Passaggio di consegne tra i porti di Ravenna e Venezia per la presidenza del NAPA (North Adriatic Ports Association)

13.12.2019 – Si è svolta  venerdì 11 dicembre a Trieste l’Assemblea dell’Associazione dei Porti del Nord Adriatico (NAPA), di cui fanno parte i porti di Venezia, Trieste, Koper, Rijeka e Ravenna, che era presente all’incontro.

Nel corso dell’Assemblea vi è stato anche il passaggio di consegne fra Trieste e Venezia alla Presidenza dell’Associazione che, ricordiamo, tra i suoi principali obiettivi, annovera il potenziamento del proprio ruolo a livello europeo, forte del valore che i 5 porti insieme rappresentano nel quadro della portualità internazionale.

In particolare è utile rammentare che il rilancio della collaborazione tra i Porti dell’Alto Adriatico sancita dal NAPA e ribadita a Trieste, rientra tra le attività che il Piano Integrato dei Trasporti della Regione Emilia Romagna prevede per il prossimo quinquennio (PRIT 2025).

In questo recente documento di programmazione, adottato nell’ottobre 2019, si conferma l’importanza del rilancio del NAPA nel senso di un rafforzamento della collaborazione tra i Porti membri dell’Associazione che possono, presentandosi come sistema, sia aumentare l’efficienza portuale e la capacità di instradamento delle merci, sia proporsi quali partner privilegiati nell’offerta di servizi logistici nei mercati balcanici e nell’est Europa.

L’altro perno sul quale ruota la mission dell’Associazione è quello di rappresentare un valido strumento per concorrere a semplificare ed armonizzare regolamenti, tempi e procedure che regolano le operazioni nei Porti, incluse le procedure doganali e sanitarie, nonché tutte le altre procedure relative alle navi e alle merci, tenendo conto della specifica legislazione internazionale e nazionale, anche relativa ai porti franchi e alle zone franche.

La Presidenza dei prossimi sei mesi passa dunque al Presidente Pino Musolino che ha dichiarato di essere determinato a far guadagnare a NAPA un posto in prima fila nel dibattito internazionale, uscendo dalla logica dei campanili e valorizzando “le complementarietà dei Porti Alto Adriatici, garantendo all’intero sistema quelle occasioni logistiche ed infrastrutturali da pretendere a Bruxelles”