Il Presidente dell’UP Vincenzo Bellomo sul Decreto rilancio: Il Governo dimentica che anche i piloti di porto hanno sofferto le conseguenze della crisi causata dal Covid 19

25.05.2020 – Pubblicato il cosiddetto DL Rilancio recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali, connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19 che nel suo articolo 199 riporta “Disposizioni in materia di Lavoro portuale e Trasporti marittimi”.

Abbiamo riletto più volte il comma 6  e, pur nella considerazione dello stato di emergenza nel quale queste misure economiche hanno visto la luce, sentiamo, tuttavia, l’urgenza – come Unione Piloti e rappresentanti del servizio di pilotaggio di fare alcune riflessioni.

Si rileva che tali regole, così come stabilito nelle premesse, dovrebbero essere rivolte a  destinatari, considerati di pari rango, in quanto misure di sostegno alle imprese, al lavoro ed all’economia necessarie a sorreggere le attività che, per gli effetti devastanti della pandemia, sono state duramente colpite.

Pertanto, pur vedendo con favore l’attenzione rivolta alla fornitura del lavoro portuale temporaneo (ex art. 17 legge 84/94) ed al servizio ormeggiatori per il quale è stato riconosciuto un indennizzo dovuto per le ridotte prestazioni di ormeggio rese da dette società dal 1° febbraio 2020 al 31 dicembre 2020 rispetto ai corrispondenti mesi dell’anno 2019, lo stesso non si rileva per altre realtà portuali.

Infatti, le “ridotte prestazioni di ormeggio” sono dovute ai mancati approdi delle navi.

Addirittura in porti come quelli a maggior vocazione crocieristica o di collegamenti con navi Ro/Ro Passeggeri, e l’elenco risulta veramente lungo, gli accosti delle navi si sono sensibilmente ridotti e, cosa ancor più preoccupante, potremmo trovarci nella condizione che alcune corporazioni o stazioni dei pratici locali, non possano sostenere il peso dello scossone economico generato dalla situazione sanitaria.

Ciò ha comportato, però, minori introiti anche per il rimanente cluster portuale.

Invero, le Corporazioni Piloti italiane, pur in presenza di drammatica diminuzione dei traffici e quindi,  notevole decremento di introiti, i loro dipendenti non hanno visto un solo giorno di cassa integrazione, facendo gravare tutto il peso economico sui piloti effettivi.

La legge ha riconosciuto il pilotaggio come servizio pubblico e di interesse fondamentale per la sicurezza della navigazione, svincolandolo pertanto da qualsiasi condizionamento di carattere privatistico; i piloti sono i primi a salire a bordo della nave e gli ultimi a scendere e non sono mai venuti meno – soprattutto in questo ed in qualsiasi altro periodo di emergenza – al loro dovere di garantire la sicurezza della navigazione e la continuità dei traffici commerciali.

Il servizio di Pilotaggio, come noto, con il Regolamento Europeo 352/2017 è stato escluso dalla liberalizzazione, rimanendo in capo ad esso un penetrante controllo e vigilanza sul suo esercizio. Ne è un esempio la determinazione delle tariffe che devono essere effettivamente, come del resto fino ad oggi avvenuto, strettamente legati ai costi per il servizio aumentato della giusta remunerazione per i piloti.

Bisognerà non sottovalutare che, senza una misura compensatrice, i mancati introiti dovuti alle ridotte prestazioni, si ripercuoterà inevitabilmente sulle tariffe per l’approdo delle navi, con un intuibile loro sensibile aumento e – in una situazione di questo tipo,  in occasione dei rinnovi tariffari – non si potranno  invocare la consueta sensibilità ed il senso di responsabilità  per la ripresa dei traffici.

Pertanto, non avendo notizia che il servizio di pilotaggio sarà destinatario di un provvedimento ad hoc, non riusciamo a comprendere come mai i piloti non sono stati considerati meritevoli dello stesso sostegno, assicurato al servizio di ormeggio, per il calo dei traffici nei porti italiani derivanti dall’emergenza Covid-19.

