Lavoratori portuali: rinnovato il contratto nazionale. Aumento di 80 euro per il triennio

I sindacati: “Giudizio positivo su tutti i punti raggiunti: sia economici che sindacali”

Rinnovato nella notte il contratto nazionale dei lavoratori portuali. Ad annunciarlo Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti che hanno sottoscritto il rinnovo con le associazioni datoriali Assoporti, Assiterminal, Fise Uniporti, Assologistica. “E’ positivo il giudizio su tutti i punti raggiunti, sia economici che normativi”, sottolineano i sindacati. Secondo Filt, Fit e Uilt, con il rinnovo che avrà decorrenza dal 1 gennaio 2016 al 31 dicembre 2018 è stata valorizzata la scelta sindacale di costruire un percorso che puntasse a rinnovare il contratto, in anticipo rispetto alla sua naturale scadenza del 31 dicembre 2015, in una fase delicata per il Paese sia sul piano della indispensabile ricerca di competitività qualificata che di profonda trasformazione normativa del settore portuale.
Il rinnovo che interessa circa 20 mila lavoratori, riferiscono unitariamente le tre organizzazioni sindacali di categoria, prevede un aumento di 80 euro nel triennio, composto da 70 euro sul minimo tabellare suddivise in 3 tranche (20 euro a dicembre 2016, 25 euro a luglio 2017 e 25 euro a luglio 2018) e 10 euro sotto forma di Edr (elemento distintivo retributivo) a settembre 2018. Inoltre da gennaio 2016 l’importo di 20 euro oggi erogati sotto forma di Edr verranno inglobati nel minimo tabellare. È previsto un ulteriore aumento di 21 euro annui destinati al welfare aziendale e finalizzati all’estensione delle prestazioni previste dalla polizza sanitaria integrativa.
Per quanto riguarda l’ambito di applicazione, spiegano Filt, Fit e Uilt, con il rinnovo è stato confermato che a tutti i lavoratori portuali dipendenti delle imprese ex articoli 16/17/18 e delle Autorità Portuali, sia applicato un unico contratto di lavoro che resta la prima clausola sociale a contrasto di tentativi di dumping contrattuale.
Inoltre per la parte normativa si registra un miglioramento di quanto previsto dal Jobs Act, riconoscendo alle organizzazioni sindacali un ruolo attivo, in tema di demansionamento, contratto di somministrazione, apprendistato, contratto a termine e lavoro a tempo parziale. (AdnKronos)

 

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