ICF: L’industria marittima preoccupata per la svolta italiana sui migranti

Petr Hinchliffe, segretario generale dell’ICS

Il segretario Peter Hinchliffe auspica che anche gli altri paesi dell’UE affrontino le preoccupazioni legittme sollevate dall’Italia

«La preoccupazione principale degli armatori è di carattere umanitario. Nell’interesse della salvaguardia della vita in mare, l’ICS invita quindi tutti gli Stati membri dell’UE ad affrontare con urgenza le legittime preoccupazioni sollevate dal governo italiano in merito al numero elevato di persone salvate in mare che arrivano in Italia, affinché la politica di uno sbarco immediato – in linea con i principi dell’UNHCR – possa essere pienamente mantenuta, non solo in Italia ma anche in altri Stati membri dell’UE». E’ quanto dichiara in una nota Peter Hinchliffe segretario generale dell’International Chamber of Shipping (ICS) che interviene nel dibattito internazionale  apertosi sul caso della nave Aquarius, a cui il Ministro degli Interni salvini ha negato l’accesso ai porti italiani.

«L’ICS  – prosegue la nota –   è profondamente preoccupato per l’apparente nuova politica del governo italiano di chiudere i suoi porti ai migranti salvati da navi gestite dalle ONG umanitarie. Il rifiuto da parte dell’Italia di consentire lo sbarco delle persone salvate potrebbe avere gravi implicazioni per la loro sicurezza e benessere, compresi i bambini e le donne incinte».

«A suo grande merito, va ricordato che il governo italiano ha sempre permesso lo sbarco immediato delle persone salvate in mare sia dalle navi mercantili che da quelle gestite da ONG umanitarie. Ma dopo l’elezione del nuovo governo italiano, la crisi sembra ora prendere una direzione sempre più politica», commenta Hinchliffe.

Il segretario dell’ICS non nasconde che una simile situazione porterà a dei cambiamenti anche nell’ambito dei trasporti marittimi di natura commerciale.  «Qualora le navi delle ONG non fossero più autorizzate a sbarcare in Italia le persone soccorse in mare, ci sarebbero  – osserva – delle   implicazioni significative anche per le navi mercantili e la circolazione delle merci in tutto il Mediterraneo, poiché le navi mercantili verrebbero  nuovamente coinvolte in un numero maggiore di salvataggio».

«L’industria globale del trasporto marittimo, rappresentata dalla International Chamber of Shipping (ICS), si impegna a rispettare gli obblighi previsti dalla convenzione SOLAS (Safety of Life at Sea Convention) dell’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) per salvare  qualsiasi persona la cui vita in  mare è in pericolo. Da quando la crisi dei migranti nel Mediterraneo  si è fatta più grave tre anni fa, oltre 50.000 persone sono già state portate in salvo  dalle navi mercantili, mentre sono  molte di più  quelle  salvate da navi militari ed imbarcazioni gestite dalle ONG umanitarie».

«La crisi nel Mediterraneo è ancora lontana dall’essere conclusa, con migliaia di migranti che tuttora  tentano la pericolosa traversata del mare su imbarcazioni sovraffollate e insicure. Disgraziatamente – conclude  Hinchliffe –  secondo l’ufficio dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), durante il 2017 altri 3.000 migranti hanno perso la vita».

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