Gemellaggio fra Livorno e Ceuta: sottoscritto un accordo di cooperazione

L’intesa punta allo scambio di know-how sul fronte della sicurezza nel traffico passeggeri e crocieristico

Le Autorità Portuali di Livorno e di Ceuta hanno sottoscritto uno schema di cooperazione che prevede lo scambio di esperienze e know-how in molteplici ambiti. In particolare, i due porti si sono impegnati a scambiarsi informazioni su investimenti, progetti futuri, campagne promozionali e partecipazioni a fiere o ad altri eventi; ad istituire un canale di regolare informazione tra le Autorità Portuali per quel che concerne le notizie economiche e commerciali; a programmare strategie comuni anche attraverso la partecipazione a progetti comunitari relativi alle tematiche ambientali ed energetiche.
L’intesa è stata siglata nei giorni scorsi dal segretario generale dell’Autorità Portuale di Livorno, Massimo Provinciali, e dal numero uno del porto franco spagnolo, José Francisco Torrado López.
L’ente portuale livornese ha sottolineato che Ceuta non è solo una enclave spagnola di 19 chilometri quadrati situata nel Nord Africa e circondata dal Marocco, ma una importante realtà portuale affacciata sullo Stretto di Gibilterra e, soprattutto, un punto di riferimento per un traffico particolarmente sensibile, come quello dei passeggeri.
Provinciali ha spiegato che l’accordo punta soprattutto «allo scambio di know-how sul fronte della sicurezza (intesa come safety e security) nel traffico passeggeri e crocieristico, una filiera in cui Ceuta, pur essendo un piccolo porto – ha evidenziato – rappresenta un’eccellenza, essendo un porto di frontiera col mondo del Maghreb».
«I due porti – ha sottolineato Torrado Lopez – hanno molti punti in comune, a cominciare dalla stretta relazione che ognuno di essi ha con la propria città. Sia Livorno che Ceuta – ha rilevato – hanno poi una posizione strategica nel Mediterraneo e possono sviluppare importanti sinergie per raggiungere obiettivi condivisi, anche in considerazione del fatto che Ceuta è porto franco».

tratto da www.informare.it