Fase 2, Busetto, Cantiere Navale Vittoria: tutelare la cantieristica navale privata

20.05.20 – La cantieristica navale privata scende in campo e chiede al governo e alla Ue misure di sostegno per incentivare la domanda di imbarcazioni ad alto contenuto tecnologico, all’indomani della Fase 2 di rilancio dell’economia, dopo la pandemia di Coronavirus. I cantieri navali privati, su iniziativa del Cantiere Navale Vittoria, con l’assistenza professionale di Giancarlo Casani e di Paola Tongiani, hanno dato vita ad un’iniziativa per promuovere presso le istituzioni la stesura di nuove norme al fine di adottare strumenti di finanziamento idonei a favorire l’acquisizione di commesse di navi ad alta tecnologia e la trasformazione in questo senso di navi esistenti. «Con l’attuale situazione legata al Coronavirus, per il settore navalmeccanico sono aumentate le difficoltà a ricevere nuove commesse e i contratti già acquisiti sono stati posticipati o cancellati -spiega Gabriele Busetto, Direttore del Cantiere Navale Vittoria di Adria-. Per evitare che il settore, che ha una lunga tradizione e rappresenta un componente importante nell’economia del Paese, venga travolto dalla crisi, i cantieri navali privati intendono proporre agli organi europei e al Governo l’adozione di misure significative di sostegno per incentivare la domanda di imbarcazioni ad alto contenuto tecnologico e la trasformazione di quelle esistenti».

Alla base dell’iniziativa vi è uno studio sulla Navalmeccanica italiana, preparato dalla C.C.I.A.A. di Massa Carrara con la collaborazione di Casani. La navalmeccanica, compreso l’indotto, rappresenta l’1% del Pil nazionale, misura significativa, in particolare se si tiene conto del suo contenuto strategico e tecnologico. Dallo studio risulta che il fabbisogno finanziario per l’intero settore, identificato in 500 milioni per tre anni, potrà essere coperto integralmente dal risparmio dei costi di cassa integrazione e dalle entrate per imposte e contributi sociali che arriveranno nelle casse dello Stato dal mantenimento dell’attività e dell’occupazione nel settore. Il percorso normativo voluto dai cantieri privati si articolerebbe attraverso un Regolamento europeo, recepito poi da un decreto ministeriale. Se lo strumento ipotizzato per il sostegno della domanda di imbarcazioni è antico, le modalità previste sono completamente nuove rispetto al passato, al fine di evitare i gravi problemi che sono sorti con le precedenti leggi: certezza dell’importo e dei tempi di erogazione (che deve avvenire durante la costruzione delle navi), eliminazione di intoppi e lungaggini burocratiche. In passato, l’incertezza degli importi e delle date di incasso delle somme stabilite e dovute, hanno creato gravi problemi che hanno portato, in casi estremi, anche alla chiusura di importanti cantieri.

«L’iniziativa dovrà essere rivolta a sostenere tutti i cantieri, ovviamente anche Fincantieri che rappresenta circa il 90% della Navalmeccanica nazionale, vero fiore all’occhiello della nostra industria –sottolinea Busetto-. I punti nodali sono due: la posizione degli organi comunitari e i fondi necessari». «I massimi organi comunitari, più volte, anche recentemente, hanno dichiarato che sono ammissibili aiuti diretti alla produzione –aggiunge Busetto-. Questo, solo sei mesi fa, sarebbe stato inconcepibile. I fondi necessari, pur significativi, potrebbero essere reperibili senza far ricorso ai fondi europei, e, attraverso il meccanismo dei limiti di impegno dilazionati su 25 anni, avrebbero un impatto limitato e largamente sostenibile sulle finanze dello Stato».

