Fincantieri: al via le attività della joint-venture Naviris

Naviris, joint venture 50/50 di Fincantieri e Naval Group, ha firmato con OCCAR, l’Organizzazione europea per la cooperazione in materia di armamenti, il primo contratto di R&T per un programma di 5 progetti, che sarà la chiave di volta della cooperazione a lungo termine tra Fincantieri e Naval Group. Naviris sarà prime contractor, coordinerà le attività tecniche affidate alle due società, e avrà la proprietà intellettuale di tutti i risultati della ricerca sviluppata.

Il programma R&T di Naviris è la chiave di volta per una cooperazione a lungo termine tra Fincantieri e il Gruppo navale

Claude Centofanti, CEO di Naviris, ha dichiarato: “Siamo lieti che OCCAR abbia riposto la sua fiducia in noi per partecipare al programma R&T franco-italiano. Questo contratto è il primo passo per futuri progetti europei riguardanti attività di ricerca comune ma anche l’evoluzione dei concept e della produzione delle navi per la Francia, l’Italia e per l’export. Siamo entusiasti di far partire una collaborazione così promettente: la joint venture Naviris contribuirà sempre di più a promuovere l’innovazione e la leadership europea”.

Pierre-Eric Pommellet, CEO di Naval Group, ha dichiarato: “Sono molto orgoglioso dell’avvio delle attività di Naviris. Grazie a Francia, Italia e OCCAR, la nostra joint-venture è in grado di lanciare un programma di ricerca e sviluppo molto ambizioso per i prossimi tre anni e mezzo. Le straordinarie capacità e l’esperienza di Fincantieri e di Naval Group contribuiranno a creare un vantaggio tecnologico a lungo termine delle nostre navi. Questa dinamica sosterrà la ripresa economica dei due Paesi nel periodo post-covid e contribuirà alla superiorità delle nostre Marine. A questo programma di R&T ne seguiranno molti altri. Oltre ad iniziative nel campo della ricerca, Naviris curerà presto l’ammodernamento di mezza vita dei cacciatorpediniere classe Horizon”.


Giuseppe Bono, CEO di Fincantieri (nella foto), ha commentato: “Oggi salutiamo con favore la partenza di uno dei più importanti progetti a cui abbiamo lavorato negli ultimi anni. Da tempo riteniamo che il consolidamento dell’industria navale europea rappresenti uno degli strumenti fondamentali, se non il principale in termini di massa critica e sinergie, per consentire al nostro continente di non finire in disparte e affrontare invece le prossime sfide sugli scenari globali da protagonista”. Bono ha concluso: “Per questi motivi siamo grati ai Governi dei due Paesi perché hanno condiviso la visione comune sostenendo l’alleanza tra Naval Group e Fincantieri, che segnerà il futuro del nostro settore”.

Il programma di R&T di Naviris comprende cinque diversi progetti tutti volti a migliorare le prestazioni delle navi di Fincantieri e di Naval Group

In particolare:

1)    Nave digitale. Saranno sviluppate capacità di simulazione durante l’intero ciclo di vita delle navi al fine di incrementare ulteriormente la valutazione delle prestazioni, riducendo la quantità di prove al vero, e ottimizzare l’impiego dei sistemi di Computer Aided Engineering per migliorare sia la definizione progettuale (idrodinamica e aerodinamica), sia le operazioni quotidiane a bordo (tramite l’approccio integrato del concetto di digital twin);

2)    Ottimizzazione del consumo di energia. Saranno identificate nuove architetture ed equipaggiamenti per migliorare l’efficienza globale delle reti elettriche di bordo e monitorare i consumi elettrici sulle navi di superficie;

3)    Celle a combustibile per navi di superficie. Sarà sviluppato un sistema modulare a celle a combustibile (Fuel Cell System – FCS), adatto ad applicazioni in ambiente marino, in grado di essere completamente integrato a bordo di navi militari di superficie;

