Bari, intervento straordinario di sanificazione di terminal e banchine portuali

12.03.20 – L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, a seguito del rilevante afflusso verificatosi ieri nel porto di Bari di passeggeri in partenza per l’Albania, ha predisposto, già nella stessa serata di ieri, interventi straordinari di sanificazione e disinfezione di terminal, piazzali, banchine e arredi al fine di garantire la sicurezza a tutti gli operatori che quotidianamente continuano a garantire l’operosità del porto, nonostante la grave emergenza in atto.

La decisione del Governo albanese, mai comunicata ufficialmente, di sospendere, a partire da oggi, i collegamenti da e per l’Albania ha, infatti, comportato un rilevante e inaspettato afflusso di passeggeri in arrivo e in partenza.

Ieri, circa 1300 cittadini provenienti dall’Albania, privi del modulo di autocertificazione, documento indispensabile per accedere sul territorio italiano così come da direttive governative, hanno intasato l’area extra-Schengen del porto; sebbene, peraltro, l’Ente portuale avesse preventivamente provveduto ad inoltrare il modulo alle compagnie di navigazione, sollecitandole a diramarlo ai passeggeri. Nonostante gli inviti degli addetti ai servizi passeggeri e della viabilità, gli sbarcanti si sono accalcati ai varchi di ingresso della stazione marittima San Vito, adeguatamente presidiati, attraverso i quali hanno potuto accedere in maniera regolata alle postazioni dedicate ai controllo di frontiera.

Gli addetti alla security portuale, gli assistenti alla viabilità e dei servizi presso le stazioni  marittime, coordinati dall’AdSPMAM, hanno supportato il personale della Polizia di Frontiera, della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Dogane che hanno impegnato tutte le risorse umane a disposizione nella gestione della difficile situazione. Tutti le misure straordinarie adottate, vengono costantemente e preventivamente condivise con la USMAF.

Già nella tarda serata di ieri, quindi, l’AdSP MAM ha effettuato un intervento straordinario di sanificazione di tutta l’area portuale.

Dallo scorso 24 febbraio, da quando cioè è esplosa l’emergenza legata al coronavirus, nei porti di Bari, Brindisi, Barletta, Monopoli e Manfredonia è stata notevolmente intensificata l’attività di pulizia e sanificazione di aree portuali e dei terminal.

Quotidianamente, vengono effettuati almeno 6 passaggi giornalieri di pulizie; mentre settimanalmente, nonostante il protocollo indichi una copertura di 14 giorni, interventi complessi di sanificazione e bonifiche degli ambienti, delle strutture e delle attrezzature.

Positivo il bilancio 2019 per i porti pugliesi dell’Adriatico

05.02.20 – Traffici portuali in rilevante crescita nel sistema dell’Adriatico meridionale che chiude il 2019 con 4.716 scali in totale (128 in più rispetto al 2018) e con 15.451.697 tonnellate di merci transitate, il 2,1%  in più rispetto all’anno precedente.

Significativo il dato delle rinfuse solide che segnano un +5%, con quasi 6 milioni di tonnellate movimentate.

Aumenta del 3,1% la stazza lorda delle navi che toccano i porti del sistema, a dimostrazione dell’attrattività degli scali e della conseguente necessità, nell’immediato futuro, di adeguamento delle infrastrutture, con particolare riferimento ai fondali.

I passeggeri movimentati (traghetti e crociere) sono stati 2.474.927

Porto di Bari:  il 2019 è stato un anno record per lo scalo del capoluogo di regione. 2.355 scali in totale (68 in più rispetto al precedente anno). Il quantitativo delle merci movimentate è salito dell’11,1%,  raggiungendo il livello complessivo di più di 6milioni di tonnellate; il maggior contributo è stato dato dall’imbarco e sbarco delle rinfuse solide che è aumentato del 35%.

La movimentazione dei container è cresciuta del 21% per un totale 82.627 teu (14.365 in più rispetto all’anno scorso).

