Sottoscritto un protocollo per la tutela del lavoro nel porto di Ancona

Presso l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale, nuova denominazione assunta da alcuni giorni dall’Autorità Portuale di Ancona con l’inclusione sotto la sua giurisdizione, prima limitata al porto di Ancona, anche degli scali di Falconara, Pescara, Pesaro, San Benedetto del Tronto e Ortona, è stato sottoscritto un protocollo per la tutela del lavoro firmato dall’ente e dalle parti sociali.

Nella premessa il documento evidenzia che «nei momenti di crisi è necessario che le comunità rafforzino i propri vincoli di solidarietà al fine di evitare che lo scontro di interessi particolari ne metta in discussione la sopravvivenza stessa» e che «tale principio è quanto mai valido nel porto di Ancona che ambisce a recuperare lo spirito e la competenza che gli hanno permesso di diventare porto “core” delle reti comunitarie e di essere tra i più importanti scali passeggeri del Mediterraneo, adeguandolo alle novità che negli anni hanno modificato non poco gli assetti e le banchine operative e per garantirgli un futuro di sviluppo».

Nella premessa viene evidenziata anche la necessità di «condurre un’analisi della situazione attuale del porto di Ancona – attraverso i dati ufficiali in disponibilità degli organi preposti, primo fra tutti l’Autorità di Sistema Portuale – verificando le potenzialità dello scalo in stretta relazione all’offerta logistica che il territorio è in grado di esprimere», analisi che costituisce «la base indispensabile per accrescere i livelli di efficienza e per eventuali riassetti organizzativi, da porre in essere nel periodo in cui l’attuale situazione di crisi tenderà a cessare».

Viene inoltre sottolineata l’indispensabilità, attraverso il ruolo e le competenze dell’Autorità di Sistema Portuale, di «garantire il “rispetto delle regole”, attraverso il quale assicurare pari condizioni di trattamento per tutti i soggetti operanti in ambito portuale», di «promuovere la continuità produttiva, favorendo in tal modo la programmazione degli investimenti, attraverso la puntuale definizione degli iter e dei tempi certi di attuazione delle scelte di pianificazione e di realizzazione delle nuove banchine e piazzali portuali» e di «condividere che per consentire politiche di investimento all’interno del porto occorre costituire un quadro generale di chiarezza e certezza, riscontrabile negli atti e di prospettiva».

Con il protocollo per la tutela del lavoro, le parti «convengono nell’individuare le seguenti impostazioni e i seguenti criteri organizzativi con i quali costruire le dinamiche commerciali corrispondenti alle esigenze del mercato:

– Contribuire a creare le condizioni per un futuro sviluppo dell’economia portuale e dell’occupazione, valorizzando le potenzialità ed ottimizzando le risorse del porto, sia per le imprese autorizzate ai sensi dell’art. 16 della legge 84/1994 che per le altre imprese operanti all’interno dell’ambito portuale, comprese le agenzie marittime e i cantieri operanti nel settore della cantieristica navale commerciale e da diporto;

– I CCNL e i rapporti di lavoro da essi disciplinati, nel rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, costituiscono elemento basilare delle attività portuali;

– I piani di impresa che le società richiedenti concessioni e autorizzazioni depositeranno unitamente alle proprie istanze, sono elementi indispensabili per la valutazione dei livelli occupazionali attesi rispetto ai contenuti delle autorizzazioni e delle concessioni stesse. A tale riguardo l’Autorità di Sistema Portuale, secondo le previsioni di cui all’art. 18 della legge 84/1994, effettuerà verifiche annuali sul rispetto degli stessi piani; analoghe verifiche verranno effettuate anche per le altre imprese operanti ai sensi dell’art. 36 del Codice della navigazione coinvolte nel settore della cantieristica navale;

– La concorrenza tra imprese e il rilascio delle autorizzazioni e concessioni ex art. 16, 17 e 18 saranno regolate in applicazione rigorosa di quanto previsto nella normativa vigente, secondo criteri di miglior raggiungimento dell’interesse pubblico.

– L’Autorità di Sistema Portuale è il garante riconosciuto del sistema di regole aderente alle norme vigenti, segnatamente per quanto concerne sia il rilascio o il rinnovo delle autorizzazioni/concessioni (ex artt. 16/18), sia per la fornitura di lavoro temporaneo (ex art. 17)».