4)    Logistica del futuro. Il progetto aumenterà la competitività della costruzione navale attraverso lo sviluppo di soluzioni atte ad aumentare l’efficienza e l’efficacia dei sistemi di produzione e a ridurre i costi durante l’intero ciclo di vita del prodotto, predisponendo nuovi strumenti in grado di migliorare la gestione delle operazioni di bordo quotidiane da parte del cliente (focalizzando su ispezione, manutenzione e gestione dei componenti imbarcati);

5)    Winning a sea state. Saranno sviluppati metodi, strumenti e soluzioni ingegneristiche per permettere alle navi di condurre in sicurezza operazioni quotidiane (come il varo e l’alaggio di mezzi) in condizioni ambientali peggiori di quelle attualmente possibili.

Le attività di Naviris coinvolgeranno, per Naval Group, i siti di  Nantes-Indret, Ollioules e Lorient, oltre alla controllata SIREHNA, mentre per Fincantieri parteciperanno le sedi di Genova e Trieste, nonché le controllate Cetena e Seastema.

Economia circolare e decarbonizzazione: intesa ENI – Fincantieri

03.06.20 – L’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, e quello di Fincantieri, Giuseppe Bono, hanno firmato un Memorandum of Understanding (MoU) che estende la collaborazione nel campo della Ricerca e Sviluppo avviata tra le due società italiane nel 2017, includendo fra gli ambiti di applicazione anche l’approccio verso nuove frontiere tecnologiche.

Fulcro del rinnovo delle intese, infatti, saranno le attività di valutazione congiunta delle opportunità di sviluppo di iniziative innovative in ambito di decarbonizzazione e di economia circolare.Le attività si concentreranno prevalentemente sui temi di waste to energy, sulla produzione e trasporto di vettori energetici come il gas naturale, il metanolo o l’idrogeno, sulle applicazioni di fuel cells e sullo sviluppo e utilizzo di tecnologie rinnovabili off-shore.

Nel corso del triennio relativo al precedente accordo, Eni e Fincantieri hanno collaborato fattivamente allo sviluppo di diversi concept relativi a piattaforme galleggianti per produzione off-shore, con approccio modulare e reversibile, applicando un brevetto Fincantieri, un Floating Gas to Methanol con tecnologia Eni e un Floating Independent Power Plant (FIPP).

Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, ha dichiarato: “Grazie alle sinergie sviluppate, Fincantieri ed Eni possono supportare in maniera decisiva lo sviluppo sostenibile del Paese. Questo accordo si inquadra perfettamente nella strategia di lungo termine che abbiamo disegnato. Per costruire una nuova Eni abbiamo coniugato la sostenibilità economica con quella ambientale, stiamo lavorando alla transizione energetica fornendo energia in maniera redditizia e, al contempo, ottenendo un’importante riduzione dell’impronta carbonica. Nel mix produttivo di Eni il gas, la fonte di energia fossile a più basso impatto emissivo, rappresenterà una componente crescente nei prossimi anni: il 60% nel 2025 e addirittura l’85% nel 2050. In questo percorso Fincantieri rappresenta un partner di eccellenza strategica con il quale continuiamo a ricercare e sviluppare tecnologie e sistemi innovativi”.

Giuseppe Bono (nella foto), Amministratore delegato di Fincantieri, ha commentato: “Siamo convinti che il successo di questa partnership sia un’ottima notizia per il Paese, specialmente perché esplora un ambito essenziale come quello dello sviluppo sostenibile. La capacità che due grandi attori dell’industria nazionale hanno di mettere in comune esperienze, patrimoni professionali e, soprattutto, le rispettive vision per il futuro costituisce un risultato di enorme valore strategico”. Bono ha concluso: “Esprimo grande soddisfazione perché il percorso di ricerca che stiamo tracciando con un gruppo del calibro di Eni ha già portato alla nascita di molteplici progetti in grado di consolidare il primato tecnologico che ha permesso alle nostre società di ottenere affermazioni importanti a livello globale”.

