No all’autopilotaggio. Respinto il ricorso al TAR della Cartour

E’ stata pubblicata lo scorso 3 giugno la sentenza con cui Il TAR del Lazio, ha respinto il ricorso della società Cartour S.r.l. contro il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Direzione Generale per i Porti, la Capitaneria di Porto di Salerno, Comando Generale delle Capitanerie di Porto, la Direzione Marittima di Napoli, e l’Autorità Portuale di Salerno, in merito all’obbligo di avvalersi del servizio di pilotaggio nel porto di Salerno. La Cartour voleva esimersi da tale obbligo, tra l’altro previsto dal Decreto Ministeriale del 12.12.1996 art. 14 comma 1-bis l.84/94. In qualità di controinteressati si sono costituiti in giudizio la Corporazione Piloti del Porto di Salerno e la Federazione Italiana dei Piloti dei Porti.

Alla luce della disciplina applicabile – l’Organo di giustizia amministrativa –  ha osservato che non può trovare soddisfazione, con riferimento all’interesse fatto valere dalla ricorrente con l’istanza originaria alla Capitaneria del Porto di Salerno, la pretesa di fare ricorso all’auto-pilotaggio o comunque di essere esonerati dal detto servizio che in quanto previsto da una regola generale si applica, salve le tassative eccezioni, a tutti gli utenti dei servizi portuali.

IL TAR ha ribadito che ai sensi dell’art. 14, comma 1-bis, l. 28 gennaio 1994, n. 84, il servizio di pilotaggio al pari degli altri servizi-tecnico nautici (ormeggio, rimorchio e battellaggio) costituisce un servizio di interesse generale atto a garantire la sicurezza della navigazione e dell’approdo in quanto volto a soddisfare le esigenze di tutti i soggetti che intervengono all’interno delle acque portuali.

Ha anche  ribadito che il pilotaggio,  in virtù dell’art. 87 Cod nav. “nei luoghi dove è riconosciuta l’opportunità, può essere reso obbligatorio con decreto del Presidente della Repubblica” (ora decreto ministeriale del ministero delle infrastrutture e dei trasporti ex art. 14, comma 1-bis, L. n. 84-1994) e affidato ad una Corporazione di piloti ex art. 86 cod. nav., istituita, mediante decreto del presidente della Repubblica.

Nel caso del Porto di Salerno, l’obbligo del pilotaggio – si legge nella sentenza – lungi dall’essere dunque un’ipotesi puramente facoltativa, è stato stabilito in termini inequivocabili a suo tempo con DM Ministero dei Trasporti del 2.9.1996, il quale  prevede anche i casi di esenzione da detto obbligo per tipologia di nave (art. 3), nonché i presupposti per il servizio in VHF (pilotaggio via radio, art. 4), in base ad una valutazione preventiva e generale contenuta nello stesso decreto.

Il pilotaggio obbligatorio – si legge ancora nella sentenza – non può essere sostituito dall’auto-pilotaggio, che consisterebbe sostanzialmente nel venir meno dell’alterità tra pilota e comandante della nave, alterità che costituisce invece l’essenza del servizio; ex art. 92 comma 1 Cod. Nav. è infatti un soggetto professionalmente qualificato e distinto dall’equipaggio della nave, i.e. il pilota, che “suggerisce la rotta e assiste il comandante nella determinazione delle manovre necessarie per seguirla”; l’obbligatorietà del servizio presuppone dunque che sia una persona esterna, dotato di una specifica competenza e qualificazione, a dare indicazioni alla nave sulla manovra da compiere nell’acque portuali.

Per il TAR risulta infondata, anche in caso di riserva per legge ad un soggetto della gestione di uno specifico servizio contro corrispettivo, la facoltà per i terzi “di produzione di tali beni o servizi per uso proprio” (cil cosiddetto diritto all’autoproduzione). E’ infatti lo stesso comma 2 dell’invocato art. 9  ad escludere l’autoproduzione nei casi la riserva risulti stabilita “per motivi di ordine pubblico, sicurezza pubblica e difesa nazionale” e nel caso del Porto di Salerno  le ragioni di sicurezza della navigazione, già compiutamente esposte, giustificano la riserva in favore della Corporazione del servizio di pilotaggio. Più specificatamente –   osserva – che “l’innegabile collegamento tra l’esercizio dei servizi marittimi e l’adempimento degli specifici obblighi di servizio pubblico, impediscono quindi la possibilità dell’autoproduzione (cfr. sul punto anche questa Sezione sentenza n. 641/2014)”.

Per il TAR l’obbligatorietà servizio di pilotaggio non appare in contrasto con il diritto europeo e con il principio di libera prestazione di servizi, trattandosi di limitazioni che rispondono ad esigenze di sicurezza pubblica e dunque a “finalità di interesse generale”. Di conseguenza non ravvisa nella vicenda alcuna lesione dei principi della concorrenza tenuto conto anche che l’istanza della società Cartour non era volta a consentire l’ingresso di altri operatori nel settore, interessati ad offrire i loro servizi alla generalità degli utenti del porto, ma ad ottenere l’assenso all’autoproduzione del servizio.

Alla luce di quanto precede la sentenza esclude  “la possibilità, sollecitata tramite il secondo motivo di ricorso, che sia rilasciato ai comandanti delle navi della società istante l’esenzione dall’obbligo di pilotaggio (cd. PEC – pilot exemption certificate). Tale esenzione infatti per le ragioni viste costituisce ipotesi estranea alla vigente disciplina nel Porto di Salerno ove il servizio di pilotaggio costituisce strumento obbligatorio per le manovre portuali. Ne consegue la correttezza delle conclusioni raggiunte nei pareri ministeriali ove si dichiara che il sistema di rilascio del PEC non è previsto dall’ordinamento italiano e non può essere introdotto in via amministrativa”.

L’Ordinanza del TAR del Lazio può essere scaricata cliccando il seguente link

Sentenza Nr 07084-2019 TAR Lazio su ricorso Cartour Porto di Salerno