Gennaio-Aprile 2020, calano i traffici nel porto di Livorno

16.06.20 – Segni meno davanti a tutti gli indicatori di traffico, con l’unica eccezione per quello dei prodotti forestali, cresciuto di quasi il 10% a causa dell’aumentata domanda di fazzoletti monouso, rotoli e carta igienica.

Sono questi i risultati quadrimestrali del porto di Livorno, pubblicati stamani nella sezione “Osservatorio Covid-19” dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale.  Il bilancio consuntivo riflette chiaramente la situazione generale attuale di emergenza, che non ha risparmiato nessun porto in termini di contrazione dei volumi movimentati.

Tra gennaio ed aprile lo scalo ha movimentato complessivamente 10,2 milioni di tonnellate di merce, facendo registrare un decremento del 15,9% sullo stesso periodo del 2019.

In calo il traffico dei container, che nei primi mesi dell’anno, ha fatto segnare, al netto delle operazioni di trasbordo (in crescita del 3,7%), una diminuzione del 4,7%, a 251.333 TEU. Diminuiscono sia i container pieni (-4,3%) che quelli vuoti (-19,4%).

Dati negativi anche per il traffico rotabile che, dopo le buone performance e i continui record degli ultimi anni ha fatto registrare un calo complessivo del 15,9% in termini di mezzi commerciali movimentati, a 141.181 unità. La flessione ha interessato sia lo sbarco che l’imbarco con una dinamica più accentuata per l’export.

In diminuzione, inoltre, sia il traffico delle auto nuove (ne sono state movimentate 154.605, contro le 227 mila dello scorso anno, -32%) che quello della merce alla rinfusa (-29% per quelle liquide, -8,9% per quelle solide).

Come accennato, i prodotti forestali sono invece risultati l’unico traffico commerciale in positivo con 563.918 tonnellate movimentate e un +9,9% sul primo quadrimestre del 2019, risultato – quest’ultimo – da attribuirsi all’aumento della domanda di fazzoletti monouso, rotoli e carta igienica, prodotti tipici delle cartiere della Lucchesia particolarmente richiesti nel periodo Covid-19.

Per quanto riguarda i passeggeri, il porto ha messo a segno risultati negativi sia nel traffico traghetti (153.869 persone sbarcate/imbarcate, -58,8% rispetto al 2019) che in quello delle crociere (-78,7%).

L’andamento mensile del traffico rotabile, di auto nuove e passeggeri ha messo in evidenza come ad aprile la situazione sia ulteriormente peggiorata rispetto al mese precedente. Per altri traffici, come quello dei contenitori e dei forestali, si sono invece conseguiti risultati positivi di rispettivamente il 3,2 e il 29%.

Amburgo: il trasporto via fiume dei container dell’hinteraland, una buona alternativa

14.02.20 – Il trasporto di container su chiatta da e per il porto di Amburgo sta prendendo velocità. Contrariamente al risultato nazionale con un calo del 4,1 per cento, il porto di Amburgo ha registrato nel 2019 un aumento del 13 per cento nel trasporto di container con 145.078 TEU per via navigabile interna.

Questa cifra non comprende l’aumento dei trasbordi intraportuali con chiatte nel porto di Amburgo. Nel 2019 era di oltre 170.000 TEU. Questi trasporti di container all’interno del porto hanno sostituito un totale di circa 120.000 trasporti con camion e sono un buon esempio di un trasferimento modale di successo nel trasporto merci nella città anseatica.

Oltre al buon sviluppo della movimentazione delle merci per l’hinterland del porto di Amburgo, anche la migliore integrazione della navigazione interna nei processi portuali ha svolto un ruolo positivo. Il centro di coordinamento delle navi di Amburgo (HVCC) controlla sempre più spesso anche le rotazioni portuali delle chiatte per coordinarle meglio con le procedure del terminal di Amburgo. La creazione di una piattaforma per chiatte apre ulteriori opportunità di azione coordinata da parte di tutti gli attori coinvolti nel porto.

“Il trasporto di container su chiatta riveste un ruolo importante nella suddivisione delle diverse modalità di trasporto per il porto di Amburgo nel traffico dell’hinterland portuale e nel trasbordo portuale. La chiatta è assume una  grande importanza anche per il trasporto di carichi particolarmente pesanti e ingombranti e per tutti i tipi di merci alla rinfusa. La chiatta è in grado di compensare molto bene le variazioni del mix di carico”, spiega Ingo Egloff, membro del consiglio direttivo di Port of Hamburg Marketing.