La presente intesa potrà essere oggetto di successivi accordi vincolanti che le parti definiranno nel rispetto della normativa applicabile ivi inclusa quella in materia di operazioni tra parti correlate.

Fincantieri, Genova ha il suo ponte-nave

28.04.20 – Oggi Genova ha il suo ponte-nave. A salutare il varo in quota dell’ultima campata in acciaio anche il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli, il Governatore della Regione Liguria Giovanni Toti e il Sindaco della città di Genova e Commissario per la ricostruzione Marco Bucci. Con quest’ultimo sollevamento, il viadotto sul Polcevera, disegnato da Renzo Piano, la cui costruzione e progettazione è stata affidata a Fincantieri Infrastructure del gruppo Fincantieri e Salini Impregilo, raggiunge i 1067 metri, la lunghezza dell’intera struttura che si staglia sobrio come la carena di una nave sullo skyline della città.

Un “grande vascello bianco che attraversa la valle”, “Il Ponte”, come lo ha ribattezzato Piano – che proprio come una nave è stato realizzato grazie a tutto il know-how di Fincantieri, gruppo leader nella navalmeccanica. Per la costruzione del ponte, sono state utilizzate 17.400 tonnellate d’acciaio, forgiate negli stabilimenti Fincantieri di tutta Italia grazie al lavoro di più di 800 persone. L’assemblaggio e la saldatura sono state possibili solo con l’impegno di ingegneri e tecnici specializzati della controllata Fincantieri Infrastructure – sino a 350 al giorno nei momenti di picco produttivo. Per completare l’impalcato sono serviti 19 sollevamenti, di cui 3 speciali per le maxi-campate da 100 metri l’una, che ad oltre 40 metri di altezza, hanno scavalcato il torrente Polcevera e la ferrovia. Operazioni che sono durate, nel caso dei sollevamenti speciali, anche 48 ore e che hanno richiesto importanti attività preparatorie con squadre di oltre 50 persone all’opera e l’utilizzo di speciali macchinari come le maxi-gru e gli strand jack, apparecchiature necessarie per issare gli impalcati pesanti sino a 1800 tonnellate.

Si completa, quindi, oggi con il sollevamento della campata tra le pile p11 e p12 la struttura portante del nuovo viadotto. Un percorso iniziato con il taglio della prima lamiera avvenuto l’11 marzo 2019 allo stabilimento Fincantieri Infrastructure di Valeggio sul Mincio e che dall’innalzamento del primo impalcato il 1 ottobre 2019 ha visto 7 mesi di lavoro ininterrotto per sollevare tutte le campate che compongono il nuovo ponte. Ora la struttura verrà completata con gli ultimi carter, dopodiché avverrà il calaggio sugli appoggi definitivi.
Il prossimo appuntamento, dopo le attività di rivestimento, sarà quello con le tecnologie sviluppate da Seastema e Cetena – sempre del gruppo Fincantieri –: il ponte sarà dotato di speciali sensori che faranno del viadotto di Genova il primo “smart bridge” d’Europa.

Un impegno che si è svolto in tempi record, mai sperimentati prima d’ora e che oggi restituisce a Genova e al Paese un’infrastruttura nevralgica destinata a diventare un punto di riferimento per opere simili. Con quello che è stato definito il “miracolo del ponte di Genova”, ritmi di lavoro serrati e altissimi standard qualitativi, l’Italia ha mostrato al resto del mondo che ha le capacità industriali e gestionali per costruire bene, in sicurezza e nei tempi prefissati. Uno standard e non un’eccezione per il modello produttivo di Fincantieri, organizzato per produrre tutte le proprie navi entro i tempi e i costi previsti.

