L’Unione Piloti lancia il sito Unionemarittimi.com per tutelare i diritti della Gente di mare

“Se si sogna da soli, è solo un sogno.

Se si sogna insieme è la realtà che comincia.”

E’ questo il motto che ispira il nascente sindacato della Unione Marittimi.

L’Unione Piloti – di cui è parte Unione Marittimi –  ha deciso di non restare indifferente al disagio della Gente di Mare, che da più parti e a gran voce richiede interventi stringenti e non più dilazionabili a salvaguardia e a tutela dei propri diritti di lavoratori e di professionisti e, in questo scenario, ha deciso di scendere in campo mettendosi a disposizione di un mestiere in cui la loro presente realtà di Piloti trova origine.

L’Unione Piloti presenta il sito unionemarittimi.com a disposizione di tutti i marittimi che avranno voglia e necessità di inviare segnalazioni, idee o suggerimenti o per registrare la propria adesione al Sindacato.

Questo è il manifesto di Unione Marittimi:

“Carissimi Amici

è ormai da tempo che l’Unione Piloti viene sollecitata ad esprimere opinioni circa la professione dei Marittimi, operazione che facciamo volentieri.

E’ una professione nobile nella quale si radica la nostra attuale realtà di Piloti e che ha nutrito il nostro attuale vissuto lavorativo.

 

La professione del Marittimo, come noto, non è una semplice professione ma è un attività che unisce culture differenti, amalgama provenienze e modi di vivere diversi e di conseguenza siamo dell’opinione che non si può più assistere indifferenti al tentativo di svilire e di svuotare del suo significato di “professione” il lavoro di Marittimo da tempo in atto.

E’ nostra assoluta convinzione – e speriamo fortemente divenga anche la Vostra – che l’Unione fa la Forza.

 

Pertanto la volontà di salvaguardare il lavoro e la professionalità di una realtà non sufficientemente e adeguatamente tutelata dal punto di vista dei diritti e del sacrosanto riconoscimento di istanze economiche più eque – il marittimo a tutt’oggi è disponibile 24 ore al giorno con paghe sostanzialmente non all’altezza dell’impegno e dell’arte impiegati – ci ha spinti a dare vita al sito Unione Marittimi dove poter far giungere Vostre segnalazioni, i Vostri suggerimenti e dove le Vostre idee potranno acquistare voce .

Se volete dar voce al Vostro disagio e credete nell’arte del Marittimo iscrivetevi al nostro sito.

 

Potete leggere – in calce a questo comunicato – la lettera fatta al Parlamento Europeo firmata Unione marittimi.

 

Ci piacerebbe che il motto dell’Unione Marittimi fosse “Se si sogna da soli è solo un sogno. Se si sogna insieme è la realtà che comincia” E’ un motto che ispira grande fiducia nella collaborazione e nell’unione di più individui animati da un’unica idea da perseguire.

 

Se le adesioni raggiungeranno i 1000 iscritti, faremo uno statuto, i cui punti iniziali potranno essere quelli che ad oggi ci appaiono come i principali nodi, presenti da sempre e mai sciolti – che sono:

 

  • Creare un fondo per le vedove per marittimi che vengono a mancare sul lavoro (Fondo Cali);
  • Creare un fondo per i marittimi ai quali viene ritirato il libretto di navigazione;
  • Assicurazione per i Comuni, Sottoufficiali e Ufficiali;
  • Creare un database di tutti i marittimi italiani;
  • Assistenza legale sui contratti;
  • Assistenza legale sui Titoli;
  • Assistenza legale in caso infortunio;
  • Assistenza legale penale;
  • Assistenza legale marittima;
  • Assistenza legale civile;

 

Per la realizzazione del progetto hanno già dato la disponibilità alla partecipazione:

C.L.C. Bellomo Vincenzo presidente Unione Piloti

C.L.C. Ragusa Marco vice presidente Unione piloti

C.L.C. Romano Ciro Segretario Unione piloti 

C.V. Romano Giuseppe 

Avvocato Malaguti Paolo (Lobbista accreditato al parlamento europeo) diritto Marittimo

