Ravenna, assegnati Lavori nel porto per 30 milioni di euro

29.05.2020 – Come anticipato nei giorni scorsi, l’Autorità Portuale di Ravenna ha firmato questa settimana contratti per lavori di manutenzione in porto per circa 30 milioni di euro.  Gli appalti sono frutto del lavoro tecnico e contrattuale svolto nei mesi scorsi nonostante le difficoltà create dall’emergenza sanitaria.

Gli appalti più significativi sono quelli relativi alle manutenzione delle briccole di accosto presso i pontili in Pialassa Baiona, per un valore di più di tre milioni di euro; al rifacimento della banchina di attracco del traghetto a Porto Corsini, opera del valore di tre milioni di euro (che sarà realizzata senza interferenze sulla viabilità del paese durante il periodo estivo); alla ristrutturazione delle banchine “Marcegaglia” in sinistra Canale Candiano, investimento da oltre 12 milioni di euro ed il rifacimento della banchina “Magazzini Generali” in destra canale, per oltre 8 milioni di euro. Oltre a vari interventi di manutenzione elettrica ed edile per più di un milione di euro.  

Inoltre, è imminente l’avvio dei lavori di posa del cavo della fibra ottica (Banda Ultra Larga) nell’ambito portuale, per circa 700 mila euro, per il quale era stato comunicata nelle settimane scorse la firma del contratto con Lepida SpA, al quale si aggiunge ora un ulteriore contratto del valore di 150 mila euro per la posa della fibra ottica (Banda Ultra Larga) in Darsena di città, che è stato affidato questa settimana.

Sul fronte ferroviario, RFI sta ultimando i lavori (bloccati causa COVID) per il bypass ferroviario in sinistra Canale Candiano che permetterà ad oltre 4000 treni/anno di non entrare nella stazione ferroviaria in città, proseguendo dal porto direttamente verso Bologna /Ferrara.

A questi si aggiungono i progetti in fase di avanzata preparazione, fra i quali la sistemazione della darsena pescherecci a Marina di Ravenna (valore oltre 2 milioni di euro, con gara entro il 2020 e lavori nel 2021); la ricostruzione della banchina Nadep (valore 1 milione di euro e avvio lavori entro il 2020) e della banchina della Fabbrica Vecchia (valore 4,4 milioni di euro ed inizio lavori a fine anno) quest’ultima propedeutica al recupero dell’immobile. E’ in fase avanzata l’iter autorizzativo, che dovrebbe concludersi entro l’anno, del progetto del Parco delle Dune a Porto Corsini (valore 6,5 milioni, procedura di gara ed inizio lavori nel 2021). Inoltre entro il 2020 sarà redatto il progetto esecutivo per la ristrutturazione del Mercato del Pesce a Marina di Ravenna (valore di circa 1,5 milioni di euro, inizio lavori nel 2021). 

Per un totale di ulteriori circa 15 milioni di euro di appalti da chiudere entro l’anno.

Tutti questi interventi si collocano al di fuori del Progetto dell’HUB Portuale di Ravenna, per il quale a breve la Commissione Tecnica dovrebbe individuare il nome del General Contractor  al quale affidare oltre 200 milioni di euro di lavori da avviare entro la fine dell’anno. L’Autorità  Portuale, nel frattempo, sta già lavorando per preparare l’istruttoria della “Fase 2 del progetto Hub Portuale”, cioè quella che porterà i fondali del canale Candiano alla quota di -14,5 e che prevede lavori, tra i quali la realizzazione dell’impianto di trattamento fanghi di escavo, per ulteriori 160 milioni di Euro.

Una serie di interventi strategici  per un’infrastruttura pubblica fondamentale per la competitivita’ e l’attrattività del territorio e dell’intera Emilia-Romagna,  – afferma Andrea Corsini, Assessore regionale a Mobilità e Trasporti, Infrastrutture, Turismo e Commercio. –  In particolare per gli investimenti nel sistema ferroviario, insieme a Rfi, alla citta’ di Ravenna e all’Autorita’ Portuale abbiamo sostenuto l’intera fase di analisi e progettazione degli interventi grazie a un protocollo d’intesa sullo sviluppo di quello che per noi e’ un punto di snodo nevralgico dell’economia regionale. Seguendo le indicazioni dell’Unione europea, intendiamo favorire sempre piu’ il potenziamento della multi-modalita’ basata su ferrovie, vie navigabili interne e infrastrutture marittime. Questo e’ un altro concreto passo avanti lungo la strada che intendiamo percorrere per ripartire e ricostruire dopo il blocco da coronavirus: investimenti pubblici per crescita sostenibile e occupazione”.