A marzo dell’anno scorso davamo il via alla produzione di conci nel nostro stabilimento di Valeggio sul Mincio – ricorda Giuseppe Bono, Amministratore Delegato di Fincantieri – e già prevedevamo di poter accelerare sui tempi: il risultato di oggi ci dà ragione.
È stata ripagata la fiducia riposta in Fincantieri, che, come promisi, con le sue competenze ha saputo gestire in tempi record un’opera così complessa. Perché quando noi italiani vogliamo, sappiamo rimboccarci le maniche e fare grandi cose.
Certo, non avremmo mai pensato che saremmo stati costretti a fronteggiare una pandemia capace di bloccare le attività produttive del nostro Paese e del mondo intero: ai nostri uomini che in questi mesi hanno lavorato senza sosta va ancora una volta il mio ringraziamento.
Il modello Genova –afferma Giuseppe Bono-  lodato e invocato da tanti in questi giorni, è il nostro modello, per il futuro del Paese. Fincantieri continuerà infatti a mettere a disposizione il proprio expertise e le proprie risorse per contribuire, accanto alle Istituzioni, alla creazione di un nuovo modello di sviluppo economico nazionale”.

Genova, il “Ponte-nave” scavalca il torrente Polcevera

10.03.20 – Varato oggi in quota il nuovo maxi impalcato di acciaio da 100 metri. Il ponte il cui profilo ricorderà la carena di nave così come progettato da Renzo Piano – la cui costruzione è stata affidata a Fincantieri infrastructure del gruppo Fincantieri, leader nella navalmeccanica, e Salini Impregilo, unite nella joint venture PERGENOVA – ha scavalcato questa mattina il torrente Polcevera.

Serviranno in tutto 24.000 tonnellate d’acciaio per costruire il nuovo ponte, 9.000 delle quali già varate in quota. La produzione delle strutture d’acciaio che costituiscono il cuore nevralgico dell’infrastruttura, ha visto all’opera 800 persone nei 3 stabilimenti di Fincantieri, quello di Sestri Ponente, quello di Castellammare di Stabia e quello di Valeggio sul Mincio, da un anno al lavoro al servizio della costruzione del nuovo viadotto.

Un lavoro che procede senza sosta: il ponte è ben oltre la metà della sua lunghezza. Il nuovo tratto di impalcato, che porterà l’opera visibile sullo skyline genovese a misurare più di 600 metri, è stato issato oggi a oltre 40 metri di altezza con tutti e 14 i carter laterali – le ali del ponte che danno alla struttura la caratteristica forma che ricorda la carena di una nave – per un peso complessivo di 1800 tonnellate. Questa, fra la pila 9 e la pila 10, è la seconda campata di dimensioni eccezionali e, come la precedente issata solo qualche settimana fa fra le pile 8 e 9, ha richiesto l’utilizzo di speciali macchinari. Impossibile, infatti, procedere con le maxi-gru utilizzate per le altre campate da 50 metri. In cantiere, così, sono tornati a lavorare gli strand jack, speciali apparecchiature che rendono possibile il sollevamento dei mastodontici impalcati a una velocità, in condizioni metereologiche ottimali, di 5 metri all’ora.

Il sollevamento di questo maxi-impalcato ha richiesto, non solo per la grandezza, ma anche per il posizionamento a cavallo del torrente Polcevera, una serie di particolari attività preparatorie. La campata, infatti, è stata prima sollevata con un sistema jack up e poi spostata con carrelli telecomandati verso l’alveo del torrente Polcevera. Successivamente, la grande campata è stata spostata a sbalzo verso Levante nell’alveo del fiume e poi ripresa in carico da un altro gruppo di carelli, al quale è stata sovrapposta una torre provvisoria in acciaio. A questo punto, l’impalcato è stato traslato prima verso Levante e poi verso Nord, infine è stato caricato sugli strand jack per il sollevamento sulle pile.

