Coronavirus, slitta all’8 maggio l’inizio della nuova stagione crocieristica nel Porto di Ancona

17.03.20 – Come misura di prevenzione per la diffusione del coronavirus, slitta nel porto di Ancona l’inizio della stagione crocieristica della compagnia di navigazione Msc Crociere. La prima toccata di Msc Sinfonia era prevista per il 10 aprile; la compagnia ha comunicato l’annullamento delle toccate del mese di aprile ipotizzando per l’8 maggio l’inizio della nuova stagione salvo il protrarsi dell’emergenza o altre cause oggi non preventivabili.

La decisione di sospendere momentaneamente le stagioni crocieristiche sta coinvolgendo tutte le compagnie e le principali rotte europee e mondiali di questo traffico marittimo per affrontare le conseguenze del Covid-19 e prevenirne responsabilmente la diffusione.

“L’avvio della stagione crocieristica sta logicamente risentendo della drammatica situazione che si è creata con la diffusione del coronavirus – afferma il presidente dell’Autorità di sistema portuale, Rodolfo Giampieri -, è chiaro che la salute pubblica deve essere sempre messa al primo posto ed è quello che si sta facendo nei sistemi portuali italiani e mondiali con un comportamento coscienzioso che ovviamente coinvolge anche le compagnie di navigazione e delle crociere in particolare. Adesso è il tempo degli atteggiamenti responsabili per poter uscire prima possibile da questa emergenza sanitaria. Il porto di Ancona si trovava in una forte fase espansiva. Tornerà sicuramente, finito questo brutto momento, ad essere un volano di sviluppo e occupazione grazie all’impegno di tutti gli imprenditori e delle istituzioni perché noi non ci arrendiamo, mai”.

Porto di Ancona, per Giampieri, primi segnali di una stagione non semplice a causa del Coronavirus

09.03.20 – “Questa situazione ci preoccupa sia dal punto di vista sanitario sia economico perché avrà conseguenze su un momento fortemente positivo che sta vivendo il porto di Ancona, sia per la sua fase espansiva e di sviluppo sia per l’incremento dell’occupazione”. Così il presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale, Rodolfo Giampieri, commenta il particolare momento che si sta vivendo.

Le restrizioni decise dal Governo albanese per il contenimento della diffusione del coronavirus nel Paese prevedono, fra l’altro, di sospendere fino al 3 aprile i voli dagli aeroporti e dai porti del nord Italia verso Durazzo. Sono stati quindi cancellati i voli da Milano Malpensa, Milano-Bergamo, Bologna, Firenze, Genova, Perugia, Pisa, Rimini, Venezia, Verona e il traffico traghettistico dai porti di Trieste e Ancona.

Naturalmente nel sistema portuale l’attenzione sul coronavirus è massima. Si stanno applicando tutte le indicazioni del ministero della Salute in attesa di ulteriori disposizioni nazionali relative al protocollo da utilizzare per il traffico internazionale dei passeggeri nei porti italiani, attualmente in discussione, che saranno presumibilmente emanate dal Governo in settimana. Ogni iniziativa va ovviamente coordinata con le disposizioni del Governo.

“L’Autorità di sistema portuale – dice il segretario generale Matteo Paroli – rimane in costante collegamento con le altre amministrazioni e forze di polizia che operano nei porti di competenza per garantire ai passeggeri in transito il consueto livello di qualità nei servizi senza che risultino compromesse le tempistiche di imbarco e di sbarco”.

E’ evidente che sono i primi chiari segnali di una stagione che si presenta non semplice – dice Giampieri -, occorre mantenere i nervi saldi, consapevoli che l’impegno di tutti, anche delle singole persone, diventa fondamentale per superare questa fase critica”.

Porto di Ancona, al via la demolizioni dei silos per il grano

02.03.2020 – Al via in queste ore la demolizione dei 12 silos in concessione alla Sai spa che si trovano alla darsena Marche. Un intervento di trasformazione del porto di Ancona da cui nasceranno nuove opportunità di sviluppo per le attività dello scalo.

Costruiti nel 1972, i silos hanno un’altezza di 48 metri, con un diametro di circa 9 metri. Dopo l’intervento sui 34 silos in concessione alla Silos Granari della Sicilia srl, che si è svolto fra marzo e giugno 2019, si procede ora con l’abbattimento degli impianti in concessione alla Sai come definito nel progetto di demolizione verificato e approvato da tutti gli enti competenti in sede di conferenza di servizi conclusa il 12 settembre 2019.