Durante tutto il difficile periodo di emergenza – ha affermato il Sindaco di Ravenna, Michele de Pascale – il porto di Ravenna, gli operatori e le imprese non hanno mai cessato di essere operativi al servizio dell’economia locale, nazionale e internazionale, lavorando sempre nel rispetto dei protocolli di sicurezza e delle misure di contenimento della diffusione del Covid-19. Di questo dobbiamo ringraziare tutta la comunità portuale a cui va il sostegno dell’amministrazione comunale. In attesa della completa ripresa dell’economia, che mi auguro avvenga il più presto possibile, gli interventi in corso e quelli previsti contribuiranno a rendere il nostro scalo ancora più competitivo ed efficiente.

“In questa delicata fase di ripartenza in cui gli scenari economici ci parlano di un 2020 in salita – evidenzia Giorgio Guberti presidente della Camera di Commercio di Ravenna – puntare sulle infrastrutture è essenziale per lo sviluppo del Paese e del nostro territorio. I progetti messi in campo in ambito portuale, grazie all’impegno dell’AdsP di Ravenna che ha agito con efficacia  e concretezza, saranno strategici e fondamentali per spingere l’acceleratore della ripresa economica e della competitività del sistema imprenditoriale”.  

“Abbiamo continuato a lavorare in questi mesi ed ora stiamo raccogliendo i frutti di questo lavoro – ha dichiarato il Presidente Daniele Rossi. Il porto della Regione Emilia Romagna è un nodo strategico della rete logistica del Paese e questi investimenti garantiranno occupazione e crescita al sistema produttivo locale e regionale e contribuiranno alla ripresa dell’economia nazionale” 

Call internazionale per il futuro del Porto Canale di Cagliari: prorogata al 31 agosto la scadenza

29.05.20 – Ieri mattina, con la pubblicazione dell’avviso a firma del Presidente dell’AdSP Massimo Deiana, sono stati prorogati al prossimo al 31 agosto 2020 i nuovi termini per la presentazione delle domande sul compendio portuale cagliaritano.

Una decisione, questa, determinata da diversi fattori.

Da una parte, la prosecuzione della situazione emergenziale, che ha spinto alcuni operatori interessati a sollecitare un’ulteriore estensione dei tempi necessari per approfondimenti tecnici e, aspetto non secondario, per le persistenti difficoltà nei collegamenti con l’Isola per l’effettuazione dei necessari sopralluoghi.

Dall’altra, le richieste delle Organizzazioni sindacali di attivazione di un nuovo tavolo interministeriale urgente sulla crisi del Porto Canale, le cui risultanze, proprio nella seduta della giornata di ieri, hanno registrato una piena convergenza sull’opportunità di un’ulteriore proroga finalizzata a garantire una più ampia partecipazione di soggetti alla call internazionale.

Tutto invariato, quindi, fino alle 12.00 del 31 agosto.

A partire dall’oggetto della concessione: 1.600 metri lineari di banchina, con possibilità di allungamento così come previsto all’interno del Piano regolatore, 16 metri di fondale e quasi 400 mila quadri di piazzale, sul quale sono presenti 6 cabine elettriche, 3 fabbricati destinati ad uffici, mensa, spogliatoi, depositi attrezzature, nonché un Punto di Ispezione Frontaliero (ai quali si aggiunge la possibilità di locale o acquistare dal Consorzio Industriale Provinciale di Cagliari il relativo parco gru e mezzi per la movimentazione).

Immutati anche i contenuti del “pacchetto insediativo”: collegamento alla Zona Economica Speciale di oltre 1.600 ettari; Zona Franca Doganale interclusa, vicinanza al servizio di bunkeraggio navale operato dalla Saras; riproposizione di un Contratto di Localizzazione per il sostegno degli investimenti per l’acquisto di nuove attrezzature. Così come i criteri di valutazione che terranno conto della visione dell’Ente sul futuro del Porto Canale, la durata del titolo concessorio e l’importo annuale del canone, la cui parte variabile potrà essere soggetta a riduzione in dipendenza dei volumi di traffico che il nuovo terminalista registrerà. 

Dopo la presentazione, la domanda di concessione ex. Art 18 della Legge 84/94 sarà pubblicata per 60 giorni, termine entro il quale anche altri soggetti interessati potranno presentare delle istanze in concorrenza o eventuali osservazioni ed opposizioni alla stessa.

