Le proposte dell’Unione Piloti per determinare le tariffe di pilotaggio

Nel corso degli incontri tra MIT  ed i soggetti che partecipano all’istruttoria relativa alla determinazione delle tariffe per il servizio di pilotaggio nei porti italiani, sono emerse delle problematiche meritevoli di approfondimento. Per questo motivo l’UPI  ha ritenuto opportuno formulare una serie di  proposte da sottoporre al vaglio del tavolo tecnico, convocato il giorno 30 maggio 2019 presso Fedepiloti ed del successivo 7 giugno 2019 presso il Ministero, finalizzato all’approvazione dei criteri tariffari.

Tali proposte, di seguito riportate integralmente, sono state incluse in una lettera a firma del presidente dell’UPI, il Capitano Vincenzo Bellomo, ed inviate  attraverso la posta elettronica certificata  al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Direzione Generale per la vigilanza Sulle Autorità Portuali, le Infrastrutture portuali e il Trasporto marittimo e per vie d’acqua interne, al Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, ad Assarmatori, ad Assoporti, a Confitarma, a Federagenti e alla Federazione Italiana Piloti dei Porti.

Riportiamo di seguito, nella loro integrità, le proposte formulate dall’Unione Piloti.

La spesa ammessa “C” è stata sottoposta ad una attenta analisi e le voci inserite nei rendiconti riportano dei risultati che potrebbero mettere in evidenza due aspetti rilevanti:

a) spese il cui importo non appare congruo o giustificato;

b) spese non essere direttamente riconducibili al funzionamento della Corporazione o finalizzate a scopi differenti dall’esercizio del pilotaggio,

Gli effetti di tali processi, riferiti alla spesa reale – e non a quella ammessa – paradossalmente non hanno inciso sulla tariffa e il loro ammodernamento renderà solo più chiara la lettura dei resoconti.

Le disparità tra i vari rendiconti evidenziano una “non omogeneità” da parte delle Corporazioni nel catalogare le singole spese, anomalia che troverà soluzione nell’adozione di un nuovo rendiconto così come prospettato dal superiore Ministero.

Ciò posto, l’analisi delle spese non può prescindere dalla primaria decisione di sostenere la validità del criterio di calcolo tariffario ad oggi applicato. Il modello tariffario attualmente vigente consente, infatti, interventi immediati da parte dell’Amministrazione su investimenti e organizzazione del servizio in modo che non vengano, anche solo temporaneamente, pregiudicati i livelli qualitativi dello stesso.

Qualora, invece, fosse acclarata la volontà di passare da una spesa ammessa a una spesa quanto più possibile vicina a quella reale, bisognerà valutare a quale voce di queste si potrà attribuire un rimborso totale e quali premiare, piuttosto, con una quota risparmio.

Si è dell’avviso, però, che un così radicale cambio di opinione, generi l’introduzione di elementi fino ad oggi ritenuti non meritevoli di considerazione nella determinazione della tariffa. Ne è un esempio l’entità di alcune spese, come nel caso del 5% per l’uso dei mezzi nautici, laddove – come evidenziato da un’analisi eseguita da Confitarma – si mette in luce una discrepanza tra costo del bene, usura dei motori con la loro ciclica sostituzione, periodo di ammortamento e remunerazione del capitale, tanto che la stessa associazione giustifica una riduzione della percentuale dal 5% al 3%.

Orbene una tale analisi tiene conto solo degli elementi che compongono i costi riconducibili alla singola voce e non tiene conto che la stessa contribuisce al salario complessivo del Pilota. La revisione, quindi, di questo parametro deve comportare la correzione di altre determinate voci.

A nostro giudizio si potrebbe procedere riconoscendo le spese secondo un diverso criterio e prevedere per le spese incomprimibili il rimborso a piè di lista mentre per le altre spese, dove l’esercizio del gestore può provocare un effetto “risparmio”, un rimborso gravato da detta quota.