La demolizione dei 12 silos, dopo la prima fase di preparazione e allestimento delle aree del cantiere, avviene con la tecnica dell’abbattimento meccanico controllato. Nelle varie fasi della demolizione, che vengono monitorate dagli organi competenti anche per gli aspetti ambientali, non ci saranno modifiche sostanziali alla viabilità portuale della zona né al traffico marittimo. L’intervento consentirà di usufruire di una banchina complessiva di circa 350 metri, con un retro banchina di 33 mila metri quadrati.

Su come saranno utilizzate le banchine 19, 20 e 21 della darsena Marche, continua la fase di valutazione dell’Autorità di sistema portuale e della Capitaneria di porto di Ancona che sarà poi una base di discussione per un confronto necessario con tutte le istituzioni, le amministrazioni presenti in ambito portuale e gli operatori per arrivare ad una condivisione sulla destinazione d’uso di questi spazi.

“E’ un porto che punta sulla trasformazione per crescere ed evolvere, per rafforzare le sue potenzialità produttive, favorire nuove occasioni di sviluppo per il lavoro delle imprese e la creazione di nuova occupazione – afferma Rodolfo Giampieri, presidente Autorità di sistema portuale -, tutto il sistema portuale è consapevole che bisogna puntare ad incrementare la competitività dello scalo per intercettare quelli che sono i cambiamenti e le opportunità del mercato in una logica di sostenibilità ambientale”.

Riunione a Pescara sullo sviluppo del porto

25.02.20 – Uno scambio di riflessioni sul futuro del porto di Pescara e sull’imminente intervento relativo allo svuotamento della vasca di colmata e alla futura fisionomia del bacino marittimo una volta eseguito il prolungamento del molo fino alla diga foranea, utile a evitare il periodico insabbiamento e a separare le acque fluviali da quelle marine.

“Un incontro proficuo quello di questa mattina in Comune con il presidente dell’Autorità di sistema portuale dell’Adriatico centrale – ha detto il sindaco Carlo Masci – perché è stata l’occasione per affrontare tutte le tematiche riguardanti il porto, dai lavori delle banchine che partiranno entro i prossimi tre mesi, a quelli imponenti di separazione del fiume dal mare per la realizzazione del bacino portuale, il cui inizio è previsto entro fine anno, ma anche il prolungamento dell’asse attrezzato”.

Ai lavori erano presenti, oltre al sindaco Masci, l’assessore comunale alle Infrastrutture, Luigi Albore Mascia, il Direttore marittimo per l’Abruzzo-Molise-Isole Tremiti, Donato De Carolis, il presidente dell’Autorità di sistema portuale, Rodolfo Giampieri, il segretario generale Adsp, Matteo Paroli, il dirigente dell’Area tecnica, Gianluca Pellegrini, e due tecnici dell’Autorità. Nell’incontro si è parlato anche del bando dell’Autorità di sistema portuale per la realizzazione di opere infrastrutturali a favore del settore della pesca e di manutenzione straordinaria delle banchine nord e sud del porto canale.

L’obiettivo del bando è accrescere l’efficienza del comparto della pesca nel porto di Pescara. Prevede per i lavori risorse pari a 339.224 euro. Le domande potranno essere presentate entro il 5 marzo 2020 alle ore 13. Per gli interventi a favore della pesca, l’Autorità di sistema ha ottenuto un finanziamento di 444.229 euro dal bando Feamp-Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca della Regione Abruzzo, misura 1.43 “Porti, luoghi di sbarco, sale per la vendita all’asta e ripari di pesca”.

 Fra gli scopi del progetto, finanziato al 100% dal Feamp-Regione Abruzzo, c’è quello di migliorare il lavoro dei pescatori e degli operatori durante le ordinarie movimentazioni di lavoro, migliorare e razionalizzare le infrastrutture per la pesca per incrementare la redditività e la competitività del comparto insieme alla valorizzazione a fini culturali e turistici della storica marineria della città di Pescara.