L’amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono ha dichiarato: “Voglio ringraziare le maestranze e i tecnici che stanno dando il massimo per completare il ponte in tempi record. A ciascuno di loro, a nome di Fincantieri e mio personale, va la nostra riconoscenza più sincera. Con l’occasione, in questo frangente così delicato, rivolgo un grazie anche ai lavoratori di Fincantieri, con la promessa che continueremo ad adottare con rigore tutte le misure indicate dalle Autorità per tutelare la salute di tutti”. Bono ha poi concluso: “Infine, voglio rivolgere un pensiero a chi è stato colpito da questa terribile epidemia, con l’augurio di pronta guarigione“.

Atteso in cantiere nelle prossime settimane l’ultimo varo eccezionale da 100 metri in quota, quello che passerà sopra la ferrovia e che rappresenterà una nuova sfida per quest’opera che procede a una velocità record, mai sperimentata prima d’ora nel nostro paese. Tempi rapidissimi e un know how d’eccellenza tutto italiano stanno facendo del nuovo ponte un esempio per tutta l’Italia, tanto che oggi si parla di “modello Genova” come sinonimo di efficienza.

Pieno sostegno dei governi di Francia e Italia a Naviris, joint-venture Fincantieri Navalgroup

Intanto a Muggiano si è svolto il varo tecnico della corvetta “Al Zubarah” destinata al Qatar

28.02.20 – Giornata significativa quella di ieri per Fincantieri. I governi di Italia e Francia hanno infatti siglato un accordo che ribadisce il pieno sostegno a Naviris, la joint venture di Naval Group e Fincantieri e che rende pienamente operativa l’alleanza di lungo periodo avviata dai due gruppi industriali.

Accogliamo con favore questo accordo intergovernativo, che rafforza la nostra joint venture Naviris. Siamo lieti di poter contare sul sostegno di entrambi i governi italiano e francese, insieme alle Marine dei nostri due Paesi, per portare avanti la nostra missione in modo efficace”, hanno dichiarato Hervé Guillou e Giuseppe Bono, rispettivamente CEO di Naval Group e di Fincantieri.

Naviris, la joint venture paritetica di Naval Group e Fincantieri, è stata costituita nel gennaio 2020. Gestirà progetti ambiziosi, tra cui la modernizzazione di mezza vita delle fregate franco-italiane della classe Orizzonte, progetti comuni di ricerca e sviluppo, opportunità per l’export e lo sviluppo della European Patrol Corvette.  La cooperazione tra Naval Group e Fincantieri è una chiave per il consolidamento del settore navale europeo

Naval Group e Fincantieri sono aperti ad allargare la loro cooperazione ad altri partner europei al fine di rendere l’industria navale europea leader mondiale per performance di prodotto e innovazione tecnologica.

Sempre nella giornata di ieri  c’è stato presso lo stabilimento di Muggiano (La Spezia) il varo tecnico della corvetta “Al Zubarah“, prima unità della classe commissionata a Fincantieri dal Ministero della Difesa del Qatar nell’ambito del programma di acquisizione navale nazionale.

L’unità, che verrà consegnata nel 2021, progettata in accordo al regolamento RINAMIL, sarà altamente flessibile con capacità di assolvere a molteplici compiti che vanno dal pattugliamento con capacità di soccorso in mare al ruolo di nave combattente. Lunga circa 107 metri, larga 14,70 metri, sarà dotata di un sistema di propulsione combinato diesel e diesel (CODAD), potrà raggiungere una velocità massima di 28 nodi ospitando a bordo 112 persone.

Inoltre l’unità potrà impiegare mezzi veloci tipo RHIB (Rigid Hull Inflatable Boat) imbarcandoli tramite una gru laterale e una rampa situata all’estrema poppa. Il ponte di volo e l’hangar saranno attrezzati per accogliere un elicottero NH90.