Particolarmente dinamica è stata la movimentazione di merci a mezzo Tir e semirimorchi che è cresciuta di ben 7.932 pezzi, raggiungendo la ragguardevole cifra di 165.945.

Fiore all’occhiello del porto è stata la movimentazione connessa ai flussi turistici della crocieristica che ha raggiunto la cifra record di 674.675 persone (254.657 imbarchi/sbarchi e 420.018 transiti) con aumento, rispetto al 2018, di ben 101.769 unità, pari al 17,8%, un dato che consolida la posizione del porto di Bari tra i top 20 a livello europeo.

Bari, infine, conferma e consolida la propria posizione di primo porto italiano per traffico internazionale passeggeri su navi di linea: nel 2019 sono stati circa 1,20 milioni i passeggeri che hanno transitato a bordo di navi traghetto Ro/RO.

Se Bari ha fatto da traino in questo trend positivo, non meno rilevanti sono le performance dei porti di Manfredonia e Monopoli.

Porto di Manfredonia: segna, rispetto al 2018, una crescita sia nel totale delle tonnellate movimentate, circa il +30% (movimentate 568.629 tonnellate, ossia circa 129mila in più), che nelle rinfuse solide che crescono del 35.4% e sono rappresentate per lo più da cereali (253.559 tonnellate, +14,5%) e, non ultimo, nel numero degli accosti registrati che toccano quota 230, vale a dire 34 in più rispetto al 2018.

Porto di Monopoli:  esplodono le crociere nel porto bomboniera del sistema. Nell’anno appena trascorso si è registrato un +90.4% di aumento dei transiti dei croceristi che conferma sempre più l’importanza dello scalo per il settore turistico regionale.

Positive le performance delle altre tipologie di traffico. Nel 2019 si sono registrati 133 accosti (33 in più rispetto all’anno precedente) e una movimentazione complessiva di 517.842 tonnellate, il 34.3% in più rispetto al 2018. Le rinfuse liquide segnano un’impennata addirittura del più 80% (trattasi prevalentemente di oli vegetali e biodiesel). Buona la performance registrata, anche, dalle rinfuse solide (+5.5%), rappresentate principalmente da derrate alimentari, minerali/cementi, calci e da prodotti chimici.

Porto di Barletta: nel 2019 si sono registrati 186 accosti (5 in meno rispetto al 2018), si sono movimentate poco più di 800.000 tonnellate (-8% circa dell’anno precedente)

Porto di Brindisi: restano stabili i dati, rispetto al 2018. Nell’anno appena trascorso si sono avuti 1.812 accosti, dato praticamente invariato rispetto all’anno precedente che si rapporta ad un calo complessivo del -6.1% delle merci movimentate (7.460.776 di tonnellate). Tale flessione è verosimilmente influenzata dalla diminuzione della movimentazione dei prodotti petroliferi e del carbone. Poco, infatti, possono influire sul totale i sensibili aumenti registrati, invece, delle general cargo (+98.850) dei minerali/cementi e calci (+460.704 tons), dei prodotti petroliferi gassosi (+40.000 tons) e, in misura minore, dei prodotti chimici e metallurgici.

