Svolta storica per la portualità, approvata la riforma del Ministro Delrio

L’elenco delle Autorità Portuali? La certezza si avrà dopo il confronto politico previsto durante il passaggio alle Camere

Il Consiglio dei Ministri del 3 luglio segna una nuova svolta storica per la politica di riordino della portualità italiana a oltre 20 anni di distanza dalla legge n.84 del 1994.
Il tanto atteso Piano Strategico Nazionale della Portualità e della Logistica (PSNPL) nella sua ultima versione è stato infatti approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri su proposta del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio e dovrà poi essere successivamente adottato con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.
Secondo quanto spiega un ampio documento pubblicato sul sito del Ministero dei Trasporti ( http://www.mit.gov.it/mit ) , l’obiettivo del Piano è di “integrare la rete logistica italiana connettendo al meglio i porti con i sistemi di trasporto ferroviario, stradale, con le piattaforme logistiche (Interporti) e con i distretti industriali e intervenendo su ritardi, disorganizzazioni e inefficienze dell’organizzazione attuale. Non riguarda solo le merci, ma i milioni di passeggeri e crocieristi che ogni anno passano per i porti italiani”. Il Piano verrà ora sottoposto alle competenti Commissioni parlamentari per l’espressione del previsto parere e tornerà successivamente all’esame del Consiglio dei ministri per l’approvazione definitiva ma si tratta di passaggi formali, l’imprinting è quello delineato nella presentazione che spiega i contenuti del documento http://www.mit.gov.it/mit/mop_all.php?p_id=23270 .
Quante Autorità di Sistema Portuali non è stato ancora ufficialmente comunicato ma par di capire che l’Italia voglia rispettare, seppure con qualche modifica,  l’elenco dei Core port europei più Civitavecchia. Savona e Genova insieme dunque, La Spezia con Marina di Carrara, Piombino con Livorno, Civitavecchia a sé stante, i due scali campani di Napoli e Salerno, Gioia Tauro con Messina, due sistemi portuali siciliani (uno orientale sotto il controllo di Augusta e l’altro occidentale sotto Palermo), un unico sistema sardo, un altro pugliese, più quattro sistemi per le regioni Marche (Ancona), Emilia Romagna (Ravenna), Veneto (Venezia) e Friuli (Trieste).
L’elenco preciso delle Autorità di Sistemi Portuali si avrà solo dopo l’inevitabile confronto politico che si avrà durante il passaggio alle camere del Piano Strategico Nazionale della Portualità e della Logistica.

Tratto da www.ship2shore.it