Dal governo solo aiuti per il trasporto aereo. L’allarme di Assarmatori

13.05.20 – Il Governo ha deciso di salvare il trasporto aereo e affondare quello marittimo, assumendosi una grave responsabilità in un Paese al centro del Mediterraneo, dove un sesto della popolazione vive su isole e il 90% della produzione di merci dipende dal trasporto marittimo per l’approvvigionamento delle materie prime o per la distribuzione del prodotto finito.

Nell’ultima versione del Decreto Rilancio, infatti, all’art. 201 è previsto un fondo di 150 milioni per la compensazione dei danni subiti dalle compagnie aeree nazionali per effetto della riduzione del numero dei passeggeri trasportati durante la fase di emergenza da Coronavirus e all’art. 206 è previsto un fondo di 3 miliardi di euro per la costituzione di una nuova compagnia di bandiera. Per le compagnie di navigazione, che i passeggeri proprio non li possono tuttora imbarcare, non è stato invece previsto alcun indennizzo o aiuto, se si esclude la sospensione della tassa di ancoraggio. Altro che sostenere le attività marittime e impedire il tracollo di un settore strategico dell’economia nazionale e l’immediata cancellazione di migliaia di posti di lavoro, come il Governo aveva assicurato di voler fare.

A lanciare nuovamente l’allarme è Assarmatori, che denuncia come “la gravità della situazione non sia stata colta a fondo visto che dopo oltre due mesi di lockdown il cluster marittimo, componente fondamentale della catena logistica che tiene in piedi il Paese, è allo stremo per le conseguenze della pandemia”.  In ballo non c’è solo il destino delle imprese armatoriali che garantiscono una rete di collegamenti essenziali, ma anche migliaia di posti di lavoro di marittimi italiani.

Il settore crocieristico, che secondo le previsioni di fine 2019 quest’anno si sarebbe dovuto avviare a superare ogni record precedente, con oltre 13 milioni di passeggeri in Italia, tra imbarchi, sbarchi e transiti, è interamente fermo. E in Italia la situazione è ancora più grave perché le compagnie che hanno assicurato finora tali volumi (e che per l’80% sono aziende internazionali), non solo devono far fronte alle difficoltà di rientro dei marittimi nelle loro nazioni di provenienza per i divieti posti dai vari Governi (in tutto il mondo sono 100 mila i marittimi bloccati sulle navi per questo motivo), ma non possono nemmeno attraccare nei porti italiani per mettere le navi in disarmo, a causa di un’inspiegabile blocco imposto con i decreti emergenziali.  Una scelta tanto miope quanto autolesionista: tenere lontano in un momento così critico chi ha garantito in questi anni la crescita più consistente degli incassi turistici non è certo prova di lungimiranza.

Non va meglio al cabotaggio nazionale di trasporto merci e passeggeri: i traghetti che collegano i principali porti nazionali e in particolare le isole maggiori e minori e le navi impegnate sulle Autostrade del Mare, continuano a viaggiare per consentire il trasporto delle merci, indispensabile per gli approvvigionamenti e per garantire la continuazione di attività economiche e industriali vitali, ma i costi ingenti di questi servizi, essenziali per il Paese,  non vengono minimamente compensati dai ricavi mancando completamente la componente del traffico passeggeri. E non fa prevedere miglioramenti la prospettiva di dover viaggiare al 50-60% (e forse anche meno) della disponibilità dei posti anche dopo la fine del lockdown, per poter garantire il distanziamento fisico che giustamente dovrà rimanere in vigore fino al completo debellamento della pandemia e per cui le aziende armatoriali hanno già adottato tutti i protocolli. Dalle analisi effettuate dalle compagnie armatoriali risulta, infatti, che mentre i ricavi caleranno per oltre la metà (il calo attuale è superiore al 90%) i costi fissi e variabili non potranno che scendere di un quarto o poco più, condizioni che rendono impossibile qualsiasi ipotesi di continuità aziendale. Tanto più se anche per le compagnie di navigazione, come per le altre aziende “capital and labour intensive”, l’accesso alla liquidità con garanzie pubbliche resta al momento solo un’illusione.