Secondo lo studio della Camera di Commercio di Massa-Carrara il settore della navalmeccanica è costituito da poco più di 1200 imprese attivi che danno lavoro ad oltre 18 mila addetti diretti, che producono a loro volta un moltiplicatore di economia indiretta e indotta in circa 90 mila occupati. Si tratta di un settore rappresentato da imprese ad altissimo contenuto tecnologico, basti pensare che sol 328 società di capitali hanno prodotto nel 2018 un valore di produzione di quasi 5,2 miliardi di euro, per una media ad impresa di circa 16 milioni. Considerando l’intero panorama imprenditoriale del settore, si conta che le 1.200 imprese riescano a produrre un valore di produzione di 14 miliardi di euro e un valore aggiunto di 3,6 miliardi, che considerato anche l’indotto, comprensivo dell’effetto turismo, fa si che il comparto contribuisce all’1% del Pil nazionale. Le imprese del settore, poi, erogano allo Stato oltre 300 milioni di euro tra oneri sociali ed imposte e tasse, a cui vanno aggiunti oneri previdenziali pagati dai lavoratori diretti del comparto stimabili in altri 130 milioni di euro, per un totale complessivo verso l’erario di quasi 450 milioni.

Cantiere Navale Vittoria: al via la costruzione di 5 unità SAR per la Guardia Costiera

26.12.2019 – Con la saldatura simbolica di un elemento di chiglia, il Cantiere Navale Vittoria segna formalmente la prima tappa nella realizzazione delle 5 unità di tipo S.A.R. (Search and Rescue) CP 300 (con opzione di altre 10)per la Guardia Costiera italiana e destinate principalmente allo svolgimento delle operazioni di ricerca e soccorso in mare (valore complessivo dell’appalto 10 milioni e 450 mila euro).

Si è tenuto lunedì scorso nello stabilimento di Adria, alla presenza del Capitano di Vascello Luciano Del Prete, capo delegazione della Guardia Costiera,e dell’ing. Massimo Duò, vicepresidente del Cantiere Navale Vittoria, il Keel Laying – o posa della chiglia – della prime due imbarcazioni (che saranno consegnate entro l’estate e le successive tre a distanza di pochi mesi) che andranno a rinnovare la flotta attualmente in dotazione al Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera.

Si tratta di un benaugurante rituale – un parallelo marinaro alla posa della prima pietra, dato che la chiglia è la struttura principale dello scafo, la “spina dorsale”, cui sono collegate tutte le ossature – volto a sancire l’avvio ufficiale dei lavori di costruzione.

Sotto la supervisione dei tecnici del Cantiere di Adria, il comandante Del Prete ha simbolicamente saldato una parte di ossatura di una delle unità. La delegazione ha successivamente fatto visita allo stabilimento, prendendo visione dello stato dei lavori di costruzione delle unità S.A.R. come della documentazione progettuale, supervisionando al contempo tutte le attrezzature che serviranno a completare l’allestimento delle imbarcazioni, la cui consegna è prevista per l’estate 2020.

A conclusione della visita, il Cantiere Navale Vittoria ha consegnato ai rappresentanti delle Corpo  delle Capitanerie di porto una targa celebrativa.

L’azienda veneta specializzata nella progettazione e realizzazione di imbarcazioni militari, paramilitari da lavoro, commerciali e da trasporto fino a 100 metri di lunghezza, si era aggiudicata la gara europea indetta nel 2016. Le future unità della Guardia Costiera italiana saranno modernissimi mezzi in lega leggera di alluminio, inaffondabili e auto-raddrizzanti, lunghe circa 20 metri, larghe 4,5 metri, con un pescaggio di 0,95 metri. Le unità potranno raggiungere una velocità massima continuativa di 35 nodi e saranno in grado di ospitare fino a 200 persone.

Ringrazio il Comandante Del Prete e tutta la delegazione in rappresentanza della Guardia Costiera per essere qui oggi – ha affermato Massimo Duò, vicepresidente del Cantiere Navale Vittoria – Spero che questa cerimonia, che tradizionalmente ha la funzione di augurare buona fortuna all’imbarcazione e lunga vita in mare, possa essere benaugurante anche per tutti gli uomini e le donne Guardia Costiera. Questa cerimonia rappresenta un primo e importante passo verso il completamento delle unità, un percorso lungo ma che ci rende orgogliosi di essere ritornati a costruire per la Guardia Costiera del nostro Paese. Con queste unità andiamo ad ampliare un portafoglio costituito da oltre 80 unità S.A.R. realizzate per diversi corpi di Polizia Marittima o Capitanerie del bacino del Mediterraneo, tra cui spiccano circa 65 unità classe 800 in servizio da oltre 20 anni alla stessa Guardia Costiera Italiana”.