Porto di Trieste: cinquant’anni di concessione alla società Siot

Il terminal gestito dalla Società Italiana per l’Oleodotto Transalpino copre il 75% del traffico

Altri 50 anni per mantenere Trieste primo porto petrolifero del Mediterraneo. L’Autorità portuale ha rinnovato la concessione alla Società Italiana per l’Oleodotto Transalpino (Siot) che potrà effettuare così investimenti in opere necessarie per rendere più sicuro, efficiente e funzionale il terminal per l’attività di scarico e di trasporto del petrolio greggio. Investimenti che si quantificano in 20 milioni di euro all’anno (fino al 2017) soprattutto per manutenzioni e messe in sicurezza. Una firma «pubblica» in presenza del commissario D’Agostino, della presidente della Regione Fvg Serracchiani e della presidente della Siot, Andres. Con questa concessione l’Autorità va a dare certezze ad un investitore internazionale che garantirà il consolidamento delle attività nello scalo giuliano assicurando l’occupazione a oltre 600 persone tra diretto e indotto. Pari a 48.519 la superficie complessiva in concessione: 172 mila euro il canone annuo per un totale di 8 milioni e 600 mila euro per l’intero periodo fino al 2065.
Ad oggi al Terminale Marino Siot, che garantisce il 75% del volume dei traffici del porto di Trieste, sono sbarcate oltre 1,3 miliardi di tonnellate di petrolio greggio da 18.269 navi (passate da 415 nel 2010 a 521 nel 2014). Il 2014 si era chiuso con 41,5 tonnellate di greggio sbarcato, volume che la società punta a confermare anche quest’anno. Ammonta a 82 milioni e 300 mila euro il fatturato 2014 e a quasi 7 milioni le tasse portuali che Siot paga all’Autorità mentre le ricadute complessive (locali e nazionali) raggiungono quota 75 milioni.

tratto da www.themeditelegraph.com