Si osserva che l’aver fornito sostegno solamente ad uno dei servizi  del cluster portuale, non sia risolutiva del problema. Se, le tariffe d’ormeggio non saranno gravate dei costi derivanti dagli effetti COVID-19, altrettanto non si può dire degli altri servizi portuali e del servizio di pilotaggio che, per effetto degli prevedibili aumenti tariffari dei servizi resi in occasione dell’approdo della nave, si potrebbe determinare una  condizione che provoca una minore capacità concorrenziale degli scali italiani, ponendoli fuori mercato con evidenti conseguenze anche per lo stesso servizio d’ormeggio.

Siamo certi che la Ministra Paola De Micheli,  qualora volesse concederci l’immenso onore di dedicarci un po’ del suo preziosissimo tempo, potrebbe riconsiderare l’inserimento del servizio di pilotaggio tra i destinatari delle misure di sostegno all’economia, riconoscendo così la professionalità ed il ruolo fondamentale dei Piloti, orgogliosamente rivendicata, che si svolge dalla fase di ingresso in porto a quella finale di partenza ed esercitata, fuori da ogni retorica, con la dedizione e l’amore che ogni pilota ha della propria professione.

                                                                    

Vincenzo Bellomo,

Presidente Unione Piloti

Ok per la Licenza definitiva agli aspiranti piloti che, superata la prova pratica, attendono di completare i corsi

19.05.20 – Buone notizie per gli aspiranti piloti di porto italiani. Accogliendo una richiesta avanzata ufficialmente dall’Unione Piloti, lo scorso  11 maggio, il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto, ha disposto, con parere condiviso della Direzione Generale del MIT,  con una nota ufficiale datata 18 maggio, che “All’aspirante pilota che abbia superato la prova pratica potrà essere rilasciata la licenza definitiva in deroga alle previsioni di cui al punto 8.1 dell’allegato” al   decreto n. 112 del 24.09.2018 relativo alle linee guida per la formazione iniziale e l’aggiornamento professionale dei piloti dei porti.

Tale  deroga, concessa in funzione dell’importante funzione svolta dai piloti per assicurare la sicurezza dell’approdo nei porti nazionali, resterà in vigore  fino alla riapertura dei centri di formazione e addestramento, autorizzati dal Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto, i quali a seguito della pandemia Covid 19 hanno sospeso l’attività  su tutto il territorio nazionale,  compresi i corsi previsti dal punto 3.2 delle Linee guida allegate al decreto.

A chiarirlo è lo stesso firmatario della nota, il  Capo reparto VI, del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto, CA (CP) Luigi Giardino, che afferma: “Resta  inteso, che il pilota dovrà comunque completare la formazione richiesta al punto 3.2. ed ottenere l’attestato di cui all’allegato A1 del  sopra citato decreto non appena saranno riattivati i centri di formazione”.

Cliccare il link in basso per visionare la nota ufficiale inviata dal Comando Generale delle Capitanerie di Porto

http://www.unionepiloti.net/wp-content/uploads/2020/05/CGCCP.REGISTRO-UFFICIALE.2020.0053244.pdf

La sfida degli agenti marittimi per rilanciare il traffico passeggeri nel porto di Ancona

18.05.20 – Ancona affronta l’emergenza e chiede all’Autorità di Sistema Portuale misure immediate di abbattimento dei costi che consentano di recuperare rapidamente tutte le direttrici di traffico che fanno capolinea nello scalo dorico, nonché la predisposizione e attuazione di quei protocolli di sicurezza contro il Covid-19 che risultano di importanza vitale specie nel terminal passeggeri in considerazione del fatto che Albania e Croazia hanno appena ripristinato i loro collegamenti con l’Italia.