 Il progetto prevede la fornitura e l’installazione, di parabordi d’ormeggio in gomma, già in parte effettuate. Gli altri interventi, che sono alla base del bando, riguarderanno la costruzione, sulla banchina sud, di un modulo chiuso che sarà utilizzato dai pescatori e di una pensilina per il riparo dei “retieri”, gli addetti alla riparazione delle reti da pesca. Gli altri lavori riguarderanno la costruzione di due blocchi per i servizi igienici, di cui uno nella sponda nord e un altro nella sponda sud, la realizzazione del restauro lapideo della pavimentazione della banchina nord con il ripristino delle opere accessorie (bitte, cordoli, dissuasori, fontanella d’acqua potabile), i rifacimenti localizzati della sovrastruttura stradale in conglomerato bituminoso e la costruzione di un impianto per la raccolta, il trattamento e il conferimento in fognatura delle acque reflue di lavaggio del pescato alla banchina nord e sud.

 “Cerchiamo in ogni modo di essere vicini alla marineria di Pescara, così di valore nell’economia cittadina e regionale – ha affermato il presidente dell’Autorità di sistema portuale, Rodolfo Giampieri -, abbiamo ottenuto un importante finanziato del Fondo europeo per la pesca della Regione Abruzzo ma siamo consapevoli che le difficoltà strutturali del porto si stanno affrontando nel modo migliore grazie alla forte intesa istituzionale con Regione, Arap, amministrazione comunale e autorità marittima. Ci sarà ancora da lavorare, molto e a testa bassa, ma con la collaborazione della marineria pescarese puntiamo ad ottenere, in un tempo ragionevole, i risultati che tutti si aspettano”. “Siamo sulla buona strada – ha concluso il sindaco Masci -, abbiamo ingranato il turbo per restituire al porto di Pescara il ruolo che merita”.

Il sistema portuale dell’Adriatico centrale genera 9000 posti di lavoro. Lo svela uno studio statistico

05.02.20 – E’ come se fosse una grande impresa che occupa 9.016 persone. Questo il valore dell’occupazione complessiva del sistema portuale, che va da Pesaro ad Ortona, secondo la ricerca “Analisi d’impatto occupazionale del sistema portuale del mare Adriatico centrale”, realizzata dalle società leader per ricerche statistiche Questlab e Quantitas di Venezia su commissione dell’Adsp e presentata oggi in una conferenza stampa nella sede dell’istituzione ad Ancona.

Secondo la prima grande analisi sugli occupati nella realtà portuale del mare Adriatico centrale, gli addetti complessivi del settore privato del sistema, a fine 2018, risultano essere 8.066 con una crescita del 1,9% sul 2017 quando erano 7.912. Al dato complessivo si devono aggiungere circa 950 persone occupate nelle pubbliche amministrazioni esclusivamente competenti in ambito portuale (tra cui Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Capitaneria di porto, Guardia di Finanza, Polizia di frontiera, Sanità marittima, Autorità di sistema portuale), che portano il totale degli addetti a 9.016, con una crescita complessiva del +1,7% sugli 8.861 addetti del 2017.

Perché l’analisi?

L’obiettivo dell’approfondimento è quello di valutare l’impatto e la tipologia del lavoro nei sei porti di competenza dell’Autorità di sistema portuale, Pesaro, Ancona, Falconara Marittima, San Benedetto del Tronto, Pescara e Ortona. In particolare, lo scopo della ricerca era di individuare le principali attività degli scali dal punto di vista dell’intensità occupazionale, approfondire l’impatto diretto e indiretto delle attività portuali sull’occupazione e disporre di proiezioni sul trend del lavoro anche attraverso la somministrazione di questionari da compilare on line. L’universo interessato dall’analisi comprende 424 aziende fra coloro che sono titolari di concessioni e autorizzazioni e quelli che, negli ultimi due anni, hanno compiuto lavorazioni in ambito portuale. Gli addetti del settore della pesca sono stati calcolati grazie alla collaborazione delle Capitanerie di porto che, fra le loro varie competenze, hanno la tenuta del registro degli imbarcati. Del totale delle 424 imprese interessate dalla ricerca, l’analisi ha individuato che 99 hanno sede all’interno dei sei ambiti portuali mentre 325 sono le aziende che hanno sede esterna ai porti.