Quanto al traffico internazionale di container e rinfuse, le navi continuano ad essere rallentate dalle diverse e spesso contrastanti misure di contenimento decise dalle varie autorità nazionali e di numerosi altri Paesi. Di conseguenza il calo dell’attività nei porti italiani supera il 30%, ma le previsioni sono di ulteriori peggioramenti per il prossimo futuro.

Per reggere questa situazione di autentica calamità Assarmatori, insieme a Conftrasporto a cui aderisce e alle altre Associazioni del cluster, ha chiesto misure specifiche di sostegno per le imprese e i lavoratori analoghe a quelle previste per il trasporto aereo fin dal primo Decreto Cura Italia di metà marzo. “Misure che dovranno aiutare l’intero impianto del trasporto marittimo e passeggeri in particolare, a garanzia della più grande popolazione insulare d’Europa. Ma finora, al di là di rassicurazioni e impegni verbali, non si è visto nulla di concreto. E il tempo sta scadendo facendo emergere i confini di una crisi sistemica che, per un Paese che dipende in modo così evidente dal trasporto marittimo, è destinata ad assumere le caratteristiche di un vero e proprio suicidio collettivo”.

Porto di Genova, lieve calo dei traffici nel primo bimestre 2020

26.03.20 – L’andamento dei traffici nel primo bimestre del 2020 ha registrato per il porto di Genova una contrazione dello 0,3% rispetto allo stesso periodo del 2019, dovuto al risultato del mese di febbraio, che mostra i primi effetti della diffusione a livello globale dell’epidemia covid-19

Per quanto riguarda le performance dei singoli comparti, nel mese di febbraio il settore dei contenitori ha mostrato un aumento del 9,5% (+24.706 TEU) rispetto allo stesso periodo del 2019 (+7,6% nel bimestre), mentre sono in lieve calo le merci convenzionali (-0,7%, ma +1,2% nel bimestre), la cui flessione è legata all’andamento dei traffici specializzati (-34,2% nel bimestre), controbilanciati dal trend positivo traffico Ro/Ro (+4,6% a livello mensile, 3,5% nel bimestre).

In calo nel bimestre anche il comporto rinfusiero: -35,8% le rinfuse solide, nonostante l’inversione di tendenza a febbraio (+10,8%), -6,4% gli olii minerali, -25,6% le altre rinfuse liquide. La diminuzione degli arrivi di prodotti petroliferi risente dei primi effetti del calo dei consumi dovuti all’epidemia di coronavirus in corso.

Anche nel mese di febbraio 2020 il porto di Genova ha registrato una crescita molto sostenuta nel comparto passeggeri (+21%), segnando il record di passeggeri (191.733 fra crociere e traghetti) movimentati nel primo bimestre degli ultimi cinque anni.

Complessivamente le performance del primo bimestre hanno solo parzialmente risentito dell’emergenza coronavirus i cui effetti sui traffici saranno visibili dal mese di marzo 2020, con il fermo dell’attività crocieristica ed il rallentamento dell’attività commerciale.

Civitavecchia, appello di presidente e segretario dell’AdsP: Uniti si vince

24.03.20 – Il Presidente dell’AdSP del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Francesco Maria di Majo ed il segretario generale, Roberta Macii, rispondono alle polemiche scaturite dalla diffusione di notizie – peraltro positive – circa l’mdamento di alcuni traffici merci nel porto di Civitavecchia. Nel respingere ogni strumentalizazioni i due dirigenti ribadiscono l’impegno dell’Autorità portuale per fronteggiare le drammatiche conseguenza che la diffusione dell Coronavirus ha causato al comparto portuale. Il tutto con sobrietà e sperabilmente l’apporto di tutte le parti in causa con l’obiettivo dichiarato di coniugare l’operatività del porto con la tutela della salute di tutti coloro che vi lavorano. Proponiamo di seguito il testo integrale della lettera datata 22 matzo 2020.