L’ottimo livello dell’acqua sull’Elba superiore all’inizio del 2020 ha dimostrato di cosa è capace la chiatta quando trasporta carichi anche grandi e pesanti. “È quindi giunto il momento che il concetto di manutenzione del fiume Elba (Unterhaltungskonzept Elbe), approvato dal Bundestag nell’ultima legislatura, venga finalmente attuato dal Ministero federale dei trasporti”, afferma Egloff.

Il Gruppo Laghezza lancia la rete logistica Covid 19

10.04.20 – Una struttura a tela di ragno per stoccare le merci e i container (anche pre-sdoganamento) e prepararsi a soddisfare in modo fluido ed efficiente l’approvvigionamento alle industrie non appena saranno in grado di ripartire

Una “tela di ragno” logistica anti Covid 19, per stoccare, anche in stato estero, merci e container il più vicino possibile alle aree di produzione e trasformazione industriale con un obiettivo preciso: fornire al sistema economico e industriale del nord Italia la chiave per ripartire, girando la chiavetta dell’accensione negli stabilimenti, nei tempi più rapidi possibili; una mission che può essere perseguita disponendo degli approvvigionamenti in tempo reale, anche attraverso il coordinamento reso possibile da una unica cabina di regia digitale.

Il Gruppo Laghezza proprio in questo momento di particolare incertezza lungo tutta la filiera produttiva, con gran parte delle attività industriali attualmente chiuse, ha giocato d’anticipo rilanciando un sistema privato di logistica in grado di interconnettere i principali nodi logistici e produttivi specie del Nord Italia, e ponendo in essere nuove procedure elastiche e rapide per il trasporto e specialmente lo stoccaggio dei container, nell’epicentro delle aree produttive, sia attraverso le sedi operative gestite direttamente sia attraverso i servizi e gli impianti posti a comune denominatore dai suoi partners in tutto il Nord Italia.

“Abbiamo utilizzato questi giorni cosí complessi – sottolinea Laghezza – per definire procedure e alleanze, in un’operazione pensata e progettata per sostenere l’enorme sforzo che le filiere industriali si troveranno ad affrontare nei prossimi giorni, speriamo nel tempo più breve possibile, cervello nevralgico è il retroporto di La Spezia” dove il Gruppo Laghezza agisce con propri terminal e magazzini coperti nazionali ed esteri; retroporto che anche dal punto di vista digitale e dello scambio documentale in tempo reale è interconnesso, attraverso aziende collegate e partnership qualificate, a una rete di terminal dislocati nei principali interporti nodi logistici italiani.

I servizi offerti sono: trasporto stradale e intermodale, stoccaggio container completi allo stato estero in attesa di destinazione finale ma anche svuotamento container e stoccaggio merce a magazzino doganale con successiva distribuzione. E in tutti i siti Laghezza affianca all’attività logistica quella doganale, che resta pur sempre il suo ordinario punto di forza, e la ricerca di soluzioni ad hoc per le esigenze del cliente e della merce.

2019 da record per i container ad Ancona

22.01.20 – Cresce il traffico dei passeggeri nel 2019 nel sistema portuale dell’Adriatico centrale, che comprende i porti di Pesaro, Falconara Marittima, Ancona, San Benedetto del Tronto, Pescara e Ortona. Secondo il “Rapporto statistico 2019 dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale”, presentato oggi in una conferenza stampa nella sede Adsp di Ancona, i passeggeri salgono da 1.163.814 a 1.202.973 (+3,4%). È stabile il traffico complessivo delle merci, con 11.804.844 milioni di tonnellate.

Ancona rimane scalo di riferimento del sistema portuale con quasi 11 milioni di tonnellate di merci e circa 1,2 milioni di passeggeri. Ortona rappresenta il principale scalo abruzzese per il traffico merci, con oltre 1 milione di tonnellate. Pesaro mantiene un traffico passeggeri e di crocieristi di nicchia, con oltre 12.500 passeggeri.

PORTO DI ANCONA, RECORD STORICO PER MERCI NEI CONTAINER, IN CRESCITA NUMERO DI PASSEGGERI E CROCIERISTI

Record storico per il porto di Ancona che registra nel 2019 una positiva dinamica del traffico container, segno di un’efficiente competitività dell’infrastruttura e delle imprese, e una leadership nel settore passeggeri rafforzata dall’andamento del traffico delle crociere.

Brilla al porto di Ancona il dato delle merci nei contenitori, che passa da 1.135.549 tonnellate del 2018 a 1.252.197 tonnellate del 2019, record assoluto dello scalo con una crescita del +10%. Dinamica fortemente positiva per le esportazioni a 711.707 tonnellate (+13%) dopo due anni consecutivi di flessione. Sale l’import che si attesta sulle 540.490 tonnellate (+7%). Segno evidente che lo scalo dorico è un porto al servizio delle imprese marchigiane, abruzzesi e delle regioni limitrofe le quali stanno vivendo una fase di ripresa sui mercati internazionali.