Le imprese portuali dell’indagine

Delle 424 imprese interessate dall’indagine, 135 sono della cantieristica, 70 di altre attività commerciali (autotrasporto, servizi ai passeggeri, provviste navali, venditori di carburante, imprese impegnate negli interventi subacquei e nella pulizia degli specchi acquei, altri servizi connessi al traffico marittimo e logistico), 49 sono agenzie marittime, portuali, terminaliste e spedizionieri, 46 sono del settore pesca, 43 della nautica/turistica da diporto (marine e servizi connessi al diportismo), 37 di altre attività (imprese edili, officine meccaniche, servizi per gli autoveicoli in transito nei porti), 24 sono i pubblici esercizi, 12 di altre attività industriale (stabilimenti produttivi all’interno degli scali, dedicati alla manifattura, industrie del legno, industrie meccaniche presenti nei porti) e 8 i servizi tecnico-nautici (piloti, ormeggiatori, rimorchiatori).

Gli occupati nei porti

Gli addetti complessivi del settore privato del sistema portuale a fine 2018 risultano essere 8.066 con una crescita del 1,9% sul 2017 quando erano 7.912. Al dato complessivo si devono aggiungere circa 950 persone occupate nelle pubbliche amministrazioni esclusivamente competenti in ambito portuale (tra cui Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Capitaneria di porto, Guardia di Finanza, Polizia di frontiera, Sanità marittima, Autorità di sistema portuale), che portano il totale degli addetti a 9.016.

Dalla distribuzione degli occupati nei porti emerge che nello scalo di Ancona-Falconara Marittima lavorano il 74,4% del totale degli addetti, in quello di Pesaro l’8,2%, ad Ortona il 7,7%, a San Benedetto del Tronto il 5,9% e a Pescare il 3,9%.

Dall’analisi emerge, quindi, che nel porto di Ancona gli occupati nelle imprese sono 5.998, con una crescita del +1,6% sul 2017 quando erano 5.903, cui vanno aggiunte altre 530 persone occupate nelle pubbliche amministrazioni con competenza esclusiva in ambito portuale per un totale di 6.528 addetti.

Nel porto di Pesaro i lavoratori nelle imprese sono 663, +8,8% sul 2017 quando erano 609, con un incremento legato soprattutto alla cantieristica. Sono 619 gli occupati del porto di Ortona, +3,8% sui 596 del 2017. Nel porto di San Benedetto del Tronto, i lavoratori sono 475, con un aumento del +1,2% sul dato di 470 del 2017. Nel porto di Pescara, gli occupati sono 311, -6,7% sui 333 del 2017.

Gli occupati per settori di attività

Gli addetti crescono nella maggior parte dei settori portuali analizzati. Del totale degli 8.066 occupati del 2018 (+1,9% sui 7.912 del 2017), la cantieristica è il settore con il maggior numero di addetti: 4.139 persone, con una crescita del +3,8% sui 3.988 del 2017. Segue, come numero di occupati, la pesca con 1.661 addetti, che registra però un calo del -4,8% sui 1.746 del 2017. Sono 808 gli addetti delle agenzie marittime, portuali, terminaliste e spedizionieri, con un aumento del +2,5% sui 788 occupati del 2017. Crescono addirittura del +18,9% i lavoratori delle attività commerciali, che passano dai 442 del 2017 ai 526 del 2018. Scendono, invece, gli occupati delle attività della nautica/turistica da diporto (-6,4%), da 441 a 413. Le attività industriali registrano un leggero aumento (+0,9%) con 174 occupati nel 2018 sui 173 del 2017. Crescono anche i lavoratori dei pubblici esercizi (+3,5%), passando da 137 a 142 addetti, e del +5,4% quelli dei servizi tecnico-nautici ((piloti, ormeggiatori, rimorchiatori) con 135 persone rispetto ai 128 del 2017.

Focus sul porto di Ancona

Sono 6.528 i lavoratori complessivi del porto di Ancona: 5.998 i lavoratori dei settori privati (+1,61% rispetto ai 5.903 del 2017) e 530 lavoratori delle pubbliche amministrazioni direttamente competenti sulle attività portuali. La cantieristica navale è il settore con il maggiore numero di lavoratori nel porto di Ancona, con un’incidenza del 64% sul totale degli occupati. Vi lavorano infatti 3.686 persone, con una crescita del +2,54% sui 3.594 addetti del 2017. Gli occupati del porto di Ancona connessi al traffico passeggeri e merci sono, in totale, 1.736 nel 2018, con un incremento del +4,2% sui 1.666 del 2017: 652 sono gli addetti nelle agenzie marittime, portuali, terminaliste e spedizionieri, 139 quelli dei pubblici esercizi, 354 nelle attività commerciali, con una crescita del +17,2% sul 2017, 56 nei servizi tecnico-nautici (piloti, ormeggiatori, rimorchiatori) a cui si aggiungono le 530 persone occupate nelle pubbliche amministrazioni con competenze esclusivamente portuali.

