Il TAR stoppa Caronte sull’uso del VHF in alternativa al pilotaggio a Porto Empedocle

Respinto dal  TAR di Palermo il ricorso proposto dalla Caronte&Tourist  Spa Isole Minori,  contro il  Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, Capitaneria di Porto di Porto Empedocle, Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale e Stazione di Pilotaggio – Pratico Locale ex art. 96 cod. nav.., e la Federazione Italiana Piloti dei Porti (Fedepiloti) circa la “modifica del decreto di obbligatorietà del servizio di pilotaggio, da potersi erogare in modalità VHF anche in entrata nel porto a beneficio delle navi e dei comandanti in esercizio di linea giornaliero tra il porto di Porto Empedocle ed i porti delle isole Pelagie (Linosa e Lampedusa)”.

In particolare i giudici si sono pronunciati  sull’impugnazione del provvedimento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti n.00369 del 5.1.2018, avente come oggetto  “Servizio di pilotaggio nel porto di Porto Empedocle. Estensione del servizio di pilotaggio alle navi in arrivo”, con cui la Direzione Generale del Ministero aveva trasmesso e fatto proprio il  parere contrario  espresso dalla Capitaneria di Porto di Porto Empedocle con l’atto prot. n. 25886 del 18.12.2017, alla richiesta di modificare il decreto di obbligatorietà del servizio di pilotaggio.

La Caronte&Tourist Spa Isole Minori  aveva chiesto  di essere esonerata da tale obbligo in favore di una “modalità meno onerosa per l’armatore, ma pur sempre sicura, ossia attraverso comunicazioni via radio (cd. pilotaggio in VHF) e, quindi, senza che il pilota debba salire materialmente a bordo sulla nave”.

Il ricorso è secondo il TAR  infondato nel merito e, pertanto,  respinto per  una serie di  considerazioni.

Tra queste figurano innazi tutto,  le funzioni e i compiti del pilota che rappresentano non solo un ausilio alla conduzione della nave nelle delicate fasi di approccio, manovra all’interno del bacino portuale, ormeggio e disormeggio, ma, anche e soprattutto, un servizio reso nell’interesse della sicurezza della navigazione, nella tutela dell’ambiente marino e nel mantenimento degli standard di security. La presenza del pilota a bordo rappresenta – per il collegio giudicante –  il trait d’union tra la nave e tutti i servizi tecnico-nautici, in particolare gli ormeggiatori (e laddove le condizioni meteomarine lo rendano necessario, anche i rimorchiatori) che operano sia in banchina che spesso anche con mezzi nautici.

L’impossibilità di erogare il servizio a bordo piuttosto che in VHF – prosegue la sentenza – è prevista dagli atti di regolazione localmente in vigore (nel caso di Porto Empedocle, l’art. 4 del D.M. 2 settembre 1996) che possono essere modificati sul punto solo a seguito di un’apposita e complessa istruttoria, disciplinata negli specifici presupposti e passaggi procedurali dalle circolari ministeriali n. 1138 del 12.1.2017 e n. 1862 del 19.1.2017.

Inoltre, un profilo di peculiare e decisiva rilevanza  è –  secondo i giudici – rappresentato dalla circostanza che, dalla torre dei piloti, per altezza e ubicazione, non è possibile monitorare costantemente la manovra di entrata e di uscita a 360 gradi a causa della presenza di un settore cieco.  La circolare ministeriale n. 1862 del 19.1.2017, specificatamente richiamata nella proposta,  individua i parametri tecnici della preistruttoria e, per quanto di specifico interesse, specifica che “le condizioni di visibilità del porto da parte dei piloti devono consentire una visione diretta e non mediata da strumentazione tecnica”. E’  evidente  che, pertanto, è necessaria una piena e diretta visibilità dell’intera area portuale da parte dei piloti.

La possibilità che il pratico locale si assicuri la richiesta visione, spostandosi tra le varie banchine, suggerita nel ricorso dalla Caronte&Tourist Spa Isole Minori – chiarisce la sentenza –  non è, tuttavia, in alcun modo contemplata dalle circolari di riferimento né locali né a livello nazionale, tant’è vero che nemmeno la ricorrente (Caronte&Tourist Spa Isole Minori) indica da quale fonte deriverebbe l’asserito obbligo.

Secondo il TAR, dalla verificazione espletata è emerso  che “non sussistono le condizioni di visibilità richieste né del porto … né del concomitate traffico … a causa dei due settori di non visibilità accertati”, in quanto, in particolare, è stato accertato che ci sono due periodi di tempo durante la manovra in ingresso in porto (pari rispettivamente a 12 e 19 secondi) in cui la prua della nave non è visibile dalla palazzina della torre dei piloti.

Le carenze di visibilità di cui sopra caratterizzano la visibilità del porto e della  nave dalle finestre del locale occupato dal pilota pratico, atteso che le stesse foto inserite nella relazione risultano scattate dal verificatore in piedi e affacciato alla finestra. Le risultanze della relazione di verificazione – concludono i giudici –  militano, pertanto, univocamente per il rigetto del ricorso.

La sentenza del TAR della Sicilia può essere scaricata cliccando il seguente link

Sentenza Nr 02420-2019 TAR Sicilia su ricorso Caronte Porto di Porto Empedocle