Il messaggio lanciato nei giorni scorsi dall’Associazione Agenti Marittimi di Ancona va diritto alla sostanza chiedendo all’Autorità di Sistema Portuale l’azzeramento dei diritti portuali attualmente in vigore relativi alle tasse sui passeggeri, a quelle sui veicoli commerciali e ai diritti di security.

“Siamo tutti consci delle difficoltà che le nostre aziende e gli armatori si troveranno ad affrontare – afferma Andrea Morandi, presidente dell’Associazione Agenti Marittimi delle Marche e dell’Abruzzo – ma siamo abituati a lottare; proprio i momenti di difficoltà forniscono quelle eccezionali motivazioni che devono anche concretizzarsi oggi nella soluzione dei problemi che si sono cronicizzati e che oggi devono essere affrontati nella logica del rilancio nonché della massima collaborazione fra operatori privati e Istituzioni”.

Covid 19 – Fase 2, Confitarma delusa dal governo

13.05.20 – Confitarma esprime forte preoccupazione e delusione per il mancato accoglimento delle sue istanze nelle bozze del Decreto Rilancio circolate oggi sulla stampa

“Non è stato dato nulla a chi ha dato tanto in questo periodo – afferma Mario Mattioli (nella foto), presidente di Confitarma – Siamo considerati un servizio essenziale quando è necessario assicurare i collegamenti marittimi ma poi veniamo dimenticati quando bisogna sostenere le imprese di navigazione”.

In particolare, Confitarma sottolinea che le sue istanze non sono state accolte mentre sono state trovate risorse ingenti per Tirrenia e Alitalia.

“Non vorremmo che la proroga della convenzione Tirrenia per altri 12 mesi, con un esborso per lo Stati di ulteriori 72 milioni di Euro, nonostante la Commissione europea si sia chiaramente espressa contro qualsiasi proroga, sia la causa della difficoltà del Governo nel reperire le risorse per il nostro settore”.

“Abbiamo chiesto la riduzione temporanea del costo del lavoro – aggiunge – Mario Mattioli – per tutte quelle imprese marittime con unità iscritte nelle matricole nazionali che, a causa delle restrizioni imposte dall’emergenza COVID-19, stanno subendo notevoli cali di fatturato pur continuando ad assicurare quotidianamente servizi strategici ed essenziali per il Paese come la continuità territoriale e i rifornimenti energetici”.

“Non abbiamo letto neanche della previsione di misure richieste da Confitarma per la riduzione dei costi di approdo delle navi nei porti, mentre diversi Stati membri dell’Ue, anticipando le indicazioni della Commissione europea, le hanno già introdotte”.

“L’auspicio – conclude Mario Mattioli – è che nel Decreto siano accolte le richieste di Confitarma, incluse quelle a costo zero, come ad esempio la possibilità di effettuare crociere anche solo tra porti nazionali, così come già si sta programmando in altri Paesi dell’Ue, per contribuire al rilancio della filiera del turismo”.

Porto di Trieste, effetto Covid-19: -5% i volumi di traffico nei primi tre mesi del 2020

11.05.20 – Effetti del coronavirus sulla logistica mondiale, ne risente anche il porto di Trieste. Nel primo trimestre 2020 i volumi di traffico complessivi dello scalo registrano un calo del -5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con 14.300.000 tonnellate di merce movimentata. “Nel quadro generale dell’emergenza in corso, che non ha risparmiato nessun porto nella contrazione dei volumi, si può parlare tutto sommato di un calo fisiologica a cui eravamo preparati e avevamo previsto”, ha dichiarato il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, Zeno D’Agostino. “ I dati vanno letti nell’ambito della pandemia, e nonostante vi sia una perdita in tutte le categorie merceologiche, riscontriamo la crescita nel settore RO-RO e l’attivazione di nuovi servizi intermodali, cifra di un porto resiliente che non ha mai smesso di lavorare e sta reggendo il contraccolpo”.