Nel porto di Barletta il calo dei traffici è connesso alla limitazione della infrastruttura, e pertanto i dragaggi, l’abbattimento dei silos e la connessa riqualificazione della banchina, la manutenzione straordinaria delle banchine operative, lo spostamento dei depositi di carburante e la nuova stazione per le crociere, tutte opere in corso di cantierizzazione – commenta il presidente dell’AdSP MAM Ugo Patroni Griffi permetteranno di recuperare, a breve, cospicui volumi di traffico. Per Brindisi – che soffre una crisi connessa al mutamento del ciclo produttivo della centrale Enel – è invece necessario assecondare, attraverso una decisa infrastrutturizzazione, l’evoluzione dello scalo, conformemente alla propria storica vocazione, in una prospettiva polifunzionale: turistica, industriale e gateway commerciale. Le opere programmate, i cui tempi di realizzazione – grazie alla condivisa programmazione con tutti gli stakeholders pubblici e privati, nonché alla attenzione dichiarata del governo – dovrebbero subire una forte accelerazione, ci consentiranno di rendere lo scalo strategico, competitivo e all’avanguardia nei mercati nazionali e internazionaliTra le opere strategiche per Brindisi si ricordano gli escavi e la struttura per il contenimento dei sedimenti; l’acquisto della stazione marittima privata e dei piazzali attigui, da riqualificarsi; la realizzazione di infrastrutture leggere a supporto del traffico extra Schengen, la  project review – al fine di poter gestire efficientemente anche il traffico con l’Albania – e l’indizione del relativo appalto per la realizzazione del terminal  passeggeri Le Vele; la realizzazione di un pontile a briccole e la ristrutturazione lato mare della ex stazione marittima. Le predette opere trovano copertura in finanziamenti a radice comunitaria afferenti ai programmi operativi interregionali, nazionali e regionali 2014/2020 e nell’Interreg Greece/Italye pertanto l’accelerazione della loro esecuzione è necessaria anche ad elidere il, concreto, rischio del definanziamento.”

Bari, avviata concertazione tra Comune, Capitaneria di porto e l’AdsP per la realizzazione di nuovi ormeggi e del porto turistico al Molo San Cataldo

30.01.20 – Ieri mattina il sindaco di Bari Antonio Decaro ha partecipato a un incontro operativo con il direttore della ripartizione Urbanistica e il Contrammiraglio Giuseppe Meli per avviare il tavolo tecnico che definirà le linee guida della progettazione dell’intervento di sistemazione e valorizzazione del molo San Cataldo, che ospiterà il Porto turistico e gli annessi servizi definiti dalla Capitaneria di Porto e dall’Autorità di sistema portuale di Bari, con cui il Comune ha stipulato un accordo di collaborazione.

Nello specifico, il progetto riguarda la realizzazione di una nuova banchina necessaria per l’arrivo a Bari di tre pattugliatori e dei relativi equipaggi. Questa nuova infrastruttura permetterà al Comune, nella stessa area, di attrezzare i servizi per un porto turistico destinato a imbarcazioni da diporto superiori ai 12 metri.

Già nelle scorse settimane la giunta comunale aveva approvato una delibera con cui si sanciva la volontà dell’amministrazione comunale, d’intesa con l’Autorità portuale, di variare il piano regolatore dell’area portuale al fine di realizzare all’interno del porto di Bari una serie di nuovi spazi a servizio della Capitaneria che lì ha deciso di localizzare le nuova infrastruttura con i relativi servizi.

L’incontro di ieri è stato utile ad avviare la discussione sulla progettazione dei vari insediamenti che riguardano differenti funzioni, tra cui le nuove banchine e gli edifici dedicati ai servizi accessori all’attività della Capitaneria e agli alloggi del personale che a Bari troverà sede, più l’attracco turistico per le navi da diporto voluto dall’amministrazione comunale.

L’intervento è finanziato con fondi ministeriali per un importo di 36 milioni di euro già disponibili in favore dell’AdSP, che si è impegnata ad assumere la funzione di stazione appaltante per la progettazione, direzione lavori, misura, contabilità delle opere e collaudo finale, mentre in capo al Comune sarà il compito di facilitare il percorso amministrativo per la realizzazione degli interventi.

