L’ambizione del porto di Livorno: “Futuro hub mediterraneo della cellulosa”

Il messaggio dei produttori internazionali durante un workshop sul traffico di prodotti forestali

Livorno? Può diventare il porto hub di riferimento nel Mediterraneo, ma deve essere ancora più competitiva. Il messaggio che i produttori internazionali della cellulosa hanno consegnato mercoledì 14 ottobre nelle mani del commissario straordinario dell’Autorità Portuale labronica, Giuliano Gallanti, è qualcosa di più che non un auspicio o una speranza, ma una prospettiva perseguibile per l’immediato futuro. I rappresentanti di Fibria (Brasile), Cpmc (Cile) e Upm (Finlandia), mostri sacri nel campo della cellulosa (da soli producono più di 10 milioni di tonnellate di prodotti forestali) sono venuti a Livorno con le idee chiare.
L’occasione è stata fornita dal workshop sui prodotti forestali, messo in piedi e organizzato dalla Direzione promozione e studi dell’Apl e dedicato a una delle principali tipologie di traffico del nostro scalo portuale.
Più di 2,1 milioni di tonnellate di merce forestale nel 2014 (di cui 1,4 in break bulk e 700 in container), e la prospettiva di riuscire a superare, per il 2015, 1,7 milioni di tonnellate di merce in colli, sono la valida premessa cui è stato ancorato un dibattito che ha coinvolto, nell’ordine, le istituzioni (Apl, Comune, Capitaneria di Porto), le associazioni di categoria (Confindustria, Asamar, Spedimar, Assocarta, Assimprese),  gli armatori (Grieg Star Shipping e Saga Welco ), i produttori, i venditori (Celmark) e i terminalisti (Cilp e Marter-Neri).
Non solo Piattaforma Europa, insomma, Livorno ha anche altre frecce da scoccare al proprio arco. Come sottolineato dal dirigente promozione dell’Apl, Gabriele Gargiulo, che ha curato l’iniziativa, il distretto cartario toscano riceve circa il 41% dell’import totale di cellulosa, con il porto di Livorno che da solo movimenta il 60% dell’importazione nazionale di cellulosa in Italia, oltre la metà, quindi, delle circa 2,5 mln di tonnellate di merce trasportata via mare.
E rimanendo sempre agganciati ai dati, non possono poi essere sottovalutate le ricadute occupazionali che questo settore ha sul territorio: «Più di 500 lavoratori lavorano a tempo pieno nelle varie fasi del ciclo di lavorazione in cui può essere suddivisa la movimentazione del forestale».
Sono intervenuti i produttori internazionali, per i quali, riassumendo al massimo gli interventi, Livorno ha tutte le carte in regola per diventare il porto hub di riferimento in tutto il Mediterraneo, anche se prima devono essere positivamente risolte le sfide rappresentate dalla competizione con i Porti del Nord Europa e con quelli del Mediterraneo, come Tarragona: sfide che si riassumono  nella possibilità di mettere un punto e a capo sui seguenti temi: catena logistica integrata, economicità dei costi di servizio, flessibilità lavorativa, profondità dei fondali e magazzini a ciglio banchina.

Il resoconto integrale del workshop è visibile sul sito www.porto.livorno.it