TIR: il 7 gennaio blocco dei porti in Sicilia e Sardegna

02.01.2020 – Scatterà alla mezzanotte fra il 6 e il 7 gennaio prossimo il blocco nell’imbarco dei mezzi pesanti, dei semirimorchi e dei camion sulle navi impegnate nelle Autostrade del Mare nei porti di Palermo, Termini Imerese, Catania, Cagliari, Olbia e Messina, con esclusione dei servizi sullo Stretto.

La decisione è stata assunta nei giorni scorsi dalle organizzazioni rappresentative dell’autotrasporto, ovvero Trasportounito, inclusa la delegazione della Sardegna, l’Aitras e l’Aias, e il blocco proseguirà a tempo indeterminato.

All’origine della protesta destinata a paralizzare i porti delle due isole maggiori, è l’aumento record dei noli marittimi deciso dalle compagnie di navigazione che svolgono servizi di collegamento sulla rete delle Autostrade del Mare e che hanno motivato questo aumento per far fronte agli extra-costi derivanti dall’utilizzo di carburante a basso contenuto di zolfo in ottemperanza con la normativa marittima internazionale IMO che entrerà in vigore il primo gennaio prossimo.

Assarmatori chiede l’adeguamento degli incentivi Marebonus

19.12.2019 – È urgente che il Governo si faccia carico di un problema reale che minaccia di distruggere una delle più innovative operazioni mai condotte dallo shipping: le Autostrade del Mare. Ad affermarlo è una nota di Assarmatori, nella quale si sottolinea come il Marebonus, ovvero l’incentivo riconosciuto alle imprese di trasporto per sostenere lo sviluppo delle Autostrade del Mare attraverso il trasferimento crescente (come accaduto) di camion dalla terra al mare, non è oggi sufficiente per coprire gli impatti sulla filiera degli investimenti e degli ingenti costi che le compagnie di navigazione si trovano ad affrontare; entrambi derivanti dall’adeguamento delle navi alla normativa IMO (International Maritime Organization) che entrerà in vigore fra due settimane imponendo l’utilizzo di combustibile con tenore di zolfo non superiore allo 0,5% o in alternativa l’uso di scrubbers o il ricorso al gas Gnl. Soluzioni che comporteranno un aumento dei costi di rifornimento stimato tra il 20 e il 30%.

I nuovi oneri dovranno essere inevitabilmente assorbiti nel prezzo del servizio di trasporto marittimo e quindi dall’intera filiera del trasporto fino al consumatore finale, anche se Assarmatori non può non condividere le preoccupazioni delle imprese di trasporto, a loro volta costrette a operare sul confine sottile dell’equilibrio di bilancio e ad affrontare la resistenza da parte dei loro clienti a compensare gli aumenti di costo che si troveranno ad affrontare.

Secondo Stefano Messina, Presidente di Assarmatori, che ha parlato a margine del convegno “Noi, il Mediterraneo” organizzato a Palermo dall’Autorità di Sistema Portuale, “Si profila il rischio di compromettere una delle più brillanti operazioni realizzate dallo shipping italiano: le Autostrade del Mare, che hanno ridotto drasticamente sia il traffico pesante su strade e autostrade, sia i livelli di inquinamento e il numero di incidenti, fornendo al Paese l’unica vera chiave di compattamento economico fra Nord e Sud”.

Assarmatori, che da sempre è sulla linea del fronte nel campo delle tecnologie ambientali e dell’adozione di tutte le misure atte a garantire la massima eco-compatibilità del trasporto, ritiene indispensabile che il Governo e in particolar modo il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, si facciano carico del problema attraverso misure straordinarie che consentano da un lato alla flotta operante sulle Autostrade del Mare di affrontare i maggiori costi di adeguamento alla normativa internazionale, dall’altro di non incidere sulla competitività delle aziende dell’autotrasporto che opteranno per l’opzione mare – oggi ancora più green – con gli oneri che ne conseguiranno.

Serve una più generale condivisione degli oneri certamente attraverso una trasmissione degli stessi al consumatore finale, ma anche attraverso un potenziamento degli incentivi all’impiego della mobilità marittima che permetta alle imprese di trasporto di equilibrare i nuovi aumenti, ribadendo in questo modo gli obiettivi previsti dall’incentivo Marebonus e che ora rischierebbero di essere compromessi.