La Francia conferma l’accordo STX-Fincantieri

Il  ministro delle finanze francese Bruno Le Maire rinbadisce la volontà del suo Paese affinchè l’alleanza tra le  due aziende cantieristiche vada in porto ma si mostra cauto sulla fusione con Naval Group.

La Francia spera che l’acquisizione da parte di Fincantieri di STX France possa essere presto conclusa. Lo ha detto lo scorso 1 agosto il ministro delle finanze francese Bruno Le Maire, il quale però  si è mostrato più cauto  sulla possibilità di un’alleanza tra i due paesi nel settore della difesa navale.

Intervenendo a Roma dopo aver incontrato i ministri italiani, Le Maire ha sostenuto che la Francia non ha cambiato la sua posizione sull’accordo STX, sottolineando che l’acquisizione potrebbe però essere ostacolata dai rapporti di tensione esistenti con  il nuovo governo anti-establishment italiano.

«L’Italia e la Francia condividono lo stesso desiderio di concludere la fusione STX-Fincantieri, che porterà alla nascita di una delle aziende di cantieristica navale civile più grandi del mondo»  ha detto il ministro francese  incontrando i giornalisti dopo i colloqui con il suo omologo italiano Giovanni Tria e il vice primo ministro Luigi Di Maio .

Parigi e Roma stanno anche esplorando la possibilità di creare un gruppo franco-italiano nel settore dell’industria militare navale che includa Naval Group, (azienda francese, tra  i principali costruttori navali europei ad operare sul mercato mondiale dei sistemi di difesa) e Fincantieri, allo scopo di scongiurare la concorrenza di potenze industriali come la Cina e gli Stati Uniti.

In precedenza i due paesi si erano dichiarati disponibili ad accettare i termini di un’intesa che sarebbe dovuta essere presentata entro giugno, ma Le Maire ha detto che spetta alle due aziende proseguire i colloqui “secondo il loro ritmo” e messo in guardia contro qualsiasi discorso su una possibile fusione.

«Non sarebbe saggio» discutere di una fusione nel settore dell’industria militare navale in questo momento, ha detto Le Maire, sottolineando che una fusione completa  non faceva parte dell’accordo originale del 2017.

Un funzionario francese, parlando a microfoni spenti, ha detto che Naval Group non potrebbe essere privatizzato, aggiungendo che alcune delle sue attività, come la costruzione di sottomarini nucleari, costituiscono degli asset strategici nazionali che non possono essere assorbiti in nessun gruppo internazionale.