Rifornimento Lng: ecco la mappa dei porti italiani in corsa

Il prospetto del 2020: ci sono anche Livorno, Venezia ed Augusta

Nonostante il calo del prezzo del petrolio, l’Europa continua a credere che il gas, e in particolare il metano liquido, saranno la risorsa energetica del futuro, almeno in campo marittimo. I motivi principali sono tre: il prezzo del greggio è tenuto basso da una singola politica commerciale dell’Opec; la disponibilità di greggio non è infinita e la diversificazione è necessaria; soprattutto, entro il 2025 la normativa Imo (International Maritime Organization, braccio blu dell’Onu) imporrà il limite dello zolfo contenuto nei fumi delle navi allo 0,5%: obiettivo oggi ottenibile con i catalizzatori, oppure usando carburante a basso contenuto di zolfo, costoso e non sufficiente al fabbisogno della flotta mondiale.
mappa portiDa tre anni Bruxelles lavora a un’impalcatura per creare una rete distributiva di gas per navi e camion. Tuttavia ad oggi nel Mar Mediterraneo non esistono impianti di distribuzione del metano liquido. Nel 2013-14 il Rina, il registro navale italiano, è stato capofila del progetto Costa, nel quale Portogallo, Spagna, Italia e Grecia hanno cominciato a studiare i presupposti per una rete distributiva di Lng (liquefied natural gas, o Gnl all’italiana), con interventi che dovrebbero ammontare – per quanto riguarda il Bel Paese, ma la cifra è simile anche per gli altri partner – a due miliardi di euro.
La fase successiva di questo progetto si chiama Gainn (capofila Rina e ministero dei Trasporti). Consiste in una serie di progetti-pilota nei singoli Paesi (9 in Italia), per creare stazioni di servizio e stoccaggio nei porti italiani. Obiettivo, nel quadro della direttiva europea 94/2014 che fissa le regole per creare l’infrastruttura europea Lng, anticipare la legge italiana, che in base alla direttiva dovrà essere definita nel 2016. Quindi, come spiega Mario Dogliani, responsabile Project Financing Rina Services e rappresentate del Mit per i progetti sul Lng, è necessario creare una rete razionale, senza doppioni, integrata con
gli altri Paesi, finanziata non solo dall’Europa, ma anche da banche di investimento e altri investitori.
Secondo i calcoli del Costa, con l’utilizzo del gas al posto del carburante, nel 2013 Msc avrebbe risparmiato 88 milioni di euro, Grimaldi 78 milioni, Grandi Navi Veloci e Tirrenia tra i 20 e i 40 milioni di euro.

tratto da www.themeditelegraph.com

Tags: , |