Sono 177 le persone che lavorano nella nautica/turistica da diporto, 144 nei pubblici esercizi, 95 negli altri, 84 nelle attività di carattere industriale. La pesca, con i suoi 750 addetti, registra un calo del -9,11% dell’occupazione sugli 825 del 2017, coerente il dato generale del sistema.

DICHIARAZIONI

Rodolfo Giampieri, presidente Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale

“Quando i numeri sono così importanti, lo sono anche le responsabilità e le decisioni conseguenti. Nei sei porti dell’Autorità di sistema portuale ogni giorno entrano a lavorare più di 9 mila persone. Del totale ben 6.528 sono occupate nel porto di Ancona che, come confermano i dati di questa ricerca, ha la valenza di uno scalo multiporpose, con settori tutti produttivi, nautica e turistica da diporto, agenzie marittime, spedizioniere, portuali e terminaliste, attività industriali e commerciali, pubblici esercizi, tecnico nautici, pesca, in cui questo momento brilla la cantieristica”. Giampieri ha aggiunto che “è fondamentale far percepire alla comunità, spesso non consapevole, la ricchezza diffusa e il valore dell’occupazione che genera il porto internazionale di Ancona. Un mondo, questo della portualità, che si sta sempre più trasformando, aumentando la professionalità e abbracciando nuove tecnologie e metodologie che riguardano anche la sostenibilità ambientale. Questa analisi, inoltre, vuole porre le basi per un approfondimento dei fabbisogni formativi delle imprese che sono il vero motore del porto, assieme a maestranze sempre più qualificate. Il nostro compito è cercare di facilitare in tutti i modi il loro lavoro affinché si continui a creare occupazione”.

Matteo Paroli, segretario generale Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale

“Il 65 per cento dei giovani, che oggi frequenta la scuola dell’obbligo, non sa che lavoro farà in futuro. Crediamo che, come portualità, sia importante far capire quali sono gli orizzonti formativi e di occupazione che si aprono per loro in questo mondo. La ricerca, che abbiamo voluto in maniera così approfondita come prima Autorità di sistema portuale, oltre a quanto previsto dalla legge, ha proprio lo scopo di comprendere la grande evoluzione dei settori portuali e indirizzare le future scelte di formazione sulla base delle esigenze del cluster marittimo. Un’analisi da cui sono emersi indicazioni molto interessanti, che intendiamo approfondire rispetto a questa prima fase iniziale perché conoscere dove il mondo del porto significa offrire ai nostri figli una formazione al passo con i tempi”.

Nicola Ianuale, amministratore Questlab, che ha illustrato la ricerca

“Due le informazioni di rilievo che emergono dall’analisi. La prima è quella dell’occupazione, con oltre 9 mila addetti nel sistema portuale. La seconda nota è che tutti i porti del sistema, a parte al momento Pescara, stanno crescendo come numero di addetti con un incremento complessivo dell’1,7%. Un sistema in crescita in cui spicca l’importanza dello scalo internazionale di Ancona”.

2019 da record per i container ad Ancona

22.01.20 – Cresce il traffico dei passeggeri nel 2019 nel sistema portuale dell’Adriatico centrale, che comprende i porti di Pesaro, Falconara Marittima, Ancona, San Benedetto del Tronto, Pescara e Ortona. Secondo il “Rapporto statistico 2019 dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale”, presentato oggi in una conferenza stampa nella sede Adsp di Ancona, i passeggeri salgono da 1.163.814 a 1.202.973 (+3,4%). È stabile il traffico complessivo delle merci, con 11.804.844 milioni di tonnellate.

Ancona rimane scalo di riferimento del sistema portuale con quasi 11 milioni di tonnellate di merci e circa 1,2 milioni di passeggeri. Ortona rappresenta il principale scalo abruzzese per il traffico merci, con oltre 1 milione di tonnellate. Pesaro mantiene un traffico passeggeri e di crocieristi di nicchia, con oltre 12.500 passeggeri.

PORTO DI ANCONA, RECORD STORICO PER MERCI NEI CONTAINER, IN CRESCITA NUMERO DI PASSEGGERI E CROCIERISTI

Record storico per il porto di Ancona che registra nel 2019 una positiva dinamica del traffico container, segno di un’efficiente competitività dell’infrastruttura e delle imprese, e una leadership nel settore passeggeri rafforzata dall’andamento del traffico delle crociere.

