Dopo la sentenza della Consulta, Assoporti: “Riflessione necessaria”. Delrio: “La riforma non è messa in discussione. Saneremo il vulnus”

Le reazioni alla “bocciatura” della norma Sblocca Italia che escludeva le Regioni

La sentenza della Corte Costituzionale sulla portualità ha provocato diverse reazioni. A partire da quella dell’associazione di categoria Assoporti. “La sentenza impone una riflessione su modi e tempi per proseguire nel processo di riforma e per un confronto, in tempi rapidi, sui contenuti di provvedimenti attuativi di quel Piano, che effettivamente corrispondano alle esigenze di adeguamento del sistema dei porti nazionali, innanzitutto definendo compiti e funzioni delle Autorità Portuali e la loro natura giuridica”.
E’ quanto affermato dall’associazione a proposito della sentenza della Corte costituzionale 261 (vedi articolo pubblicato il 14/12/2015), che ha dichiarato incostituzionale parte delle misure contenute nel decreto 133 del 2014 il cosiddetto “Sblocca Italia” e che in sostanza, ha stabilito, che il piano strategico nazionale della portualità e della logistica debba essere adottato in sede di Conferenza Stato-Regioni. La norma censurata, infatti, non prevedeva questo passaggio. A ‘impugnare’ la norma, sollevando questione di costituzionalità era stata la Regione Campania. La decisione della Consulta torna ad attribuire un ruolo primario alle Regioni nella stesura del piano nazionale del sistema portuale e logistico-marittimo.
“Vogliamo proporci ancora una volta, come primo interlocutore, insieme alle rappresentanze imprenditoriali e dei lavoratori, del Governo e delle Regioni – afferma Assoporti – per una rapida ed efficace trasformazione degli attuali enti in soggetti effettivamente promotori e facilitatori di sviluppo. I porti sono nodi essenziali della rete logistica. Operano in un contesto competitivo e concorrenziale e vogliono poter operare secondo questi principi, in analogia ai più avanzati modelli europei”. (ANSA)

In merito allo stesso argomento sono arrivate in serata anche le dichiarazioni ufficiali del Ministro Graziano Delrio il quale ha puntualizzato che “la Corte non ha messo in discussione i contenuti del Piano Nazionale Strategico della Portualità e della Logistica, né le prerogative del Governo di realizzarlo,  ma ha sostanzialmente chiesto al Governo di ricercare l’intesa sui contenuti anche con il Sistema delle Regioni. Pur non essendo obbligatorio – ha precisato – secondo l’articolo 29 dello Sblocca Italia, il testo del Piano era già stato sottoposto alle Regioni ricevendone un parere positivo. Si tratta, dunque, di un problema procedurale che cercheremo di concludere così come indicato dalla Corte. Lo faremo già dalle prossime settimane per costruire il più ampio consenso istituzionale attorno agli indirizzi strategici per la valorizzazione della “risorsa mare” contenuti nel Documento. Saneremo così il vulnus individuato, secondo la Sentenza, nell’articolo 29 della Legge Sblocca Italia. E’ questo specifico articolo di questa specifica norma, infatti, che è  stato oggetto di impugnativa, e successivo giudizio, di legittimità costituzionale”.

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