Ed è proprio il settore RO-RO, a presentare una ripresa importante, tenuto conto del periodo storico e della chiusura con segno meno che aveva interessato la categoria a fine 2019: nel primo trimestre le unità transitate sono state 60.150 (+4 %). Dati tendenzialmente stabili per il settore delle rinfuse liquide con 10.180.000 tonnellate movimentate (- 1%). Variazione negativa per il settore delle merci varie (-4%) con 4.009.000 tonnellate movimentate e per il settore container (-5%), con 180.000 TEU movimentati. Guardando nell’insieme, la contrazione complessiva del I° trimestre 2020, in valore assoluto pari a -811.300 tonnellate movimentate rispetto allo stesso periodo del 2019, è riconducibile per più del 60% al decremento registrato dalla categoria delle rinfuse solide (-82%), dovuta al calo generalizzato del settore dei prodotti metallurgici, minerali e carbone, determinati dalla chiusura delle Ferriera. Per quanto riguarda la movimentazione ferroviaria, nei primi 3 mesi dell’anno in corso, il traffico nello scalo giuliano ha raggiunto i 2.200 treni (-17%). Se il risultato negativo è da attribuire principalmente al calo della movimentazione dei treni alla Siderurgica Triestina, va segnalata una buone performance e vitalità del settore in molti terminal: Molo V(+1%), Molo VI (+6%), Depositi Costieri, (+66%). Inoltre la crescita dell’intermodalità con un nuovo servizio attivato nelle scorse settimane verso l’Austria e la riapertura della Transalpina per i treni cargo, rimarcano il ruolo chiave che la ferrovia riveste per il porto di Trieste, specialmente durante l’emergenza Covid.

“Nei prossimi mesi l’uso del trasporto su rotaia è destinato ad aumentare, ma sarà al di sotto dei valori dell’anno precedente” questa la previsione di D’Agostino. “L’andamento del primo trimestre è un primo indizio su come il coronavirus influenzerà la nostra economia e i traffici nei mesi a venire. Guidati dai nostri valori, dai vantaggi competitivi e dalla forza del sistema logistico della nostra Regione, sono fiducioso che usciremo da questa situazione, ma ci aspetta un periodo difficile.”

Genova ricorda le vittime del crollo della Torre Piloti del Porto

07.05.20 – Con una semplice cerimonia Genova ha ricordato questa mattina presso il Porto Antico, le nove vittime del crollo della Torre Piloti del porto: Daniele Fratantonio, Giovanni Iacoviello, Davide Morella, Marco De Candussio, Giuseppe Tusa, Francesco Cetrola, Michele Robazza, Sergio Basso, Maurizio Potenza.

Davanti alla stele inaugurata un anno fa che riporta i nomi di chi perse la vita il 7 maggio 2013 due marinai hanno deposto una corona d’alloro, accompagnati dal suono delle sirene di due motovedette della Marina Militare.

Alla cerimonia, non aperta al pubblico a causa dell’emergenza sanitaria legata allla diffusione  Covid 19, culminata nel minuto di silenzio,  hanno partecipato il comandante della Capitaneria l’Ammiraglio Nicola Carlone e il sindaco di Genova Marco Bucci.  “Genova non dimentica questa tragedia – ha detto quest’ultimo – anzi ne fa tesoro e nelle azioni future ne tiene conto. Infatti stiamo riprogettando completamente la Torre Piloti secondo schemi migliori dei precedenti”. Questo è il messaggio che ci arriva da queste disgrazie: ricordarsi di quel che è successo per fare sì che non succeda più, lavorando in tempi ragionevoli e nel modo migliore possibile”.