Abbiamo ritenuto di dover concedere un’ulteriore proroga dei termini per la sollecitazione di mercato per il futuro del Porto Canale – spiega Massimo Deiana, Presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna – La situazione contingente, ancora estremamente limitante per gli spostamenti da e verso l’Italia e l’estero,  il conseguente rischio di esclusione di potenziali soggetti interessati alla call internazionale, unita alle richieste delle organizzazioni sindacali e, non ultime, alle indicazioni prudenziali del tavolo interministeriale di ieri, ci spingono a riconsiderare ancora la scadenza per la presentazione delle proposte. Il mio augurio è che il 31 agosto possa chiudersi positivamente questa prima fase e procedere con il riavvio definitivo dell’operatività del terminal container di Cagliari”.     

Wartsila fornirà ai piloti di Le Havre un simulatore di navigazione completamente nuovo

28.05.20 – Il gruppo tecnologico Wärtsilä fornirà alla stazione piloti di Le Havre in Francia  un simulatore di navigazione completamente nuovo, specificamente adattato alle esigenze delle manovre dei piloti. L’ordine è stato effettuato nel febbraio 2020.

Il nuovo sistema di visualizzazione unico si basa su 14 proiettori DP, che comprendono sette sistemi di proiezione circolare principale e sette sistemi di proiezione a terra. È dotato di uno schermo panoramico a 350 gradi. L’attuale simulatore della Wärtsilä è stato installato presso la stazione piloti di Le Havre nel 2004.  La nuova versione si è resa necessario per soddisfare le esigenze attuali e future.

“Lavoriamo con Wärtsilä già da diversi anni e conosciamo bene la loro esperienza e la loro competenza nella tecnologia di simulazione. Il nuovo sistema ci sarà di grande utilità per l’addestramento dei piloti e completerà l’addestramento pratico che essi acquisiscono in mare”, afferma Pavel Pereira, Presidente della Stazione Piloti.

“Le Havre è un porto molto trafficato e la sicurezza è un fattore fondamentale. Per questo motivo ci è stato chiesto  di fornire un simulatore di navigazione completamente nuovo e all’avanguardia che migliorerà e faciliterà le attività dei piloti”, afferma Eric Letrou, Area Sales Manager, Wärtsilä Voyage.

Il simulatore consente agli utenti di studiare la reazione di un’imbarcazione in situazioni operative. Assiste gli allievi nel perfezionare le manovre in condizioni di meteo-marine difficili e in situazioni di emergenza, tenendo conto delle correnti e dei venti, nonché degli effetti del beccheggio e degli argini. I simulatori di navigazione di Wärtsilä sono pienamente conformi alle norme e ai regolamenti internazionali.

La stazione piloti di Le Havre esiste sin dal 16° secolo. Attualmente vi operano 47 piloti, 24 ore su 24, tutto l’anno e praticamente in tutte le condizioni meteorologiche. La stazione serve il porto di Le Havre, il terminal petrolifero di Antifer e il porto di Fécamp.

Wärtsilä Voyage sta trasformando radicalmente la navigazione marittima sfruttando le più recenti tecnologie digitali,  in termini di sicurezza, efficienza, affidabilità e riduzione delle emissioni di CO2.

Porto di Barletta, intesa Comune AdsP per ristutturare lo storico Trabucco

28.05.20 Lunedì mattina, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, e il sindaco di Barletta, Cosimo Damiano Cannito, hanno sottoscritto il protocollo d’intesa denominato “Molo di Levante” che ha l’obiettivo di avviare una serie azioni finalizzate al completamento della ristrutturazione dell’antico trabucco e del Molo di Levante che conduce alla storica e simbolica struttura.

Nell’ottica di una vision  finalizzata ad intensificare e stringere l’interazione tra porto e città, verranno infatti effettuati interventi di manutenzione e messa in sicurezza della diga foranea, proprio per consentire un utilizzo pubblico dell’antico “guardiano” del litorale.

Con il protocollo d’intesa, l’Ente portuale si impegna a stanziare una cifra di 600 mila euro per gli interventi di ristrutturazione, previa approvazione del progetto redatto dal Comune di Barletta che ricoprirà la funzione di stazione appaltante per l’effettuazione dei lavori.

In un periodo storico particolarmente complesso, -commenta il presidente dell’AdSP MAM Ugo Patroni Griffi- ritengo sia necessario riappropriarsi delle proprie radici identitarie, in grado di trasmettere sicurezza attraverso la diffusione della memoria storica. Il “vecchio ragno”, simbolo di Barletta, evoca, appunto, un forte senso di comunità marinara maturata in seno alle pratiche di pesca da terrafrutto dell’esperienza secolare tramandata di padre in figlio sino ai giorni nostri. Soprattutto in questa fase di ripresa – conclude Patroni Griffi- la Puglia deve puntare sul modello turistico composto da competitività + attrattività + sostenibilità; una formula che si fonda principalmente sul vastissimo patrimonio storico culturale di cui dispone il nostro territorio e che il vecchio trabucco contribuirà ad arricchire.”

