Porto di Cagliari: Dal 2 gennaio gli ex lavoratori della CLP saranno assunti dall’ALPS

Firmati i contratti per il riassorbimento di 39 unità lavorative

30.12.2019 – Il 2020 inizierà positivamente per gli ex dipendenti della Compagnia Lavoratori Portuali di Cagliari.

A quasi due anni dal fallimento dell’impresa, sono stati sottoscritti i contratti per l’assunzione di tutti e 39 i lavoratori all’interno dell’Agenzia per il Lavoro Portuale della Sardegna.

Dal 2 gennaio prossimo, gli ex dipendenti CLP, molti dei quali giunti a conclusione del periodo di trattamento della Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego (Naspi), dopo aver ultimato l’attività di formazione finalizzata all’aggiornamento per il reimpiego in quelle attività che le dinamiche del lavoro portuale richiederanno, riprenderanno il loro percorso lavorativo.

Così come previsto dalla normativa e dallo stesso statuto dell’Agenzia, infatti, in dipendenza dei picchi di traffico, ma anche per indisponibilità o per carenza di specifiche figure professionali, gli stessi potranno essere, di volta in volta, impiegati nelle attività portuali.

Un risultato fondamentale, quello odierno, che giunge a conclusione di un lungo percorso condotto dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna (che, in virtù dell’art.17, comma 5, della legge 84/94, partecipa alla compagine societaria dell’ALPS con un 16 per cento di quota), dall’Impresa Terminalista di Cagliari Srl (Iterc Srl), dall’Impresa Portuale di Cagliari Srl (IPC), dalla Combined Terminal Operators Srl (CTO) e dalla Cagliari Ro-Ro Terminal Srl. 

L’attuale assetto organico di 39 unità (pari a 29 full time equivalent) è stato autorizzato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per una prima “fase sperimentale” della durata di 12 mesi, al termine dei quali si procederà ad una nuova valutazione dell’adeguatezza della forza lavoro alle dinamiche portuali. 

Con un paziente lavoro e una grande determinazione – spiega Massimo Deiana, Presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna – siamo riusciti a mantenere fede all’impegno assunto in fase di costituzione dell’ALPS, il cui primo scopo è stato quello di dare una risposta occupazionale ai lavoratori della fallita CLP. Sento il dovere condividere questo traguardo con le imprese portuali, CTO, ITERC, IPC e Cagliari Ro-Ro, che ringrazio per aver assunto, con grande senso di responsabilità, l’onere di partecipare alla compagine societaria dell’Agenzia, dando vita ad uno strumento indispensabile per il buon funzionamento dell’intero Cluster portuale sardo”.

Porto di Cagliari: modificato il Piano Regolatore per rilanciare nautica e traffico merci

19.12.2019 – Rivoluzione e rilancio del waterfont della città di Cagliari e nuovo impulso al comparto delle rinfuse nel Porto Canale.

Saranno gli effetti dell’approvazione degli Adeguamenti tecnico-funzionali e della Variante localizzata al Piano Regolatore Portuale del Porto di Cagliari, all’ordine del giorno della riunione odierna del Comitato di Gestione dell’AdSP del Mare di Sardegna.

Quattordici i punti trattati questa mattina: dalla modifica della destinazione d’uso di alcune aree del porto storico e della parte di quello industriale destinata alle rinfuse, passando per un’ulteriore fase di armonizzazione delle procedure amministrative e di rilevazione statistica; ma anche anticorruzione, concessioni demaniali, fino al monitoraggio dei livelli occupazionali in banchina.

Per la pianificazione sul Porto Canale, attraverso l’adeguamento al vigente PRP di Cagliari (l’unico finora pienamente in vigore tra quelli dei porti di sistema) e la conseguente rimodulazione delle aree dedicate alla movimentazione delle merci (restringimento delle aree di banchina e allargamento di quelle dedicate al deposito), si punterà al consolidamento dei traffici, attualmente in crescita, del comparto rinfuse solide.