Il protocollo precisa che, «relativamente all’affidamento delle singole fasi del ciclo delle operazioni portuali, le parti concordano con i criteri e gli adempimenti previsti nel vigente Regolamento per l’esercizio delle operazioni e dei servizi portuali adottato con delibera del Comitato Portuale n. 3 dell’11.01.2016, ed in particolare che:

1. L’affidamento di una fase è consentito solo in presenza dei requisiti dell’“appalto legittimo”;

2. La piena autonomia organizzativa è in capo all’impresa affidataria che opera con rischio d’impresa;

3. Il contratto tra affidante e affidatario deve contemplare espressamente il criterio di rischio d’impresa in capo all’affidatario;

4. Non devono configurarsi situazioni di lavoro temporaneo;

5. Per quanto riguarda i servizi portuali, questi devono corrispondere alle caratteristiche indicate dalle norme vigenti di “prestazioni specialistiche, complementari e accessorie al ciclo delle operazioni portuali” e quindi non possono essere coincidenti con esse».

Il documento precisa inoltre che, «con questa impostazione, le parti condividono che:

1. Le ordinarie dinamiche aziendali, sia per soggetti autorizzati ai sensi dell’art. 16 della legge 84/1994 che per le imprese operanti all’interno dell’ambito portuale, richiedono la condivisione di iniziative volte a contenere possibili situazioni di esuberi occupazionali tra le imprese che operano nel porto di Ancona. Pertanto, nella dinamica dei rapporti commerciali e di eventuali modifiche degli assetti gestionali delle imprese, dovranno essere attivati tutti gli strumenti di ammortizzazione sociale, di formazione e riqualificazione professionale, previsti dalla normativa, a sostegno dei lavoratori;

2. Le parti concordano sulla opportunità di contribuire al mantenimento dei livelli occupazionali in porto attraverso l’utilizzo degli strumenti sopra ricordati, affinché nei casi di necessità di ampliamento degli organici aziendali, sia tenuto conto dei lavoratori in esubero presso altre imprese, se con pari qualificazione professionale rispetto a quanto ricercato. A tal fine le aziende valuteranno in via prioritaria lavoratori espulsi dal processo produttivo e per facilitare tale verifica sarà istituito un apposito albo presso l’Autorità di Sistema Portuale;

3. In materia di FORMAZIONE
a) Il presente protocollo deve promuovere l’uso dei fondi della Bilateralità/regionali ed europei per il miglioramento della professionalità e per facilitare la ricollocazione del personale;
b) promuovere accordi per piani formativi aziendali, territoriali di sito o settoriali
L’Autorità di Sistema Portuale in questo ambito può favorire l’attività di qualificazione e di riqualificazione per le figure professionali di specifico interesse del settore produttivo nonché per i lavoratori a rischio esclusione dal mercato del lavoro, anche mettendo a disposizione competenze e strutture di cui la stessa fa parte nell’ambito della formazione.

4. In materia di SICUREZZA DEL LAVORO
Le parti, giudicando positivamente l’esperienza avviata con l’istituzione del rappresentante dei lavoratori della sicurezza di SITO, come previsto dal Ccnl dei porti e confermandone la prosecuzione, intendono allargare il coinvolgimento agli RLS delle imprese del settore della cantieristica navale e delle agenzie marittime per una migliore informazione e sensibilizzazione tra i lavoratori e un più efficace controllo sul rispetto delle norme in materia di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro. Per stabilire modalità e procedure le parti definiranno un apposito regolamento.

5. In materia di APPALTI
Le parti firmatarie del presente protocollo, nel condividere l’obbiettivo della difesa e miglioramento delle condizioni di lavoro di tutti i dipendenti delle imprese che operano in ambito portuale del rispetto dei Ccnl di riferimento, delle norme in materia di prevenzione e sicurezza, nonché della rigorosa osservanza degli obblighi in materia di regolarità dei rapporti di lavoro, si impegnano a promuovere azioni finalizzate al rispetto della clausola sociale, all’osservanza puntuale delle norme del D.U.R.C. e, nel caso delle opere edili, all’iscrizione obbligatoria alla cassa edile ai sensi dell’art. 1 co. 3 della legge reg. 8/05, anche in coerenza con il Protocollo di legalità per la prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata negli appalti pubblici sottoscritto con la Prefettura di Ancona il 27 novembre 2015».

Nel documento viene chiarito che l”attuazione del protocollo sarà monitorata dall’Autorità di Sistema Portuale e che le parti si impegnano a rivedere o ampliare i contenuti del protocollo nei tempi in cui sarà pienamente operativo il decreto legislativo 169/2016 in materia di riforma portuale, anche valutando la possibilità di estenderne l’applicazione, previa consultazione delle parti sociali locali, anche negli altri porti costituenti il Sistema Portuale dell’Adriatico Centrale.

 

Fonte: informare