“Quello fra la città di Barletta e il mare è un legame stretto che con il completamento di quest’opera sarà rinsaldato per consentire ai più giovani di riscoprire il significato che per tantissime generazioni di barlettani ha avuto il trabucco”, ha detto il sindaco Cannito. “Quel luogo – ha aggiunto il primo cittadino – che appartiene alle storie di vita degli abitanti di questa città, entrerà a far parte del patrimonio culturale e turistico dell’intero territorio e della regione grazie alla riqualificazione del molo di Levante, intervento che lo renderà realmente fruibile e questo è davvero di buon auspicio, oltre che un bell’orizzonte a cui guardare, in un momento come questo, nel quale si cerca, non senza fatica e con prudenza, di pensare e progettare il futuro, di investire nel futuro”.

Tra gli interventi che verranno effettuati sul molo di Levante vi sono:

  • rifacimento della pavimentazione;
  • installazione di una balaustra anti-caduta, sul lato porto;
  • installazione di un sistema di illuminazione a pali;
  • fornitura di erogatori di acqua e luce;
  • sistema di videosorveglianza;
  • lavori di arredo urbano.

In tempi brevi, il Comune presenterà alla Capitaneria di Porto una domanda al fine di ottenere la consegna, ex art. 34 Codice della Navigazione, delle aree interessate dall’intervento e dall’utilizzo come passeggiata a mare.

Genova, al via Tavolo per digitalizzazione dei flussi veicolari a varchi e terminal portuali

27.05.20 – Al fine di superare il periodo di grande difficoltà che stiamo vivendo, in seno al sistema portuale del Mar Ligure Occidentale è stato costituito un Tavolo per la “Digitalizzazione dei flussi veicolari ai varchi e ai terminal portuali” con i rappresentanti di: Associazioni di Autotrasporto, Assagenti, Spediporto, Confindustria sezione Terminal Operator. In esito a un proficuo e attivo confronto fra le diverse categorie coinvolte, nella riunione di lunedì 25 maggio 2020 sono state condivise le Linee Guida che saranno emanate dal Presidente dell’Autorità di Sistema.

Da tempo, l’Autorità di sistema portuale del mar Ligure occidentale e il cluster logistico portuale hanno individuato nella digitalizzazione il principale strumento per garantire la fluidificazione e l’efficientamento dell’accessibilità agli scali del sistema, sulla scorta anche delle diverse misure adottate dal Governo e dal Parlamento a valle del crollo del Ponte Morandi e in linea con il percorso nazionale di evoluzione del Port Community System/E-Port verso la Piattaforma Logistica Nazionale (PLN), rendendo omogenea l’interfaccia telematica per tutti gli operatori, fluidificando e “tracciando” la merce in ingresso e in uscita dal nodo genovese.

L’emergenza COVID-19 ha acuito l’urgenza di passare alla digitalizzazione dei processi documentali, per garantire la sicurezza dei lavoratori attraverso la progressiva eliminazione del contatto fisico quotidiano diretto tra gli tutti operatori nello svolgimento delle procedure presso i varchi e i terminal portuali.

Le principali innovazioni previste dalle Linee Guida riguardano: – lo scambio della documentazione digitalizzata; – l’introduzione di una nuova componente per il caricamento dei viaggi a beneficio delle aziende di autotrasporto che permette di preannunciare l’arrivo al terminal di un mezzo per la consegna o il ritiro di merci, e consente di ampliare gli eventi tracciati a sistema; – la messa a disposizione da parte delle imprese dell’autotrasporto al personale conducente di una applicazione mobile.

Inizia ora una fase di sperimentazione delle predette innovazioni al fine di pervenire, grazie alla coesione e al contributo di ciascun soggetto del cluster, alla piena digitalizzazione del processo entro il prossimo mese di luglio.

