Migranti: anche l’ECSA preoccupata per la nuova posizione dell’Italia

Il rifiuto delle autorità italiane della nave umanitaria Aquarius con 620 migranti a bordo continua a suscitare reazioni.

Cresce l’allarme tra gli armatori per la presa di posizione del governo italiano di negare l’accesso alla nave Aquarius con 629 migranti a bordo. Dopo la nota diffusa da Peter Hinchliffe, segretario generale dell  l’ICS (International Chamber of Shipping) si registra addesso l’intervento dell’’European Community Shipowners’ Associations” (ECSA). Le due organizzazioni sono in perfetta sintonia, in quanto si dichiarano preoccupate per quanto sta accadendo e per le ripercussioni che il nuovo atteggiamento dell’Italia potrebbe avere sui traffici marittimi nel Mediteranneo.

«Ci rendiamo conto che gli Stati mediterranei come l’Italia, la Spagna e Malta sono stati sottoposti a forti pressioni negli ultimi anni nel ricevere così tanti migranti e che questo problema dovrebbe essere condiviso meglio», dichiara Martin Dorsman, segretario generale dell’ECSA.

«Tuttavia, riteniamo inaccettabile che le navi che trasportano  migranti siano  tenute lontane dai porti. Anche le navi mercantili possono essere coinvolte nel salvataggio di migranti. In conformità con le convenzioni internazionali, il Comandante ha l’obbligo legale di aiutare le persone in difficoltà in mare, e ovviamente onorerà questo impegno quando necessario. Le navi commerciali non sono però attrezzate,  né gli equipaggi sono addestrati, per  effettuare salvataggi su larga scala o a tenere a bordo i migranti per un lungo periodo», spiega Dorsman.

«La certezza che i migranti possano essere sbarcati al più presto è fondamentale per la sicurezza e il benessere dei migranti e dei marittimi», continua la nota dell’ECSA.

“La vicenda dei migranti che attraversano il mare ha delle ripercussioni dirette sull’industria marittima. Sebbene il numero di migranti salvati in mare sia diminuito rispetto al picco dell’anno 2015, le navi mercantili restano tuttora coinvolte frequentemente nelle operazioni di ricerca e soccorso (SAR) nel Mediterraneo centrale, occidentale e orientale» conclude Martin Dorsman.

2 Comments

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  2. rotulos 16 agosto 2018 at 4:12 - Reply

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