Un secondo momento del ricordo ci sarà al Molo Giano alle 22,59, l’ora esatta in cui il cargo Jolly Nero urtò la torre di controllo del Porto, facendola crollare. Sarà deposta una corona e ci saranno la benedizione e un momento di raccoglimento. Suoneranno all’unisono le sirene di tutte le navi presenti in Porto. Saranno nuovamente presenti le autorità. Qui, al Molo Giano, nel 2015 è stata inaugurata una statua mariana al centro del memoriale delle nove vittime. Il percorso con i nomi dei caduti e la statua, rivolta verso l’imboccatura del porto, occupa la stessa testata del molo dove sorgeva la torre.

Sul fronte giudiziario la Corte Suprema di Cassazione, a causa dell’epidemia Covid 19, ha rinviato l’udienza  relativa al filone principale dell’inchiesta sull’incidente, fissata in origine per i 12 marzo scorso.  In appello il pilota Antonio Anfossi, già condannato  a 4 anni di pena, era stato assolto, mentre Nero Roberto Paoloni, comandante della nave Jolly Nero,  si era visto ridurre di cinque mesi la condanna a 10 anni e 4 mesi inflittagli in primo grado.   

Venti Port Authority di tutto il mondo si impegnano a tenere aperti i porti e combattere il Covid 19

27.04.20 – Riconoscendo che il settore marittimo svolge un ruolo fondamentale nel mantenere aperti i flussi commerciali nella lotta globale contro COVID-19,  i 20 membri della Tavola rotonda delle autorità portuali (PAR) provenienti da Asia, Europa, Medio Oriente e Nord America hanno dichiarato oggi il loro impegno comune a garantire che i porti che rappresentano rimangano aperti nel corso dell’attuale pandemia. La dichiarazione,  promossa dalle autorità marittime di Singapore, invita le Port authority a collaborare e a condividere le migliori pratiche per garantire che le operazioni portuali possano proseguire senza interruzioni.

La Signora Quah Ley Hoon (nella foto), Chief Executive della Maritime and Port Authority of Singapore (MPA),  ha dichiarato: “Mentre il mondo combatte la pandemia COVID-19, non è mai stato così difficile mantenere aperti i nostri porti e le merci in movimento. Sul trasporto marittimo incombono  molte incognite e nuove sfide. Le autorità portuali devono prendere maggiori precauzioni per i loro porti e sulle navi, oltre a gestire lo stress che i  marittimi e gli operatori  portuali devono affrontare. Ci siamo riuniti per dichiarare il  nostro impegno, scambiare esperienze e condividere le migliori pratiche. Questa dichiarazione virtuale dei paesi membri  facenti parte di  diverse regioni geografiche è anche una novità assoluta per la PAR. Al termine della sessione  abbiamo acquisito maggiori e preziose conoscenze  affinchè i beni di prima  necessità e le forniture mediche essenziali continuino ad essere trasportate senza soluzione di continuità in tutto il mondo e nei nostri rispettivi Paesi”.

Attraverso questa dichiarazione congiunta, i firmatari si impegnano a lavorare insieme e a garantire che:  le navi mercantili possano continuare ad attraccare nei terminali portuali per effettuare operazioni commerciali e mantenere la catena di approvvigionamento globale; siano adottate le migliori pratiche, in base alle peculiarità nazionali, comprese le misure precauzionali per la comunità marittima, gli avvisi e l’assistenza al personale di terra e  agli ‘equipaggi delle navi, e la gestione sicura dei carichi durante questo periodo. Contestualmente  intanto le autorità portuali continueranno a condividere le esperienze nella lotta comune contro COVID-19, salvaguardando al contempo senza oppore alcun ostacolo il commercio marittimo.

I membri della PAR hanno condiviso questa dichiarazione di intenti con l’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) e l’Associazione Internazionale dei Porti  allo scopo di  convincere altre autorità portuali a farla propria.

Costa Diadema nel porto di piombino, regia unica per far fronte all’emergenza

31.03.20 -Proseguono le operazioni congiunte di Autorità di Sistema, forze militari, Protezione Civile, Guardia di Finananza, Comune, Sanità Marittima e Capitaneria per fronteggiare l’emergenza Covid-19 in porto.