Porto di Civitavecchia, l’AdSP riceve il via libera per ottimizzare le aree commerciali

Civitavecchia, 27 maggio 2020 – Nella seduta odierna, nell’ambito delle azioni per il rilancio del comparto commerciale del porto di Civitavecchia per far fronte alla devastante crisi derivante dall’emergenza sanitaria, i vertici di Molo Vespucci hanno portato all’attenzione dell’Organismo di Partenariato della Risorsa Mare la situazione delle banchine commerciali del porto, in particolare della banchina 24, della quale, nei mesi scorsi, è stata rivendicata da tutti gli operatori la natura polivalente. Le istanze presentate dalle imprese, che hanno chiesto la fruibilità della banchina 24 come multipurpose e general cargo, sono state portate all’attenzione dei rappresentanti dell’intero cluster portuale e collegate dall’AdSP anche alla luce dell’art. 199 del recente Decreto Rilancio del Governo. Quest’ultimo prevede, infatti, che fino allo scadere dei sei mesi successivi alla cessazione dello stato di emergenza, l’AdSP può destinare temporaneamente aree e banchine di competenza a funzioni portuali diverse da quelle previste nei piani regolatori portuali vigenti.

L’Organismo di Partenariato ha, quindi, dato il proprio consenso affinchè, tempestivamente, l’AdSP avvii un procedimento amministrativo finalizzato ad assicurare la massima efficienza ed ottimizzazione delle aree commerciali del porto di Civitavecchia in un’ottica di sviluppo della logistica integrata.

Intanto, è in fase di ultimazione il Documento propedeutico alla definizione del Piano di Sviluppo Strategico della Zona Logistica Semplificata, che verrà a breve consegnato alla Regione Lazio, del cui contenuto è stata data una breve illustrazione nel corso della seduta odierna del Partenariato.

“Abbiamo inserito- ha sottolineato il Presidente dell’AdSP del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Francesco Maria di Majo –  misure concrete per far fronte alle emergenze contingenti proponendo misure ed interventi utilizzando la leva fiscale e finanziaria a livello regionale per le imprese che operano o intendono operare in tali aree proponendo, altresì, strumenti di finanza innovativa per ottenere incentivi atti a creare liquidità immediata a favore delle imprese. Quindi un ampio ventaglio di opzioni a disposizione di queste ultime proprio per facilitare nuovi insediamenti produttivi nelle aree portuali e retroportuali regionali e favorire, in tal modo, lo sviluppo della parte commerciale colmando il gap di un traffico che ancora non sfrutta a sufficienza il network portuale laziale”.

Decreto Rilancio: Vincenzo Bellomo, presidente UP, chiede di incontrare la ministra De Micheli

26.05.20 – Vincenzo Bellomo,  Presidente dell’Unione Piloti, ha inviato oggi alla Ministra dei Trasporti Paola De Micheli, una lettera con oggetto “Decreto Legge Rilancio – sostegno al lavoro e all’economia – Corporazione dei Piloti dei Porti”. La missiva, dopo aver evidenziato che il peso economico della crisi Covid 19 grava anche sui piloti, si chiude con la richiesta di un incontro. Riportiamo di seguito il testo integrale della lettera.

Signora Ministra,

mi permetto di rivolgermi direttamente a Lei perché conosco quanto stimi la nostra professione di piloti dei porti, presidio di salvaguardia della vita umana in mare e di sicurezza dei nostri approdi.

La nostra associazione, che rappresenta gli interessi del servizio di pilotaggio, ha riletto più volte il testo del Decreto Legge “ Rilancio”, nella parte relativa alle “Disposizioni in materia di Lavoro portuale e Trasporti marittimi” e, pur nella considerazione dello stato di emergenza nel quale queste misure economiche hanno visto la luce, è stato rilevato che i destinatari di tali regole non sono stati considerati alla stessa

maniera.

E’ stato visto con favore l’attenzione rivolta alla fornitura del lavoro portuale temporaneo (ex art. 17 legge 84/94) ed al servizio ormeggiatori per il quale è stato riconosciuto un indennizzo dovuto per le ridotte prestazioni di ormeggio rese da dette società dal 1° febbraio 2020 al 31 dicembre 2020 rispetto ai corrispondenti mesi dell’anno 2019.

Si nota che le misure di sostegno alle imprese, al lavoro ed all’economia necessarie a sorreggere le attività nei porti che, per gli effetti devastanti della pandemia, sono state duramente colpite, derivano dai mancati approdi delle navi, situazione che ha comportato minori introiti anche per le Corporazioni dei Piloti.

Pertanto, non riusciamo a comprendere come mai i piloti non sono stati considerati meritevoli dello stesso sostegno, assicurato al servizio di ormeggio, per il calo dei traffici nei porti italiani derivanti dall’emergenza Covid-19.

