Navigazione: cambiano le norme sulle responsabilità dei piloti dei porti

Cambiamenti in particolare per i piloti  che prestano servizio per una nave, assistendo il capitano. Nuove disposizioni anche in materia di servizi tecnico-nautici

La Commissione trasporti della Camera ha approvato un emendamento che apporta alcune modifiche al codice della navigazione in materia di responsabilità dei piloti dei porti.  Il provvedimento, che dovrà poi essere approvato in aula, prevede anche nuove disposizioni in materia di servizi tecnico-nautici.
La proposta emendativa amplia le responsabilità degli operatori portuali a seconda dei tipi di sinistri occorsi  alle imbarcazioni, fermo restando la responsabilità dell’armatore e sulla base dei principi dell’ordinamento in vigore.
L’iter sulla riforma del codice ha visto finora impegnate le Commissioni Affari costituzionali, Bilancio, Finanze, Lavoro e Politiche dell’Unione europea che hanno tutte espresso pareri favorevoli. I cambiamenti interessano in modo particolare i piloti dei porti che pur senza essere membri di equipaggi prestano servizio per una nave, assistendo il capitano dell’imbarcazione.
Nei luoghi in cui il pilotaggio è obbligatorio l’operatore marittimo non può cessare dalla sua opera fino all’ormeggio della nave nel luogo assegnato ovvero fino all’uscita della nave dal porto.
“Proprio in considerazione delle caratteristiche dell’attività dei piloti dei porti, la principale finalità della proposta di legge in esame è quella di individuare precisi requisiti soggettivi (l’assenza di dolo o colpa grave) e oggettivi (la dipendenza dell’evento dannoso dall’inesattezza delle informazioni o delle indicazioni fornite dal pilota per la determinazione della rotta e l’importo massimo di un milione di euro per ciascun evento), in relazione ai quali è stabilito un limite alla responsabilità civile del pilota.  Ciò infatti risulta indispensabile per assicurare ai piloti le migliori condizioni, anche sotto il profilo psicologico, nello svolgimento dei propri compiti, che, come detto, da un lato, hanno carattere di obbligatorietà e, dall’altro, come è facile comprendere, risultano estremamente impegnativi, delicati e carichi di rischio” ha osservato in Commissione il presidente Michele Meta.
L’intervento normativo risulta particolarmente opportuno se si considera che, sulla base delle statistiche internazionali, i porti italiani risultano quelli con il minore livello di incidentalità in rapporto al numero di manovre effettuate dai piloti.

tratto da www.trasporti-italia.com