Alla luce del nuovo orientamento finalizzato ad una revisione generale della determinazione delle tariffe di pilotaggio, appare necessario, in ogni caso, sottoporre ad una particolare analisi le seguenti voci:

  • E’ necessario tenere conto dei parametri stipendiali. Infatti, appare doveroso aggiungere al valore della paga base del pilota Eb, stabilito in 2.043,80 euro i parametri che sono stati adottati per il procedimento previsto per gli ormeggiatori e, quindi: minimo conglobato; l’EDR; aumenti periodici di anzianità, con un massimo di 5 scatti e, tenuto conto del servizio garantito nell’arco delle 24 ore per 365 giorni all’anno, il riconoscimento di una maggiorazione convenzionale forfetaria del 55%. Inoltre, è necessario prevedere, così come per gli ormeggiatori, la retribuzione della 13ma e 14ma mensilità. Pertanto, il moltiplicatore in formula per i piloti dovrà essere rivisto e passare da 12 a 14;
  • I giorni di assenza retribuiti del Pilota sono composti da: ferie pari a 5 settimane, 12 giorni di festività, 4 giorni per festività soppresse, 1 giorno in caso di documentati esami clinici (visite e interventi specialistici), 1 giorno per assemblee, 3 giorni per lutto, 3 giorni per la tutela della maternità e paternità tutti conglobati nel divisorio n/32 di conseguenza l’incidenza del K 2, 3 e 4 dovranno prevedere un ulteriore divisorio pari a 42/52 ovvero 0,808;
  • I divisori dei K devono rappresentare il numero dei piloti in servizio con esclusione dei Capi Pilota, fuori servizio.
  • I piloti a differenza degli ormeggiatori hanno quale divisore mensile 173 e non 170, gli stessi in quest’anno passeranno ad un divisore pari a 168, ai piloti non viene applicato nessun ROL e le ore partono da 40 mentre per gli ormeggiatori partono da 39 quindi si arriva ad un divisore settimanale di 31 e non di 32, a tale proposito si dovrebbe prevedere almeno lo stesso trattamento con un divisore pari a 31;
  • I tempi medi di manovra devono essere rivisti. In particolare, ad essi devono essere sommati i tempi obbligatori di riposo il cui calcolo potrà essere adattato dalle norme del Regolamento CEE in materia dei tempi di guida e di riposo degli autotrasportatori ovvero in analogia a quanto stabilito dal Regolamento ENAC sui tempi di volo e di servizio e sul riposo per l’equipaggio di aereo mobili adibiti al trasporto;
  • Le prestazioni eseguite in presenza di due piloti, devono rimanere così come attualmente calcolate in quanto le spese per il servizio sono riconosciute a piè di lista e, quindi, ristorando l’importo della spesa viva a prescindere dal numero dei piloti per cui essa viene imputata. Appare, dunque, evidente che il riconoscimento delle due prestazioni costituisce la remunerazione della mera opera oraria eseguita dai due piloti in linea con la 352/17.

Si reputa che le seguenti voci dovrebbero essere eliminate, con un notevole risparmio per l’utenza, anche alla luce di recenti decisioni dell’Autorità Giudiziaria Contabile, non ritenute più ammissibili:

  • I canoni televisivi sono stati inseriti nelle spese energetiche per cui non hanno più ragione di esistere;
  • La voce “Partecipazione ad enti e studi di aggiornamento professionale da calcolarsi su compensi Corporazione” poichè i corsi devono essere sostenuti direttamente dalle Corporazioni stesse;
  • La componente sindacale inclusa nella voce “Partecipazione ad enti e studi” deve essere riconsiderata come un prelievo concesso per le relazioni sindacali da dividersi tra le associazioni di categoria riconosciute;
  • Quotidiani ed abbonamenti a riviste tecniche in quanto, attraverso internet, si possono ottenere in rete;
  • Consulenze amministrative, legali e tecniche. La Corporazione è soggetta alla vigilanza dell’Autorità Marittima Centrale e Periferica e, pertanto, riceve da quest’ultima le direttive e le disposizioni inerenti il servizio. Qualora fosse necessario, la Corporazione potrà chiedere al Comandante del Porto ogni delucidazione necessaria al servizio;
  • Canone associativo ad altri enti professionali. Non è chiaro quali siano in Italia enti professionali simili ai piloti dei porti;
  • Spese di Rappresentanza. La Corporazione, non essendo un’azienda privata, non è soggetta a rappresentanza.