Più consistente la trasformazione del porto storico che, con l’ATF e la Variante Localizzata al PRP, verrà interessato da una modifica delle destinazioni d’uso su gran parte del waterfront, consentendo l’utilizzo dello specchio acqueo compreso tra il Molo Sabaudo e il Sanità per l’ormeggio di imbarcazioni da diporto e la creazione di una marina di grandi dimensioni in grado di accogliere anche i maxi yacht. Nautica da diporto che troverà spazio anche al Molo Ichnusa.

A ridosso della portualità turistica, la vera novità deriverà dall’introduzione, nel tratto compreso tra il Molo Dogana e la Pineta di Bonaria, di nuovi spazi dedicati ad attività commerciali e ricreative. Pianificazione che incrementerà la ricettività turistica dell’intero lungomare e la fruibilità da parte della cittadinanza.

Una riunione, quella odierna, che chiude il 2019 anche con il pieno raggiungimento degli obiettivi – generali e particolari – attribuiti al Presidente per l’anno in corso dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.  A partire, per quanto riguarda l’aspetto particolare, dall’armonizzazione delle procedure amministrative relative ai compiti di security nei porti di sistema e la definizione di un flusso informativo unico per la produzione dei dati statistici. Per proseguire, per la parte generale, col monitoraggio delle opere avviate e dalla spesa effettuata rispetto alle risorse per il triennio 17-19; l’attuazione delle linee guida per la redazione del Documento di pianificazione energetico ambientale del sistema portuale, documento che pone le basi per l’attuazione di politiche green nei porti di competenza dell’Ente. Fino all’attivazione del Portale web dedicato al lavoro portuale, utile supporto per gli operatori e le imprese operanti in porto, e veicolo di sensibilizzazione su tematiche inerenti alla sicurezza sul lavoro, gli infortuni in porto o la formazione del personale.

Sull’aspetto occupazionale, nel corso della seduta odierna è stato presentato ed adottato il Piano dell’Organico dei Porti di Sistema (POPS) per il periodo 2020 – 2022, documento di sintesi di un anno di monitoraggio, a cura dell’Ente, sulle imprese portuali e sul mercato del lavoro negli scali di competenza. Un termometro sull’andamento occupazionale nei porti che, specialmente nel secondo semestre dell’anno, ha evidenziato rilevanti criticità nel porto Canale di Cagliari e nel porto di Olbia, sulle quali si stanno attualmente mettendo in campo adeguate contromisure.

Relativamente all’attività interna dell’Ente, è stato illustrato l’avanzamento dell’aggiornamento del Piano triennale di prevenzione della corruzione e per la trasparenza 2020-2022. Attività, questa, che, ancora prima della fase di consultazione pubblica del documento, vede coinvolte nell’elaborazione dello stesso (la cui conclusione è prevista entro il 15 gennaio 2020), le rappresentanze del Comitato di Gestione e dell’Organismo di Partenariato della Risorsa Mare.    

Per quanto riguarda la Valorizzazione del Patrimonio, nel corso della riunione sono state illustrate al Comitato di Gestione 30 concessioni demaniali per i porti di Cagliari, Olbia, Golfo Aranci, Porto Torres e, con la ricognizione della denominazione delle banchine nelle aree portuali di Cagliari, è stata ufficializzata l’intitolazione di un parte della Calata Via Roma all’avvocato Mariano Delogu, scomparso nel luglio del 2016.