A seguito dell’arrivo a Piombino della nave da crociera Costa Diadema con il solo equipaggio di 1255 persone, di cui 105 italiani, l’AdSP si è attivata aprendo presso l’edificio Cisp della Stazione Marittima due aree destinate al coordinamento delle attività, rispettivamente una sala di regia e un ufficio riservato ai medici della Sanità Marittima.

Nella prima si tengono ogni giorno tre video conferenze, una estesa alle istituzioni locali per fare il punto della situazione e per risolvere le eventuali criticità e due regionali allagate anche alle realtà portuali di Civitavecchia e di Savona, alle prese con gli stessi problemi di sbarco e controllo sanitario di passeggeri o membri dell’equipaggio a rischio contagio.

«Assieme a tutte le istituzioni coinvolte – ha detto il presidente dell’AdSP, Stefano Corsini (nella foto) – stiamo monitorando con attenzione l’evolversi della situazione. La macchina organizzativa si è mossa subito, operando in piena sinergia nell’interesse della collettività. La Port Security sta lavorando a pieno regime per garantire che le attività di controllo sanitario e di sbarco siano condotte in tutta sicurezza».

Covid-19: LISCR e d’Amico scelgono la tecnologia RINA per ispezionare da remoto e navi

27.03.20 – Il Registro Navale della Liberia (Liberian International Ship & Corporate Registry, noto anche come LISCR), secondo al mondo per grandezza, ha dato il via libera all’uso degli strumenti pensati da RINA per effettuare controlli e ispezioni da remoto sulle navi battenti bandiera liberiana.

In un’operazione pilota, sarà d’Amico a sfruttare i vantaggi di questa tecnologia sulla sua flotta. L’emergenza sanitaria legata alla diffusione del COVID-19, che ha portato molti governi a limitare la libertà di circolazione delle persone, ha spinto il settore marittimo ad adottare nuove soluzioni, comprese le ispezioni navali eseguite a distanza.

La scelta del LISCR di autorizzare l’utilizzo delle remote inspection potrebbe essere presto adottata anche da altre Autorità di bandiera. Alfonso Castillero, COO of LISCR ha dichiarato, “Il settore dello shipping sta affrontando una sfida senza precedenti e sente su di sé la responsabilità di garantire il normale andamento del commercio internazionale anche durante questa crisi. Per assicurare la continuità delle operazioni, proteggere il personale dal rischio di esporsi al virus e migliorare l’efficienza delle ispezioni sulle navi, è vitale essere flessibili e adattare le procedure alla situazione. La tecnologia RINA, ben rodata e affidabile, facilita le normali operazioni sulla nostra flotta, rendendo accessibili le navi quando lo spostamento dei surveyor è quasi impossibile. Con il 12% dell’intera flotta mondiale, il LISCR è sempre alla ricerca di tecnologie per innovare, aumentare la sicurezza e l’efficienza del settore e semplificare le attività dei nostri clienti”.

Salvatore d’Amico, Fleet Director di d’Amico Società di Navigazione e Console Onorario della Repubblica di Liberia, ha commentato “Per il Gruppo d’Amico, la sicurezza degli equipaggi, del personale di terra e dell’operatività delle navi è una priorità. Gli armatori e tutti gli operatori del settore si trovano, oggi, a fronteggiare una sfida senza precedenti che potranno vincere solo restando uniti e trovando insieme soluzioni tecnologicamente avanzate per proteggere la vita umana e per assicurare la continuità delle operazioni in maniera efficiente. Ormai da anni, il Gruppo d’Amico collabora con RINA per applicare all’industria dello shipping la tecnologia, che in questo momento più che mai, si rivela indispensabile per ispezionare le navi a distanza quando la possibilità dei tecnici di andare a bordo è estremamente limitata. Siamo molto soddisfatti di questo accordo fra RINA e LISCR, fra i più importanti Registri al mondo e con cui come Gruppo d’Amico collaboriamo da tempo.”