Firmato MoU tra Fincantieri e il Ministero della Difesa del Qatar

24.02.20 – Fincantieri, uno dei più importanti complessi cantieristici al mondo, e il Ministero della Difesa del Qatar, attraverso Barzan Holdings, società posseduta al 100% dal Ministero della Difesa del Qatar e responsabile per il potenziamento delle capacità militari delle forze armate dello Stato, hanno firmato a Doha un Memorandum of Understanding (MoU) volto a rafforzare la partnership strategica attraverso la valutazione e gli studi di nuove tecnologie e capacità, che potrebbe portare alla futura acquisizione di nuove unità già nel 2020.

 
I programmi previsti dal MoU includono, tra gli altri, la progettazione, la costruzione e la gestione della base navale, la gestione dell’intera flotta navale, l’implementazione di nuove tecnologie come il Digital Radar e la Cyber Security nonché la fornitura di nuove unità navali e sottomarini all’avanguardia.

La firma è avvenuta tra l’Amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono e, per il Ministero della Difesa del Qatar, il Presidente di Barzan Holding, Nasser Al Naimi, alla presenza del vice Primo Ministro e Ministro di Stato per gli Affari della Difesa Khalid Bin Mohammed Al Attiyah e dei vertici delle forze armate del Paese.

 
L’intesa implementa la strategica relazione tra Fincantieri e le forze armate del Qatar e si inserisce nella strategia di sviluppo del business della società in Medio Oriente. Il Gruppo, infatti, ha firmato nel giugno 2016 un importante contratto con il Ministero della Difesa del Qatar, del valore di quasi 4 miliardi di euro, per la fornitura di sette navi di superficie, attualmente in corso di costruzione nei cantieri italiani del Gruppo. Il contratto include la costruzione di quattro corvette della lunghezza di oltre 100 metri, una nave anfibia (LPD – Landing Platform Dock) e due pattugliatori (OPV – Offshore Patrol Vessel) e dei servizi di supporto in Qatar per ulteriori 10 anni dopo la consegna delle unità.

Per rafforzare ulteriormente la propria posizione nello scacchiere mediorientale, Fincantieri ha costituito a Doha Fincantieri Services Middle East, che sarà il fulcro di tutte le attività di servizi e di post vendita sulle navi militari del Gruppo nel Paese.

Fincantieri entra mel progetto ITER per realizzare un reattore a fusione nucleare sperimentale

22.01.20 – Fincantieri si è aggiudicata ieri un prestigioso ordine, del valore di quasi 100 milioni di euro, per una serie di forniture e installazioni di equipaggiamenti di alto profilo nell’ambito dell’International Thermonuclear Experimental Reactor (ITER), un progetto per la realizzazione di un reattore a fusione nucleare di tipo sperimentale, primo nel suo genere, riconosciuta come una delle più ambiziose iniziative al mondo nel campo delle energie rinnovabili.
Per l’esecuzione delle attività è stato costituito un raggruppamento temporaneo d’impresa del quale fanno parte Fincantieri stessa, in qualità di capofila, la sua controllata Fincantieri SI, attiva nel settore dell’impiantistica e componentistica industriale elettrica, elettronica ed elettromeccanica, Delta-ti Impianti, specializzata in impiantistica meccanica, e Comes, specializzata in impiantistica elettrica.

ITER Organization è l’organismo sovranazionale con sede in Francia, partecipato e finanziato dall’ Unione Europea, Cina, India, Giappone, Corea del Sud, Russia e Stati Uniti d’America, che gestisce ITER, in fase di costruzione a Cadarache, nel sud della Francia. Il progetto dimostrerà la fattibilità scientifica e tecnologica della fusione nucleare, e permetterà di acquisire la conoscenza necessaria alla realizzazione di un prototipo di reattore nucleare. Si otterrà così la prima fonte su larga scala di energia pulita e illimitata attraverso la reazione di fusione, anche in presenza di una crescente richiesta energetica, mediante l’uso di tecnologie innovative e sviluppate ad hoc nei Paesi partecipanti al programma.