L’incontro di oggi – commenta Antonio Decaro – è servito a definire insieme all’ammiraglio Meli e ai tecnici dell’Autorità portuale, il cronoprogramma operativo delle fasi di progettazione e attuazione di questo intervento, che cambierà in maniera sostanziale il volto di quella zona della città. Finalmente sta prendendo corpo l’idea di realizzare all’interno del molo San Cataldo l’attracco turistico per le grandi barche, con la possibilità di avere in quell’area nuovi servizi e attività dedicati ad un settore turistico che negli anni ha incontrato non poche difficoltà a svilupparsi. Fino ad ora, infatti, i grandi yacht sono stati costretti ad attraccare fuori città proprio a causa dell’assenza di un porto turistico capace di accoglierli, sia per dimensioni sia per servizi. Con questo progetto si prevede la possibilità di ospitare fino a 261 barche, con ricadute economiche e sociali di notevole impatto per l’area della Fiera del Levante. Definiremo, quindi, nell’ambito delle prime riunioni del tavolo tecnico costituitosi oggi, le caratteristiche e la localizzazione anche dei nuovi spazi necessari alle attività previste dal progetto della Capitaneria di Porto, che però devono integrarsi nel contesto urbano e creare osmosi tra il porto e il resto della città. Come Comune, abbiamo chiesto di condividere le fasi della progettazione in modo da evitare interventi decontestualizzati dal sistema urbano. Come d’intesa, la gara d’appalto per la realizzazione delle opere di difesa sarà gestita dall’Autorità di sistema portuale in accordo con la Guardia costiera nazionale e la Capitaneria di porto, mentre in una fase successiva sarà l’amministrazione comunale, sempre d’intesa con l’Autorità di sistema portuale, a bandire una gara per la realizzazione e la gestione del porto turistico”.

Porto di Bari: approvata variante al PRP per riqualificare Molo San Cataldo e Darsena di Ponente

20.12.2019 – Il Comitato di gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, riunitosi giovedì 18 dicembre, ha adottato all’unanimità la Variante localizzata del Piano Regolatore Portuale, finalizzata alla riqualificazione del Molo S. Cataldo, al potenziamento delle infrastrutture asservite alla sede logistica del Corpo delle Capitanerie di Porto e al miglioramento della operatività nella Darsena di Ponente.

Obiettivo dell’Ente portuale, valorizzare le potenzialità economiche, commerciali e turistiche dello scalo, creando una ricucitura funzionale e fisica tra porto e città.

Gli interventi previsti per il Molo San Cataldo, perseguono lo scopo di realizzare la qualificazione funzionale di un ambito portuale attualmente sottoutilizzato con il duplice obiettivo di potenziare le infrastrutture asservite alla sede logistica di Bari del Corpo delle Capitanerie di Porto e, contemporaneamente, realizzare un bacino da destinare alla nautica da diporto.

L’intervento previsto per la Darsena di Ponente, invece, consiste nella realizzazione di un pontile, necessario a migliorare e potenziare l’operatività della stessa, mantenendo la tipologia di traffico attuale consistente in RO-PAX e navi da crociera.

Lo scorso 17 dicembre, la Giunta comunale di Bari aveva deliberato la disponibilità ad intraprendere, per quanto di competenza, le azioni necessarie al perfezionamento della procedura di Variante localizzata al vigente Piano Regolatore Portuale, passaggio questo prodromico all’adozione, da parte dell’Organo deliberativo dell’AdSP MAM, della Variante.

La perfetta sinergia e la fattiva intesa con l’Amministrazione comunale di Bari ci hanno portato, in tempi brevissimi, ad avere gli strumenti per procedere con interventi infrastrutturali di grande portata che riqualificheranno, potenzieranno e miglioreranno la funzionalità del porto di Bari- commenta il presidente dell’AdSP MAM Ugo Patroni Griffi. Due aree che riteniamo strategiche e che saranno maggiormente messe al servizio della Città e del territorio. Si tratta– conclude Patroni Griffi- di una serie di azioni assolutamente coerenti con le linee di sviluppo richiamate nel Documento di Pianificazione Strategica di Sistema Portuale.”

La Variante localizzata del Piano Regolatore Portuale prevede i seguenti interventi:

  • Sul molo San Cataldo in tre nuovi punti di ormeggio per la lunghezza di circa 400 metri. Le restanti superfici saranno destinate: 1) Guardia Costiera; 2) Approdi turistici.
  • nella Darsena di Ponente, un pontile idoneo all’ormeggio di due navi RO-PAX che possono aprire il portellone di poppa sulla banchina 11.