Riforma dei porti, Delrio: “Il modello è quello dei distretti”

Genova 26/05/2015 – “Sì, il modello è quello dei distretti, perché vogliamo ragionare sul sistema. Sul numero delle Autorità portuali, come sapete, ci sono più bozze. C’è quella che ne prevede 14, un’altra dice 9 un’altra ancora 25. Non sono interessato al numero, ma all’efficienza».

Il ministro dei Trasporti Graziano Delrio si ferma a ragionare sulla riforma della portualità poco prima di salire per il primo degli appuntamenti che oggi pomeriggio a Genova lo portano a incontrare dai sindaci della val Fontanabuona agli operatori portuali. Conferma dunque le linee guida anticipate dal Secolo XIX/The MediTelegraph e contenute nel piano della logistica: “Il testo però è provvisorio. Certo, capisco le agitazioni”, spiega il ministro che aggiunge: “Non intendo difendere una sola Autorità portuale perché bisogna sistemare qualche politico”, alludendo alla levata di scudi di questi giorni in seguito alla pubblicazione dello schema di accorpamenti previsto. La riforma arriverà entro giugno? «Le analisi strategiche sono pronte, ora ci occuperemo della parte amministrativa e delle governance. Sono certo di poter consegnare alla prima discussione con i territori una bozza vera».

“Le discussioni sulla governance dei porti liguri sono premature, il Governo Renzi vuole condividere con i territori le linee strategiche ragionando insieme come sistema-Italia”. Lo ha detto Delrio a Genova a margine di un incontro pubblico per sostenere la candidatura di Raffaella Paita a presidente della Regione Liguria. “Ancora non abbiamo definito il regime definitivo della governance dei porti italiani, quando abbiamo stabilito gli obiettivi troveremo il modo migliore per governare, di certo il Ministero deve avere un ruolo più forte sugli investimenti nei porti – sottolinea -. Abbiamo bisogno della riforma dei porti, non discutendo del numero di Autorità portuali, ma di come rendere i porti italiani sempre più competitivi al servizio delle imprese, più appetibili nei confronti delle ferrovie tedesche, se ci fermiamo alla competizione tra Genova e La Spezia o tra Livorno e Carrara, siamo fuori dal mondo”. “I porti liguri sono una risorsa per tutto il Paese, Genova, La Spezia, Savona, sono scali fondamentali per l’intera economia nazionale – ha aggiunto Delrio -. I porti devono ragionare tra loro come un sistema territoriale, dall’Alto Tirreno all’Alto Adriatico, ci vuole più cooperazione, il mare è una risorsa per l’Italia e per tutta l’Europa”.

 

 

Trattao da www.themeditelegraph.it

Leave A Comment