La diffusione da parte di questo ente di alcune notizie positive che sono pervenute -peraltro nel corso di una riunione a cui hanno partecipato anche le organizzazioni sindacali- direttamente da taluni operatori portuali, su alcuni traffici merci, aveva il solo scopo di trasmettere un piccolo segnale di ottimismo in uno scenario drammatico, di emergenza nazionale, che coinvolge l’intero settore produttivo del Paese con inevitabili ricadute negative per il comparto portuale e quindi per il porto di Civitavecchia colpito, in particolare dal blocco internazionale del traffico di navi da crociera e dal blocco del traffico di passeggeri nei collegamenti nazionali con le isole.

In un momento in cui tutto il mondo prova ad essere unito per affrontare un’emergenza senza eguali, appare persino inimmaginabile che si consumino delle energie ad alimentare polemiche e strumentalizzazioni divisive all’interno della comunità portuale.

Il compito di questo ente, come di tutte le AdSP, è ora cercare di fronteggiare con tutti gli strumenti a disposizione il drammatico impatto che la diffusione del coronavirus sta avendo sui porti italiani. E’ una battaglia che, silenziosamente, tutti i dipendenti di questa amministrazione stanno combattendo dentro e fuori gli uffici. E allora proseguiamo con l’incessante ricerca di sostegno, anche finanziario, da parte del Governo e della Regione Lazio, con le azioni rivolte alla realizzazione di attività anche straordinarie che moltiplichino il lavoro ordinario e con il dialogo costantemente aperto con i nostri interlocutori per collaborare ad individuare tutte le soluzioni possibili di tenuta prima e, di rilancio poi, dell’economia portuale.

Ce la faremo a sostenere questo porto ma senza urla e senza proclami con il lavoro fondamentale della nostra struttura amministrativa che non ha mollato neanche per un minuto e con le imprese che si fanno avanti, con serietà e pacatezza, per fornire contributi di pensiero alla superiore “causa di tutti”.

Non lo raccontiamo ogni giorno, è vero, ma non abbiamo il tempo di farlo e questo, nel mondo dei social, probabilmente non paga.

Ci appelliamo al buon senso, al senso di responsabilità, all’amore per il bene comune, siamo e restiamo a disposizione di tutti coloro che esortiamo a collaborare con noi per fare fronte comune ed affrontare, mitigare e superare nel modo migliore l’attuale drammatica fase emergenziale cercando al meglio di coniugare l’operatività del porto con la tutela della salute di tutti coloro che devono continuare a lavorare.

Anche a Civitavecchia, come nel resto del mondo, uniti si vince.

Covid-19: A bordo delle navi del Gruppo Grimaldi si viaggia sicuri

19.03.20 – La Grimaldi ha un ruolo importante da svolgere nella sicurezza dell’approvvigionamento dei Paesi del Mediterraneo e facciamo del nostro meglio per proteggere sia i nostri clienti che il nostro personale dagli effetti del coronavirus.

La Grimaldi non ha previsto cancellazioni di partenze. I processi a terra e in banchina sono pronti per essere modificati secondo le istruzioni e le linee guida fornite dalle Autorità Sanitarie e di altro tipo.

Le navi del Gruppo Grimaldi operanti nel Mediterraneo sono per la maggior parte adibite al traffico merci, le unità navali predisposte al traffico passeggero, anche in considerazione della bassa stagionalità e delle limitazioni previste sono comunque dotate di spazi tali da limitare l’esposizione a malattie infettive. In ogni caso per garantire la sicurezza dei passeggeri, degli autisti e dell’equipaggio vengono adottate misure precauzionali intensificate a bordo delle nostre navi, tra cui:

• Agli autisti saranno assegnate qualora disponibili, cabine ad uso esclusivo sulle nostre navi Cruise Ferry, Ro-Pax e Ro-Ro, ma in considerazione delle limitazioni ai traffici passeggeri in vigore siamo confidenti che avremo cabine sufficienti a soddisfare tale richiesta;
• Frequente pulizia e disinfezione, in particolare pulizia di maniglie delle porte, corrimano, pomelli degli ascensori, telecomandi e ripiani dei tavoli;
• Sono state impartite istruzioni dettagliate per l’equipaggio su come prevenire i rischi e gestire qualsiasi persona con sintomi simil-influenzali e/o riconducibili all’infezione;
• Poster e volantini che promuovono le misure di prevenzione (lavaggio delle mani, distanziamento sociale e etichetta della tosse) come consigliato dalle autorità sanitarie;
Grimaldi segue e applica quotidianamente le istruzioni delle Autorità Governative, Marittime e Sanitarie Nazionali ed Internazionali al fine di contrastare il diffondersi dell’epidemia.

Dai porti di Cagliarie Olbia la solidarietà per fronteggiare il Covid-19

18.03.20 – L’emergenza Coronavirus non ferma la solidarietà nei porti di competenza dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna. A partire da Cagliari, dove il Team Ineos – che ha lasciato temporaneamente il quartier generale del molo Sabaudo per il rientro alla base di Portsmouth – ha donato le proprie scorte di viveri ad un’associazione di volontariato impegnata nella lotta alle povertà. Gesto di solidarietà che contribuirà ad alleggerire l’operato di chi è al servizio dei più deboli, specialmente in un momento difficile come quello scandito dall’emergenza Covid-19, che rende più difficoltosi approvvigionamenti e distribuzione dei pasti. Altra attività solidale, rivolta all’aspetto sanitario, interesserà le aree del waterfont di Olbia di competenza dell’AdSP. Giovedì 19, dalle 08.00 alle 14.00, in piazza Elena di Gallura/Terranova Pausania, saranno presenti due autoemoteche dell’Avis all’interno delle quali sarà possibile donare il sangue in tutta sicurezza. “Pur essendo stato compiuto in maniera del tutto signorile e riservata, ho deciso rendere pubblico, offrendo anche il necessario supporto logistico per la consegna, questo importante gesto del team Ineos a sostegno di una delle tante associazioni meritoriamente in prima linea a favore dei deboli – spiega Massimo Deiana, Presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna – Allo stesso modo, stiamo facilitando, anche attraverso il rilascio di concessioni urgenti di spazi e strutture ricadenti nelle aree demaniali di competenza, tutte le iniziative di prevenzione che vanno dalla raccolta sangue fino alla sistemazione logistica degli operatori e dei volontari della Protezione Civile. Un aiuto concreto, seppur piccolo, per chi, in questo momento difficile, lavora senza sosta sul campo per combattere la diffusione del contagio e contenere le conseguenze negative del blocco totale delle attività”.

Coronavirus, prosegue l’opera di disinfezione nei Porti adriatici della Puglia

17.03.20 – Prosegue senza sosta l’attività di sanificazione e disinfezione di aree portuali, banchine, terminal e arredi predisposta dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, a salvaguardia degli operatori portuali e della logistica, il cui apporto, soprattutto in questo momento, risulta vitale per l’intero Paese.

Questa mattina, nel porto di Costa morena a Brindisi, sia in area Schengen che extra-Schengen, una squadra di tecnici disinfestatori altamente specializzati e aggiornati nell’uso di nuove tecnologie e avvalendosi di potenti macchinari ha eseguito l’ennesimo intervento di sanificazione e bonifica dei terminal. Una serie di interventi effettuati con prodotti virucidi specifici, finalizzata al contenimento e al contrasto del diffondersi del virus.

