Isole Tremiti, nave senza pilota, finisce sugli scogli durante la manovra

26.05.20 – Un incidente, che per fortuna non ha avuto conseguenze gravi è avvenuto due giorni fa alle Isole Tremiti, unico arcipelago del Mare Adriatico al largo della Puglia, dove però il servizio di pilotaggio delle navi non è obbligatorio.

A finire sulla scogliera dell’Isola di San Nicola,  è stato il traghetto “Isola di Capraia” della Compagnia Tirrenia con a bordo solo 7 passeggeri, che ogni giorno fa la spola tra l’arcipelago ed il porto di Termoli.  Subito dopo l’incidente sono  intervenuti sul posto gli uomini della Capitaneria di porto ed alcuni subacquei che hanno verificato gli eventuali danni riportati dallo scafo. Successivamente il traghetto è stato ormeggiato lungo la  banchina del Porto di San Domino, dove sono proseguite le indagini per capire che cosa possa aver causato l’incidente. Secondo una prima ipotesi potrebbe essersi trattato di un problema alle “manette” che avrebbe impedito alla motonave di effettuare correttamente la manovra.

L’Arcipelago delle isole Tremiti, rappresenta un angolo di paradiso caratterizzato da un mare limpido con fondali variopinti e puliti, che attrae ogni anno molti turisti ma che purtroppo è privo di un’infrastruttura adeguata per l’ormeggio di navi come l’”Isola di Capraia” (lunga 71 metri,  larga 12, con 1.925 tonnellate di stazza  a pieno carico, può trasportare 522 passeggeri  e 57 auto).

E’ di pochi giorni fa la notizia che la Giunta Comunale ha approvato il progetto definitivo di “adeguamento del porto di attracco commerciale e transito passeggeri e realizzazione di riparo ed attracco per imbarcazioni turistiche sull’isola di San Domino”. Secondo  il sindaco Antonio Fentini, una volta che i lavori di adeguamento del Molo di Scirocco saranno completati lo stesso potrà essere utilizzato sia come banchina commerciale-transito che come porto turistico.

Sarebbe tuttavia auspicabile, in un ambiente così delicato, che il servizio di pilotaggio diventasse obbligatorio. La presenza del pilota, soggetto professionalmente qualificato e distinto dall’equipaggio della nave  che, come recita il Codice della navigazione,  “suggerisce la rotta e assiste il comandante nella determinazione delle manovre necessarie per seguirla”, sarebbe infatti  una garanzia per la sicurezza della navigazione anche in questo angolo di paradiso.

Russia, lo Stato sfida le aziende private di pilotaggio

15.05.20 – La Duma di Stato, la Camera bassa dell’Assemblea Federale della Russia, ha registrato lo scorso 12 aprile un progetto di legge  che prevede l’istituzione di  un servizio nazionale di pilotaggio all’interno dei porti. Secondo  il governo russo  se trasformato in legge,  il progetto migliorerebbe significativamente la sicurezza della navigazione nel paese.

Di diverso avviso  le società private di pilotaggio che criticano la mossa in quanto motivata da ragioni di cassa , sostenendo  che  lo Stato vuole accaparrarsi la fetta più grande dei 3,2 miliardi di rubli (50 milioni di dollari) che l’industria genera annualmente. Nel 2018, Rosmorport, di proprieta del Ministero dei Trasporti della Russia e che ha il compito di gestire e sviluppare le infrastrutture portuali per conto dello Stato,  ha dichiarato, per quanto concerne il  segmento del pilotaggio marittimo,  una perdita netta di 681 milioni di rubli.

In una dichiarazione del 12 aprile scorso, Sergey Mitin, membro del parlamento russo e autore del disegno di legge, ha affermato che  il moltiplicarsi di  società private di pilotaggio all’interno dei porti  russi ha ostacolato lo sviluppo del comparto  dei piloti  nel Paese e contraddicendo l’obbligo della Federazione Russa di garantire adeguatamente la navigazione in sicurezza delle navi all’interno dei suoi porti.

Le manovre di  pilotaggio non sicure – ha affermato Mitin in una dichiarazione apparsa sulla Gazzetta del Parlamento, la pubblicazione interna del parlamento russo, sono uno dei maggiori problemi per l’industria navale russa e per i suoi piani di sviluppo nel prossimo decennio.

Secondo la stessa  la Gazzetta del Parlamento, la maggioranza  del Consiglio interregionale russo dei piloti (ICMP) si è espressa a sostegno del progetto di legge.

Vladimir Kabanov, presidente dell’ICMP, ha convenuto che nella maggior parte dei paesi vicini – tra cui Finlandia, Germania, Giappone, Norvegia e Svezia – non è prassi normale avere più compagnie di piloti  in competzione tra loro che operano in uno stesso porto.

La concorrenza tra le compagnie di pilotaggio  statali e private non sta migliorando affatto la qualità dei servizi, né facendo abbassare i costi, ha sottolineato Kabanov.  Al contrario –  ha sostenuto –  che la competizione porta ad una mancanza di investimenti nella manutenzione delle navi, ad un peggioramento delle condizioni di lavoro dei  dipendenti, così come ad una diminuzione della qualità del loro livello di formazione e di conseguenza ad un aumento del numero di incidenti causati dai piloti.

Tuttavia, non tutti credono che il disegno di legge, se adottato, migliorerebbe la sicurezza della navigazione  nelle acque della Federazione Russa. Kirill Zhavoronkov, direttore generale della società privata russa di pilotaggio  “Albatros”, ha detto alla SAS che le società di pilotaggio dello Stato non sono efficienti, gestiscono  flotte più vecchie e  sono coinvolte in un maggior numero di incidenti.

Secondo una ricerca condotta dal partito “Delovaya Rossiya”, tra il 2007 e il 2016 si sono registrati complessivamente 221 incidenti che hanno visto il coinvolgimento dei piloti: , 162 al servizio  di Rosmorport e solo 58 di compagnie  private.

La ricerca ha dimostrato che i piloti alle dipendenze  di aziende private forniscono oltre il 50% dei servizi di pilotaggio in alcuni dei più grandi porti della Russia, tra cui San Pietroburgo e Vladivostok. Si stima che attualmente vi siano nella Federazione Russa  mille piloti, di cui seicento impiegati da Rosmorport ed il resto da società private.