Il numero dei TEUS movimentati (unità di misura dei container) passa dai 159.061 del 2018 ai 176.193 del 2019, con un aumento del +11%. Il traffico TEU 2019 rappresenta il terzo miglior risultato assoluto dello scalo.

Tutto questo è avvenuto con una riduzione del numero toccate delle navi portacontainers che, nel 2019, è stato di 354 (-17% rispetto al 2018 e -23% rispetto al 2016). Segnale dell’aumentata capacità di carico delle navi che, pur di maggiori dimensioni, possono accedere al porto di Ancona grazie alla messa in funzione nel 2015 della banchina 26 con relativi lavori di dragaggio.

Un altro segno di una migliore razionalizzazione della catena logistica e gestione del traffico commerciale da parte degli armatori è la tendenza alla diminuzione della movimentazione di TEUS vuoti che scendono dal 27% dei precedenti periodi al 22% del 2019.

Più che positivi i numeri delle merci solide alla rinfusa e general-cargo che crescono del +27% passando da 305.169 tonnellate del 2018 a 386.948 tonnellate del 2019. Fra le categorie merceologiche trainanti, c’è lo sbarco dell’alluminio per il fabbisogno delle imprese del territorio regionale.

In lieve calo il traffico delle autostrade del mare, con il dato delle merci trasportate su nave traghetto che passa da 4.770.397 tonnellate del 2018 a 4.693.531 tonnellate del 2019 (-2%). Il 38% (circa 1,8 milioni di tonnellate) della merce che viaggia su tir e trailer è collettame, cioè merci di vario tipo trasportate insieme. Seguono i prodotti alimentari, bevande e tabacchi (1,12 milioni di tonnellate, il 24% del totale) e i prodotti dell’agricoltura (704 mila tonnellate, il 15% del totale).

Il 78% del traffico merci trasportate su nave traghetto è diretto e/o proviene dai porti greci di Igoumenitsa e Patrasso, il 18% dall’Albania e il 4% dalla Croazia.

Il totale del traffico merci nello scalo dorico è stabile fra il 2018 e il 2019, con un valore passato da 10,8 milioni di tonnellate a 10,7 milioni di tonnellate. Un dato che risente del -4% delle merci liquide, passato da 4.607.454 tonnellate del 2018 a 4.434.506 tonnellate del 2019, con una diminuzione in parte dovuta alla temporanea indisponibilità del pontile utilizzato dalla raffineria Api di Falconara Marittima per l’imbarco dei prodotti petroliferi. Le merci solide (rinfuse + traghetti + containers) ammontano a 6.332.676 tonnellate (+2% rispetto al 2018).

Crescono del 3% i passeggeri, i crocieristi aumentano del +49%

passeggeri transitati nel porto di Ancona sono stati 1.189.441 nel 2019, con una crescita del +3% sul 2018 quando erano 1.151.266. Del totale, 1.089.332 sono stati i passeggeri dei traghetti, dato in sintonia con quello del 2018. Stabile nel 2019 il numero dei passeggeri per la Grecia (772.540) e per la Croazia (218.499). In crescita il numero delle persone che sono transitate sulla direttrice per l’Albania: i passeggeri sono stati 98.155 rispetto ai 90.832 del 2018, con un aumento del +8%.

Record di crescita per i passeggeri delle crociere nello scalo dorico. Nel 2019 sono stati 100.109 con un incremento del +49% sul 2018 quando erano 67.031. Un dato decisamente migliore rispetto alla media nazionale di traffico crocieristico dell’11,2% registrata dalla recente analisi sul 2019 di “Ship2Shore”.

Un mercato in continua crescita, quello delle crociere, nel mondo e in Italia dove l’aumento 2020 del traffico delle navi da crociera è stimato nel +2,8% secondo le previsioni dell’Italian Cruise Watch di “Risposte Turismo”.

Un’opportunità anche per Ancona, inserita sulla rotta del mare Adriatico delle più importanti compagnie di navigazione del settore, a cominciare da Msc Crociere che per il 2020 ha già confermato la sua presenza nello scalo. Una grande opportunità per lo sviluppo dell’economia e del turismo della città e di tutte le Marche che richiede un’infrastruttura adeguata all’attracco delle navi come il nuovo polo crocieristico da realizzare al molo Clementino.