Si riscontra che la stessa attenzione non è stata rivolta al servizio di pilotaggio. Forse la motivazione è da ricercarsi nella falsata rappresentazione dovuta al fatto che i loro dipendenti non hanno visto un solo giorno di cassa integrazione mentre la condizione reale in cui versano le Corporazioni dei piloti dei porti, evidenzia, invece, che il peso economico della crisi grava tutto sui piloti effettivi.

Le Corporazioni Piloti italiane, versano in una drammatica diminuzione dei traffici e, quindi, notevole decremento di introiti che – in porti come quelli a maggior vocazione crocieristica o di collegamenti con navi Ro/Ro Passeggeri, e l’elenco risulta veramente lungo – potremmo capitare nella condizione che alcune corporazioni o stazioni dei pratici locali, non possano sostenere il peso dello scossone economico generato dalla situazione sanitaria.

Il servizio di Pilotaggio, come noto, con il Regolamento Europeo 352/2017 è stato escluso dalla liberalizzazione, rimanendo in capo ad esso un penetrante controllo e vigilanza sul suo esercizio. La legge individua il pilotaggio come servizio pubblico e di interesse fondamentale per la sicurezza della navigazione, svincolandolo pertanto da qualsiasi condizionamento di carattere privatistico; i piloti sono i primi a salire a bordo della nave e gli ultimi a scendere e non sono mai venuti meno – soprattutto in questo ed in qualsiasi altro periodo di emergenza – al loro dovere di garantire la sicurezza della navigazione e la continuità dei traffici commerciali.

Si osserva che l’aver fornito sostegno solamente ad uno dei servizi del cluster portuale, non sia risolutiva del problema. L’inserimento del servizio di pilotaggio tra i destinatari delle misure di sostegno all’economia, sarà decisivo per evitare che, senza una misura compensatrice, i mancati introiti dovuti alle ridotte prestazioni, si ripercuoteranno inevitabilmente sulle tariffe per l’approdo delle navi, con un intuibile loro sensibile aumento che potrebbe rendere una minore capacità concorrenziale degli scali italiani, ponendoli fuori mercato con evidenti conseguenze anche per lo stesso servizio d’ormeggio.

Si è certi di un Suo forte intervento – teso a riconsiderare il servizio di pilotaggio tra i destinatari delle misure economiche a sostegno al lavoro ed all’economia, necessarie a sorreggere l’attività delle Corporazioni Piloti – sarà determinante al riconoscimento della professionalità e del ruolo fondamentale dei Piloti, orgogliosamente rivendicata, che si svolge dalla fase di ingresso in porto a quella finale di partenza ed esercitata, caratterizzata, fuori da ogni retorica, dalla dedizione e dall’amore che ogni pilota ha della propria professione.

Nella speranza di avere, a breve, l’immenso onore di in incontro, La prego di accettare i miei più deferenti ossequi.

Venezia, 26 maggio 2020

Il Presidente

Vincenzo Bellomo

Isole Tremiti, nave senza pilota, finisce sugli scogli durante la manovra

26.05.20 – Un incidente, che per fortuna non ha avuto conseguenze gravi è avvenuto due giorni fa alle Isole Tremiti, unico arcipelago del Mare Adriatico al largo della Puglia, dove però il servizio di pilotaggio delle navi non è obbligatorio.

A finire sulla scogliera dell’Isola di San Nicola,  è stato il traghetto “Isola di Capraia” della Compagnia Tirrenia con a bordo solo 7 passeggeri, che ogni giorno fa la spola tra l’arcipelago ed il porto di Termoli.  Subito dopo l’incidente sono  intervenuti sul posto gli uomini della Capitaneria di porto ed alcuni subacquei che hanno verificato gli eventuali danni riportati dallo scafo. Successivamente il traghetto è stato ormeggiato lungo la  banchina del Porto di San Domino, dove sono proseguite le indagini per capire che cosa possa aver causato l’incidente. Secondo una prima ipotesi potrebbe essersi trattato di un problema alle “manette” che avrebbe impedito alla motonave di effettuare correttamente la manovra.

L’Arcipelago delle isole Tremiti, rappresenta un angolo di paradiso caratterizzato da un mare limpido con fondali variopinti e puliti, che attrae ogni anno molti turisti ma che purtroppo è privo di un’infrastruttura adeguata per l’ormeggio di navi come l’”Isola di Capraia” (lunga 71 metri,  larga 12, con 1.925 tonnellate di stazza  a pieno carico, può trasportare 522 passeggeri  e 57 auto).