Brilla al porto di Ancona il dato delle merci nei contenitori, che passa da 1.135.549 tonnellate del 2018 a 1.252.197 tonnellate del 2019, record assoluto dello scalo con una crescita del +10%. Dinamica fortemente positiva per le esportazioni a 711.707 tonnellate (+13%) dopo due anni consecutivi di flessione. Sale l’import che si attesta sulle 540.490 tonnellate (+7%). Segno evidente che lo scalo dorico è un porto al servizio delle imprese marchigiane, abruzzesi e delle regioni limitrofe le quali stanno vivendo una fase di ripresa sui mercati internazionali.

Il numero dei TEUS movimentati (unità di misura dei container) passa dai 159.061 del 2018 ai 176.193 del 2019, con un aumento del +11%. Il traffico TEU 2019 rappresenta il terzo miglior risultato assoluto dello scalo.

Tutto questo è avvenuto con una riduzione del numero toccate delle navi portacontainers che, nel 2019, è stato di 354 (-17% rispetto al 2018 e -23% rispetto al 2016). Segnale dell’aumentata capacità di carico delle navi che, pur di maggiori dimensioni, possono accedere al porto di Ancona grazie alla messa in funzione nel 2015 della banchina 26 con relativi lavori di dragaggio.

Un altro segno di una migliore razionalizzazione della catena logistica e gestione del traffico commerciale da parte degli armatori è la tendenza alla diminuzione della movimentazione di TEUS vuoti che scendono dal 27% dei precedenti periodi al 22% del 2019.

Più che positivi i numeri delle merci solide alla rinfusa e general-cargo che crescono del +27% passando da 305.169 tonnellate del 2018 a 386.948 tonnellate del 2019. Fra le categorie merceologiche trainanti, c’è lo sbarco dell’alluminio per il fabbisogno delle imprese del territorio regionale.

In lieve calo il traffico delle autostrade del mare, con il dato delle merci trasportate su nave traghetto che passa da 4.770.397 tonnellate del 2018 a 4.693.531 tonnellate del 2019 (-2%). Il 38% (circa 1,8 milioni di tonnellate) della merce che viaggia su tir e trailer è collettame, cioè merci di vario tipo trasportate insieme. Seguono i prodotti alimentari, bevande e tabacchi (1,12 milioni di tonnellate, il 24% del totale) e i prodotti dell’agricoltura (704 mila tonnellate, il 15% del totale).

Il 78% del traffico merci trasportate su nave traghetto è diretto e/o proviene dai porti greci di Igoumenitsa e Patrasso, il 18% dall’Albania e il 4% dalla Croazia.

Il totale del traffico merci nello scalo dorico è stabile fra il 2018 e il 2019, con un valore passato da 10,8 milioni di tonnellate a 10,7 milioni di tonnellate. Un dato che risente del -4% delle merci liquide, passato da 4.607.454 tonnellate del 2018 a 4.434.506 tonnellate del 2019, con una diminuzione in parte dovuta alla temporanea indisponibilità del pontile utilizzato dalla raffineria Api di Falconara Marittima per l’imbarco dei prodotti petroliferi. Le merci solide (rinfuse + traghetti + containers) ammontano a 6.332.676 tonnellate (+2% rispetto al 2018).

Crescono del 3% i passeggeri, i crocieristi aumentano del +49%

passeggeri transitati nel porto di Ancona sono stati 1.189.441 nel 2019, con una crescita del +3% sul 2018 quando erano 1.151.266. Del totale, 1.089.332 sono stati i passeggeri dei traghetti, dato in sintonia con quello del 2018. Stabile nel 2019 il numero dei passeggeri per la Grecia (772.540) e per la Croazia (218.499). In crescita il numero delle persone che sono transitate sulla direttrice per l’Albania: i passeggeri sono stati 98.155 rispetto ai 90.832 del 2018, con un aumento del +8%.

Record di crescita per i passeggeri delle crociere nello scalo dorico. Nel 2019 sono stati 100.109 con un incremento del +49% sul 2018 quando erano 67.031. Un dato decisamente migliore rispetto alla media nazionale di traffico crocieristico dell’11,2% registrata dalla recente analisi sul 2019 di “Ship2Shore”.

