Trasporto marittimo: le misure EU per l’emergenza Covid-19

10.04.20 – Per gestire questa fase emergenziale legata al Covid 19 la Commissione Europea ha predisposto le Linee guida per garantire tanto la protezione della salute e il rimpatrio dei passeggeri e lavoratori marittimi, quanto la circolazione di beni e servizi essenziali per i Paesi europei attraverso i porti.

Di seguito, in estrema sintesi, i punti salienti di tali Linee guida.

Gli Stati membri sono tenuti a facilitare il transito di cittadini europei e cittadini di paesi terzi residenti in Europa per consentire il loro rientro in patria. I lavoratori con funzioni essenziali, indipendentemente dalla loro nazionalità, devono poter essere liberi di spostarsi per proseguire l’attività professionale.

È responsabilità primaria degli operatori delle navi da crociera e degli armatori organizzare il rimpatrio delle persone a bordo, passeggeri e lavoratori, indipendentemente dal fatto che lo sbarco avvenga all’interno o all’esterno dell’UE.

Al personale marittimo impegnato sui mercantili, indipendentemente dalla loro nazionalità, dovrebbe essere garantita la possibilità di raggiungere i porti per l’imbarco e di poter sbarcare a fine missione per tornare in patria. Solo mantenendo un normale turnover dell’equipaggio è possibile mantenere operativo il trasporto marittimo salvaguardando l’import/export delle merci e garantendo l’approvvigionamento di beni e servizi.

Intanto mentre le misure di controllo dell’epidemia di COVID-19 sembrano iniziare a funzionare, aumentano i timori sul costo che l’economia mondiale dovrà sostenere a causa della crisi

Il turismo è tra le industrie più colpite, con una perdita stimata di 450 miliardi di dollari e 75 milioni di posti di lavoro a livello globale nel 2020.

Le crociere stanno affrontando una grande sfida, con la maggior parte delle navi inattive e le nuove partenze rinviate alla fine delle restrizioni. Le compagnie stanno lavorando a nuove campagne di marketing e alla definizione di nuovi itinerari, mentre devono essere individuate soluzioni adeguate per rendere le navi da crociera e i passeggeri di nuovo i benvenuti nei porti e nelle città.

Covid 19, la Guardia Costiera in prima linea a supporto dell’emergenza sanitaria

02.04.20 – In questi giorni di emergenza sanitaria nazionale, la Guardia Costiera non ha diminuito il proprio impegno nell’assolvimento dei propri compiti istituzionali, al fine di continuare a garantire l’operatività dei porti, la sicurezza e la regolarità dei trasporti marittimi, oltre alla salvaguardia della vita umana in mare.

L’attuale situazione di emergenza legata al Covid19 ha comportato la necessità di rimodulare molti dei servizi legati al settore marittimo. Il Corpo ha così introdotto adeguate semplificazioni nella gestione della sicurezza della navigazione delle navi mercantili e dei relativi equipaggi. La Guardia Costiera ha assunto, altresì, il ruolo di raccordo tra Ministero delle politiche agricole e forestali e imprese di pesca, al fine di permettere a quest’ultime di accedere alla corresponsione dei contributi previsti dal Decreto “Cura Italia”.

I Comandanti di porto, in queste settimane, sono stati anche chiamati a svolgere il proprio ruolo in situazioni complesse e inedite. In diverse occasioni, secondo le direttive della Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, hanno garantito alle navi da crociera battenti bandiera italiana, di ritorno nei porti nazionali, approdi idonei per lo sbarco in sicurezza degli equipaggi e dei passeggeri ancora presenti a bordo, in piena sintonia con le Autorità di sistema portuali e con le Autorità locali.

Ma non solo. A seguito delle misure messe in atto dal Governo per il contenimento del contagio da Coronavirus, in numerose realtà territoriali, uomini e donne del Corpo sono stati inseriti nei dispositivi di ordine pubblico, lavorando quotidianamente al fianco delle Forze di Polizia per il rispetto delle disposizioni che limitano gli spostamenti, in particolare da e per le isole, e in molte realtà portuali quali ad esempio: Reggio Calabria, Messina, Milazzo, Salerno, Cagliari, Livorno, Termoli, Portoferraio, Viareggio, Piombino, Capraia, Carloforte, Portoscuso e Calasetta.

