Il porto di Durazzo (Albania) beneficia di nuovi investimenti U.E. nelle ferrovie

Il principale scalo portuale albanese è anche al centro di un progetto che, attraverso le «Autostrade del Mare»,  punta a rafforzare i collegamenti marittimi con i porti di Taranto e Kotor.

Un accordo per l’ammodernamento della ferrovia che collega il porto di Durazzo a Tirana è stato sottoscritto lo scorso 14 maggio tra il governo albanese, l’Unione Europea e la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (EBRD). Il costo totale del progetto è di 90,5 milioni di euro. L’accordo prevede uno stanziamento di 35,4 milioni di euro da parte della Commissione Europea  tramite il  «Quadro per gli Investimenti nei Balcani Occidentali» (WBIF – Western Balkans Investment Framework),  mentre altri 36,8 milioni di euro sono stati concessi in prestito dalla «Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo» (EBRD The European Bank for Reconstruction and Development). La restante parte sarà finanziata dal governo di Tirana.

Il progetto –  ha dichiarato Christian Danielsson,  direttore generale della Commissione responsabile della politica dell’UE in materia di allargamento e vicinato orientale e meridionale –  avrà un importante impatto economico, tramite il miglioramento dei flussi commerciali e allo stesso tempo offrirà nuovi posti di lavoro, non solo nella fase di costruzione ma anche dopo.

Oltre all’ammodernamento dell’attuale linea ferroviaria di 34 chilometri che collega  Tirana a Durazzo, principale porto del paese, è prevista anche  la costruzione di una nuova tratta  di 7,4 chilometri che congiungerà  le due città  all’aeroporto internazionale “Rinas” di Tirana.

E’ previsto che con la realizzazione di questo progetto la velocità media del viaggio passi dagli attuali  40 km/h a circa 100 km/h e che il movimento annuale dei passeggeri salga a circa 1,4 milioni di persone poiché nell’area industriale Tirana-Durazzo si realizzano la maggior parte delle attività economiche dell’Albania.

Il porto di Durazzo insieme a quello di Taranto e Kotor (Montenegro) è anche al centro di un progetto denominato ‘PORTS” (Partnership for the Observation and study of new Routes and Transnational Sea-highways), partito ufficialmente il 15 marzo 2018, che stringendo importanti legami tra Puglia, Albania e Montenegro sulle cosiddette ‘Mos’, acronimo inglese di  «Autostrade del Mare» (Motorways of the Sea) punta a rafforzare i collegamenti marittimi pugliesi con le coste montenegrine e albanesi per sostenere la crescita socioeconomica dei due principali sistemi transfrontalieri della zona costiera.

Il progetto, approvato e finanziato dalla Commissione Europea attraverso il Programma di Cooperazione Transfrontaliera ‘INTERREG IPA CBC Italia Albania Montenegro’, è promosso da una rete di realtà che oltre all’Istituto Tecnico Superiore per la Logistica di Taranto che ne è capofila, raccoglie in partenariato Politecnico di Bari, Autorità Portuale di Taranto, “Albanian Institute of Transport” e “University of Montenegro’” e come partner associati il Comune di Taranto, il Consorzio Nautico Puglia, l’Autorità portuale di Durazzo e il Porto di Kotor, località di riferimento per i traffici crocieristici e nautici.

Tra i principali obiettivi specifici di «Ports» figurano: la creazione di una grande rete internazionale comprendente tutti gli stakeholder di settore;  la creazione di un laboratorio di ricerca internazionale (PORTS LAB) per studiare nuove forme di trasporto integrato RO/PAX e linee di collegamento tra i porti di Taranto, Kotor e Durazzo col fine di analizzare i dati relativi ai flussi logistici interni, prevedendo la domanda futura, attraverso un modello matematico previsionale di trasporto; l’organizzazione di tavole rotonde internazionali per discutere e condividere i principali risultati delle ricerche effettuate; la condivisione di buone pratiche e la formazione professionale rivolta agli attori del settore.

Il principale target di tali attività è rappresentato dalle autorità pubbliche che gestiscono il trasporto di passeggeri e merci, nonché dagli operatori economici e stakeholder, che operano nell’area transfrontaliera e lungo la dorsale dei Balcani orientali.

Antonello Napolitano