“Soprattutto in questo momento critico, i porti di Bari e Brindisi fungono da hub strategici nel bacino del Mediterraneo per tutta la filiera logistica e dei trasporti– commenta il presidente di AdSP MAM Ugo Patroni Griffi. Tale attività è garantita dalla professionalità e dall’abnegazione di una schiera di operatori che, nonostante le difficilissime condizioni, lavora incessantemente per consentire alle merci di transitare regolarmente attraverso i consolidati corridoi commerciali e logistici.”

Quotidianamente, vengono effettuati 6 passaggi giornalieri di pulizie; mentre settimanalmente,

nonostante il protocollo indichi una copertura di 14 giorni, vengono effettuati interventi complessi di sanificazione e bonifica degli ambienti, delle strutture e delle attrezzature.

L’attività straordinaria di sanificazione e pulizia nei porti principali del sistema interessati dal traffico Ro-Ro è stata avviata dall’Ente portuale sin dallo scorso 24 febbraio, da quando cioè è esplosa l’emergenza legata al coronavirus.

L’AdSP preventivamente e costantemente condivide con la USMAF (Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera) tutte le misure da adottare.

Sindacati e Confitarma uniti per fronteggiare il Coronavirus

05.03.2020 – Oggi a seguito della richiesta delle Organizzazioni sindacali, Confitarma ha organizzato due incontri presso la sua sede di Roma per analizzare e discutere le problematiche derivanti dall’esplosione del Covid-19.

Il primo incontro ha visto coinvolti Confitarma, AssArmatori, Federimorchiatori e Assorimorchiatori e le Segreterie Nazionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, successivamente Confitarma e AssArmatori hanno incontrato USLAC/UNCIDIM/SMACD.

A fronte dell’espressa richiesta di FILT-CGIL, FIT-CISL e UILTRASPORTI di avere un’informativa sulle criticità determinate dall’emergenza sanitaria legata al COVID-19 e sugli adempimenti adottati dalle imprese armatoriali in materia di salute e igiene a bordo, le Associazioni armatoriali hanno fornito un’ampia informativa in merito alla diffusione alle aziende associate di tutte le raccomandazioni diramate dalle Istituzioni internazionali e nazionali del settore, esemplificando le misure, anche di natura volontaria, adottate dalle imprese armatoriali a tutela dei lavoratori marittimi e amministrativi. In particolare, Confitarma ha comunicato l’odierna pubblicazione della Guida per gli operatori marittimi realizzata dall’ICS. Guida per gli operatori marittimi con le misure per contrastare il COVID-19 a bordo delle navi. Tale Guida è disponibile nel sito www.confitarma.it.

Inoltre, le organizzazioni sindacali confederali hanno proposto di sottoscrivere un Avviso Comune da sottoporre alle Autorità competenti, al fine di affrontare in modo coordinato la problematica, ribadendo la necessità di implementare gli interventi di prevenzione, aggiuntivi a quelli indicati dagli organi competenti, in modo tale da limitare la possibilità di contagio a difesa dei lavoratori marittimi e dell’utenza. Inoltre, è stato espressamente richiesto di valutare e incentivare l’utilizzo del c.d. smart working per il personale di terra.

Da parte armatoriale sono state illustrate le notevoli difficoltà operative, da un lato connesse alla pluralità di soggetti che stanno intervenendo nella gestione dell’emergenza e da regolamentazioni talvolta in contrasto tra loro, dall’altro legate alle restrizioni imposte da molti Paesi terzi alle navi che hanno scalato porti italiani, al personale navigante e tecnico italiano che deve imbarcare nei porti dei suddetti Paesi, nonché agli ispettori delle Autorità ai fini dello svolgimento delle visite a bordo delle navi per il rilascio delle certificazioni obbligatorie. È stata inoltre evidenziata la necessità di effettuare i controlli sanitari preventivi nelle strutture di terra e non a bordo delle navi.

Armatori e Sindacati hanno comunque espresso la forte preoccupazione per le ricadute economiche che l’emergenza sanitaria sta determinando sulle aziende del settore, concordando sull’esigenza di istituire una cabina di regia nazionale nella quale monitorare e definire azioni opportune alla prevenzione, da diffondere poi in modo capillare. Si è convenuto, quindi, di monitorare l’evoluzione dell’emergenza sanitaria e di aggiornare l’esame dei temi trattati a un prossimo incontro.