E’ di pochi giorni fa la notizia che la Giunta Comunale ha approvato il progetto definitivo di “adeguamento del porto di attracco commerciale e transito passeggeri e realizzazione di riparo ed attracco per imbarcazioni turistiche sull’isola di San Domino”. Secondo  il sindaco Antonio Fentini, una volta che i lavori di adeguamento del Molo di Scirocco saranno completati lo stesso potrà essere utilizzato sia come banchina commerciale-transito che come porto turistico.

Sarebbe tuttavia auspicabile, in un ambiente così delicato, che il servizio di pilotaggio diventasse obbligatorio. La presenza del pilota, soggetto professionalmente qualificato e distinto dall’equipaggio della nave  che, come recita il Codice della navigazione,  “suggerisce la rotta e assiste il comandante nella determinazione delle manovre necessarie per seguirla”, sarebbe infatti  una garanzia per la sicurezza della navigazione anche in questo angolo di paradiso.

Porto di Taranto: dalle materie prime all’agroalimentare. Il progetto di Confindustria per riconvertire il 2° Sporgente AMI

25.05.20 – Riconvertire il II sporgente del Porto di Taranto per la realizzazione di un Hub agroalimentare: è questo il progetto strategico a cui guarda Confindustria Taranto per creare nuove prospettive e pensare al futuro in chiave propositiva.

La ripartenza passa infatti attraverso i nuovi investimenti e nella revisione dell’attuale modello produttivo: è il momento per spingersi verso la riconversione produttiva di Taranto, partendo dalle peculiarità e dalle vocazioni del territorio. Il Porto di Taranto, infrastruttura strategica a livello nazionale, rappresenta il punto di snodo per una nuova industria produttiva legata alla logistica ed al traffico delle merci: oggi, ancor di più, con la rinnovata programmazione che San Cataldo Terminal del Gruppo Ylport prospetta nell’ambito dei traffici containerizzati.

La classe imprenditoriale dirigente ha una missione. Progettare il futuro riappropriandosi degli spazi produttivi, sino ad oggi a pressoché esclusivo appannaggio del centro siderurgico, per restituirli alla città ed all’iniziativa economica, ricorrendo a risorse interne per fare impresa, sostenibile e ambientalizzata.

L’hub sorgerebbe sul secondo sporgente del Porto di Taranto, delocalizzando le attività di movimentazione delle rinfuse solide svolte da AMI sul IV sporgente, quindi più lontano dalla città. Il collegamento, per la continuità produttiva, sarebbe comunque assicurato attraverso la realizzazione di nastri trasportatori in grado di consentire alla società l’utilizzo delle ulteriori infrastrutture portuali.

“È necessario che il territorio e le istituzioni facciano massa critica attorno a questo progetto- commenta il Presidente  di Confindustria Taranto Antonio Marinaro – dal quale, come è evidente, potranno derivare nuove iniziative imprenditoriali e investimenti pubblici e privati partendo, ad esempio, dall’allungamento del IV sporgente, attraverso il quale si raggiungerebbe un miglior pescaggio”.

Dallo studio di fattibilità già realizzato emergono – oltre a quelli sopracitati – ulteriori punti di forza. L’Hub andrebbe a delineare, alle spalle del Molo San Cataldo, water front della città, una inedita prospettiva di Taranto, raffigurando una identità industriale rinnovata nel rispetto e nella sostenibilità ambientale.

Il progetto è stato condiviso anche in sede di autorità portuale e, di recente, nel corso di un confronto fra Confindustria  e Sindaco di Taranto mirato a far emergere le criticità ma anche le progettualità  presenti nel periodo precedente alla cosiddetta fase due. Il progetto punta inoltre, considerata la sua localizzazione, a utilizzare tutti quegli strumenti di politica industriale propededeutici all’attrazione degli investimenti messi in campo dal governo e dalla regione con la ZES e la Zona franca doganale.

Il progetto rientra in una logica di rilancio economico ora più che mai urgente: fare sistema,  unire le forze e gli intenti per tornare a parlare di progetti e di sviluppo.

Il Presidente dell’UP Vincenzo Bellomo sul Decreto rilancio: Il Governo dimentica che anche i piloti di porto hanno sofferto le conseguenze della crisi causata dal Covid 19

25.05.2020 – Pubblicato il cosiddetto DL Rilancio recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali, connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19 che nel suo articolo 199 riporta “Disposizioni in materia di Lavoro portuale e Trasporti marittimi”.

Abbiamo riletto più volte il comma 6  e, pur nella considerazione dello stato di emergenza nel quale queste misure economiche hanno visto la luce, sentiamo, tuttavia, l’urgenza – come Unione Piloti e rappresentanti del servizio di pilotaggio di fare alcune riflessioni.

