l’ambiente.

A progettare e fornire questo nuovo impianto di “Cold ironing”, che si inserisce in sei container da 40 piedi, convertendo la fornitura pubblica di energia elettrica per l’uso da parte delle navi in porto, è stato il Consorzio Actemium, composto da due società: Brest e Boulogne. Con una capacità di 8 MW – sufficiente ad alimentare quasi 1.000 abitazioni – l’impianto è uno dei più potenti mai installati in Europa.

L’operazione è stata cofinanziata dalla Comunità urbana di Dunkerque, dalla regione Hauts-de-France (attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale) e dal porto di Dunkerque. Il  Gruppo CMA CGM ha coperto il costo delle attrezzature necessarie per collegare la nave, in linea con i suoi sforzi per sostenere la transizione energetica nel settore navale.

Christine Cabau Woehrel, Executive Vice President, responsabile dei beni industriali – CMA CGM Group, ha commentato: “Dato il costante impegno di CMA CGM nell’installazione di soluzioni più responsabili dal punto di vista ambientale a bordo delle sue navi, il Gruppo supporta il cold ironing e continueremo ad equipaggiare la nostra flotta di conseguenza. Siamo pronti a testare questo sistema con altre autorità portuali europee che si sono impegnate a utilizzare il cold ironing nei loro terminal container, come ha fatto con successo il porto di Dunkerque”.

Stéphane Raison, presidente del consiglio di amministrazione del porto di Dunkerque, ha aggiunto: “La nostra decisione di sviluppare questa soluzione particolarmente innovativa che consente alle navi portacontainer di collegarsi alla rete elettrica a terra del Terminal des Flandres è in linea con la politica ambientale proattiva che il porto di Dunkerque persegue da molti anni”.

Porto di Jeddah, sbarcati dalla nave Jolly Palladio i mezzi della carovana della Dakar 2020

140 moto, 72 auto, 45 camion, 43 SSV, 20 quad, 300 mezzi di assistenza e 10 elicotteri sbarcati nel porto saudita dalla nave italiana del Gruppo genovese

04.01.2020 – “Semaforo verde” dalle banchine del porto di Jeddah alla prima edizione della Dakar 2020 (ex Parigi-Dakar) che si svolgerà interamente in Arabia Saudita, la 42esima nella storia di questa corsa. “Siamo orgogliosi di aver trasportato i mezzi della famosa e storica Dakar 2020 che si svolgerà da quest’anno in Arabia Saudita, Paese con cui vantiamo radicate relazioni fin dal 1936 e per il quale offriamo un primario servizio di trasporto di linea con le nostre speciali Jolly, le navi Ro-Ro portacontenitori più grandi mai costruite al mondo” ha dichiarato l’Amministratore Delegato Ignazio Messina.

La “Jolly Palladio” battente bandiera italiana e dotata di scrubber in linea con più moderne normative antinquinamento, nave del Gruppo armatoriale Ignazio Messina & C. di Genova, ha infatti trasportato dalla Francia al porto saudita tutti i mezzi che si sfideranno su quasi 8000 chilometri di deserto. In virtù di un accordo raggiunto fra la Compagnia di navigazione italiana, lo spedizioniere del Ministero dello sport saudita AET e il gruppo ASO, storico organizzatore della gara (oltre che di manifestazioni come il Tour de France e la Vuelta), è stato completato infatti lo sbarco, dal garage di quella che è oggi la più grande nave ro-ro del mondo, di 140 moto, 72 auto, 45 camion, 43 SSV, 20 quad e 300 unità tra camion assistenza – Press TV – Camper – auto assistenza che parteciperanno al rally. E inoltre 10 elicotteri e 9 containers di materiali.

Complessivamente il carico ha occupato oltre 5 chilometri lineari di spazio stiva su una nave, la “Jolly Palladio” costruita nel 2015, che ha garantito oltre alle altezze indispensabili dei ponti garage, anche la massima versatilità essendo in grado di trasportare sia container, sia mezzi rotabili e merci varie.