Caso di coronavirus nel porto di Venezia, tutto sotto controllo

05.03.2020 – Prosegue regolarmente l’attività nei porti di Venezia e Chioggia dopo la segnalazione di un lavoratore portuale risultato positivo al test del Corona virus. A fare luce sulla vicenda è il presidente AdSP del Mare Adriatico Settentrionale Pino Musolino. “Ci è stato comunicato ieri pomeriggio che un lavoratore di uno dei terminal del porto di Venezia è risultato positivo al test per il virus Covid-19 ed è stato ricoverato. La persona si trovava in malattia già dal 23 febbraio.

Il terminal, che fin da subito e grazie anche alla presenza di un medico aziendale aveva ottemperato alle misure di sicurezza previste dai decreti del presidente del consiglio dei ministri e dalle ordinanze regionali in materia di coronavirus, ha introdotto misure straordinarie di contenimento, chiudendo gli spazi di lavoro comuni e procedendo a operazioni di sanificazione straordinaria degli ambienti. Di concerto con il SISP (Servizio Igiene e Sanità Pubblica) dell’ULSS3 sono stati inoltre raccolti dati e interviste relativi alle persone entrate in contatto con il lavoratore malato nei giorni precedenti al 23 febbraio.

Dopo aver sentito anche il Prefetto e il direttore di SISP, è stata prontamente convocata una riunione questa mattina alle ore 9:00 con l’azienda terminalista, alla presenza dei funzionari AdSP responsabili della sicurezza e del coordinamento del lavoro portuale, per verificare le azioni svolte e pianificare gli interventi da mettere in campo. Fin da subito è emerso, a detta anche delle autorità competenti, che tutte le misure necessarie a limitare il rischio di ulteriori contagi erano state applicate correttamente e con tempestività.

Abbiamo anche incontrato i vertici dell’Ufficio di Sanità Marittima Aerea e di Frontiera con i quali abbiamo convenuto sull’opportunità di richiedere ai ministeri competenti un rafforzamento dell’organico medico attualmente dislocato nella sede veneziana di USMAF. Stiamo altresì valutando la possibilità di definire misure di sicurezza aggiuntive rispetto a quelle attualmente in essere, da concordare anche con i vertici nazionali di Assoporti, per far fronte alla incombente riapertura del calendario crocieristico.

Voglio ringraziare tutti gli enti e i soggetti che hanno lavorato con estrema professionalità, contribuendo a gestire questa situazione con efficacia. L’attività dei porti di Venezia e Chioggia prosegue dunque senza alcun allarme ma con la massima attenzione per la tutela della salute degli oltre 21 mila addetti che operano negli scali lagunari”.

Assarmatori su Coronavirus: sospendere la Tassa d’ancoraggio

04.03.2020 – Immediato avvio  di una chiara e puntuale azione anche per vie diplomatiche nei confronti di tutti i Paesi che stanno adottando misure che danneggiano l’industria, il turismo e l’occupazione italiana; contemporaneamente adozione di misure di contenimento dei  danni all’economia che consentano di difendere i volumi  di traffico nei nostri porti: fra queste misure spiccano la sospensione della cosiddetta Tassa di ancoraggio e dell’eventuale Sovrattassa per le merci in coperta, tributi che vengono pagati in ragione della stazza della nave e non in rapporto al carico trasportato. Inoltre una moratoria sulla tassa imbarco e sbarco sulle merci e i canoni di concessione. Per quanto riguarda i passeggeri via mare, è indispensabile che ci sia un’unica regia, che fissi inequivocabilmente che i controlli debbano avvenire nel porto di partenza, non in quello di arrivo, e stabilire un ‘protocollo’ unitario a livello istituzionale.

