Studio sul canale di Suez: benefici per il Mediterraneo e nuovi traffici da intercettare

Impatto importante per i porti gateway del Nord Italia e del Mezzogiorno

Il raddoppio del Canale di Suez e le nuove dinamiche logistico marittime e produttive vedono un ampliamento del baricentro mondiale dei flussi di merci, che trasforma il Mediterraneo in un “Mediterraneo Allargato” al Golfo Persico. Lo afferma il quinto rapporto annuale “Le relazioni economiche tra l’Italia e il Mediterraneo”, pubblicato da Studi e Ricerche per il Mezzogiorno del Gruppo Intesa San Paolo. Secondo stime di Srm il nuovo canale potrà portare un risparmio medio di circa il 5-10% dei costi operativi totali per ciascuna nave in transito (a seconda delle rotte e delle distanze) utilizzando la rotta via Suez: sulla rotta degli scambi Far East-East Coast US, dunque, circa 1 milione di Teus (unità di misura dei cargo, equivalente a 40 metri cubi ndr.) potrebbero essere dirottati dai vettori dalle rotte Panamensi a quelle di Suez, passando quindi per il Mediterraneo. L’Italia, che ha una quota di mercato pari al 18% del traffico transhipment nell’area Med, potrebbe quindi essere in grado di intercettare solo su questa rotta un traffico aggiuntivo pari a oltre 170mila teu. Il raddoppio del Canale potrà avere un impatto particolarmente importante per i porti gateway del Nord Italia e del Mezzogiorno che ricevono una quota rilevante dei traffici via Suez: tale valore, ad esempio, raggiunge il 51% dei container movimentati a Genova e il 47% a La Spezia e quasi il 40% a Gioia Tauro.
Necessario, chiaramente, un adeguamento infrastrutturale: per i porti Italiani – che attualmente movimentano 460 tonnellate di merci in totale – il nuovo Canale di Suez rappresenta un’opportunità importante con maggiori navi in transito, ma di maggiore dimensione che richiedono quindi di adeguare urgentemente la dotazione infrastrutturale con la necessità di dragare i fondali ed investire in logistica ed innovazione. (ANSAMED)

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