La riunione odierna del Comitato di Gestione chiude un anno di grande impegno e di slancio per la pianificazione infrastrutturale, strategica e amministrativa dell’Ente, con il pieno raggiungimento di tutti gli obiettivi assegnati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – spiega Massimo Deiana, Presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna –. Grazie alle modifiche al Piano Regolatore Portuale di Cagliari approvate possiamo finalmente data la giusta risposta alle richieste di una moderna nautica da diporto a cui la città aspira da tempo. Così come potremo andare incontro alle esigenze di nuovi spazi operativi per le imprese che operano nell’area del Porto Canale dedicata alla movimentazione delle rinfuse, settore che, da qualche anno, segna una crescita interessante. Punto fermo di questa seduta, anche la costante attenzione che l’Ente riserva all’occupazione attraverso il monitoraggio annuale introdotto dal Piano dell’Organico dei Porti di Sistema, uno strumento che ci consente di rilevare ogni minima variazione occupazionale e ogni segnale di andamento negativo nell’attività delle imprese operanti nella nostra giurisdizione. Non ultimo, con una particolare emozione e soddisfazione, abbiamo ritenuto di riconoscere un tributo all’azione di Mariano Delogu che fu determinate per avviare quell’integrazione tra porto e città nel solco della quale stiamo convintamente continuando ad operare”.   

Firmato contratto per la realizzazione dell’Antemurale di Porto Torres

16.12.2019 – Oggi a Cagliari, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, Massimo Deiana, ed il rappresentante legale della Sales Spa, Pasquino Zambernardi, hanno firmato il contratto d’appalto per la realizzazione dei lavori di prolungamento dell’Antemurale di ponente e la resecazione della banchina alti fondali del porto civico di Porto Torres.

Un’opera il cui iter è stato avviato nel lontano 2013 con la sottoscrizione, tra ex Autorità Portuale e Regione Sardegna, della convenzione prevista della Programmazione Attuativa Regionale FSC 2007/2013, dedicata alle attività di adeguamento delle infrastrutture portuali di rilievo nazionale. Percorso che, due anni più tardi, ha visto l’aggiudicazione dei lavori alla Sales Spa, per un totale di circa 29 milioni e 241 mila euro (pari al 18,61 per cento di ribasso sull’importo a base d’asta).

La firma odierna sancisce il passaggio ad una fase operativa del cantiere, consegnato anticipatamente nel dicembre 2018 per l’avvio delle attività ante operam – ancora in parte in atto – previste dalle prescrizioni imposte dal Ministero dell’Ambiente col Decreto VIA nel mese di febbraio dello stesso anno.

Tra queste, i monitoraggi sulle correnti e sulla presenza di cetacei; i rilievi topo – batimetrici, le indagini preventive per la presenza di eventuali residuati bellici, lo spostamento del fortino, la caratterizzazione dei sedimenti; per concludere con l’espianto ed il reimpianto, in aree limitrofe a quelle dei lavori, della posidonia e l’installazione di dissuasori antistrascico – con funzione anche di ripopolamento ittico – nel Parco naturale marino dell’Asinara.

Un punto fondamentale, previsto nel contratto firmato oggi, è quello che riporta la realizzazione dei cassoni a Porto Torres, previa acquisizione delle necessarie autorizzazioni ambientali e paesaggistiche. Obiettivo, questo – peraltro contemplato nell’offerta presentata in gara – che genererà importanti ricadute economiche sul territorio e, aspetto non secondario, garantirà una più agevole gestione dei lavori.

Dalla firma odierna, la Sales avrà 30 giorni per presentare il progetto definitivo ed esecutivo e, una volta validato dall’AdSP, l’impresa potrà avviare gli interventi che dovranno essere ultimati entro 726 giorni naturali dalla data del verbale di consegna lavori.

Quello odierno è un punto di svolta fondamentale per l’iter di realizzazione dell’Antemurale di Porto Torres – spiega Massimo Deiana, Presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna – . Con la firma del contratto, che segue tutta la fase di monitoraggio ante operam previsto dalla Decreto VIA, apriamo la fase operativa del cantiere. Il mio auspicio è che il tutto possa procedere celermente e che, salvo diverso avviso degli Enti competenti in materia ambientale e paesaggistica, i cassoni cellulari si possano realizzare in loco. Un aspetto, questo, che sono certo potrà generare ricadute positive sul territorio sia in termini economici che occupazionali”.