A fine gennaio, a rally ultimato, tutti i mezzi e i materiali saranno reimbarcati sulla nave italiana con destinazione Marsiglia.

Siria, porti di Tartus e Latakia: gli ambiziosi piani di Russia e Iran

30.12.2019 – La Russia ha annunciato nei giorni scorsi che investirà 500 milioni di dollari in quattro anni nel porto siriano di Tartus che controlla attraverso un contratto di fitto di 49 anni, firmato nell’aprile di quest’anno. Lo ha annunciato Yuri Borisov, vice primo ministro russo.

Questo è di gran lunga il più grande investimento della Russia in Siria, dove Mosca sta cercando di consolidare la sua influenza. L’accordo di locazione dello scalo portuale di Tartus è stato raggiunto in via provvisoria nel 2018 ed ha consentito alla Russia di espandere la sua influenza nel Mediterraneo Orientale e di dotare la sua marina Militare di una nuova importante base logistica, le cui navi  non devono più tornare negli home port del Mar Nero (attraversando lo stretto del Bosforo) per rifornirsi di provviste.

Tartus è l’unico scalo portuale e base militare controllato  da Mosca al di fuori dell’ex Unione Sovietica. Nella guerra civile siriana, la Russia si è schierata al fianco del  regime di Damasco salvandolo dalla capitolazione  ed il porto di Tartus  è un dei benefit di cui ha potuto godere per l’aiuto fornito.

Mosca  ha preparato il terreno per ottenere il controllo del porto di  Tartus per anni. Nell’ottobre 2018 il ministero dei trasporti siriano ha dichiarato di aver avviato una collaborazione con la società russa Stroytransgaz per un progetto per espandere lo scalo marittimo. Probabilmente sarà proprio Stroytranzgas, che opera in Siria dal 2000, a gestire  il porto.  Ad oggi sono stati implementati contratti per la costruzione del gasdotto arabo (AGP) con una lunghezza di 319 chilometri e un impianto di trattamento del gas n. 1 (Progetto di sfruttamento del gas dell’area sud-centrale) – GPP – 1.

Stroytranzgas,  guidato da Gennady Timchenko, che è un membro della cerchia interna del presidente russo Vladimir Putin, è  una delle vittime delle sanzioni economiche USA  per i suoi legami con il Cremlino. La società ha costruito impianti di lavorazione del gas in Siria e controlla una miniera di fosfato e un impianto di produzione di fertilizzanti.

Secondo il viceprimo ministro russo Yuri  Borisov, il suo paese  ha avviato colloqui con il presidente siriano Bashar al-Assad  per la costruzione di autostrade, aeroporti e un collegamento ferroviario chiave tra Tartus e l’Iraq che consentirebbe il transito  di merci da e verso il Golfo.

E’ previsto inoltre che la costruzione di un hub portuale per lo stoccaggio del grano in Medio Oriente debba iniziare il prossimo anno. Negli ultimi anni, la Russia ha fornito alla Siria grano in grande quantità  e si prevede che entro la fine del 2019 il volume di tale traffico si incrementerà di ulteriori  100.000 tonnellate.

Russia ed Iran sono in competizione per espandere la loro influenza sulla Siria devastata dalla guerra. A ottobre, Teheran è riuscito ad ottenere in concessione il terminal container di Latakia, che a 322 km dal principale porto israeliano di Haifa, costituisce  un punto d’appoggio altamente strategico nel Mediterraneo orientale.  La Russia dal canto suo può vantare nell’area una base aerea a Khmeimim, vicino al porto di Latakia. L’Iran inoltre sta anche lavorando alla costruzione di una centrale elettrica a Latakia.

Lo scalo marittimo di Latakia, di proprietà statale è il principale porto commerciale della Siria. Esso si estende per 135 ettari, vanta 32 banchine, 18 gru e un pescaggio di 14,5 metri. I suoi magazzini coprono 62,8 ettari e possono gestire circa tre milioni di tonnellate di merci all’anno.