Un mercato in continua crescita, quello delle crociere, nel mondo e in Italia dove l’aumento 2020 del traffico delle navi da crociera è stimato nel +2,8% secondo le previsioni dell’Italian Cruise Watch di “Risposte Turismo”.

Un’opportunità anche per Ancona, inserita sulla rotta del mare Adriatico delle più importanti compagnie di navigazione del settore, a cominciare da Msc Crociere che per il 2020 ha già confermato la sua presenza nello scalo. Una grande opportunità per lo sviluppo dell’economia e del turismo della città e di tutte le Marche che richiede un’infrastruttura adeguata all’attracco delle navi come il nuovo polo crocieristico da realizzare al molo Clementino.

PORTO DI PESARO

Cresce il numero totale dei passeggeri nel porto di Pesaro nel 2019. Sono state 12.561 le persone transitate nello scalo, con una crescita dell’8% sul numero dei passeggeri del 2018, che erano 11.631. Positivo l’andamento del traffico estivo per la Croazia, quando è attiva da aprile a settembre la linea passeggeri per raggiungere le spiagge croate di Lussino, isola di Rab e Novalja, con 11.660 passeggeri. Stabile il numero dei crocieristi (901 persone) che, a bordo delle navi Artemis e Arethusa della compagnia “Grand Circle Cruise Line”, hanno viaggiato sull’itinerario Venezia, Ravenna, Pesaro, Ortona, Termoli, Monopoli, Otranto e Roccella Ionica e che hanno potuto scoprire la bellezza del territorio pesarese, Urbino, San Marino e alle altre località di pregio anche naturalistico della provincia.

PORTO DI ORTONA

Ammontano a 1.037.662 tonnellate le merci movimentate nel porto di Ortona, scalo a vocazione rinfusiera e general-cargo, con una lieve crescita del 2% sul 2018 quando le merci erano pari a 1.013.352 tonnellate. Del totale delle merci, esprimono dato più che positivo i prodotti petroliferi raffinati sbarcati (+10%). Andamento molto positivo per i cereali sbarcati che hanno superato le 270 mila tonnellate, in aumento del +19% rispetto al 2018.

Continua anche la presenza dei crocieristi, con 971 transiti nel 2019, che arrivano a bordo delle navi Artemis e Arethusa, impegnate nell’itinerario che coinvolge anche il porto di Pesaro.

DICHIARAZIONI

Rodolfo Giampieri, presidente Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale

“Sicurezza, crescita e sostenibilità, questo l’orizzonte su cui sta lavorando l’Autorità di sistema portuale in collaborazione con tutte le istituzioni di riferimento e gli operatori portuali. I dati sono molto positivi e confermano che i porti del sistema sono infrastrutture al servizio dell’economia. I numeri sono molto interessanti e in crescita, sia dal punto di vista delle merci sia dei passeggeri”. Per il porto di Ancona, ha sottolineato Giampieri, “si è raggiunto il record assoluto di traffico delle merci nei container, con una crescita delle esportazioni del 13% e delle importazioni del 7%. Abbiamo la conferma dell’importanza di Ancona come porto passeggeri al centro dell’Adriatico e della Macroregione Adriatico Ionica, con quasi 1,2 milioni di passeggeri, e soprattutto del rilievo dello scalo a livello di crocieristi con una crescita del 49%, un forte segnale e un forte sostegno al turismo. Il nostro obiettivo 2020 è essere ancora più competitivi e sostenibili”.

Matteo Paroli, segretario generale Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale

“Il mondo del lavoro portuale sta andando decisamente verso professionalità specializzate, con i porti che offrono sempre più occupazione di qualità. La totalità delle imprese portuali, sia ad Ancona sia ad Ortona, sta investendo sia sotto il profilo dei mezzi operativi sia nel campo degli organici e delle competenze professionali. Su questa linea, l’Autorità di sistema portuale sta approfondendo queste esigenze di specializzazione nell’ambito dello studio del Piano di fabbisogno dell’organico del porti di sistema che è in corso di costante evoluzione e che ha lo scopo di assistere e affiancare le aziende nel campo della formazione del personale. Questi sforzi e queste attenzioni hanno consentito al porto di Ancona di incrementare dell’11%, rispetto all’annualità precedente, il numero dei contenitori movimentati a fronte di una riduzione del -17% delle navi commerciali attraccate: navi più grandi hanno ovviamente richiesto manodopera specializzata e mezzi di sbarco idonei alle nuove caratteristiche dimensionali delle unità navali”.