Avvocato Altese Fabio ( Penalista & Civile)

Spero in una Vostra entusiasta e fiduciosa adesione al nostro progetto

Un caloroso abbraccio

Vincenzo Bellomo

Presidente Unione Piloti”

Proposta di modifica Direttiva 2008/106/CE

La Direttiva in oggetto parebbe perseguire lo scopo di risolvere il problema avanzato da talune associazioni armatoriali della presunta impossibilità di individuare sul mercato del lavoro nautico figure professionali di marittimi dotati di certificati. In realtà, il panorama è assai diverso. L’attuale procedura di arruolamento del personale marittimo imbarcato prevede per gli armatori europei la possibilità di procedere all’assunzione del personale con il CCNL del Paese di riferimento, per esempio in Italia, il CCNL italiano, piuttosto che in Spagna, il CCNL di riferimento per la Spagna, ecc., ovvero di utilizzare il contratto collettivo europeo che può presentare un costo di incidenza oraria per alcuni Paesi dell’Unione più favorevole al personale da imbarcare (vedi Portogallo) ovvero meno favorevoli (facendo per esempio un paragone con l’Italia).

Al di là della volontà dell’armatore di voler procedere alla stipulazione di un contratto di assunzione secondo l’uno o l’altro modello, in ogni caso, il marittimo per essere assunto deve essere inquadrato in relazione all’esperienza maturata, nonché al possesso di talune certificazione. Preme rilevare, a tal proposito che annualmente l’I.M.O. (International Maritime Organization) individua nuovi corsi da seguire, con la finalità di migliorare la sicurezza della navigazione. Il problema, sia per il personale marittimo, che in parte per gli armatori, è che i predetti corsi non solo non sono gratuiti ma presentano una tariffazione diversa a seconda del prezziario praticato dagli organismi accreditati, il quale muta sensibilmente da Stato a Stato dell’Unione Europea.

Orbene, le proposte di modifica alla Direttiva 2008/106/CE parrebbero, in realtà, essere finalizzate, più che a trovare una soluzione alla domanda delle associazioni armatoriali di personale da imbarcare qualificato, diversamente, a prevedere una procedura di riconoscimento di accreditamento di Paesi estranei all’Unione per il rilascio dei corsi per il personale marittimo, con la finalità di semplificare l’assunzione di personale marittimo extracomunitario in luogo di marittimi europei, avendo la possibilità di attingere a corsi meno costosi, in quanto svolti in Stati non aderenti all’Unione Europea, nonché, poi, chiaramente a prediligere l’assunzione di personale extracomunitario, assai meno costoso del personale marittimo europeo.

Conseguentemente, il sindacato dell’Unione Marittimi espone perplessità sull’adozione degli emendamenti in discussione e vorrebbe proporre degli emendamenti volti a contenere il rischio dell’assunzione di personale extracomunitario a scapito dei marittimi europei.

Pertanto, parrebbe opportuno inserire l’obbligo per le società di armamento europee di imbarcare almeno due apprendisti europei, dello stesso settore, per i quali a fronte di una richiesta non si trovino marittimi abilitati in Europa, più precisamente, nel caso in cui non sia possibile individuare la figura di un ufficiale di rotta, provvedere sì all’imbarco di un ufficiale extracomunitario, ma condizionare tale imbarco alla contestuale assunzione di due allievi ufficiali di rotta, al fine di porre un argine a tutela dei lavoratori europei, che corrono il rischio, con l’approvazione delle modifiche attualmente in discussione di essere discriminati.

Ulteriore modifica che il sindacato dell’Unione Marittimi vorrebbe proporre è la seguente:

(Pag 7 – emendamento 7)

Art. 5 – inserire in aggiunta:

La Commissione insieme con l’Agenzia Europea per la Sicurezza Marittima (EMSA), provvede annualmente a redigere una lista dei Paesi Terzi riconosciuti, contenente l’elenco dei marittimi idonei a prestare servizio all’interno di una nave battende bandiera di uno Stato dell’Unione.

Tale modifica parrebbe finalizzata a contingentare il rischio dell’assunzione di personale extraeuropeo.