Istituito il corso di formazione per navigare in acque polari

Il decreto a firma dell’Ammiraglio Pettorino, comandante generale delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, è stato pubblicato di recente sulla Gazzetta Ufficiale.

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 137 del 15 giugno 2018 il Decreto Dirigenziale, firmato dal Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, Ammiraglio Ispettore Capo Giovanni Pettorino, che istituisce il corso di formazione e addestramento riservato al personale marittimo in servizio su navi in navigazione nelle acque polari.

Il Decreto consente la piena applicazione della Regola V/4 della “Convenzione Internazionale sugli Standard di Addestramento, certificazione e tenuta della guardia” (STCW), introdotta a seguito dell’entrata in vigore del “Polar Code” (International Code for Ships Operating in Polar Waters) che rappresenta una pietra miliare per la storia dell’IMO perché sarà uno dei pilastri normativi su cui costruire l’impianto di norme e regole per queste regioni, così vaste e particolari.

Il corso è indirizzato ai Comandanti, Primi Ufficiali di Coperta ed Ufficiali di guardia che opereranno nelle suddette acque ed è finalizzato all’acquisizione delle competenze specifiche in materia di condotta in sicurezza della navigazione, gestione ed operatività degli ausili alla navigazione, nonché alla conoscenza degli aspetti di sicurezza, di emergenza e di protezione dell’ambiente correlati alla navigazione nelle acque polari.

La sicurezza delle navi che operano nelle aree polari – difficili, remote e vulnerabili – e la protezione degli ambienti incontaminati attorno ai due poli sono sempre state motivo di estrema sensibilità ed attenzione da parte dell’IMO e molti requisiti, disposizioni e raccomandazioni sono stati sviluppati nel corso degli anni.

Le tendenze e le previsioni indicano che il trasporto polare aumenterà di volume e si diversificherà in natura nei prossimi anni; queste sfide devono essere affrontate senza però compromettere né la sicurezza della vita in mare né la sostenibilità degli ambienti polari.

Le navi che operano negli ambienti artico e antartico sono esposte a nuove prove. Le condizioni meteorologiche particolarmente gravose e la relativa peculiarità della tipologia di navigazione, dei sistemi di comunicazione necessari e degli altri ausili alla navigazione, rappresentano una sfida anche per i “marinai” più esperti e la distanza considerevole dalle aree strutturate per l’assistenza alle navi, rende le eventuali operazioni di salvataggio o antinquinamento, se non adeguatamente e preventivamente pianificate, sicuramente più complesse e costose.