Contrammiraglio Enrico Moretti, direttore Marittimo delle Marche e comandante del porto di Ancona

“L’attività svolta dalle Capitanerie di Porto Guardia Costiera nei porti dell’Autorità di sistema portuale dell’Adriatico centrale ha assicurato la sicurezza e la regolarità dei traffici marittimi. Nel 2019 molto intensa è stata l‘attività del Corpo riferita agli aspetti di sicurezza portuale, alcuni dei quali sono stati assicurati anche mediante l’emanazione di specifiche ordinanze, fra tutte piace ricordare quella che istituisce nuovi schemi di separazione del traffico navale in entrata/uscita dal porto dorico”.

Fra gli interventi, ha aggiunto il Contrammiraglio Moretti, “piace evidenziare l’attività di controllo sul rispetto della normativa in materia di emissioni in atmosfera da parte delle navi ormeggiate in porto, e ciò sia per verificare il rispetto della normativa vigente sia, da parte delle compagnie di navigazione che lo avevano sottoscritto, dell’accordo volontario denominato Ancona Blu Agreement. In conclusione, nel 2019 sono stati raggiunti risultati lusinghieri, per i quali ringrazio sia tutti i colleghi dei porti ricompresi nell’Autorità di sistema portuale del medio Adriatico sia i servizi tecnico nautici che in operano in questi porti”.

Porto di Ancona: presto l’abbattimento dei silos Sai alla darsena Marche

15.01.20 – Un percorso di cambiamento che nasce dalla parola “trasformazione” nel porto di Ancona. Sono appena cominciate le attività di preparazione per l’intervento di abbattimento dei 12 silos in concessione alla Sai spa che si trovano alla darsena Marche. Una nuova veste per l’area che nasce dalla riflessione e dalle necessarie risposte al mercato che si sta profondamente modificando.

Dopo l’intervento sui 34 silos in concessione alla Silos Granari della Sicilia srl, che si è svolto fra marzo e giugno 2019, è previsto adesso lo smantellamento dei 12 silos della Sai come stabilito dal progetto di demolizione verificato e approvato da tutti gli enti competenti in sede di conferenza di servizi conclusa il 12 settembre 2019. Costruiti nel 1972, i silos hanno un’altezza di 48 metri, con un diametro di circa 9 metri.

La demolizione dei silos avverrà con la tecnica dell’abbattimento meccanico controllato a partire dal 10 febbraio, salvo diverse esigenze di cantiere, per concludersi entro fine aprile. Il primo passo dell’intervento prevede la demolizione manuale e meccanica della torre di sbarco dei cereali. Proseguirà con la demolizione delle strutture metalliche minori e della vecchia palazzina degli uffici per procedere poi da febbraio con i 12 silos. L’ultimo smantellamento, sempre meccanico, interesserà la torre metallica. Nelle varie fasi della demolizione, che saranno monitorate dagli organi competenti anche per gli aspetti ambientali, non ci saranno modifiche sostanziali alla viabilità portuale della zona né al traffico marittimo.

La demolizione dell’impianto in concessione a Sai spa, che doveva essere realizzato entro fine 2019, ha subìto un ritardo per il prolungamento della procedura di spostamento delle antenne di telefonia mobile che erano sul tetto dei silos da parte delle stesse società di servizio telefonico.

Il completamento della trasformazione di questa area libererà una banchina complessiva di circa 350 metri, con un retro banchina di 33 mila metri quadrati. Sull’utilizzo delle banchine 19, 20 e 21 della darsena Marche sono in corso valutazioni da parte dell’Autorità di sistema portuale e della Capitaneria di porto di Ancona che serviranno poi come base di discussione per un necessario e indispensabile confronto con tutte le istituzioni, le amministrazioni presenti in ambito portuale e gli operatori per una condivisione finale della destinazione d’uso delle banchine stesse.

“Un porto moderno e contemporaneo, orientato alla sostenibilità, che si evolve sulla base dei cambiamenti del mercato. È quello che pensiamo per Ancona e che cerchiamo di realizzare in sintonia con tutte le istituzioni di riferimento e gli operatori portuali – dice Rodolfo Giampieri, presidente Autorità di sistema portuale – un porto che punta sulla trasformazione per crescere ed evolvere, creare nuove opportunità di sviluppo per le imprese e soprattutto nuova occupazione”.