Il RINA ha iniziato a sperimentare le ispezioni da remoto nel maggio 2019, nell’ambito di un più ampio progetto di digitalizzazione dell’azienda. Le soluzioni digitali comprendono ispezioni, registri bordo elettronici, training con la realtà virtuale e, in generale, tecniche di verifica da remoto.

Dal maggio 2019 al febbraio 2020 RINA ha effettuato circa 300 ispezioni da remoto, mentre per il marzo 2020 ci si attende un deciso aumento delle richieste, con più di 60 ispezioni in programma. Il settore dello shipping in passato è stato poco propenso ad adottare nuovi metodi; tuttavia, ora che le ispezioni da remoto sono state approvate dal LISCR, anche le altre Autorità di bandiera potrebbero ripensare l’obbligo della presenza fisica del surveyor a bordo. In futuro, l’uso di strumenti tecnologici per effettuare ispezioni da remoto potrebbe diventare una pratica comune. Ha sottolineato Nello Sulfaro, CEO di RINA Services, “Oltre agli strumenti per la remote inspection come droni e ROV, utilizziamo anche un sofisticato set con telecamera da applicare su un casco protettivo e una nuova app per lo smartphone. Quest’ultima è molto apprezzata, perché una volta scaricata sul cellulare gli ispettori del RINA possono prendere il controllo del dispositivo e ispezionare la nave attraverso un ingegnere del posto”. “Non ho dubbi: questa è la tecnologia del futuro”, ha continuato Sulfaro. “Sono soddisfatto perché RINA è in grado di garantire la piena continuità dei suoi servizi per i suoi clienti nel settore marittimo, anche in questi momenti difficili”.

Le AdSP unite scrivono alla Ministra De Micheli per illustrare le difficoltà del momento

26.03.20 La portualità nazionale sta attraversando una “tempesta perfetta” tra tagli lineari alle spese correnti, discendenti dalle norme varate con la legge di Stabilità dello scorso dicembre e l’emergenza COVID-19 che ha determinato il crollo dei traffici marittimi in modo improvviso e drammatico. Questa la premessa con la quale, tutti i sedici presidenti dei porti italiani hanno condiviso una lettera che è stata inviata inviata martedì alla Ministra Paola De Micheli.

Con una ritrovata unità d’intenti, i presidenti dei porti in modo compatto hanno dettagliato le ragioni per cui è necessario che il Governo intervenga con provvedimenti urgenti per mitigare l’impatto che la crisi economica e produttiva conseguente alla emergenza sanitaria riverserà inevitabilmente sui porti. In sintesi, tutti i manager dei porti italiani chiedono di garantire la sostenibilità dei loro bilanci trovando forme di ristoro per le entrate tributarie e demaniali perse, a seguito dell’emergenza che sta determinando traffici commerciali in diminuzione, servizi passeggeri notevolmente ridotti e, per le crociere, un lungo periodo di sospensione.

Ugualmente evidenziano l’opportunità di cancellare la norma sui tagli lineari di spesa per non incidere sulle attività correnti anche di carattere essenziale. La lettera riserva, inoltre, considerazioni di carattere generale sulla possibilità che i porti siano il volano capace di garantire la ripresa delle attività economiche del Paese al termine dell’emergenza in corso.

A questo fine, i presidenti dei porti ribadiscono l’opportunità di sperimentare in via temporanea il modello normativo utilizzato per la ricostruzione del ponte Morandi a Genova, nominando gli stessi presidenti commissari straordinari per la realizzazione delle opere infrastrutturali già programmate e finanziate.

Dovrebbe essere questo lo strumento per rendere possibile la tempestiva realizzazione di opere per oltre un miliardo di euro, con conseguente attivazione di almeno altrettanti investimenti privati.