Affiancata alle fonti rinnovabili, la fusione termonucleare contribuirà significativamente alla lotta contro i cambiamenti climatici. Uno dei vantaggi della fusione, infatti, oltre la sua potenziale inesauribilità, è la limitata produzione di rifiuti residuali, prospettando quindi una fonte di energia che non prevede l’emissione di CO2, uno dei gas serra responsabili del surriscaldamento globale. La fusione nucleare è considerata altamente efficiente e pulita perché la sua fonte di partenza è l’acqua e non genera scorie durante il processo. Rappresenta inoltre un’autentica sfida scientifica e ingegneristica, coinvolgendo in modo trasversale ambiti come la superconduttività, la criogenia e il vuoto spinto.

L’Amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, ha dichiarato: “Quest’ordine, di straordinaria rilevanza internazionale, testimonia la reputazione che abbiamo saputo guadagnarci in ogni campo. Essere coinvolti in un progetto di tale respiro, infatti, conferma la bontà delle nostre strategie, e mi riferisco in particolare a quelle per la diversificazione e il costante investimento nell’innovazione e nella sostenibilità del business. Ora parteciperemo attivamente allo sviluppo di una tecnologia completamente diversa da quella impiegata nelle attuali centrali e soprattutto più pulita: un obiettivo ambiziosissimo che ribadisce anche la nostra capacità di integratore”.

Fincantieri SI, che per questo progetto rappresenterà il braccio operativo di Fincantieri, opera nel campo della propulsione navale ibrida, inclusi  i sistemi di energy storage, e in generale in quello della riduzione delle emissioni, con soluzioni tecnologiche ad hoc come l’elettrificazione dei porti. Con l’acquisizione di questa commessa, la società conferma la sua vocazione a diventare un riferimento sul mercato mondiale per tutte le applicazioni green, supportata in questo dal proprio centro di ricerca e sviluppo.

E’ operativa Naviris, joint-venture tra Fincantieri e la francese Naval Group

16.01.20 – Si è tenuto lunedì scorso il primo Consiglio di amministrazione di Naviris, la joint venture tra Fincantieri e Naval Group. Questa partnership consolida il desiderio condiviso delle due società di costruire un futuro di eccellenza per l’industria navalmeccanica e per le Marine.

L’alleanza è la naturale evoluzione della partnership storica tra due leader mondiali. Con più di vent’anni di collaborazione, Naval Group e Fincantieri hanno già raggiunto insieme traguardi di successo: già negli anni ’90 con il programma di cacciatorpediniere per la difesa aerea Horizon (quattro navi) e con il programma di fregate multi-missione FREMM in corso dal 2005 (venti navi).

Naviris apre la strada al consolidamento della difesa navale europea in risposta alla crescente pressione dei concorrenti mondiali. Attraverso Naviris, Fincantieri e Naval Group uniscono le loro forze per sviluppare una nuova capacità strategica e rispondere in modo innovativo alle esigenze dei loro clienti.

Le due società hanno stabilito che Naviris sia una joint venture 50/50. Con sede principale a Genova e una controllata situata a Ollioules, il team di Naviris si concentrerà su progetti bilaterali e di export. Per sottolineare la volontà strategica e di sviluppo che Fincantieri e Naval Group assegnano all’operazione, a Giuseppe Bono (nella foto) è stata assegnata la Presidenza ed Hervé Guillou è membro del Consiglio di Amministrazione. Claude Centofanti, Chief Executive Officer, ed Enrico Bonetti, Chief Operational Officer, guideranno la società. Le società controllanti sono rappresentate in modo paritetico nel CdA.

L’obiettivo di Naviris è creare valore per i suoi clienti attraverso le seguenti aree chiave:
• Progetti comuni di ricerca e sviluppo
• Capacità di offerta in tutto il mondo
• Prime Contractorship e Design Authority
• Ottimizzazione del Procurement

Naviris prevede opportunità di export e iniziative comuni franco-italiane, come i primi studi per l’ammodernamento di “mezza vita” dei cacciatorpediniere classe Horizon francesi e italiani, nonché progetti europei, come lo sviluppo di una Corvetta europea per il pattugliamento di nuova generazione.