Il modello di rendiconto si immagina sia quello di seguito riportato.

A) Spese Generali

  • Fitto, spese condominiali, canone di concessione sedi e pertinenze;
  • Pulizia, manutenzione e riparazione sedi e pertinenze;
  • Utenze;
  • Assicurazioni relative alla sede e alle pertinenze;
  • Spese postali;
  • Spese bancarie;
  • Spese legali per costituzione/convocazione in giudizio
  • Marche da bollo a carico Corporazione;
  • Cancelleria e stampati;
  • Acquisto, noleggio, manutenzione software e hardware;
  • Polizza elettronica;
  • Spese relative alle certificazioni di qualità;
  • Formazione personale dipendente;
  • Missioni e viaggi eseguiti nell’esclusivo interesse della Corporazione;
  • IRAP, IRES, Tasse e tributi vari Corporazione;
  • Spese smaltimento rifiuti.

B) Spese Personale Navigante, Amministrativo e Addetto alle Comunicazioni

  • Retribuzioni al netto di ritenute e contributi dipendenti;
  • Ritenute erariali a carico Corporazione;
  • Accantonamento e rivalutazione TFR (mensile e saldo);
  • Assicurazioni di legge (INAIL, INPS ecc);
  • 13ma e 14ma mensilità;
  • Servizio mensa o contributo sostitutivo della mensa;
  • Assicurazioni varie
  • Retribuzioni al netto di ritenute e contributi personale marittimo;
  • Contributi INPS a carico corporazione;
  • Accantonamento TFR e rivalutazione;
  • INAIL;
  • Contribuzioni e assicurazioni aggiuntive equipaggi
  • Retribuzioni contrattuale del personale addetto alle comunicazioni;
  • Contributi a carico Corporazione;
  • Accantonamento e rivalutazione. TFR;
  • INAIL e altre assicurazioni di legge;

C) Spese Varie Piloti

  • Acquisto e consumi mezzi locomozione diversi dalle Pilotine;
  • Spese di locomozione;
  • Indennità di trasferta;
  • Spese accertamenti sanitari, perizie mediche;
  • Diarie piloti di rinforzo;
  • Indennità vestiario e abbigliamento professionale;
  • Mensa o indennità sostitutiva del pasto (Non tassabile fino a 5,14 se erogati in buoni pasto cartacei e di 7,00 euro se erogati in buoni elettronici);
  • TFS e rivalutazioni;
  • Assicurazione responsabilità Civile;
  • Corsi specifici aggiornamento professionale Piloti;
  • Spese servizi tecnici

D) Spese di Comunicazioni

  • Spese acquisto o noleggio apparecchi telefonici;
  • Spese telefoniche, connessioni, Internet ecc.;
  • Spese avvistamento navi, AIS, cartografia elettroniche;
  • Canone concessione ponte radio;
  • Acquisto e manutenzione apparecchi VHF in sede e portatili;
  • Acquisto, manutenzione e canone concessione ed utilizzo Radar;

E) Esercizio mezzi Nautici

  • Interventi di manutenzione, riparazione ed assicurazione dei mezzi armati dalla Corporazione;
  • Acquisto carburante, olii e materiale consumo vario;
  • Assicurazioni;
  • Percentuale godimento mezzi nautici;
  • Spese per rilascio e rinnovo certificazioni;
  • Diritti di stazionamento, canone posto barca;

F) Oneri Straordinari

  • Sopravvenienze di passivo;
  • Insussistenze di attivo;
  • Oneri finanziari e straordinari.

La lettera, nella sua versione originale, può essere scaricata cliccando il link in basso

Proposta Unione Piloti rinnovo tariffario