Nel 2009, CMA CGM ha firmato un accordo di concessione con Latakia Port General Company (LPGC) per gestire il principale container terminal  per un periodo di 10 anni (estendibile a 15 anni).  La società che lo gestisce  è un consorzio composto da CMA CGM / Terminal Link (51%) e Souria Holding (49%), una srl siriana. Il gruppo cinese COSCO SHipping è un azionista importante di Terminal Link.

Si dice che la Russia fosse contraria al contratto di locazione del porto di Latakia da parte dell’Iran, ma Teheran ha fornito al governo siriano miliardi di dollari di crediti e grandi quantità  di carburante. Nonostante la loro collaborazione, la rivalità tra Teheran e Mosca appare ormai evidente nella Siria del dopoguerra.

L’Iran ha ripetutamente chiesto al governo siriano l’accesso ai suoi porti, per ovviare agli attacchi aerei israeliani contro i suoi traffici commerciali che fanno uso delle strade e degli aeroporti in Siria. Tuttavia,  sotto la pressione della Russia, Damasco non ha collaborato. A partire dal prossimo ottobre, Teheran potrà contare su  un “suo” porto che consentirà all’Iran di far transitare  merci (ma secondo Israele, anche armi) verso il Libano.

Il controllo del porto di  Latakia realizza il vecchio sogno iraniano di  avere un accesso diretto al Mar Mediterraneo, da dove poter inviare merci, armi e aumentare la sua influenza politica a livello globale. Una presenza iraniana permanente a Latakia potrebbe rappresentare però un serio ostacolo per la Russia per portare avanti  la sua strategia politica e militare nella regione.

Si ritiene che società collegate alla Guardia rivoluzionaria iraniana abbiano già iniziato a utilizzare il porto di Latakia, che diventerebbe la sponda mediterranea di una nuova  via commerciale emergente che attraversa la cosiddetta regione della Mezzaluna sciita la quale include Libano, siria, Bahrain, Iraq, Iran, Azerbaijan, Yemen e la parte occidentale dell’Afghanistan.   

Singapore: il ReCAAP – richiede a tutte le navi che attraversano lo stretto di “esercitare la massima vigilanza”

28.12.2019 – Richiesta dal ReCaap (Centro di cooperazione regionale sulla lotta contro la pirateria e la rapina a mano armata contro le navi in Asia) massima vigilanza e attenzione a tutte le navi che attraverseranno lo stretto di Singapore.

L’allarme è stato diffuso dopo l’ennesima aggressione da parte di pirati a una nave nello Stretto.

A subire l’attacco. nel giorno di Natale, la petroliera Stena Immortal, battente bandiera britannica. Sei pirati, saliti furtivamente a bordo, sono stati avvistati nella sala macchine della nave intorno alle 12.28. Il comandante della nave lo ha riferito al Singapore Vessel Traffic Information System. Anche le autorità indonesiane e la Guardia costiera della Marina e della polizia di Singapore (PCG) sono state informate e gli ufficiali del PCG sono saliti a bordo della nave cisterna quando è arrivata a Singapore. L’incidente porta il numero totale di episodi di pirateria registrati finora quest’anno nello Stretto di Singapore a 30.

Il ReCAAP ha dichiarato in una nota che “poiché gli autori di questi incidenti non sono stati arrestati, esiste la possibilità di ulteriori incidenti nello stretto di Singapore. Si consiglia vivamente a tutte le navi di esercitare la massima vigilanza, adottare misure precauzionali supplementari e segnalare immediatamente tutti gli incidenti allo Stato costiero più vicino.”
Il Centro ha anche invitato le forze dell’ordine degli Stati costieri a intensificare ulteriormente la sorveglianza e le pattuglie e migliorare la cooperazione e il coordinamento per rispondere prontamente agli eventuali incidenti.

Stessa sorte non è, purtroppo, toccata all’equipaggio della nave che domenica scorsa all’alba è stata aggredita da pirati nella baia di Libreville, capitale del Gabon.

Il fatto è stato reso noto dal portavoce del governo gabonese che ha informato dell’uccisione del comandante di origine gabonese, durante l’attacco dei pirati, e del sequestro di quattro marinai cinesi.