Nel porto di Ancona, poi, grazie alla stipula di un protocollo d’intesa con l’Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico centrale e l’Ufficio di sanità marittima aerea e di frontiera, il Corpo si è reso parte attiva per la stesura di procedure standard d’intervento per la gestione di eventuali casi sospetti di coronavirus a bordo dei vettori marittimi. 

Molti, inoltre, gli interventi operativi sul territorio italiano nel quadro del dispositivo di Protezione Civile nazionale. Nei giorni scorsi, tramite il Dipartimento della Protezione Civile e su richiesta dell’Ufficio del dott. Arcuri, Commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus, un aereo “Manta” ATR 42 della Guardia Costiera è decollato dalla Base Aeromobili di Pescara, per assicurare il trasporto urgente di dispositivi di protezione individuale (DPI) in diverse località delle regioni meridionali e delle isole maggiori. Il Manta, dopo uno scalo all’aeroporto di Fiumicino per imbarcare il materiale necessario, ha raggiunto le destinazioni di Cagliari, Palermo, Lamezia Terme e Bari, dove i DPI sono stati consegnati alle autorità regionali di Protezione Civile, per la successiva distribuzione sul territorio.

Non manca il costante supporto alle comunità isolane, pochi giorni fa, la Motovedetta CP 324 di Lampedusa ha permesso al direttore del poliambulatorio locale e a due sanitari dell’A.S.P. di Palermo, di raggiungere l’isola di Linosa per effettuare delle visite mediche finalizzate al contenimento dell’attuale emergenza epidemiologica.

Lo sforzo del Corpo non diminuisce, oggi più che mai. Come l’impegno di tutti gli uomini e le donne della Guardia Costiera che può ben riassumersi nelle parole del Comandante Generale, l’Ammiraglio Ispettore Capo (CP) Giovanni Pettorino: “È un momento particolarmente difficile, nel quale siamo tutti chiamati a compiere un grande sforzo. Grazie agli uomini e alle donne del Corpo, che in questi giorni, oltre ad assicurare i compiti istituzionali, stanno dando il loro contributo al Paese per affrontare questa emergenza eccezionale”.

Sindacati e Confitarma uniti per fronteggiare il Coronavirus

05.03.2020 – Oggi a seguito della richiesta delle Organizzazioni sindacali, Confitarma ha organizzato due incontri presso la sua sede di Roma per analizzare e discutere le problematiche derivanti dall’esplosione del Covid-19.

Il primo incontro ha visto coinvolti Confitarma, AssArmatori, Federimorchiatori e Assorimorchiatori e le Segreterie Nazionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, successivamente Confitarma e AssArmatori hanno incontrato USLAC/UNCIDIM/SMACD.

A fronte dell’espressa richiesta di FILT-CGIL, FIT-CISL e UILTRASPORTI di avere un’informativa sulle criticità determinate dall’emergenza sanitaria legata al COVID-19 e sugli adempimenti adottati dalle imprese armatoriali in materia di salute e igiene a bordo, le Associazioni armatoriali hanno fornito un’ampia informativa in merito alla diffusione alle aziende associate di tutte le raccomandazioni diramate dalle Istituzioni internazionali e nazionali del settore, esemplificando le misure, anche di natura volontaria, adottate dalle imprese armatoriali a tutela dei lavoratori marittimi e amministrativi. In particolare, Confitarma ha comunicato l’odierna pubblicazione della Guida per gli operatori marittimi realizzata dall’ICS. Guida per gli operatori marittimi con le misure per contrastare il COVID-19 a bordo delle navi. Tale Guida è disponibile nel sito www.confitarma.it.