Queste le proposte che, per voce del suo Presidente, Stefano Messina, Assarmatori ha messo sul tavolo in occasione dell’incontro per la presentazione del Piano Straordinario 2020 per la Promozione del Made in Italy e per l’Attrazione degli Investimenti; incontro centrato sull’emergenza Coronavirus.

Alla riunione organizzata ieri alla Farnesina dal Ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio, con la partecipazione dei Ministri dell’Economia e dello Sviluppo Economico, Roberto Gualtieri e Stefano Patuanelli, oltre che di vari rappresentanti del mondo produttivo italiano, il Presidente Messina ha illustrato nel dettaglio la situazione di crisi che sta impattando sul cluster marittimo.

In conclusione il Presidente di Assarmatori ha manifestato gratitudine a nome di tutto il comparto del trasporto marittimo alle Ambasciate italiane nel mondo, alla Cdp, alla Sace, alla Simest e all’Ice “per il grande lavoro che stanno svolgendo, anche durante questa emergenza, per sostenere il Made in Italy nel mondo e con esso tutto l’export italiano”.

Porti di La Spezia e Marina di Carrara: operatori pronti per una celere ripresa

27.02.20 – Si è riunito oggi alla Spezia, presso la sede di via del Molo dell’Autorità di sistema Portuale del Mar Ligure Orientale l’Organismo di Partenariato della risorsa mare.

Le tematiche affrontate sono state molte, in una interlocuzione sempre costruttiva tra le parti pubbliche e private che siedono al tavolo. 

Come è ovvio che sia, uno dei principali argomenti trattati è stato quello del coronavirus, che preoccupa il Paese sotto il profilo sanitario ma i cui effetti vanno monitorati con attenzione per quanto riguarda il comparto economico ed in questo senso, quello portuale, è sicuramente tra i più sensibili a tematiche di carattere globale come questa, coinvolgendo interessi ed attività che valicano i confini nazionali.

Per questo motivo si è deciso di richiedere allo Stato e alle istituzioni, nelle loro diverse articolazioni, di prestare una particolare attenzione a questo settore, supportandolo se necessario con provvedimenti anche normativi in grado di sostenerne l’economia, in questa fase così delicata. 

E’ doveroso tuttavia evidenziare che pur nelle evidenti difficoltà del momento, oltre a garantire e prestare le massime precauzioni nel rispetto delle disposizioni emanate,  l’impegno degli operatori economici, delle forze sociali e  dei lavoratori impegnati nel porto della Spezia, riesce a mantenere il  più possibile  elevati i  livelli di efficienza nei servizi, sia per la parte pubblica che per la parte privata, evitando di determinare ulteriori problemi all’intera catena logistica, già provata dal calo della produzione nei Paesi asiatici. In questo senso è doveroso un particolare ringraziamento all’Ufficio di Sanità Marittima, che lavora con grandissimo impegno, pur in perenne carenza di organico.

Il tavolo di Partenariato, comunque, è concorde nell’intravedere nel prossimo futuro una ripresa dei traffici in import, che per La Spezia in gran parte hanno origine dal far east (circa il 40%), area geografica dalla quale stanno finalmente arrivando timidi segnali di miglioramento della situazione.

l porti della Spezia e di Marina di Carrara, con tutti i loro attori, sia pubblici quali Autorità di Sistema Portuale e Autorità  Marittime, sia privati, quali Armatori, Terminalisti, Agenti Marittimi, Spedizionieri, rappresentanti della categoria dell’Autotrasporto, Sindacati e più in generale tutti i rappresentanti delle diverse associazioni che siedono al tavolo, hanno compattamente manifestato la ferma volontà di farsi trovare pronti e preparati per una celere ripresa di tutte le attività in ogni singolo settore, in modo da fornire una veloce ed efficiente risposta al mercato, recuperando quanto più possibile le eventuali perdite di traffico che ancora ci si aspetta potrebbero verificarsi nelle prossime settimane.