PORTO DI PESARO

Cresce il numero totale dei passeggeri nel porto di Pesaro nel 2019. Sono state 12.561 le persone transitate nello scalo, con una crescita dell’8% sul numero dei passeggeri del 2018, che erano 11.631. Positivo l’andamento del traffico estivo per la Croazia, quando è attiva da aprile a settembre la linea passeggeri per raggiungere le spiagge croate di Lussino, isola di Rab e Novalja, con 11.660 passeggeri. Stabile il numero dei crocieristi (901 persone) che, a bordo delle navi Artemis e Arethusa della compagnia “Grand Circle Cruise Line”, hanno viaggiato sull’itinerario Venezia, Ravenna, Pesaro, Ortona, Termoli, Monopoli, Otranto e Roccella Ionica e che hanno potuto scoprire la bellezza del territorio pesarese, Urbino, San Marino e alle altre località di pregio anche naturalistico della provincia.

PORTO DI ORTONA

Ammontano a 1.037.662 tonnellate le merci movimentate nel porto di Ortona, scalo a vocazione rinfusiera e general-cargo, con una lieve crescita del 2% sul 2018 quando le merci erano pari a 1.013.352 tonnellate. Del totale delle merci, esprimono dato più che positivo i prodotti petroliferi raffinati sbarcati (+10%). Andamento molto positivo per i cereali sbarcati che hanno superato le 270 mila tonnellate, in aumento del +19% rispetto al 2018.

Continua anche la presenza dei crocieristi, con 971 transiti nel 2019, che arrivano a bordo delle navi Artemis e Arethusa, impegnate nell’itinerario che coinvolge anche il porto di Pesaro.

DICHIARAZIONI

Rodolfo Giampieri, presidente Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale

“Sicurezza, crescita e sostenibilità, questo l’orizzonte su cui sta lavorando l’Autorità di sistema portuale in collaborazione con tutte le istituzioni di riferimento e gli operatori portuali. I dati sono molto positivi e confermano che i porti del sistema sono infrastrutture al servizio dell’economia. I numeri sono molto interessanti e in crescita, sia dal punto di vista delle merci sia dei passeggeri”. Per il porto di Ancona, ha sottolineato Giampieri, “si è raggiunto il record assoluto di traffico delle merci nei container, con una crescita delle esportazioni del 13% e delle importazioni del 7%. Abbiamo la conferma dell’importanza di Ancona come porto passeggeri al centro dell’Adriatico e della Macroregione Adriatico Ionica, con quasi 1,2 milioni di passeggeri, e soprattutto del rilievo dello scalo a livello di crocieristi con una crescita del 49%, un forte segnale e un forte sostegno al turismo. Il nostro obiettivo 2020 è essere ancora più competitivi e sostenibili”.

Matteo Paroli, segretario generale Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale

“Il mondo del lavoro portuale sta andando decisamente verso professionalità specializzate, con i porti che offrono sempre più occupazione di qualità. La totalità delle imprese portuali, sia ad Ancona sia ad Ortona, sta investendo sia sotto il profilo dei mezzi operativi sia nel campo degli organici e delle competenze professionali. Su questa linea, l’Autorità di sistema portuale sta approfondendo queste esigenze di specializzazione nell’ambito dello studio del Piano di fabbisogno dell’organico del porti di sistema che è in corso di costante evoluzione e che ha lo scopo di assistere e affiancare le aziende nel campo della formazione del personale. Questi sforzi e queste attenzioni hanno consentito al porto di Ancona di incrementare dell’11%, rispetto all’annualità precedente, il numero dei contenitori movimentati a fronte di una riduzione del -17% delle navi commerciali attraccate: navi più grandi hanno ovviamente richiesto manodopera specializzata e mezzi di sbarco idonei alle nuove caratteristiche dimensionali delle unità navali”.

Contrammiraglio Enrico Moretti, direttore Marittimo delle Marche e comandante del porto di Ancona

“L’attività svolta dalle Capitanerie di Porto Guardia Costiera nei porti dell’Autorità di sistema portuale dell’Adriatico centrale ha assicurato la sicurezza e la regolarità dei traffici marittimi. Nel 2019 molto intensa è stata l‘attività del Corpo riferita agli aspetti di sicurezza portuale, alcuni dei quali sono stati assicurati anche mediante l’emanazione di specifiche ordinanze, fra tutte piace ricordare quella che istituisce nuovi schemi di separazione del traffico navale in entrata/uscita dal porto dorico”.

Fra gli interventi, ha aggiunto il Contrammiraglio Moretti, “piace evidenziare l’attività di controllo sul rispetto della normativa in materia di emissioni in atmosfera da parte delle navi ormeggiate in porto, e ciò sia per verificare il rispetto della normativa vigente sia, da parte delle compagnie di navigazione che lo avevano sottoscritto, dell’accordo volontario denominato Ancona Blu Agreement. In conclusione, nel 2019 sono stati raggiunti risultati lusinghieri, per i quali ringrazio sia tutti i colleghi dei porti ricompresi nell’Autorità di sistema portuale del medio Adriatico sia i servizi tecnico nautici che in operano in questi porti”.