“Siamo grati ai nostri governi per l’incondizionato sostegno ricevuto per la creazione di un nuovo leader europeo nel settore strategico della difesa navale. Insieme accelereremo il nostro progresso tecnologico e manterremo i nostri principali fattori di differenziazione combinando le nostre capacità di ricerca e sviluppo, rinnovando i prodotti a vantaggio dei nostri clienti. Naviris apre la strada per la costruzione di una vera difesa navale europea” hanno dichiarato i due CEO di Fincantieri e Naval Group, Giuseppe Bono e Hervé Guillou.

Fincantieri: contratto di 1,3 miliardi di dollari tra Marinette Marine e Arabia Saudita per 4 unità MMSC

r27.12.2019 – La US Navy ha assegnato al consorzio guidato da Lockheed Martin, del quale fa parte Fincantieri Marinette Marine (FMM), un ordine plurimiliardario per la costruzione di quattro unità Multi-Mission Surface Combatants (MMSC) destinate al regno dell’Arabia Saudita, nell’ambito del programma Foreign Military Sales del Paese.

Fincantieri sarà il costruttore delle navi presso il suo stabilimento di Marinette, nel Wisconsin, recentemente visitato dal Vice Presidente degli Stati Uniti Mike Pence. Il contratto ha un valore di circa 1,3 miliardi di dollari per Fincantieri Marinette Marine.

Le unità Multi-Mission Surface Combatants si distingueranno per essere altamente manovrabili, grazie alla flessibilità derivata dal monoscafo delle Littoral Combat Ship (LCS), classe Freedom, realizzate dallo stesso consorzio per la US Navy (finora sono state consegnate 9 unità e altre 7 sono già in diversi stadi di costruzione), con un’autonomia incrementata a 5.000 miglia nautiche e una velocità superiore a 30 nodi, che le renderanno capaci di operazioni di pattugliamento sia costiero che in mare aperto, in grado di affrontare tutte le moderne minacce alla sicurezza marittima ed economica.

Giuseppe Bono, Amministratore delegato di Fincantieri, ha commentato: “Alcuni ordini, come questo, oltre ad avere una notevole rilevanza economica, si connotano anche per importanti aspetti industriali. Un tale risultato, infatti, corona uno straordinario lavoro che ci ha portato a consolidare una reputazione di assoluta eccellenza anche nel mercato statunitense, notoriamente molto complesso, ed è un attestato delle capacità strategiche, tecnologiche e gestionali che Fincantieri è in grado di esprimere sempre al più alto livello e in qualsiasi contesto”.

Lockheed Martin e FMM, insieme allo studio di architettura navale Gibbs & Cox e oltre 800 fornitori in 42 stati, stanno già cooperando nel programma LCS per la US Navy, uno dei più ambiziosi programmi di navi di superficie al mondo.

Fincantieri Marine Group (FMG) controlla FMM e altri due siti sempre nella regione dei Grandi Laghi, Fincantieri Bay Shipbuilding e Fincantieri Ace Marine. Dal 2008 la società ha investito più di 180 milioni di dollari per modernizzare i tre cantieri in Wisconsin, assumendo e formando da allora più di 1.000 persone, con una forza lavoro complessiva nei tre siti di circa 2.500 persone oltre a un indotto di più di 350 ditte di contractors.

Con sede a Bethesda, nel Maryland, Lockheed Martin opera a livello globale nel settore aerospaziale e della sicurezza, impiegando circa 105.000 persone, ed è impegnata nella ricerca, progettazione, sviluppo, produzione, integrazione e supporto di sistemi, prodotti e servizi di tecnologia avanzata.