Inoltre, le organizzazioni sindacali confederali hanno proposto di sottoscrivere un Avviso Comune da sottoporre alle Autorità competenti, al fine di affrontare in modo coordinato la problematica, ribadendo la necessità di implementare gli interventi di prevenzione, aggiuntivi a quelli indicati dagli organi competenti, in modo tale da limitare la possibilità di contagio a difesa dei lavoratori marittimi e dell’utenza. Inoltre, è stato espressamente richiesto di valutare e incentivare l’utilizzo del c.d. smart working per il personale di terra.

Da parte armatoriale sono state illustrate le notevoli difficoltà operative, da un lato connesse alla pluralità di soggetti che stanno intervenendo nella gestione dell’emergenza e da regolamentazioni talvolta in contrasto tra loro, dall’altro legate alle restrizioni imposte da molti Paesi terzi alle navi che hanno scalato porti italiani, al personale navigante e tecnico italiano che deve imbarcare nei porti dei suddetti Paesi, nonché agli ispettori delle Autorità ai fini dello svolgimento delle visite a bordo delle navi per il rilascio delle certificazioni obbligatorie. È stata inoltre evidenziata la necessità di effettuare i controlli sanitari preventivi nelle strutture di terra e non a bordo delle navi.

Armatori e Sindacati hanno comunque espresso la forte preoccupazione per le ricadute economiche che l’emergenza sanitaria sta determinando sulle aziende del settore, concordando sull’esigenza di istituire una cabina di regia nazionale nella quale monitorare e definire azioni opportune alla prevenzione, da diffondere poi in modo capillare. Si è convenuto, quindi, di monitorare l’evoluzione dell’emergenza sanitaria e di aggiornare l’esame dei temi trattati a un prossimo incontro.

Coronavirus, Daniele Rossi (Assoporti) rassicura: scali portuali monitorati di continuo

26.02.20 – “Confermo che i porti sono costantemente monitorati dalle autorità sanitarie, tramite gli uffici di sanità marittima, con la collaborazione della Capitaneria di Porto, l’Autorità di sistema portuale e tutte le istituzioni. Le merci non sono veicolo per il COVID-19, e per quanto riguarda il traffico passeggeri sono in atto controlli sanitari dedicati.” E’ quanto dichiara oggi, Daniele Rossi, Presidente di Assoporti a seguito dei provvedimenti assunti nelle regioni del nord, a causa della diffusione del coronavirus in alcune zone settentrionali. Con l’obiettivo di scambiare informazioni e adottare misure e prassi condivise e coordinate tra tutti i principali porti, l’Associazione ha deciso di convocare una riunione in videoconferenza questa mattina. Si tratta di un conclave di funzionari e dirigenti che lavorano quotidianamente sulle questioni operative nei porti, che hanno avuto modo di collegarsi tutti insieme con Assoporti.

“Vogliamo essere utili per fronteggiare al meglio questo periodo. Sono certo che tutti insieme possiamo trovare una linea comune che sia utile per evitare anche ingiustificati allarmismi, che, come già detto, sarebbero molto dannosi per l’economia. Al tempo stesso, stiamo valutando se inoltrare una richiesta ai ministeri dei trasporti e della salute per eventuali direttive nazionali su comportamenti comuni specifici, nel caso dovessero protrarsi gli effetti delle ordinanze regionali. Intanto, stiamo lavorando secondo le indicazioni della circolare del Ministero della salute che contiene indicazioni e suggerimenti generali.”

A seguito dell’incontro, il presidente di AdSP MAM, Ugo Patroni Griffi, commenta: “in linea con le direttive ministeriali e con quanto deciso in sede di Assoporti, nei porti dell’Adriatico meridionale abbiamo già provveduto ad effettuare la disinfezione straordinaria dei nostri terminal; abbiamo acquistato detergenti disinfettanti, collocati nelle aree di accoglienza dei nostri porti, a disposizione di passeggeri e operatori. Abbiamo avviato, inoltre, un continuo scambio di informazioni con gli uffici della Sanità marittima per seguire l’evolversi della situazione. Una serie di misure di sicurezza, a protezione dello sviluppo e dell’economia dei nostri territori.”