Civitavecchia, ok per l’adeguamento della banchina 26

14/09/2018  – Dopo la pausa estiva, lo scorso 12 settembre presso la sede dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale si è riunito il Comitato di Gestione dell’Ente. I punti principali portati all’attenzione del Comitato riguardano le modifiche e integrazioni al Regolamento d’uso delle aree demaniali marittime nei porti del Network e a quello per la determinazione dei canoni demaniali, il piano di riassetto del porto di Gaeta e  l’avvio dell’iter per l’adeguamento tecnico funzionale della banchina 26.

Proprio su quest’ultimo si è concentrata la seduta di mercoledì pomeriggio. Nel rispetto dell’assetto complessivo del porto definito nel Piano Regolatore Portuale vigente, gli uffici dell’Ente hanno elaborato, in via preliminare, un Master Plan che fa la “fotografia” dello stato di fatto e programma le successive fasi attuative di realizzazione delle opere, necessarie alla piena infrastrutturazione dello scalo. Il Presidente dell’AdSP ha illustrato la prima fase di sviluppo del porto di Civitavecchia (dal 2019 al 2022) che riguarda in particolare la darsena servizi e la darsena traghetti (che doteranno lo scalo di un consistente numero di  nuovi accosti) e, quindi, il completamento del I Lotto funzionale delle Opere Strategiche, nonché gli interventi per potenziare i collegamenti ferroviari di ultimo miglio. “Proprio due giorni fa – dichiara di Majo – presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, sono state collaudate definitivamente le importanti opere marittime realizzate nella parte nord dello scalo per un valore di circa 200 milioni di euro e, già a partire da marzo 2019, saremo in grado di avviare i lavori per la realizzazione di un nuovo ulteriore “pennello”, parallelo alla banchina 28, per il quale abbiamo ottenuto il contributo di 2,2 milioni, a fondo perduto, da parte della Commissione europea nell’ambito della Blending Call insieme al porto di Barcellona ed un finanziamento della BEI, per un totale di 7 milioni di euro”. “Desidero ringraziare i componenti del Comitato di Gestione – sottolinea il numero uno di Molo Vespucci – che, mercoledì  pomeriggio, hanno dato mandato alla Segreteria tecnico-operativa dell’Ente di avviare l’istruttoria per l’elaborazione del progetto di Adeguamento Tecnico Funzionale al PRP per quanto riguarda la banchina 26”. “L’avvio di tale istruttoria – continua di Majo – riveste un’importanza fondamentale per lo sviluppo del porto di Civitavecchia. Il punto di partenza è sempre il PRP. In questa fase – precisa il presidente dell’AdSP – si è reso necessario rispondere alle esigenze di particolari traffici il cui ulteriore sviluppo dovrà avvenire in aree che rispetto all’attuale PRP non necessitano di modifiche infrastrutturali ma soltanto di un adeguamento della destinazione d’uso”. “E’ il caso, appunto, della banchina 26 – prosegue di Majo –  che, proprio in virtù della crescita del traffico Ro/Ro e Car/Carrier riteniamo debba essere destinata a tale traffico piuttosto che alle rinfuse solide, in particolare granaglie, settore merceologico non più presente nello scalo ormai dal 2012, consentendo peraltro così un passaggio più graduale dell’area commerciale a quella traghetti passeggeri”. “Al fine di un ulteriore sviluppo di tale tipologia di traffico – conclude il Presidente  –  è fondamentale, quindi, un adeguamento delle attuali funzioni, pur mantenendo l’attuale assetto infrastrutturale”. Le aree pertinenziali alla banchina 26 rimangono, dunque, nell’ambito della “Componente funzionale commerciale” ma verranno destinate al traffico dei vettori Ro/Ro in genere, con particolare riguardo alla tipologia dei Car/Carrier.

Con riferimento ai Regolamenti d’uso delle aree demaniali marittime nei porti del Network e a quello per la determinazione dei canoni demaniali, che fanno  seguito alle indicazioni di ART, ANAC e AGCOM, sono stati individuati e resi pubblici i criteri predeterminati di selezione (sia per i procedimenti avviati d’ufficio sia su istanza di parte) con le relative ponderazioni, quali pesi e punteggi degli elementi tecnici ed economici rispondendo, così, alle esigenze di assicurare un’effettiva conoscibilità agli operatori interessati, nel rispetto in particolare dei principi di efficacia, imparzialità e trasparenza. “La DG del MIT – sottolinea il presidente di Majo– si è espressa su tale tema fornendo delle indicazioni che l’AdSP ha tradotto nel Regolamento. In particolare, è stato riscritto l’art. 13, che disciplina la fattispecie delle istanze in concorrenza”. “Nella sostanza, – precisa il presidente dell’AdSP – nel caso di concorso di più domande di concessione o l’avvio di un bando da parte di questa AdSP, sono stati indicati i parametri di cui tenere conto ai fini del rilascio della concessione stessa, improntati alla tutela ed alla valorizzazione dell’interesse pubblico”.

Per quanto riguarda Gaeta è stato illustrato un piano di riordino della circoscrizione demaniale per consentire il completamento del Piano Regolatore Portuale e l’attuazione del c.d. Piano Frattasi, di riassetto, riqualificazione e rilancio del comparto della cantieristica navale, oltre che di ridefinizione dei limiti demaniali al fine di escludere eventualmente, sentita anche l’amministrazione comunale, dalla circoscrizione portuale aree che da tempo hanno perso ogni rilevanza ai fini degli usi portuali.  Piano di riordino già condiviso con il Consorzio per lo sviluppo industriale sud-pontino nell’ambito dell’“Accordo quadro”  sottoscritto lo scorso 26 luglio con questa AdSP, con il quale si prevede di sottoscrivere, insieme al Comune di Gaeta,  specifici protocolli per la definizione di un cronoprogramma di attuazione del piano Frattasi, già da tempo approvato dall’Amministrazione locale e  questa AdSP, così da dare nuovo impulso ad un comparto di antica tradizione e dalle notevoli potenzialità di sviluppo per l’economia locale.

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