Si rileva che tali regole, così come stabilito nelle premesse, dovrebbero essere rivolte a  destinatari, considerati di pari rango, in quanto misure di sostegno alle imprese, al lavoro ed all’economia necessarie a sorreggere le attività che, per gli effetti devastanti della pandemia, sono state duramente colpite.

Pertanto, pur vedendo con favore l’attenzione rivolta alla fornitura del lavoro portuale temporaneo (ex art. 17 legge 84/94) ed al servizio ormeggiatori per il quale è stato riconosciuto un indennizzo dovuto per le ridotte prestazioni di ormeggio rese da dette società dal 1° febbraio 2020 al 31 dicembre 2020 rispetto ai corrispondenti mesi dell’anno 2019, lo stesso non si rileva per altre realtà portuali.

Infatti, le “ridotte prestazioni di ormeggio” sono dovute ai mancati approdi delle navi.

Addirittura in porti come quelli a maggior vocazione crocieristica o di collegamenti con navi Ro/Ro Passeggeri, e l’elenco risulta veramente lungo, gli accosti delle navi si sono sensibilmente ridotti e, cosa ancor più preoccupante, potremmo trovarci nella condizione che alcune corporazioni o stazioni dei pratici locali, non possano sostenere il peso dello scossone economico generato dalla situazione sanitaria.

Ciò ha comportato, però, minori introiti anche per il rimanente cluster portuale.

Invero, le Corporazioni Piloti italiane, pur in presenza di drammatica diminuzione dei traffici e quindi,  notevole decremento di introiti, i loro dipendenti non hanno visto un solo giorno di cassa integrazione, facendo gravare tutto il peso economico sui piloti effettivi.

La legge ha riconosciuto il pilotaggio come servizio pubblico e di interesse fondamentale per la sicurezza della navigazione, svincolandolo pertanto da qualsiasi condizionamento di carattere privatistico; i piloti sono i primi a salire a bordo della nave e gli ultimi a scendere e non sono mai venuti meno – soprattutto in questo ed in qualsiasi altro periodo di emergenza – al loro dovere di garantire la sicurezza della navigazione e la continuità dei traffici commerciali.

Il servizio di Pilotaggio, come noto, con il Regolamento Europeo 352/2017 è stato escluso dalla liberalizzazione, rimanendo in capo ad esso un penetrante controllo e vigilanza sul suo esercizio. Ne è un esempio la determinazione delle tariffe che devono essere effettivamente, come del resto fino ad oggi avvenuto, strettamente legati ai costi per il servizio aumentato della giusta remunerazione per i piloti.

Bisognerà non sottovalutare che, senza una misura compensatrice, i mancati introiti dovuti alle ridotte prestazioni, si ripercuoterà inevitabilmente sulle tariffe per l’approdo delle navi, con un intuibile loro sensibile aumento e – in una situazione di questo tipo,  in occasione dei rinnovi tariffari – non si potranno  invocare la consueta sensibilità ed il senso di responsabilità  per la ripresa dei traffici.

Pertanto, non avendo notizia che il servizio di pilotaggio sarà destinatario di un provvedimento ad hoc, non riusciamo a comprendere come mai i piloti non sono stati considerati meritevoli dello stesso sostegno, assicurato al servizio di ormeggio, per il calo dei traffici nei porti italiani derivanti dall’emergenza Covid-19.

Si osserva che l’aver fornito sostegno solamente ad uno dei servizi  del cluster portuale, non sia risolutiva del problema. Se, le tariffe d’ormeggio non saranno gravate dei costi derivanti dagli effetti COVID-19, altrettanto non si può dire degli altri servizi portuali e del servizio di pilotaggio che, per effetto degli prevedibili aumenti tariffari dei servizi resi in occasione dell’approdo della nave, si potrebbe determinare una  condizione che provoca una minore capacità concorrenziale degli scali italiani, ponendoli fuori mercato con evidenti conseguenze anche per lo stesso servizio d’ormeggio.

Siamo certi che la Ministra Paola De Micheli,  qualora volesse concederci l’immenso onore di dedicarci un po’ del suo preziosissimo tempo, potrebbe riconsiderare l’inserimento del servizio di pilotaggio tra i destinatari delle misure di sostegno all’economia, riconoscendo così la professionalità ed il ruolo fondamentale dei Piloti, orgogliosamente rivendicata, che si svolge dalla fase di ingresso in porto a quella finale di partenza ed esercitata, fuori da ogni retorica, con la dedizione e l’amore che ogni pilota ha della propria professione.

                                                                    

Vincenzo Bellomo,

Presidente Unione Piloti